- La Leggenda di Zelda -

A cura di Majora

- Capitolo 1: Ocarina of Time -

L'inizio dell'avventura

Passarono dieci anni da quando la madre Hyliana affidò il suo bambino all' albero Deku. Oscuri sogni tormentavano le notti dello spirito dei boschi, ma anche quelle del bambino di nome Link. L' albero Deku capì che era giunto il tempo per Link di adempiere il suo destino, così mandò la fata Navi a chiamarlo.
Uscendo da casa, il bambino incontra la sua amica di infanzia Saria che gli rivela tutta la sua felicità poiché finalmente ha avuto il dono di una fata e l'onore di parlare con il grande albero Deku.
Procuratosi una spada e uno scudo, Link raggiunge lo spirito dei boschi che gli parla degli incubi che tormentano i suoi sonni. In tutti questi incubi, Link si trova di fronte a un castello e vede uscirne un cavaliere bianco con una bambina inseguito da uomo in sella a un cavallo nero; quest'uomo si ferma a guardare Link e proprio mentre sta per colpirlo il sogno finisce. L'albero Deku comunica a Link che quell' uomo malvagio potrebbe causare la rovina di Hyrule e che lui è stato scelto dal destino per divenire l' eroe che salverà le sue genti. Lo sottopone infine a una prova: penetrare dentro di sé e estirpare il maleficio che lo sta indebolendo. Link, guidato dal suo innato coraggio, entra nell' albero e uccide Gohma, un enorme ragno responsabile del maleficio. Una volta fuori, il grande Deku gli racconta il mito della creazione e della Triforza, gli spiega che il maleficio gli è stato lanciato da un uomo malvagio del deserto, perché lo spirito dei boschi si era rifiutato di consegnarli la pietra sacra che custodiva, lo smeraldo Kokiri; infine gli raccomanda di andare al castello di Hyrule a trovare la "principessa del destino", Zelda, e di farle vedere la pietra sacra che il grande Deku gli affida.
Espresse le sue ultime volontà, lo spirito dei boschi rivela a Link e a Navi che purtroppo il maleficio si è diffuso in tutto l' albero e che ormai il suo tempo è giunto. Raccomanda a Navi di seguire sempre Link, dà loro l'addio e muore.
Mentre il bambino e la fata stanno per uscire dai boschi, ancora sconvolti per la morte dell'albero Deku, incontrano Mido, un Kokiri da sempre invidioso dell' amicizia di Link con Saria, il quale incolpa il bambino della tragedia. Incuranti delle parole di Mido e delle raccomandazioni del Kokiri custode dell' ingresso di non uscire dalla foresta (i Kokiri infatti non possono sopravvivere fuori dai boschi), Link e Navi si dirigono al castello di Hyrule.
Ad aspettarli sul ponte che collega la residenza dei Kokiri alle praterie di Hyrule, c'è Saria, la quale rivela a Link che aveva capito da tempo che era un Kokiri speciale e che si aspettava che dovesse andar via prima o poi. Colma di tristezza, Saria saluta Link e gli regala, in segno di amicizia, la sua ocarina, perché non si dimentichi di lei.

La principessa Zelda

Sulla strada per il castello, Link e Navi incontrano un gufo parlante, in realtà la reincarnazione in un animale di un antico saggio, Kaepora Gaebora, e con lui parlano di Hyrule e della principessa. Il gufo augura a Link buona fortuna e gli dice che si incontreranno di nuovo.

Giunto al castello, Link nel mercato fa la conoscenza di Malon, la splendida figlia del proprietario del Lon Lon ranch, che, dopo aver riconosciuto che Link è un bambino della foresta, gli chiede di avvisare suo padre Talon che lo sta aspettando, se mai dovesse incontrarlo.
Nascondendosi alle guardie, che gli impediscono l'accesso al castello, Link arriva sul retro e lì incontra Talon, che sta dormendo. Lo sveglia e il padre di Malon gli dice che era andato lì per una consegna di latte Lon Lon ma che, come al solito, rapito dal silenzio e dal cinguettio degli uccelli, si era addormentato. Saputo di Malon che lo sta aspettando da parecchio, l' uomo va via di tutta fretta, lasciando le casse.
Link nota allora un canale di scolo e sfruttando le casse si intrufola nel castello dal canale. Evitate le guardie nell' interno, finalmente giunge nei giardini, dove trova Zelda. La principessa rimane stupita nel vedere uno sconosciuto in quella zona del castello, ma poi, avendo notato lo smeraldo Kokiri, si rassicura e inizia a parlare con Link.
Zelda gli spiega che anche i suoi sogni sono tormentati: in essi appare sempre una figura oscura che però non riesce a distinguere, e nere nuvole coprono Hyrule, ma all'improvviso un raggio di luce scaturito da un' altra figura, vicino alla foresta Kokiri, squarcia il cielo oscuro. La principessa proprio per questo si fida di Link, perché possiede lo Smeraldo dei Kokiri, simbolo di appartenenza alla foresta, e riconosce in lui il raggio di luce del sogno.
Hyrule è in grande pericolo, continua, e a testimoniarlo ci sono gli incubi che affliggono i predestinati a percepirlo. Dunque occorre accedere al potere della Triforza, per contrastare questo male imminente. Zelda allora spiega a Link dove risiede la Triforza e che, per aprire la Porta del tempo, occorrono le tre pietre sacre, di cui il giovane già possiede una, proprio lo smeraldo che gli ha dato il grande Deku. Le rimanenti due sono custodite dai Goron e dagli Zora. Questo almeno è quanto si tramanda nella famiglia reale.
Link accetta di andare a recuperare per conto di Zelda le sacre pietre e di riportagliele. Un'ultima cosa ha da dirgli la principessa: la figura oscura dei suoi sogni crede che rappresenti quell' uomo che stava spiando da una finestra quando è arrivato Link.
Costui, di nome Ganondorf e proveniente dal deserto a ovest di Hyrule, è venuto al castello per stringere un patto di alleanza con il re, ma Zelda pensa proprio che voglia impossessarsi della Triforza. Proprio mentre Link si sporge per guardarlo, Ganondorf si gira e nota i due giovani. Zelda tuttavia afferma di non preoccuparsi, perché l'uomo del deserto non può sapere cosa si accingono a fare. Gli raccomanda infine di prestare comunque attenzione a Ganondorf e gli firma una lettera di riconoscimento per accedere alle Montagne della Morte, sua prima meta.
Congedatosi da Zelda, Link incontra la sua nutrice Impa, discendente di un'antica tribù a servizio della famiglia reale, gli Sheika; dopo avergli insegnato una canzone per farsi riconoscere come emissario del re, Impa accompagna Link all' uscita del castello e gli indica di andare a Kakariko, il villaggio in cui è nata, ora in ampliamento, per raggiungere da lì le Montagne della Morte. Così iniziò il viaggio dell'eroe per trovare le pietre sacre, un viaggio che gli avrebbe riservato immani difficoltà. Né Link né Zelda potevano immaginare cosa avesse architettato Ganondorf...

