- Un falso dio -

Racconto di Darmani

La luce crepuscolare che filtrava da sotto la porta colpiva il suo corpo, distrutto, seduto sul trono che aveva usurpato. Quella luce che aveva sempre odiato ora sembrava fermare il tempo, prolungandogli la vita con il suo immutabile chiarore. Quanto tempo era passato? Ore, giorni, mesi? Non lo sapeva ma aspettava la sconfitta del suo dio, per poter finalmente morire.

Un dio? Non riuscì a trattenere una risata. Nella ricerca di una rivalsa, di un'altra possibilità, aveva relegato la verità nei recessi della sua anima. Sapeva fin dall'inizio che Ganondorf fosse solo un uomo disposto a tutto pur di ottenere il potere, quel potere che anche lui, Zant, bramava con tutto se stesso. Tutto quello che voleva era solo una fetta di quel potere. Ciò che aveva ottenuto era solo un'illusione, un sogno per continuare a vivere, ma in fondo gli bastava. Ma adesso che gli avevano tolto anche quell'ultima speranza, non gli restava che la morte.

In quel momento percepì il poco potere rimastogli fluire via: il suo signore era stato sconfitto, finalmente era libero da quella vita insulsa e crudele. Quando anche l'ultima stilla di energia si fu dileguata, una risata allegra riecheggiò per le stanze del Palazzo del Crepuscolo.