- The Legend of Zelda: Storia o mito? -

a cura di Davogones (davogones [at] hotmail [dot] com) - tradotto in italiano da Shari R'Vek (sharirvek [at] mclink [dot] it)

Non ho mai sentito la necessità di provare che la serie di Zelda ha una storia interna. Ero abituato a dare per assunto che si trattasse semplicemente di un fatto appurato. Ma ho scoperto che non tutti vedono i giochi di Zelda sotto questa luce. Alcuni vedono i giochi come successive versioni di un singolo mito-archetipo. Ogni capitolo sarebbe quindi solo un’ennesima versione di “Link che combatte contro Ganon per salvare Zelda.” Ho speso moltissimo tempo a studiare la storia di Zelda, quindi, ovviamente, se voglio che la mia faticosa opera continui ad avere un qualsiasi significato, devo occuparmi di questo importante tema.

La Natura del Fantasy
In qualsiasi genere di racconto inventato, e specialmente nel regno del fantasy, vi sono due modi in cui il racconto può essere costruito. Assumiamo che la letteratura fantastica sia una serie di storie o favole. Un modo di costruire tutte queste storie è di farle interagire tutte reciprocamente. Si intende dunque portare i racconti in un contesto storico. Combinati assieme, tutti i racconti formano una Storia interna, una Storia immaginaria se volete.

Un altro modo di costruire una serie di racconti è quello di non farli collegare in alcun modo. Ogni storia si distingue per le sue proprie caratteristiche, proponendo personaggi diversi in diverse ambientazioni o mondi. Nessuna delle storie nella serie è intesa per l’interazione con le altre; le azioni di un personaggio in uno dei libri non influenzeranno le azioni di un personaggio in un altro libro.

Un esempio di una serie di racconti con una Storia interna sono i libri di J.R.R. Tolkien. I suoi “Lo Hobbit”, “Il Signore degli Anelli”, “Il Silmarillion” ed altre opere si occupano della Storia immaginaria della Terra di Mezzo. Un esempio della concezione opposta sono le favole di Esopo. Ogni favola è una storia autoconclusiva. Nessuno dei personaggi in nessuna delle favole sembra avere un effetto in nessuna delle altre favole.

Giochi Fantasy
Dopo aver stabilito le due diverse tipologie della letteratura di fantasia, estendiamo ora il concetto ai giochi fantasy. È ovvio che i giochi non somigliano ai libri. Sono realizzati da team di programmatori e creativi di vario genere, ed i giochi più recenti di una serie potrebbero essere caratterizzati da storyline più chiare di quelli più vecchi. E nei giochi la storia, non importa quanto ben fatta, è sempre subordinata al gioco oppure si pone a pari merito con esso. Un libro o una novella sono tutti storia; un buon gioco fantasy è metà storia, metà gioco.

Ma l’analogia tra i libri fantasy ed i giochi fantasy si mantiene salda quando parliamo delle due tipologie della serialità. Una serie di videogiochi può sia avere una Storia interna consistente e voluta, o può essere una serie che ha in comune il nome, ma non ha alcuna Storia interna.

Un buon esempio di una serie di giochi con una Storia interna è la serie di Metroid. Ogni gioco della serie si riferisce specificatamente ad un precedente episodio. Ogni gioco ha per protagonista lo stesso personaggio in una trama che si svolge man mano.

Dall’altra parte, la serie di Final Fantasy è l’epitome della concezione opposta. Ogni gioco di Final Fantasy ha meccaniche di gioco simili (che si evolvono e migliorano ad ogni episodio), un’atmosfera simile, e, ovviamente, lo stesso nome. Ma nessuno dei giochi della serie si connette ad un altro. Ogni gioco è ambientato in un mondo differente, con personaggi differenti. Niente di ciò che accade in un gioco si riferisce mai ad un altro episodio della serie (questo almeno fino all’arrivo di FFX-2, che stravolge l’intero concetto su cui è basata la serie NdT).

Dove Collocare Zelda?
Ora che abbiamo visto che le serie di videogiochi possono oscillare tra i due estremi, esaminiamo in che tipologia collocare la serie di Zelda.