Il rubino dei Goron

Prima di recarsi al villaggio di Impa, Link va a trovare Malon al Lon Lon Ranch.
Qui fa la conoscenza di Epona, un cavallo che obbedisce solo alla bambina la quale, in segno di riconoscimento, gli insegna una canzone che le cantava sua madre per domarla. Prima di andarsene Link saluta Talon e incontra Ingo, un grande lavoratore che si lamenta sempre della pigrizia del proprietario del ranch.
Quindi riprende il suo cammino.

Giunto al villaggio, Link si intrattiene per osservare i lavori di costruzione e ne approfitta per dare una mano a una ragazza che ha problemi di allergia ai suoi cucco, e per giocare con Dampé, il becchino del cimitero che si rivela essere un uomo simpatico e gioviale con i bambini. Nel cimitero, suonando la melodia di riconoscimento appresa da Impa, riesce ad entrare nella tomba della famiglia reale, dove impara una misteriosa canzone in grado di modificare il corso di una giornata.

Quando mostra la lettera di Zelda alla guardia del cancello per le montagne, questa pensa a un gioco organizzato dalla vivace principessa, leggendo "Questo è Link; è sotto il mio ordine di salvare Hyrule. Zelda"; quindi apre il cancello per il bambino, che chiama in tono scherzoso "eroe", ma gli raccomanda di procurarsi uno scudo più robusto. Infatti il suo, di legno, non resisterà affatto alle rocce che cadono dal cielo a causa della eruzione del vulcano, e gli consiglia di andare al bazar al castello per comprarne uno nuovo, e di dire di essere stato mandato da lui così da avere un prezzo di favore. La guardia chiede a Link anche una cortesia: il suo bambino vuole a tutti i costi una maschera di Keaton, popolare spiritello dei campi, ma lui per via del suo lavoro non ha tempo di andare al negozio di maschere al castello; così chiede a Link se può andare lui a comprarla. Link, che è un "eroe" di fatto e non di nome, accetta.
Le rupie scarseggiano, così comprare uno scudo non sarà facile. Tuttavia, Link, tornando al cimitero, nota una tomba diversa dalle altre, così decide di entravi. Dentro, custodito in piccolo baule, trova un resistente scudo Hylian, quello che usano i cavalieri di Hyrule: è quello che serve per la sua impresa.

Dopo essersi recato al castello per comprare la maschera, Link torna alla foresta a trovare la sua amica Saria, che è molto contenta della sua visita e gli insegna una canzone con la quale, dice, potranno comunicare in qualsiasi momento.
Consegnata la maschera alla guardia, che lo ringrazia e gli rimborsa le spese per l'acquisto, finalmente il prode eroe si avvia per le Montagne della Morte.

Superate le tante insidie del sentiero montano, Link arriva la villaggio dei Goron, dove incontra per la prima volta la popolazione locale. Parlando con gli abitanti, viene a sapere che è un periodo di crisi per loro, causato dalla scarsità di rocce provenienti da una caverna sotto il villaggio, unica loro fonte di cibo.
Link decide dunque di parlare con il capo dei Goron, Darunia; quindi si fa riconoscere con la melodia e accede alla sua grotta.
Questi, che, sentendo la melodia, si aspettava un aiuto concreto dal re e non un bambino, va su tutte le furie e in modo un po' brusco gli spiega che le rocce commestibili scarseggiano, la caverna da cui le estraevano è stata invasa dai Dodongo (per cui ha preso il nome di "Caverna dei Dodongo"), e l'ingresso a essa è stato ostruito da un macigno. E tutto a causa di quell'uomo del deserto, Ganondorf, dopo che Darunia si è rifiutato di consegnargli il Rubino dei Goron, pietra sacra affidata alla sua famiglia. Link vorrebbe aiutare il popolo montano, ma Darunia non ne vuole sapere: è un problema dei Goron, e i Goron devono risolverlo, dice.
Mentre sta per andare via sconsolato, Link ascolta una melodia provenire da un passaggio che collega il villaggio alla foresta: ma è quella che gli ha insegnato Saria! Un Goron lì vicino gli spiega che è una canzone che amano particolarmente e che riesce a calmarli quando sono nervosi.
Allora Link, tornato da Darunia, gli suona questa bella melodia e così riesce a riportarlo alla calma. Finalmente il capo si presenta al giovane, si scusa per il suo comportamento e gli chiede cosa è venuto a fare. Alla richiesta di Link di avere la pietra sacra, Darunia dice che gliela darà solo se riuscirà a risolvere il loro problema. Link accetta e il capo dei Goron gli concede in prestito un bracciale con cui potrà sollevare pesi enormi.

Con l'ingegno l'eroe riesce a rompere il macigno ed entra nella caverna.
Addentratosi in profondità, Link incontra e uccide l'enorme re dei Dodongo, risolvendo così ogni problema causato da Ganondorf ai Goron.
Darunia, felice per l'impresa del giovane, riconosce in lui un vero eroe e quindi gli affida di buon grado il Rubino dei Goron e organizza una festa in suo onore.

Una sola pietra sacra rimane.

