- La Leggenda di Zelda -

A cura di Majora

- Prologo -

LA CREAZIONE

All'alba delle ere, tre dee discesero dai cieli sulla Terra e crearono la landa di Hyrule. Din, con il fuoco e la forza, generò le montagne e la terra, Nayru, con il suo soffio, diede origine ai fenomeni naturali e alle leggi che li governano, infine Farore infuse l'amore creando così tutte le forme di vita. Terminata la loro opera, prima di ripartire per i cieli, le tre dee lasciarono su Hyrule un simbolo del loro potere, un triangolo d'oro composto di tre parti, ognuna rappresentante una virtù collegata a una delle dee: Forza, Coraggio e Saggezza. Quest'oggetto mistico, conosciuto con il nome di Triforza, rappresenta il potere stesso delle dee ed è in grado di soddisfare per l'eternità un desiderio di chi la possiede. Pur essendo di origine divina, la Triforza non è in grado di distinguere tra bene e male, poiché rappresenta il tutto oltre le cose, quindi in essa Bene e Male si fondono e diventano indistinguibili. Tuttavia, essendo il suo potere incommensurabile, le dee dovettero pensare a come evitare che un uomo malefico si possa impadronire della virtù d'oro, usandola per scopi malvagi. Quindi dotarono la Triforza di una coscienza senziente, in grado di valutare se il cuore di chi la tocca ha le tre virtù in equilibrio e se è un uomo giusto; in questo caso costui potrà accedere al potere delle dee. Ma se un uomo dal cuore impuro, che quindi non ha in sé le tre virtù, tocca il triangolo, questo si separerà nelle tre parti che lo costituiscono: solo la parte rappresentante la Forza in cui crede maggiormente rimarrà a costui, mentre le altre due parti andranno a uomini scelti dal destino, che dovranno difenderle per evitare che l'uomo malvagio possa ricombinarle. Infatti egli solo è in grado di ricostituire la Triforza, a patto di acquisire l'equilibrio delle tre virtù.
Le tre dee riposero la Triforza in un luogo mistico, la Terra d'oro, e crearono un accesso segreto a essa dalla landa di Hyrule. Diedero vita a uno spirito dei boschi, il grande albero Deku, affidandogli il compito di sorvegliare Hyrule per i secoli a venire e di trovare un eroe in caso di pericolo. Poi andarono via per sempre.

Cinque erano le razze che popolarono Hyrule per molto tempo: i Goron, rocce animate che vivevano sulle montagne, ribattezzate Montagne della Morte, nutrendosi di pietre; gli Zora, un popolo acquatico il cui compito era quello di sorvegliare il lago di Hylia; i Kokiri, elfi del bosco che vivevano all'ombra del grande albero Deku, nella sempiterna forma di bambini, ognuno accompagnato da una fata; le Gerudo, popolo del deserto; gli uomini comuni e infine gli Hyliani, uomini speciali prescelti dalle dee e dotati di orecchie a punta per ascoltare i messaggi divini, che tramandarono tutte le conoscenze e i miti sulla Triforza; costoro abitavano i centri cittadini e il castello di Hyrule. I vari re che governarono Hyrule, assieme alle loro famiglie reali, furono tutti Hyliani.

Hyrule conobbe un primo lungo periodo di pace, in cui incessante fu la ricerca della Triforza. I re, sfruttando i messaggi che la Triforza stessa inviava loro e ai prescelti, cercavano l'accesso alla Terra d'oro, per poter sigillarlo magicamente in attesa di un prescelto che fosse degno di possedere il sacro triangolo. Ma la tranquillità stava per finire...