In accordo con un certo punto di vista, ogni gioco di Zelda è meramente una nuova versione dello stesso mito. Superficialmente, i giochi di Zelda si prestano a questo tipo di opinione, perché ogni gioco è molto simile in termini di stile e presentazione. Nel primo gioco di Zelda, abbiamo Link che combatte contro Ganon per salvare Zelda. Ogni gioco di Zelda dopo di questo, accordandoci a quella che io chiamo la visione “mitica”, ha costruito sullo stesso mito archetipo, evolvendolo. Ogni gioco, in effetti, è un miglioramento incrementale, o un’evoluzione, della precedente versione del mito.

Questo punto di vista ha effettivamente in sé elementi credibili. Questo è, dopo tutto, il modo in cui i miti venivano tramandati oralmente nell’antichità, prima che venissero messi per iscritto. Il mito inizia limitato in scopi e lunghezza. Ogni volta che un cantastorie racconta il mito, il mito lentamente cresce, si evolve e si arricchisce di nuovi elementi. Dopo centinaia di anni, il mito diventa qualcosa di molto più esteso ed intricato, ma contiene ancora in sé molti elementi dell’originale.

So che questo è esattamente ciò che è accaduto all’”Iliade” e all’”Odissea” di Omero. Un poeta, o dei poeti, composero questi racconti epici cinque secoli dopo la guerra di Troia, nel 700 a.C. circa. La prima copia scritta di cui si conosca apparve intorno al 6 a.C., quasi sette secoli più tardi. La prima copia completa di cui siamo a conoscenza, però, è datata circa al Decimo secolo d.C., dieci secoli più tardi. Nei sette secoli trascorsi tra la sua composizione orale e la sua messa per iscritto, l’Iliade e l’Odissea vennero raccontate ancora ed ancora. Succedendosi, i cantastorie inserirono elementi culturali del tempo, modificando lentamente la storia originale.

Possiamo attribuire questa stessa cosa ai giochi di Zelda, cioè che ogni gioco è semplicemente una nuova narrazione della stessa storia, ovvero il leggendario eroe Link che combatte il Male per salvare il mondo dalle tenebre? Vediamo le prove a sostegno di questa opinione.

Zelda come Mito
Un sostenitore della visione mitica potrebbe dunque dedurre questo: “Ogni gioco di Zelda ha in sostanza la stessa storia, gli stessi personaggi e lo stesso aspetto grafico. In ogni gioco abbiamo l’eroe archetipo, Link, che deve combattere contro una qualche forma di Male. Usualmente la storia è ambientata ad Hyrule, e di solito Link deve combattere Ganon per salvare infine Zelda. Solitamente abbiamo una figura di nome Impa, e la Triforce è solitamente il punto cardine del gioco. Nintendo ha la tendenza a riciclare personaggi, cosa che dimostra che ogni gioco è semplicemente un rifacimento dei precedenti. Non c’è una Storia interna congruente, poiché ci sono troppi paradossi.”

In accordo con la visione mitica, abbiamo cinque leggende: (1) LoZ/AoL, (2) ALttP, (3) LA, (4) OoT/MM, e (5) Oracle. Se non si guardano i fatti troppo da vicino, questa posizione non è così difficile da accettare. Dopo tutto, i giochi di Zelda contengono alcuni elementi di ripetizione della stessa storia (che tratterò più avanti). Questa è sostanzialmente l’intera argomentazione. Non è necessario sostenere questa opinione con nulla se non con i fatti. I punti importanti a sostegno della visione mitica dovrebbero essere evidenti a tutti coloro che hanno giocato ai giochi di Zelda.

Ma l’intera teoria è basata su quella che io penso sia una grossolana generalizzazione della serie di Zelda. Ignora la sottile distinzione tra la storia ed il modo in cui la storia è narrata. Questo punto di vista sulla serie di Zelda è necessariamente semplicistico e non guarda a certi fatti, perché, in effetti, questo è l’unico modo in cui la visione mitica può funzionare. Credo che le uniche persone che prendono seriamente questa posizione siano quei fan di Zelda che non si sono disturbati di studiare dettagliatamente le storie di Zelda. Una volta studiata la storyline, la natura storica dei giochi si impone su qualsiasi possibilità che i giochi di Zelda siano sempre la ripetizione dello stesso mito.