Lo zaffiro degli Zora

Contattando Saria, Link viene a sapere che l'altro popolo che custodisce l'ultima pietra sacra è quello degli Zora, razza acquatica che vive dentro una cascata che alimenta il Lago Hylia e un fiume vicino alla foresta.
Dopo essersi fatto riconoscere con la melodia appresa da Impa, Link va dentro la cascata. Parlando con gli Zora, viene a sapere che la pietra sacra è custodita da Lord Jabu-Jabu, l'enorme pesce spirito dell'acqua, ma per accedere alla fontana, luogo in cui riposa, bisogna avere il permesso del re. Sfortunatamente la principessa Ruto, che si occupa di nutrire Jabu-Jabu, è sparita, così che il re non permette a nessuno di andare alla fontana.
Nuotando nel lago Hylia, alla ricerca di indizi sulla principessa, Link nota una bottiglia sul fondo, si immerge, la recupera e si accorge che dentro vi è contenuta una lettera. Pensando a un messaggio di Ruto, porta la bottiglia al re. Questi legge la lettera; è effettivamente di Ruto, che chiede aiuto: mentre stava dando da mangiare come sempre a Jabu-Jabu, è stata inghiottita dal pesce. Il re è meravigliato di questa notizia e si chiede se tutti i problemi di Jabu-Jabu, dalla comparsa di meduse nel suo corpo fino al suo strano comportamento con Ruto, non siano stati causati dall'arrivo di quell'uomo, Ganondorf.
Scambiando Link per uno Zora, gli ordina di andare a salvare Ruto. E così apre l'accesso alla fontana. Di fronte a Jabu-Jabu Link deposita un pesce e, come Ruto, viene inghiottito dallo spirito. Dentro lo stomaco di Jabu-Jabu, Link nota le meduse di cui gli parlava il re; girovagando riesce a trovare Ruto, che, dopo un po' di incertezza, lo segue. La principessa Zora gli spiega che era andata da Jabu-Jabu per cercare lo zaffiro che la madre le aveva dato ed era stata inghiottita. Dentro lo stomaco, Ruto aveva notato lo zaffiro, per questo non aveva cercato di uscire, e non aveva intenzione di farlo se prima non avesse trovato il gioiello. Quindi Link, se voleva portarla fuori, doveva aiutarla.
Finalmente i due riescono a trovare lo zaffiro, ma mentre sta per prenderlo Ruto viene catturata da un mostro. Andando ancor più in profondità, Link giunge al cospetto di Barinade, l'enorme medusa causa della infestazione nello stomaco di Jabu-Jabu, e la uccide salvando così Ruto. La principessa per ringraziarlo gli concede lo Zaffiro degli Zora e gli fa una promessa di matrimonio: la madre, infatti, nell'affidarle il gioiello, le aveva detto che doveva darlo solo al suo futuro marito.
Dopo avergli raccomandato di non dire nulla al padre, Ruto saluta Link.

Sorpresa al castello

Acquisite ormai le tre pietre sacre, Link si avvia per tornare da Zelda. È sera. Durante il cammino il cielo diventa oscuro, saette squarciano le nere nubi, e l'animo di Link è pervaso da una sensazione di imminente catastrofe. Cosa sta succedendo?

Giunto al castello, il ponte si abbassa e ciò che aveva visto negli incubi diventa realtà. Su un agile destriero Impa fugge dal castello portando con sé la principessa. Notando Link, Zelda lancia nel ruscello sotto il ponte una cosa, indicandogli di andare a prenderla. Zelda e Impa sono inseguiti da quell'uomo, Ganondorf. Alla vista di Link, il malefico ferma il suo cavallo nero, e chiede al giovane se ha visto dove stanno andando quelle due persone sul cavallo bianco passate prima. Link, forse inconsapevole della forza dell'uomo o reso ingenuo dal suo innato coraggio, sguaina la sua spada.
Un sorriso si dipinge sul volto dell'uomo del deserto, alla vista di quella misera spada che nessun danno può causargli; riconosce a Link molto coraggio, e gli scaglia un globo di energia che lo scaraventa a terra, non provocandogli però alcuna ferita. Poi grida: "Io sono... Ganondorf –il boato di un tuono rompe il silenzio di quegli attimi—... e presto sarò il Re del Male!" e riprende a galoppare all'inseguimento di Zelda.
Link rimane svenuto e si risveglia il mattino seguente. Recupera dal ruscello l'oggetto lanciato dalla principessa, che si rivela essere un'ocarina, e subito ha una visione telepatica di Zelda, che gli dice che quello è lo strumento sacro tramandato nella famiglia reale, l'Ocarina del tempo, l'ultima chiave per il Sacro regno, e gli insegna la melodia per aprire l'accesso.
Ormai pronto per aprire la Porta del tempo, Link entra nel castello.
La gente non fa altro che parlare dell'attacco. Qualcuno ha tradito il re, si mormora. Forse il re è morto, qualcun altro dice. Tutti si chiedono chi sono quelle persone fuggite a cavallo, qualcuno afferma di aver visto la principessa Zelda sul cavallo bianco, ma quell'uomo nero chi è? Forse colui che aveva stretto un accordo col re? Il responsabile dell'attacco?
Nessuno sa niente con sicurezza, ma le guardie non fanno entrare nel castello, quindi qualcosa deve essere successo.
Un soldato morente spiega a Link che Ganondorf ha tradito il re e ha attaccato il castello per catturare Zelda, non si sa perché. La principessa gli ha ordinato di riferirgli di andare presto al Tempio del Tempo e di fare ciò che deve fare.
Ormai il suo tempo è finito: le ferite inflittegli dai mostri di Ganondorf sono troppo profonde. Augurando la salvezza di Hyrule, il soldato esala l'ultimo respiro.

Link di corsa va al Tempio del Tempo, posiziona le tre pietre sull'altare, e suona la melodia. Il marchio della Triforza sulla Porta del Tempo si illumina e finalmente questa si apre rivelando il Piedistallo del tempo. Infilzata in esso, vi è la lama che estirpa il male, la Spada Suprema. Link estrae la spada dal piedistallo e una luce lo circonda; intravede il Sacro Regno; ma un'ombra si intrufola nel passaggio. È Ganondorf, è entrato nel luogo sacro! Prima di cadere in un sonno profondo, Link ode l'uomo del deserto dire: "Sospettavo che tu avessi le tre pietre, così ti ho seguito di nascosto e sono entrato nel Sacro Regno. È vero: devo tutto a te ragazzo!"
La sua tetra risata echeggia per tutta Hyrule.

