- Il Nonno -

Racconto di Maurix 89

Certe volte, la foto a colori del nonno, appesa in sala da pranzo sopra il tavolinetto, sembra viva. Lui sorride, seduto sulla sua vecchia barca rossa, e i suoi occhi sembrano brillare. E la barca sembra dondolarsi, appena appena, come se fosse in navigazione. Non tutti i bambini, specialmente qui a Crotone, possono dire di avere un nonno così, che va in giro chissà dove con la sua piccola barca a vela, avanti e indietro per gli oceani. Qualche volta, quando sono a letto, mamma mi racconta di quando era bambina e visitava il mondo. A me piacciono moltissimo le sue storie: quando mamma inizia a raccontare è come se mi sentissi lì, in mare con il nonno, col sole sul viso e il rumore del vento nelle orecchie. E io non mi stanco mai di sentirla. Anche oggi mamma ha finito di raccontare ma, terminata la storia, ha qualcosa da dirmi. Ed è una notizia bellissima.
- Il nonno passerà l'estate con noi. Non ti vede da molto tempo ormai! Arriverà domani, sei contenta tesoro?
Alla notizia, io salto addosso a mamma, che fa per protestare, e la abbraccio. Sì, sono contentissima di passare l'estate col nonno. Io non lo ricordo però, anche se una volta è venuto a visitarci quando ero più piccola. Di lui ho solo qualche vecchia foto, che teniamo nel cassetto della nostra camera da letto. Si, sono contenta. Ma domani, forse, lo sarò ancora di più. Quando è ora di andare a dormire, non salto sul letto. Non tiro i lunghi capelli biondi di mamma, non chiacchieriamo fino a notte fonda. Spengo subito la luce. Non sono mai stata così felice, ma non riesco a non pensare ad altro: come sarà il nonno?

È mattina, e il sole passa attraverso le tende della piccola finestra, al terzo piano della palazzina quasi affacciata sul mare. Mamma come al solito si era già alzata, per preparare la colazione. Ormai è un'abitudine. Appena alzata mi affaccio alla finestra, e guardo le piccole imbarcazioni dei pescatori della città, che dondolano in maniera un po' malinconica. Io le conosco tutte, ce ne sono tantissime: c'è la Santa Lucia, il Cormorano, la Nina, la Tartaruga. Non finiscono mai. Anche le forme e i colori sono i più svariati: si va dal lungo al corto, dallo stretto al largo, dal blu al rosso. Fra le tante, cerco la vecchia, rossa barca del nonno. Dopo qualche minuto di ricerca, la trovo.
- La barca! La barca! Nonno è arrivato!
Sono tentata di correre subito nel soggiorno, ma la vista della barca mi trattiene lì. Sembra fuori posto, nel contesto in cui si trova. Il vento, lentamente sposta le altre barche, ma quella, rimane ferma, immobile, impassibile al vento, al sole, al mare. Sembrava vuota. Quella barca, per quanto possa sembrare strano, sembrava deprivata di qualcosa. Non apparteneva a questo mondo. Evocava scene di battaglie, di tempesta, di devastante dolore. Io corro. Corro verso il soggiorno, scappo. Appena entro, mi aggrappo a mamma, quasi aggredendola. Lei si abbassa, e mi guarda con occhi preoccupati, e accarezza il mio viso pieno di lacrime.
- Ehi, cosa c'è? È successo qualcosa?
- N-n-no. Non lo so. Un incubo...
Nel veloce svolgersi degli eventi, mi accorgo solo ora del grande uomo che sta seduto in soggiorno, fumando la pipa e guardandomi in modo serio ma con sguardo benevolo. Il viso era magro, asciutto, quello di un marinaio insomma. Aveva folti capelli bianchi, con una lunga barba che incorniciava il viso scuro e battuto dal sole. Era un gigante, alto e dalle spalle muscolose. Mi parla.
- Ehi principessa, cosa c'è? Ahahah, guarda come sei cresciuta.
Il nonno mi chiama e ride, e io lo guardo un po' intimidita. È come lo avevo sempre immaginato. Alto, forte, con quella risata che solo a sentirla ti mette allegria. Lui mi prende in braccio, con le sue forti braccia e io trascinata, rido.
- Cosa c'è, non sei contenta di vedere il nonno?
- No. È che la barca...
- Ah, il vecchio King of Red Lions. Sì, è una strana barca, non pensarci troppo.
Ride, e rido anche io, e ogni traccia di paura scompare. La casa si riempie di musica.