Zelda come Storia
Qui risponderò all’argomentazione esposta sopra in sostegno della visione mitica: “Le storie dei giochi, seppure superficialmente simili, sono in realtà molto differenti. Trattano di temi simili semplicemente perché la storia di Hyrule contiene ripetuti tentativi di Ganon di mettere le mani sulla Triforce. Ma la storie vere e proprie, viste nel dettaglio e non generalizzate, hanno importanti differenze. Molte delle vostre argomentazioni, che pensate supportino il vostro punto di vista, sono in realtà attendibili se Zelda ha una Storia interna. Nintendo può riciclare i personaggi, ma questo in realtà non ha peso nella Storia di Hyrule. C’è una Storia interna consistente nei giochi, se ci si prende il disturbo di esaminarla.”

Usando metodi analitici come quelli che ho usato nei miei articoli, troviamo che i giochi di Zelda possono essere divisi in quattro periodi di tempo: (1) OoT/MM, (2) ALttP, (3) Oracle/LA, e (4)LoZ/AoL. Questi periodi di tempo corrispondono alle differenti leggende della visione mitica. Ogni periodo di tempo è separato da alcuni secoli o generazioni, perché i fatti lo esigono. Non mi addentrerò nelle ragioni per cui ciò è vero, perché l’ho spiegato in altri articoli. Il punto è che, se volete dedurre che Zelda possiede una Storia interna, accettare questi quattro periodi di tempo è una necessità.

Ora, come proveremo che i giochi di Zelda formano una Storia interna? Qui vi sono alcuni dei criteri che per primi vengono alla mia mente.

I giochi devono tutti essere ambientati nello stesso, consistente mondo fantasy. In effetti, ogni gioco in un qualche modo si connette alla terra di Hyrule. LA ed i giochi Oracle sono ambientati nello stesso mondo del Regno di Hyrule, e si riferiscono ad Hyrule come se fosse un reame. MM è ambientato in un mondo parallelo, ma Link passa da Hyrule a Termina. Tutti gli altri giochi di Zelda sono ambientati in qualche parte del Regno di Hyrule. Hyrule è sempre la stessa Hyrule in ogni gioco, come ho dimostrato nei miei articoli geografici. Così, il gioco supera il primo test.

Si potrebbe pensare che l’esistenza, in ogni gioco, di cose come Ganon, la Triforce e la Famiglia Reale di Hyrule, provino che Zelda è Storia. Ma, sfortunatamente, questo tipo di prove può essere interpretato a favore di entrambe le visioni. Se Zelda è puro mito, allora, ci aspetteremo che ogni versione del mito contenga elementi simili. Se Zelda è Storia, allora ci aspettiamo che certe cose siano richiamate in ogni episodio. Così la mera esistenza di questi elementi non prova nessuno dei due punti di vista. Ciò che è importante è come questi elementi sono usati in ogni episodio. Se le stesse cose appaiono in ogni episodio, ma solo come un guazzabuglio incongruente, ciò supporta la visione mitica.

Così, qui c’è un altro criterio per cui il punto di vista storico è vero: si dovrebbe essere in grado di usare i fatti per porre i giochi in un qualche tipo di ordine congruente. Alcune persone, dopo aver giocato a Zelda ma senza aver studiato in profondità la trama, direbbero che la serie di Zelda non supera questo test. Ma, dopo aver studiato la Storia di Hyrule per quasi tre anni, dico che la serie di Zelda passa questo test a pieni voti.

Ci sono alcuni fatti, presenti in ogni gioco, che ci aiutano a determinare dove, nella cronologia di Hyrule, il gioco debba essere piazzato. Questi fatti includono (1) la locazione e (dis)unità della Triforce, e (2) le attività di Ganon, come ad esempio dove si trova e se sia vivo o morto (assumendo che ci sia un solo Ganon). Fatti come questi ci permettono di sistemare i giochi di Zelda in un ordine cronologico coerente. Il fatto che siano possibili diversi ordini cronologici è più che prevedibile, perché non conosciamo tutti i fatti della Storia di Hyrule.