Il risveglio

Una voce risveglia Link. È quella di un uomo che si presenta come Rauru, uno dei sette saggi. Rauru spiega a Link, quel che è successo.
Nel momento in cui ha aperto l'accesso al Sacro regno, Ganondorf è riuscito ad entrare e a conquistare la Triforza e ad uscirne. Link al contrario è rimasto sigillato nel Sacro Regno.
Ma la leggenda tramandata dalla famiglia reale si è rivelata realtà: non avendo il cuore in equilibrio, ma al contrario pervaso dal male, Ganondorf non ha potuto accedere al vero potere della Triforza, che al suo tocco si è separata in tre parti. Il Potere è rimasto a Ganondorf; gli è stato sufficiente per conquistare Hyrule, ma egli in realtà brama il potere assoluto, così si è messo alla ricerca delle due persone scelte dal destino per custodire le rimanenti due parti del triangolo d'oro. Il Coraggio è andato a Link.
Rauru dice che c'è un modo per sconfiggere Ganondorf: bisogna risvegliare i saggi di Hyrule, e con il loro aiuto e la loro forza e mediante la Spada Suprema si può imprigionare Ganondorf per sempre. Questo è ciò che dovrà fare l'eroe che possiede il Coraggio e brandisce la lama sacra: aiutare i saggi che non possono intervenire, a causa dei malefici lanciati da Ganondorf sui templi di cui sono custodi.
Quando Link è entrato nel Sacro Regno, era ancora troppo giovane per divenire l'eroe; per questo Rauru lo ha fatto riposare per sette anni, nell'attesa di raggiungere l'età adatta, nella Camera dei Saggi, la sala più interna del Tempio della Luce, l'unico dei templi dei saggi a trovarsi nel Sacro Regno. Sentendo queste parole, Link da un'occhiata al suo corpo. È effettivamente cresciuto, e anche Navi si meraviglia: come è possibile, non è un Kokiri?
Rauru riprende il suo discorso: in sette anni Hyrule si è modificata profondamente a causa di Ganondorf, è divenuto un luogo oscuro e di morte, pullulante di mostri, in cui la gente non si sente più sicura. Bisogna agire in fretta. Così Rauru rivela a Link di essere uno dei saggi, quello della Luce, e gli consegna il suo medaglione per trasferirgli il suo potere e lo fa uscire dalla Camera dei Saggi.
Link si ritrova nel Tempio del Tempo, vicino al piedistallo. Qui, dopo pochi passi, incontra Sheik, un discendente della tribù degli Sheikah.
Il giovane uomo gli parla dei saggi e gli da degli indizi su dove trovarli. Il primo dovrebbe essere qualcuno che Link conosce bene, custode del tempio nella foresta.
Per accedervi, però, è necessario avere uno strumento custodito nel cimitero della famiglia reale a Kakariko. Così Link parte alla ricerca di questo oggetto e dei rimanenti saggi.

In giro per la nuova Hyrule

Uscito dal tempio, Link nota la devastazione causata da Ganondorf; il mercato non esiste più, il castello reale è stato distrutto e al suo posto ne è stato eretto uno oscuro, che circonda una torre, dimora di Ganondorf.
Uscito da quel che resta del mercato, Link si dirige a Kakariko. I lavori sono stati ultimati e il villaggio è cresciuto, divenendo un luogo sicuro per i sopravvissuti al disastro che ha colpito il castello di Hyrule. Link incontra Talon, che non lo riconosce. L'uomo gli dice che qualcosa è successo a Ingo, che tutto a un tratto dopo l'avvento di Ganondorf, si è impossessato del ranch e lo ha cacciato. Talon è preoccupato per sua figlia Malon, costretta da Ingo a lavorare nel ranch, per cui chiede a Link se può andare a salvarla.
Quindi, si reca al cimitero, come gli aveva detto Sheik, e qui ottiene dal fantasma del becchino Dampé (morto da un po' di tempo) lo strumento che gli serve, l'arpione.
Lasciato Kakariko, Link va al ranch Lon Lon, per aiutare Malon come promesso a Talon. Incontra la ragazza di sera, mentre sta cantando la canzone che le ha insegnato la madre, e la saluta. Malon non lo riconosce e lo supplica di non dire nulla a Ingo, che non sopporta quella canzone. Link allora gliela suona con la sua ocarina e così la ragazza capisce che si tratta del bambino della foresta che aveva incontrato sette anni prima, ormai giovane uomo. Felice per aver ritrovato un amico, Malon spiega a Link cosa è successo: Ingo, pur essendo un po' burbero, è sempre stato una brava persona, ma l'arrivo di Ganondorf ha modificato il suo animo. Il re del male gli ha ordinato di allevare per lui un cavallo e lo ha nominato padrone del ranch; Ingo ha cacciato Talon e ha promesso a Ganondorf un cavallo straordinario. La ragazza, infine, ricorda a Link Epona e che solo lei con la sua canzone è in grado di domarla.
Il mattino seguente parla a Ingo, il quale critica aspramente ciò che la gente a Hyrule dice su di lui, tutte menzogne. Invita poi Link a provare i nuovi cavalli.
Entrato nel terreno di corsa, Link chiama con la canzone Epona e dimostra di saperla cavalcare in modo perfetto. Al che, Ingo gli propone una sfida di corsa su cavalli: se vincerà potrà tenersi Epona. Link vince per ben due volte, ma Ingo non può dargli il cavallo perché è quello promesso a Ganondorf, così lo chiude nel ranch.
Ma Link a cavallo di Epona con uno slancio supera le staccionate e torna a Kakariko per avvisare Talon che Malon sta bene.