LA GENESI DEL MALE

Costretto a vivere nel deserto senz'altra risorsa che la sabbia, il popolo Gerudo ben presto si isolò dal resto degli abitanti di Hyrule e si diede al brigantaggio. Non si sa per quale motivo, ma le Gerudo partorivano solo donne. Tuttavia secondo la leggenda un solo uomo nacque tra le Gerudo*, e grazie alle sue virtù guerriere era tenuto in grande considerazione dal popolo del deserto al punto da divenire suo sovrano. Strane voci circolavano a Hyrule su quest'uomo, voci che lo vedevano protagonista di atti malvagi, di rapine a bambini e donne, di omicidi. Il suo nome era Ganondorf Dragmire, soprannominato in seguito Mandrag Ganon. Nessuno conosce la vera natura di Ganondorf né la sua precisa data di nascita, l'unica certezza è che non si tratta di un uomo comune. Hyrule avrebbe avuto diverse occasioni per conoscere il suo inaudito potere...

LA PACE

Molti secoli passarono dalla creazione e nessuno riuscì mai a trovare il sacro triangolo.

Accecati dal desiderio di possedere la Triforza, molti ad Hyrule arrivarono a commettere atti empi e violenti pur di trovarla. Il re di quel periodo capì che bisognava seguire la strada dei sui predecessori, ovvero trovare l'accesso alla terra d'oro e sigillarlo in attesa di un uomo degno di possederla, ma bisognava farlo subito, perché ormai a Hyrule era scoppiata una vera e propria guerra civile.

Proprio mentre la violenza della guerra raggiunse il suo apice, i sette saggi, consiglieri del re, affidandosi a tutte le conoscenze tramandate, trovarono l'accesso alla Terra d'oro. Un tempio fu dunque costruito sul punto di accesso e fu chiamato Tempio del Tempo. A protezione dell'ingresso nella Terra d'oro, fu eretta una porta, la porta del tempo, e fu sigillata magicamente. Quattro erano le chiavi che aprivano la porta: le tre pietre sacre ( lo smeraldo dei Kokiri, affidato al grande albero Deku che lo custodiva al suo interno, il rubino dei Goron, affidato appunto ai Goron, e lo zaffiro degli Zora, affidato al protettore degli Zora, lord Jabu-Jabu, lo spirito che proteggeva il popolo acquatico) e l'ocarina del tempo, uno strumento sacro affidato alla famiglia reale con cui, a quanto si sa, era possibile manipolare il tempo e comunicare con le dee. Per aprire la porta era necessario collocare le tre pietre sull'altare nel tempio e suonare con l'ocarina la melodia per controllare il tempo.
I sette saggi forgiarono poi una spada capace di annichilire il male, la Spada suprema, e la posero al di là della porta, nel piedistallo del tempo; brandendo la spada finalmente si poteva accedere alla Terra d'oro e alla Triforza.

Molti anni passarono da allora, e le varie famiglie reali si tramandarono l'ocarina del tempo e le conoscenze sulla Triforza.

Arrivò il regno di Daphnes Nohansen Hyrule, che fu probabilmente il più grande re di Hyrule. Anche questo re fu costretto ad affrontare un guerra, poiché alcuni bramavano ancora la Triforza. Gli attacchi erano portati da pochi uomini, ma erano comunque efferati. Alcuni raccontano di aver visto un uomo nero a cavallo che osservava da lontano gli attacchi, circondato da mostri, ma nessuno sa chi sia...

Durante questa guerra, una madre Hyliana, ferita gravemente, si rifugiò nella foresta abitata dai Kokiri; in punto di morte affidò al grande albero Deku il suo bambino, perché se ne prendesse cura. Lo spirito dei boschi capì subito che quello era un bambino prescelto dal destino e quindi lo accolse. Tutti credevano che questo bambino, ribattezzato Link, fosse un Kokiri, anche se sprovvisto di una fata, e così crebbe in mezzo agli elfi della foresta.

Per fortuna la guerra durò poco, perché grazie al coraggio dei cavalieri di Hyrule tutte le bande furono sgominate. La pace sembrava raggiunta, ma ben presto ad Hyrule si sarebbero ricreduti.