Ecco un primo esempio di come possiamo usare i fatti per mettere in ordine i giochi di Zelda. OoT deve essere il primo gioco in ordine cronologico, perché Ganondorf sale al potere per la prima volta in questo gioco. ALttP si riferisce alla salita al potere di Ganondorf come ad un fatto avvenuto alcuni secoli prima, quindi ALttP deve porsi alcuni secoli dopo OoT. Ciò è corroborato dal fatto che Ganon viene imprigionato in OoT, ed ALttP parla di una Guerra dell’Imprigionamento.

Ed ecco un altro esempio di come possiamo usare i fatti per mettere in ordine i giochi di Zelda. Nei giochi Oracle, la Triforce è unita e risiede nell’Hyrule Castle. Ganon è morto da molto tempo, e Link non è per nulla famoso. Per cui, i giochi Oracle devono essere ambientati secoli dopo ALttP, perché Ganon non muore fino ad ALttP, e la Triforce veniva unita in AlttP. Per lo stesso ragionamento, è anche possibile porre i giochi Oracle dopo AoL. Queste due sistemazioni sono possibili perché non conosciamo tutti i fatti. Ma il semplice fatto che possiamo avere un ordine supporta il punto di vista storico.

Diamo uno sguardo alle altre serie di videogiochi che soddisfano i criteri sopra esposti o che non lo fanno. La serie di Metroid, per esempio, soddisfa entrambi i criteri, perché tutti gli episodi sono ambientati in un mondo coerente (lo spazio profondo, in questo caso), ed è possibile porre i giochi in un ordine, perché agli eventi di un gioco ci si riferisce in un altro. I giochi di Final Fantasy invece non soddisfano nessuno dei due criteri, dato che prendono tutti posto in mondi differenti, e non interagiscono per nulla storicamente.

I giochi di Mario passano il primo criterio, perché tutti sono ambientati in una qualche versione del Mushroom Kingdom. Il Mushroom Kingdom non è mai interamente coerente, comunque, così soddisfano questo criterio solo a malapena. I giochi di Mario falliscono poi del tutto il secondo test. Non c’è alcun modo di ordinare cronologicamente i giochi di Mario, perché i fatti sono così ambigui che gli eventi narrati nei giochi potrebbero aver avuto luogo in qualsiasi ordine. A nessun avento in nessuno dei giochi di Mario ci si riferisce in altri giochi di Mario. Non possiamo tracciare i movimenti delle Sette Stelle, o di Bowser, o della Principessa, o di nessun altro. Appaiono in un modo tale che sembrano avere poca storia dietro. Bowser non cambia le sue tattiche in risposta ad eventi accaduti in un altro gioco. Dice che Mario lo ha battuto innumerevoli volte, ma non specifica nulla. Mario non sembra invecchiare e non cambia le sue tattiche basilari. Peach viene sempre rapita. Questo è perché i giochi di Mario sono davvero ripetizioni della stessa storia di base. Nei giochi di Mario, il gameplay è più importante della storia. I giochi di Mario, fondamentalmente, riadattano la medesima formula della storia.

I giochi di Zelda sono molto differenti. Ganon non appare semplicemente sempre nella stessa maniera in ogni gioco, lamentandosi vagamente di venir continuamente battuto. In un gioco è Ganondorf, e poi viene sigillato come Ganon. Nel successivo, prova ad agire tramite Agahnim per fuggire dal Dark World. Nel successivo, viene resuscitato da Twinrova. Nel successivo, ruba la Triforce del Potere e rapisce Zelda. Ganon ha una storia definita a cui ci possiamo riferire. Sappiamo come ha cominciato, e cosa ha fatto in ogni punto della storia di Hyrule. La Triforce non è solo un super potere descritto in termini vaghi, come le Sette Stelle di Mario. In OoT si trova unita nel Sacred Realm finché Ganon non la divide. In ALttP, Ganon la possiede intera nel Dark World finché Link non sconfigge il suo nemico e non la riscatta. In Oracle, la Triforce unita riposa nell’Hyrule Castle. Nel tempo di LoZ, la Triforce è stata divisa, finché Link non la riunisce nuovamente in AoL.

Come potete vedere, c’è una storia definita dietro gli eventi e le persone di Hyrule, dato che un evento segue il precedente. Se i giochi di Zelda fossero riadattamenti di una stessa formula, non ci sarebbe un modo coerente di seguire storicamente i movimenti delle parti di Triforce, o la storia di Ganon. Bowser, il Mushroom Kingdom e le Sette Stelle non hanno il tipo di storia coerente che hanno Ganon, Hyrule e la Triforce. La visione mitica dipende dal mantenere i fatti vaghi e superficiali, invece di esaminarli per vedere se si accordano.