Il tempio della Foresta

Giunto nella foresta Kokiri, Link è assalito da un gruppo di mostri e si rifugia in una casa di alcuni Kokiri. Viene a sapere che da quando l'albero Deku è morto ed è arrivato Ganondorf, la foresta non è più un luogo sicuro. Saria è sparita e Mido ha dato la colpa della morte dell'albero a Link, quel Kokiri che è fuggito dai boschi.
Anche gli altri elfi della foresta non riconoscono Link, per via del suo aspetto cresciuto, ma non sembrano tanto sicuri di quel che Mido dice su di lui.
Uccisi i mostri Link entra nella parte più interna della foresta, dove incontra Mido, che non permette di passare agli sconosciuti nel luogo dove Saria si è diretta; infatti lei gli aveva raccomandato di non far entrare nessuno. Ma Link suona la canzone della sua amica e Mido, riconoscendola, lo fa passare perché solo gli amici più stretti di Saria possono conoscerla. E non sa perché, ma quella melodia gli ricorda quel Kokiri...
Proseguendo, Link giunge al luogo preferito di Saria dove aveva imparato la canzone e qui si erge il tempio della foresta. Con l'arpione riesce ad entrare per cercare il saggio e trovare Saria.
Il tempio è un luogo antico, circondato dagli alberi. Link lo attraversa tutto alla ricerca della amica. Finalmente giunge alla camera più remota. Ad attenderlo c'è però un fantasma a cavallo, un'ombra di Ganondorf. Respingendo i suoi attacchi con la spada Link lo sconfigge e ode la voce di Ganondorf che gli sussurra che quella è una sua creazione e che è stato molto bravo a vincere, ma contro di lui non sarà così facile. Il fantasma, quindi, svanisce nel gorgo dimensionale aperto da Ganondorf.
Link si ritrova nella camera dei saggi e scopre che il saggio della foresta è la sua amica Saria, la quale gli ripete che sin da quando lo conobbe si era accorta che era un bambino speciale. Purtroppo il destino ha voluto che si separassero, così dice Saria, e consegna a Link il suo medaglione come aveva fatto Rauru.
Tornato di fronte ai resti dell'albero Deku, Link si accorge che un frutto è germogliato: sarà il nuovo albero Deku, nato dopo che il male è stato estirpato dal tempio della foresta. Il giovane albero spiega a Link come mai è cresciuto, perché non è un Kokiri come crede, bensì un Hylian e gli racconta la storia della madre hyliana. E gli dice anche che lui è l'eroe e che non deve temere, perché sicuramente riuscirà nell'impresa di salvare Hyrule.

Prima di recarsi alla prossima meta indicatagli da Sheik, Link passa per il ranch Lon Lon, e qui saluta Talon, ormai desideroso di darsi da fare nel lavoro, e Malon, che gli dice che Ingo è tornato alla normalità e lo ringrazia di nuovo.

Vecchi amici

Il prossimo tempio, quello del fuoco, si trova nel vulcano sulle Montagne della Morte. Link va alle Montagne e al villaggio Goron, e qui scopre che l'intera popolazione Goron è scomparsa. Gli unici rimasti sembrano essere i Goron giganti, un negoziante che si è chiuso nel suo negozio e un Goron bambino. Questi gli spiega che è il figlio di Darunia, che lo ha chiamato Link in onore del ragazzo della foresta che aiutò i Goron anni prima. Quando il Goron si rende conto che chi ha di fronte è proprio quel Link, a stento trattiene l'entusiasmo perché finalmente qualcosa si potrà fare per salvare il popolo montano. Infatti, continua il bambino, i Goron hanno tentato di opporsi a Ganondorf fin dal tempo del suo avvento, ma il re del male ha riportato in vita dal tempio del fuoco Volvagia, un antico Drago, e ha deciso di dargli in pasto tutti i Goron del villaggio, come monito per tutte le popolazioni di Hyrule che volevano ribellarsi. Questo drago è una orrenda creatura nata dal fuoco, che secoli prima un antenato di Darunia sconfisse con un martello magico.
Darunia, che al momento del sequestro dei Goron non era al villaggio, ha deciso di intervenire e si è recato al tempio del fuoco per recuperare il martello, uccidere Volvagia e salvare la sua gente. Ma da allora non si è più visto, dice il bambino e si mette a piangere. Link lo rincuora e il Goron gli chiede se può andare al tempio ad aiutare Darunia. L'eroe accetta e riceve come aiuto dal Goron una nuova tunica con cui proteggersi dal calore intenso del Vulcano.
Dopo aver incontrato Sheik sulla via, Link entra nel tempio del fuoco.
Qui incontra subito Darunia, che gli spiega che, pur non avendo trovato il martello, deve fare qualcosa contro Volvagia, ed entra nella sua dimora dopo aver chiesto a Link di salvare i Goron imprigionati nel tempio.
Addentrandosi nella struttura, Link riesce a liberare i prigionieri, e infine trova il martello usato dagli antichi Goron. Con l'aiuto di questa poderosa arma affronta Volvagia e lo uccide, riportando la pace al tempio del fuoco. Il male estirpato fuoriesce come enorme eruzione dal vulcano, che spaventa la gente del vicino Kakariko.
Di nuovo Link si ritrova nella Camera dei Saggi: Darunia è il saggio del fuoco, lo ringrazia ancora una volta del suo aiuto e gli dona il suo medaglione.
Il villaggio dei Goron e i suoi abitanti sono salvi.

"Un tempio sotto un vasto lago", questa è l'indicazione di Sheik per il prossimo tempio. Il lago deve essere il lago di Hylia, pensa Link, e si reca alla dimora degli Zora, che sono i custodi del lago. Entrato nella cascata, scopre che tutti gli Zora sono sepolti sotto una coltre di ghiaccio, e che il Re Zora stesso è imprigionato dentro una strana capsula. Anche Jabu-Jabu è sparito.
Link trova una caverna nel luogo dove riposava lo spirito dell'acqua ed entra.
Dentro trova Sheik, che gli spiega che il lago di Hylia è perito poiché qualcosa è accaduto nel tempio che regola il flusso delle acque nel lago e, di conseguenza, la dimora degli Zora è ghiacciata. Lui stesso ha salvato la principessa Ruto da sotto il ghiaccio e questa è subito corsa al tempio. Con il fuoco blu trovato nella caverna, Link libera il Re Zora che lo ringrazia donandogli un tunica che gli permette di respirare sott'acqua, e si dirige al lago.
Entrato nel tempio dell'acqua, Link incontra subito Ruto, che, dopo averlo rimproverato di essere sparito sette anni prima ("sei mio promesso marito!"), gli rivela di essere il quarto saggio e che qualcosa nel tempio ha assorbito tutta l'acqua del lago. Quindi, chiede a Link di aiutarla e va via per cercare di capire cosa sta succedendo.
Costretto persino ad affrontare se stesso in una versione oscura, Link supera le labirintiche stanze del tempio e giunge infine al cospetto di Morpha: un globo malefico che ha assorbito tutta l'acqua del lago. Con il solito coraggio Link lo affronta e lo uccide, consentendo il deflusso dell'acqua nel lago, che torna così alla normalità.
Rientrato alla Camera dei Saggi, Link riceve i ringraziamenti di Ruto e il suo medaglione.

