- Legati dal destino -

Racconto di Alexcri90

Era appoggiato ad una fredda parete della caverna. Aveva appena affrontato numerosi nemici, e l'Eroe era sudato e stanco. Osservava, con occhi vacui, la dolce fatina che svolazzava leggera di fronte a sé. - Cos'hai? – gli chiese Navi. – Non ti senti bene? -
Link rispose – No, ma... Navi, mi stavo chiedendo... Perché io? In tutta Hyrule esistono tantissime persone molto più coraggiose di me. Centinaia di uomini che danno i loro giorni migliori per salvaguardare la principessa, e sono fieri di farlo. Uomini che rinunciano ad una famiglia, perché sanno che diventare un soldato aiuterà il reame intero. Navi, un sacco di gente mi invidia perché sono l'Eroe. Molte persone vorrebbero essere al mio posto, e vorrebbero dimostrare al regno che anche loro, se fossero stati scelti dalle Dee, avrebbero potuto aiutare Hyrule.
- Dove vuoi arrivare, Link? – chiese Navi - Non ti avevo mai sentito parlare in questo modo, prima d'ora... -
Link rispose di rimando – Navi... Io non ho mai chiesto di diventare l'Eroe del Tempo. Non credo nemmeno di essere capace di fare ciò che la gente mi chiede di fare... Navi... Io ho paura. Ho paura di deludere tutte quelle persone che aspettano che io sconfigga il male che alberga in queste terre... Ho paura che la mia esistenza sia solo una pedina nelle mani delle Dee, e ho paura che Esse si divertano osservando il destino al quale mi hanno legato... Io, un ragazzo qualunque che non aveva aspirazioni... Come posso essere diventato IO il possessore della Triforza del Coraggio? Io... non credo di essermelo meritato. -
Navi lo guardò, e dolcemente gli rispose: - Link, davvero credi che il possessore della Triforza del Coraggio non possa avere dei momenti di inquietudine, di angoscia? Pensaci... È per questo che la Triforza del Coraggio ha scelto te. Sai che cos'hai di diverso da tutti quegli uomini che mi hai descritto prima? -
Link le chiese: – No... che cosa? Io... Ho veramente qualcosa in più rispetto a tutte quelle persone? -
Navi gli rispose: - Certo, Link... Tu hai saputo accettare la responsabilità di diventare un Eroe... Hai saputo accettare un destino che ignoravi completamente... Probabilmente nessun altro lo avrebbe fatto. Se una fatina avesse cominciato a svolazzare intorno a quegli uomini all'alba di una fredda mattina, credi che avrebbero davvero accettato di seguire un destino ignoto?
È per questo che tu sei così coraggioso, Link... Non hai vacillato quando il Great Deku Tree ti ha chiamato, e anche se ora ripensi al tuo destino, io non credo che rinuncerai... Perché io so come sei, Link. So che non ti tirerai mai indietro, neanche davanti al mostro più feroce. Per questo sei stato scelto dalle Dee.
-
Link le sorrise, si rialzò e, impugnata la spada suprema, si diresse verso le profondità dell'oscura caverna... ma il riflesso della luce su di una lacrima, aiutò a rischiarare il cammino dell'Eroe...

Anche Zelda osservava. La principessa era seduta sin riva ad un fiume, e meditava. Il lento fragore dell'acqua che cadeva da una cascata l'aiutava a riflettere. Rifltteva sulla sua persona, sul suo destino.
"Perché io? Devo ancora comprendere perché sono stata scelta a partecipare a questo insano gioco del destino... Non credo di essere pronta. Da me e da Link dipende il destino di tutta Hyrule, ma... perché? Perché devo reggere una responsabilità del genere? E da sola, per giunta... dalle mie scelte dipende la vita o la morte di un sacco di persone. Uomini, donne e bambini... Ma io non ho mai chiesto questo incarico! È una colpa, essere nata? Io non sono saggia... Le scelte che ho operato sono sempre state fonte di guai, soprattutto per Link. Ed è soprattutto per causa mia che Hyrule si trova in mano a Ganondorf: se non avessi gettato l'Ocarina a Link, non avrebbe mai aperto la Door of Time e la Triforza non sarebbe mai stata spezzata... e io non sarei condannata a questo destino."
Dopo queste parole, Zelda sentì che un legame univa i suoi pensieri ad altri... Si accorse che qualcuno, o qualcosa, le sussurrava parole al suo cuore e alla sua mente. era la sua coscienza? Forse.
"Principessa, ma che dici? È normale, esitare su certe scelte... tuttavia, sei davvero sicura di aver sbagliato a farle? Pensaci.
Sei sicura che, gettando l'Ocarina a Link, hai condannato Hyrule ad una esistenza di guai? Io non credo. Così facendo, hai risvegliato l'Eroe che c'è in lui... e in tutta Hyrule. Ora, dove prima c'erano conflitti, c'è una stretta alleanza contro il male che governa le nostre belle terre.
"
La Principessa criticò: "Vero... tuttavia ho operato delle scelte stupide. Ancora non ho chiaro perché la Triforza della Saggezza sia finita nelle mie mani, e probabilmente non lo capirò mai."
La forza misteriosa le rispose: "Forse. Ma voglio dirti qualcosa. Penso di sapere perché sei stata scelta tu a possedere la triforza della Saggezza..."
"Ah, sì? Quale sarebbe il motivo?"
"Tu... ti sei fermata a riflettere sugli errori che hai fatto. E, pur sapendo quelli che hai commesso, cercherai di non farne altri simili, e imparerai dai tuoi errori. Lì risiede la vera saggezza... la saggezza che ognuno conquista attraverso le proprie esperienze. Tu sei molto saggia, Zelda, perché hai cercato di comprendere dove hai sbagliato. E non temere i tuoi errori, perché attraverso essi potrai vedere frutti sempre più belli..."
La Principessa si rincuorò e, rialzandosi, notò come un serpente si stesse delicatamente privando della sua vecchia pelle... Per lasciarsene crescere una nuova, più lucente e bella di prima.
"Sì, hai ragione", pensò la Principessa, sorridendo.