Quanto sono Storici i Giochi di Zelda?
Recentemente ho avuto un’interessante conversazione con a20tempest (su AIM), che ha accettato la proposizione che i giochi di Zelda hanno una Storia interna, ma ancora respinge i giochi come fonti storiche affidabili. Come me, crede che i giochi siano solo storie basate su una realtà indipendente dai giochi. In altre parole, che i giochi sono solo imperfette e contraddittorie guide ad una vera Storia. Ma non ci siamo trovati d’accordo su quanto accuratamente i giochi rappresentino questa realtà. Lui pensa che alcuni giochi, come ALttP ed OoT, siano basati ognuno sull’altro e non descrivano la Storia vera, ma che altri giochi, come LoZ/AoL o Oracle, sono più storicamente accurati. In altre parole, pensa che i giochi siano nel giusto sul mito della creazione e sulla Storia antica di Hyrule, ma che dopo quello, molto di essi sia solo semplice mito.

Ci sono alcune prove a favore di questa visione. ALttP ed OoT hanno delle strutture della trama simili, ovvero Link deve trovare tre gioielli per avere la Master Sword, poi deve entrare in un mondo parallelo per salvare delle fanciulle e sconfiggere Ganon. Ed il fatto che abbiamo Link, Zelda ed Impa in ogni gioco sembra favorire l’opinione che i giochi siano solo storie che contengono un po’ della Storia di Hyrule. Mi riferirò a questo punto di vista come al “punto di vista semi-storico.”

Credo sia possibile spiegare tutto ciò che è elencato sopra senza ricorrere al punto di vista semi-storico. Le storie narrate in tutti i giochi di Zelda sono molto simili perché c’è un solo Ganon, che prova a mettere le mani sulla Triforce. Le profezie predicono che, quando il Male minaccia Hyrule, è destinato ad apparire un eroe. I giochi di Zelda sono le cronache dell’apparizione degli eroi in risposta alla minaccia di Ganon. Questo spiega parzialmente perché i giochi abbiano strutture della trama simili. Ma perché gli eroi si chiamano sempre Link, e perché una Zelda ed una Impa sono sempre coinvolte nella faccenda?

Prima di tutto, una spiegazione del perché abbiamo sempre una principessa chiamata Zelda. In accordo con la “leggenda di Zelda” narrata di Impa in AoL, un principe Hylian ordinò che tutti i membri femminili della Famiglia Reale di Hyrule portassero il nome di Zelda. C’è anche da dire che, nelle dinastie, i nomi sono spesso ripetuti. Guardate solo ai sedici re di Francia chiamati Luigi, o il fatto che in OoT abbiamo Re Zora XVI. Così come per Impa, il nome è probabilmente un titolo onorario attribuito alla nutrice Sheikah di Zelda. E Link viene chiamato Link in onore dei suoi avi. Questo non significa che ogni membro della famiglia si chiami Link; significa solo che l’Eroe leggendario della profezia si rivela sempre essere qualcuno della linea di discendenza di Link, chiamato Link. Un’altra teoria è che ci sia un solo Link, e che viaggi nel tempo per combattere contro Ganon in ogni episodio.

Ho un’altra ragione per respingere il punto di vista semi-storico, a parte il fatto che tutto può essere spiegato in maniera soddisfacente senza di esso. Respingo questo punto di vista perché esso limita la quantità di Storia di Hyrule che possiamo conoscere. È estremamente inutile assumere l’esistenza di una Storia di Hyrule se non abbiamo niente su cui basarla. Non è abbastanza avere un mito della creazione ed un gruppo di miti mezzi-fatti. Se i giochi possono darci una storia relativamente coerente, perché non usarli? Non usarli, a mio parere, è come commettere un suicidio intellettuale. Se non volete accettare la storia che vi viene fornita, perché credere in una Storia? I giochi di Zelda non sono così male da costringerci a respingere le storie che ci raccontano. Tutto ciò che dobbiamo fare è guardare dietro il filtro del videogioco e provare a immaginare cosa i giochi ci stanno realmente dicendo a riguardo della Storia di Hyrule.