Tornato al lago, incontra di nuovo Sheik; il lago è di nuovo colmo d'acqua, gli dice lo Sheikah, ma per qualche misteriosa ragione gli Zora sono ancora sepolti sotto il ghiaccio. Forse salvando Hyrule tutto tornerà alla normalità.
Detto questo Sheik scompare.
Link lo ritrova a Kakariko, il villaggio è in fiamme, e il giovane uomo sembra osservare con attenzione il pozzo di fronte al mulino. Link si avvicina, ma Sheik gli fa cenno di fermarsi. Improvvisamente l'argano del pozzo si spacca e fuoriesce un'enorme ombra che travolge Sheik; Link tenta di proteggerlo ma anche lui viene colpito e sviene.
Più tardi, risvegliatosi l'eroe nota che le fiamme sono state estinte e trova accanto a sé Sheik, il quale gli spiega che quell'ombra è in realtà parte di una creatura oscura che era stata sigillata tempo prima nel pozzo da uno Sheikah. Il sigillo nel pozzo che la conteneva è stato indebolito sette anni prima e così la creatura è potuta fuoriuscire. Impa, che è il saggio dell'ombra, -dice Sheik- si è recata al tempio nel villaggio per contrastare il potere della creatura. Ma da sola non potrà far nulla, quindi è necessario che Link vada ad aiutarla.
Sheik, quindi, gli insegna una melodia per poter accedere al Tempio dell'Ombra, e sparisce misteriosamente come aveva fatto in ogni incontro.
Immediatamente Link usa la melodia per trasportarsi all'ingresso del tempio e vi entra. Tuttavia non riesce a trovare alcun passaggio per proseguire all'interno, ma percepisce, grazie all'aiuto di Navi, un messaggio telepatico proveniente dagli spiriti del posto. "Solo chi possiede l'occhio della verità può proseguire", dice lo spirito. Link allora decide di tornare al villaggio per chiedere informazioni agli anziani, e viene così a sapere che molto tempo prima dell'imprigionamento della creatura un uomo di Kakariko aveva scoperto uno strumento in grado di percepire le illusioni e di leggere la verità. Il suo rifugio era proprio dentro il pozzo.
Link capisce che l'occhio della verità a cui si riferiva lo spirito è proprio quello strumento così va nel mulino per capire come entrare nel pozzo, visto che l'apertura è stata sbarrata dopo un incidente occorso anni prima, secondo quando dice la gente. Qui incontra un uomo che sta conducendo delle ricerche su come certe melodie possano modificare la velocità delle pale del mulino, e costui gli racconta che sette anni prima un ragazzino aveva suonato con un'ocarina insieme a lui una melodia che aveva accelerato notevolmente il movimento e aveva causato così, magicamente, una grande pioggia sul villaggio. L'uomo ricorda ancora la canzone e la insegna a Link, ma vedendo la sua ocarina e come suona, pensa che quel ragazzo che ha di fronte sia proprio il bambino di sette anni prima... e reagisce male.
Link si ricorda delle parole che Sheik gli aveva detto in un precedente incontro, "Per divenire l'eroe sarà necessario viaggiare dal presente al passato. Il piedistallo del tempo è un collegamento tra i tempi; riconficcando la Spada tornerai al tuo tempo e estraendola tornerai in questo tempo", così si reca al Tempio del Tempo.
Rimettendo la Spada Suprema nel piedistallo, Link torna indietro nel tempo di sette anni. Si reca al villaggio di Kakariko, entra nel mulino e trova il suonatore. Insieme a lui, proprio come gli dirà lui stesso nel presente, Link suona la melodia appresa, che evoca tempeste; la velocità del mulino aumenta, una pioggia battente si riversa sul villaggio, il pozzo si prosciuga e si apre un'apertura, e con essa il sigillo della creatura.
Per uno strano paradosso del tempo, quindi, Link è la causa della rottura del sigillo, e il bambino capisce perché l'apertura sarà chiusa anni dopo. L'uomo del mulino va su tutte le furie, proprio come gli racconterà sette anni dopo.

Entrato nel pozzo, Link recupera lo strumento di cui parlava lo spirito, la Lente della verità. Torna allora al Tempio dell'Ombra nel presente; con lente è finalmente in grado di percepire tutte le illusioni e così riesce a trovare i passaggi nascosti e penetra nella parte più interna. Qui, dopo aver superato vari trabocchetti, si ritrova faccia a faccia con l'immonda creatura, Bongo Bongo, la uccide e libera così il tempio dalla malvagità che lo aveva invaso. Trasportato alla camera dei saggi, incontra Impa, che si congratula per essere divenuto così abile nel combattimento e gli spiega che sette anni prima Ganondorf aveva attaccato il castello di Hyrule e che era stata costretta a portare in salvo la principessa, che ben presto Link incontrerà. Un altro medaglione si aggiunge quindi agli altri.