Ganondorf, il Re del Male, era seduto su un comodo letto, all'interno della stanza più alta del suo nero castello. Da lì, godeva di una vista mozzafiato... Poteva osservare tutti i movimenti di Hyrule, e niente sfuggiva ai suoi occhi profondi.
Lì, sette anni prima, riposava il Re di Hyrule, brutalmente tradito ed assassinato dall'uomo di cui sua figlia aveva tanta paura; dall'uomo in cui il Re stesso, invece, riponeva moltissima fiducia.
Anche Ganondorf osservava. Lui, l'uomo del deserto, guardava fuori dalla finestra. Una tempesta infuriava ormai da tre giorni, senza accennare a smettere.
Da quando aveva toccato la Triforza, e da quando aveva ottenuto la Triforza della Forza, cupe nubi coprivano dove prima c'era la vita.
L'Hyrule Market Town ora non era altro che un cumulo di macerie abitato da zombie.
Il sole faticava ad arrivare alle terre del Lon Lon Ranch, filtrato da una spessa coltre di nuvole grigie.
Tutto era uguale. Mancava la gioia. Mancava la speranza.
Mancava la vita.
Ganondorf si chiese perché stesse rimuginando su questi pensieri. Non era da lui... Lui era il Re del Male, possibile che avesse compassione del mondo che lui stesso aveva distrutto?
Un Moblin lo osservava silenzioso fuori dalla porta. In qualche modo, provava pena per il suo signore.
- Cosa avete? – Chiese il Moblin a Ganondorf. – Siete... -
- Taci! – Rispose brusco Ganondorf, prima che il Moblin potesse finire la domanda. – Non ho nulla, vattene.
- Signore, non avete mangiato nulla in tutto il giorno... Tutti ci stiamo chiedendo cosa vi tormenta. Vi prego, sono sicuro che se vi confidate starete meglio... -
- Chi sei tu, per darti tanta presunzione? Credi forse di essere arrivato ad un tale livello di confidenza con me, con il tuo signore? Credi di meritarti di conoscere i miei problemi?? Rispondi! -
- No signore – rispose il povero Moblin – ma credo che voi, in qualità di mio signore, abbiate il diritto di sfogare su di me i vostri problemi... tutto qui.
- Io... Guardami. Sto vacillando. – gli disse il Re del Male. – Sto quasi provando pena per quelle persone che ho ucciso o perseguitato. Sto ripensando alle cose orribili che ho commesso. Eppure, sento che le farò ancora, perché sono necessarie per raggiungere il mio desiderio, diventare il nuovo signore di Hyrule. Ma allora perché ho ottenuto la Triforza della Forza? Essere una persona forte non vuol dire soltanto riuscire a lanciare incantesimi. E allora come ho ottenuto la Triforza della Forza?
- Signore, ma vi siete già risposto da solo... - Il Moblin sorrise al suo signore. Vedere un sorriso su quel volto era una cosa orribile, ma contemporaneamente esprimeva qualcosa di profondo... qualcosa di sincero.
- Vedete? – Continuò il Moblin – Voi siete la persona più forte che abbia mai visto... per questo la Triforza della Forza è rimasta con voi. Badate, non perché sappiate lanciare incantesimi o uccidere le persone, ma per un altro motivo. Voi, che sapete benissimo cosa dovrete fare per raggiungere il vostro sogno, stringete i denti e continuate per il vostro cammino. Non vi arrendete davanti ad una complicazione, perché è l'unico modo per vedere realizzato il vostro desiderio. Se dovete uccidere qualcuno lo fate, se dovete tradire qualcuno lo fate. Non è detto che vi piaccia farlo, eppure il vostro sogno è talmente grande che lottate per conquistarlo.
Io vi ammiro per questo, signore...
-
Ganondorf gli rispose, acido: - Torna a lavorare, essere inutile. Mi pento già di aver perso fin troppo tempo con te. VATTENE!!! E...
Il Moblin abbassò il capo, e tornò verso le segrete del castello.
Non ebbe il tempo di sentire un sussurro provenire da Ganondorf. Un sussurro impercettibile.
Il sussurro, proveniente dalle labbra di Ganondorf, suonava leggermente come un "...grazie".