Ormai è passata una settimana dall'arrivo del nonno. È il migliore del mondo: andiamo al parco, guardiamo le stelle insieme, mi porta in giro con la sua barca. La barca. Ora non ho più paura, anche se emana comunque un'intensa malinconia. Il nonno è un po' triste anche lui quando andiamo per mare, ma racconta storie bellissime. La mia preferita è quella dell'eroe che salvò il regno dove prima vivevano tutti gli uomini dal male. È come i racconti della mamma: non mi stanco mai di ascoltarli. Il nonno, con voce fioca, con la pipa in bocca che manda tanti anelli di fumo, guarda il faro di Capocolonna, e inizia a raccontare, dolcemente. Sembra una ninna nanna.

Questa non è che una delle leggende che la gente narra. Molto tempo fa, esisteva un Reame in cui un Potere dorato giaceva nascosto. Era una terra prosperosa, benedetta da verdi foreste ed alte montagne, e dalla pace.

Ma un giorno, un uomo grandemente malvagio trovò il Potere dorato e lo rivendicò per se stesso... con la Forza che obbediva al suo comando, stese l'oscurità sul Reame. Però, quando ogni speranza fu morta, e l'ora della rovina sembrava approssimarsi...

... Un giovane vestito di verde apparve come se fosse giunto dal nulla. Impugnando la Lama della Rovina del Male, sigillò il Re Nero e rese la luce alla terra.

Questo ragazzo, che aveva viaggiato attraverso gli anni per salvare la terra, era conosciuto come l'Eroe del Tempo.

La storia del ragazzo venne tramandata di generazione in generazione, finché non divenne leggenda... ma poi... venne un giorno in cui un vento cattivo cominciò a soffiare per il Reame. Il grande Male che tutti pensavano fosse stato sigillato per sempre dall'Eroe... nuovamente strisciò fuori dalle viscere della Terra, bramoso di riprendere i suoi oscuri disegni.

La gente credette che l'Eroe del Tempo sarebbe venuto nuovamente a salvarli...

Ma l'Eroe non comparve una seconda volta.
Davanti al violento attacco del Male, le genti non poterono far nulla se non appellarsi al potere degli Dei. Nella loro ultima ora, mentre la distruzione era vicina, affidarono il loro futuro nelle mani del Fato.
Cosa ne fu di quel Reame? Nessuno che lo sappia è rimasto per raccontarlo. Il ricordo del Reame disparve, ma la sua leggenda sopravvisse nel sospiro dei venti. Su un'isola, divenne consueto abbigliare i ragazzi di verde al raggiungimento della maturità. Vestiti del verde dei prati, essi aspiravano a trovare una lama eroica con cui cacciare il Male. E gli anziani speravano che i giovani conoscessero il Coraggio, come l'Eroe della Leggenda...

Finito il racconto, rimango incantata. Evoca posti lontani, remoti, antiche gesta di antichi eroi. Stranamente, sento di farne parte.
- Nonno, come va a finire la storia?
Prende un lungo respiro, e crea un anello di fumo nero.
- Quel mondo fu sigillato nelle acque.

Rimango interdetta, e aspetto che il nonno continui.
- Arrivò però il discendente dell'eroe, che con l'aiuto della principessa del regno, sconfisse il male per sempre. Ed essi partirono per un lungo viaggio, per trovare un nuovo mondo dove gli umani potessero vivere serenamente.
Sono ammaliata dalle sue parole. Voglio saperne di più. Devo saperne di più. Ma il sonno ha la meglio, e mi addormento, accasciandomi nella barca. Ne parleremo domani. E con voce assonnata, parlo.
- Buona notte nonno Daphnes.
- Buona notte, mia piccola principessa Zelda.
Nell'aria era rimasto solo il rumore del vento e delle onde. Il rumore del nuovo mondo.