Il Deserto di Ganondorf

L'indicazione di Sheik sull'ultimo tempio recitava "Dentro una dea nel deserto".
Il deserto, quello a ovest di Hyrule, era una regione inospitale, che Link mai aveva visitato da piccolo, abitata da una razza di donne predoni, le Gerudo, che odiavano gli uomini. Ad Hyrule si diceva che qualsiasi uomo andasse lì veniva fatto prigioniero.
Link si avventura allora nel deserto. Il ponte che lo collega alle praterie di Hyrule è crollato, ma grazie ad Epona riesce a superarlo. Dall'altra parte trova il capo dei carpentieri che lavoravano anni prima alla costruzione di Kakariko, e costui gli spiega che stava costruendo un nuovo ponte assieme ai suoi uomini, ma questi, stanchi di lavorare per nulla, hanno deciso di darsi al brigantaggio con le Gerudo e, abbandonati i lavori, si sono diretti alla fortezza delle ladre. Il carpentiere chiede allora a Link, se si sta recando alla fortezza, di trovare i suoi uomini e di farli tornare così potranno ultimare la costruzione del nuovo ponte.
Giunto alla fortezza, Link scopre che le dicerie sulle Gerudo sono vere: odiano gli uomini, infatti viene subito catturato e rinchiuso.
Tuttavia l'eroe riesce a fuggire e, intrufolandosi nella fortezza trova ad uno ad uno i carpentieri rinchiusi in cella. Anche loro erano stati catturati dalle Gerudo, che non vogliono assolutamente uomini nella loro tribù. Ma proprio mentre li sta per liberare, Link è assalito da un gruppo di Gerudo, che facilmente, grazie alle sue altissime doti di combattimento, riesce a sconfiggere. Il comandante della fortezza, riconosciuta la sua forza, si fa avanti e si presenta. Link viene nominato membro della tribù, in virtù della sua abilità, e il comandante gli dice che solo gli uomini abili nel combattimento ricevono questo onore. L'unico degno fino ad allora è stato Ganondorf. Link viene a sapere anche che il capo delle Gerudo, tale Naboouru, si è diretto al Tempio dello Spirito, a nord nel deserto, ma che per accedervi è necessario superare tre ostacoli: il mare di sabbia, i miraggi del deserto e la guida fantasma.
Grazie agli strumenti trovati in precedenza, Link oltrepassa gli ostacoli e giunge al Tempio, dove incontra di nuovo Sheik, da cui apprende che per procedere nell'edificio sarà necessario tornare nel passato. Lo Sheikah sparisce misteriosamente ancora una volta, e nel cielo appare un gufo che sembra proprio Kaepora Gaebora.
Link torna al tempio nel passato, e qui trova una Gerudo. Costei si presenta proprio come Nabooru e, dopo essersi assicurata che il bambino non è un seguace di Ganondorf, si confida con lui: le Gerudo sono una tribù di ladri, è vero, ma Ganondorf è spietato, attacca anche donne e bambini, ha pure ucciso, dice Nabooru, e ora sta facendo qualcosa nel tempio assieme ai suoi seguaci.
La Gerudo chiede allora a Link se può aiutarla: grazie alla sua taglia ridotta può entrare nei cunicoli dell'area occidentale del tempio, dove normalmente non si può accedere, e prendere i Guanti d'argento, uno strumento magico che aumenta notevolmente la forza di chi li indossa, con cui Nabooru potrà mandare all'aria i piani di Ganondorf. Se farà ciò, potrà avere una ricompensa.
Link accetta e entra nel lato occidentale del tempio.
Superate mille insidie, arriva al cospetto di un poderoso cavaliere e con la sua misera spada Kokiri riesce a sconfiggerlo; in realtà sotto quell'armatura non c'era nulla. Una porta si apre, conduce all'esterno, sulla mano destra della dea scolpita sulla facciata del tempio; qui Link trova Kaepora Gaebora, che gli spiega che Ganondorf sta facendo qualcosa di strano nel tempio e di fare attenzione alle due streghe che lo accompagnano. Il gufo saluta per l'ultima volta Link, augurandogli di riuscire nell'impresa e dicendogli che lo osserverà sempre dall'alto.
Link raccoglie i guanti da dentro una grossa cassa; sporgendosi dalla mano nota le streghe di cui parlava il gufo. Stanno facendo qualcosa a Naboouru; la Gerudo lo nota e gli grida di scappare. Naboouru svanisce in una specie di gorgo dimensionale, e allora Link si teletrasporta immediatamente al Tempio del Tempo suonando l'ocarina, anche se le streghe sembrano non curarsi di lui e rientrano nel tempio.

Estratta la Spada, Link si ritrova nel presente e torna nel Tempio.
Grazie ai guanti che ha conservato riesce ad attraversare la parte orientale del tempio ed ad entrare nella statua della dea del deserto custodita all'interno.
Qui si trova di fronte un altro di quei poderosi cavalieri, ma quando lo sconfigge scopre che dentro l'armatura c'è Nabooru; la Gerudo ha subito un condizionamento mentale da parte delle streghe e non si rendeva conto di ciò che faceva. Ma non c'è tempo per parlare, le streghe compaiono e imprigionano di nuovo Nabooru. Link le insegue fino all'altare sacrificale eretto in onore di Ganondorf e riesce a ucciderle.
Per l'ultima volta Link si ritrova nella Camera dei Saggi, e incontra il sesto saggio: è Nabooru; lei stessa si meraviglia di essere un saggio, riconosce Link e si rammarica di non aver potuto ringraziarlo a suo tempo per aver recuperato i guanti, poi gli consegna il medaglione dello Spirito. Prima di tornare all'ingresso del tempio, Rauru gli dice di andare al Tempio del Tempo dove una persona lo sta aspettando per spiegargli tutto.