Conclusione: Zelda come
Storie Basate sulla Storia

Ho respinto il punto di vista mitico perché esso funziona solo se si ignorano dei fatti ovvi. I fatti ci dicono chiaramente che i giochi di Zelda sono intesi a formare una sequenza cronologica. Il solo fatto che sia possibile porli in un ordine supporta il punto di vista storico. Così, appurato che la serie di Zelda ha un ordine interno, qual è esattamente la relazione tra i giochi e la Storia?

Se avete letto i miei articoli sulla “canonicità” (specialmente “Analisi del Canone”), saprete cosa penso a proposito del modo in cui i videogiochi raccontano una storia. I giochi di Zelda ci forniscono una finestra non del tutto perfetta sulla storia di Hyrule. Imperfetta precisamente perché sono videogiochi. Il modo in cui i giochi comunicano la Storia non è esente da pecche, per le seguenti ragioni.

Parte di quello che fa di un gioco di Zelda un vero gioco di Zelda sono lo stile e la presentazione, similari in ciascuno. I fan desiderano l’”esperienza Zelda”, dunque ogni gioco non può deviare troppo dalla formula standard di Zelda. Può deviare quel tanto che basta a comunicare la storia che Miyamoto vuole raccontare. Questo evita a Miyamoto di darci una Storia pura, perché egli deve porre la Storia attraverso il filtro di Zelda. Deve comunque essere un gioco divertente, dato che il gameplay è, dopotutto, metà dell’esperienza.

Se ci pensate, un gioco di Zelda non sarebbe un gioco di Zelda se non fosse simile a tutti gli altri. Cosa sarebbe un gioco di Zelda senza Link, Zelda, Impa, Hyrule o Ganon? Non sarebbe un gioco di Zelda, posso dirvi questo. Se mai dovessimo avere un gioco di Zelda che non vede protagonista Link, semplicemente non sarebbe lo stesso. A qualcuno potrebbe sembrare in qualche modo divertente, ma non sarebbe lo stesso, e molte persone chiederebbero a gran voce la testa di Miyamoto. Diavolo, ogni volta che Miyamoto cambia qualcosa la gente reclama la sua testa. Certamente non cambierà mai drasticamente qualcosa di così importante per la serie, come Link, Zelda, Ganon, o la giocabilità e la presentazione grafica.

C’è un’altra buona ragione per cui i giochi di Zelda sembrano sempre simili. Nella fase preliminare dello sviluppo di ogni gioco, la struttura del gioco viene temporaneamente basata sul precedente capitolo di Zelda. Per esempio, per un po’ OoT è stato quasi identico ad ALttP, e Zelda GC era molto simile ad OoT. Più tardi, mentre Miyamoto prepara una buona storia, il gioco cambia lentamente, ma mantiene ancora un po’ del “sapore” del gioco su cui era stato basato preliminarmente (per dare un interessante sguardo all’interno delle prime fasi di sviluppo di OoT, consultate “The Unseen Zelda” su zeldapower.com).

Così in una scala da 1 a 10, con l’1 che rappresenta le serie con episodi assolutamente slegati tra loro ed il 10 che indica serie con una Storia interna completamente coerente in tutte le sue parti, alla serie di Zelda darei un 7. Metroid avrebbe 9, Mario un 3, e Final Fantasy otterrebbe 1. Sebbene i giochi di Zelda possano essere a volte in qualche modo mitici ed incoerenti, la situazione non è così cattiva da farci respingere la Storia che ci raccontano. Riconoscendo gli elementi mitici per quello che sono - attributi inevitabili del sistema di narrazione videoludico - è ancora possibile creare una timeline intellettualmente soddisfacente. È probabilmente impossibile rappresentare accuratamente qualcosa di così complicato come un mondo fantasy coerente in una serie di videogiochi disunita come Zelda. Ma data la natura slegata della narrativa nella serie di Zelda, i trasferimenti da una console all’altra e i cambiamenti di direzione del paradigma videoludico, i giochi fanno ugualmente un lavoro ammirevole nel comunicare un mondo fantasy coerente ed una Storia che va avanti.