La rivelazione

Link fa come gli ha detto Rauru e dentro il tempio incontra Sheik.
Ormai quasi tutti i saggi sono stati risvegliati, manca solo l'ultimo. Sheik spiega a Link ancora una volta ciò che è successo quando Ganondorf ha toccato la Triforza: avendo il cuore ottenebrato dalla malvagità, il Triangolo si è separato nelle sue tre componenti. Il Potere è rimasto a Ganondorf, che, per acquisire la vera Forza, ha iniziato a cercare i possessori delle altre due parti, scelti dal destino.
Sheik continua: "Il Coraggio è andato a te, eroe. Guarda il marchio sul dorso della tua mano sinistra. La Saggezza è andata infine al settimo saggio, il saggio destinato a guidarli tutti nella lotto contro il male".
Dette queste ultime parole, Sheik mostra il marchio sul dorso della sua mano e si rivela: in realtà è Zelda.
La principessa si scusa con Link di essersi nascosta per tutto questo tempo, ma non poteva far altrimenti, perché Ganondorf aveva capito che la Saggezza era nelle sue mani.
Zelda riconosce lo sbaglio che ha fatto sette anni prima, e si dispiace di aver coinvolto anche Link. Non poteva sapere che aprire la Porta del Tempo era proprio ciò che Ganondorf voleva.
In ogni caso il male può essera ancora sconfitto, afferma la principessa; grazie al potere dei sette saggi riuniti, l'eroe, con la Spada Suprema, potrà affrontare Ganondorf nella resa dei conti.
Per superare le difese del castello dove il Re del Male risiede, Zelda dona a Link una freccia d'oro, colma del potere della Luce.
Improvvisamente un terremoto scuote la terra e di nuovo quella terribile risata squarcia il silenzio del Tempio; Link se la ricorda molto bene. È Ganondorf.
Una teca di cristallo imprigiona Zelda, che invano tenta di romperla. Ancora una volta i due giovani hanno seguito inconsapevolmente i suoi piani: lasciando libero di agire Link, la principessa si è finalmente rivelata, così che ormai la Saggezza è nelle sue mani. Prima di svanire, la voce di Ganondorf invita Link al suo castello, se vuole liberare Zelda.
Link si precipita alla dimora, ma non sembra possibile accedervi. La voce di Rauru gli sussurra che i sei saggi costruiranno un ponte magico per permettergli di arrivare all'ingresso. Rauru aggiunge che per arrivare alla parte più interna del castello, dove c'è l'ingresso alla torre di Ganondorf, occorre dapprima distruggere le sei barriere che lo proteggono.
Armato del suo coraggio, Link entra nel castello, con la freccia di Luce abbatte i globi energetici delle barriere e si fa largo fino alla cima, fino alla stanza di Ganondorf.

Battaglia finale

La stanza di Ganondorf è enorme. Il re del male sta suonando l'organo e sembra non accorgersi dell'ingresso di Link.
Sospesa nell'aria c'è la teca che imprigiona Zelda. Appena Link si avvicina, il marchio della Triforza sul dorso della sua mano inizia a risplendere, e così fanno quelli sulla mano di Zelda e su quella di Ganondorf. La musica dell'organo cessa e il malefico ladro Gerudo inizia a parlare: "Le tre parti della Triforza stanno risuonando, perché si stanno riunendo. Le due parti che non sono riuscito a prendere sette anni fa... finalmente le ho trovate... non avrei mai immaginato che sarebbero andate a voi. Ma ora me le avete portate.
Riconsegnatemele!"

Link è colto di sorpresa dalle parole di Ganondorf, che subito lo attacca. Il Re del Male sembra invincibile, la sua forza è inestimabile, i suoi globi energetici provocano ferite profonde a Link e i suoi pugni spaccano le pietre.
Link sta per soccombere, quando si ricorda dello scontro col fantasma nel Tempio della Foresta, di ciò che Ganondorf stesso gli aveva detto, "Contro di me non sarà così semplice...", e capisce come attaccarlo. Deve agire proprio come contro il fantasma.
Con la Spada respinge contro Ganondorf i suoi globi, stordendolo; Link gli scaglia una freccia di Luce e infine lo colpisce a morte con la Spada Suprema.
Ganondorf è meravigliato, "Il Re del Male sconfitto da questo ragazzino", sono le sue ultime parole. Il suo ultimo respiro distrugge i muri dell'ultimo piano della torre, lasciando l'interno esposto all'aria malsana di quella parte di Hyrule.
Infine Ganondorf cade riverso al suolo.
La teca che imprigionava Zelda scompare. La principessa sta per ringraziare Link e per compatire Ganondorf, per il suo vano tentativo di controllare la Triforza pur non avendo l'equilibrio necessario dentro il suo cuore, quando l'intero castello inzia a crollare. L'ultimo tentativo del Re del Male di ucciderli.
Zelda e Link fuggono fino all'ingresso evitando le pietre che si staccano dalle pareti. Il castello crolla e tutto sembra finito.
Ma un tonfo proviene dai resti del castello. Link si avvicina per vedere cosa succede; dalle macerie esce Ganondorf. È ancora vivo. Mostrando per l'ultima volta il marchio della Triforza rilascia il suo potere e si trasforma in una orrenda, gigantesca creatura che ricorda un maiale. È la sua vera essenza, Ganon, ciò che la Triforza riflette dal suo cuore malvagio. Una figura che perseguiterà per molti secoli Hyrule...
Ma Link non teme più il malefico signore, lo affronta, lo sconfigge e gli sferra l'ultimo colpo con la Spada Suprema.
Approfittando dell'attimo di debolezza di Ganon, i sette saggi lo attirano nel Sacro Regno e lì lo imprigionano per sempre.
"Ho ancora il Potere nelle mie mani. Riuscirò a liberarmi, maledetti, e sterminerò i vostri discendenti".
Queste le ultime parole di Ganondorf prima di sparire per sempre nel varco dimensionale per il Sacro Regno.

Hyrule è salva, grazie a Link. Zelda lo ringrazia, si scusa per avergli causato tanti problemi e soprattutto per averlo sottratto alla sua fanciullezza. Così, quando Link riporrà la Spada Suprema nel piedistallo, Zelda, suonando l'Ocarina, potrà modificare il flusso temporale e ricondurlo alla sua epoca, in una diversa strada presa dal Tempo, in dimensione in cui possa vivere la sua vita.
Link e Zelda si salutano per l'ultima volta, almeno in questa dimensione.

Mentre ad Hyrule, nel ranch, si festeggia per la pace riconquistata, mentre i saggi guardano la loro cara terra finalmente libera, una luce intensa parte dal Tempio del Tempo verso il cielo.
È l'eroe che salvò Hyrule dall'ambizione di Ganondorf, l'eroe che viaggiò nel tempo per riuscire nella sua impresa e che per questo fu chiamato "Eroe del Tempo". Link.