- L'innocenza del male -

Racconto di Alexcri90

- La Nascita dell'Amore -

Successe molto tempo prima che Hyrule venisse devastata dal male.
Molto prima che un bimbo ed una bimba destinati ad entrare nella leggenda nascessero.
Successe tutto quasi come un miracolo, un dono delle Dee, un dono che una donna non avrebbe mai dimenticato.
Era giunto il momento, per una Gerudo, di partorire e di portare al mondo una creatura che avrebbe aiutato le ragazze del deserto a non estinguersi mai.
Non si sa che nome avesse la donna. Nessuno l'ha mai saputo.
Come da tradizione, la donna fu portata ai piedi del Tempio dello Spirito, situato nel cuore del deserto, insieme ad altre sue quattro compagne che avrebbero dovuto aiutarla nel parto.
La donna era distesa su una nuda roccia, e le acque ormai si erano rotte da un pezzo.
Una delle accompagnatrici le bagnava la fronte e le teneva dolcemente la mano, per niente in sinfonia con le strazianti urla di dolore che provenivano dalla giovane donna.
Era sempre più doloroso... aveva sempre più contrazioni e il dolore sembrava portarla sull'orlo della disperazione e della pazzia.
Poi, il dolore esplose. La donna urlava e piangeva. Avrebbe voluto strappare il feto con le sue stesse mani, pur di porre fine alla sofferenza che esso provocava al suo corpo.
Intanto, le donne la incitavano calme, cercando di infondere sicurezza e coraggio alla povera Gerudo.
Piano piano, il dolore si placò. Al suo posto, si sostituì un rumore quasi melodioso, che la giovane Gerudo aveva potuto soltanto immaginare dai racconti delle sue compagne.
Era il pianto di una vita che nasceva.
Il pianto di una bambina.
Il pianto di sua figlia.
Le ragazze urlarono festose, e ridevano. Dopo aver reciso il cordone ombelicale, una di esse andò a lavare la piccola creatura nella vicina oasi, e stava già tornando con la piccola vita avvolta in un morbido panno.
La Gerudo, col fiato mozzo ma con un gran sorriso sulle labbra, le chiese: - posso... posso vedere mia figlia, ora? –
- No, non puoi – le rispose la compagna, sorridendo – Perché non è una bambina... congratulazioni, amica mia. Hai appena partorito colui che ci governerà quando sarà adulto.. hai partorito un bambino. –
La giovane donna non credeva lle sue orecchie... - Per favore, fammi vedere il mio bambino... -
La ragazza le porse il fagotto.
La neomamma guardò sorridente suo figlio, che la fissava beatamente con due profondi occhi dolci...
Non resistette all'istinto materno, e baciò suo figlio sulla guancia. Lui parve gradire tanto il gesto, che pur non sapendo ancora chi fosse, alzò le corte braccia al viso della madre, volendo anche un abbraccio.
- Che cariiiiiiinooo!! – cominciarono ad intonare tutte quante. –È dolcissimo... posso tenerlo per un po'? –
La madre era felicissima. Quel giorno, le Dee le avevano donato una gioia più grande della sua stessa vita.
Finalmente, il tanto dolore sofferto era stato ricompensato.
- Ah, a proposito... hai già deciso un nome, cara? –
- Huh? No... - Le rispose sempre sorridendo – A dire la verità, ero sicurissima che sarebbe stata una bambina; non ho neppure preso in considerazione che fosse un maschietto... -
- Io lo chiamerei... - tutte cominciarono a suggerire i nomi più particolari, ma lei non ne vedeva nessuno che si adattasse al capo del loro gruppo.
Pensò per molto tempo, dopodichè ebbe un'illuminazione. Un nome forte, che doveva esigere rispetto ed incutere timore, ma allo stesso tempo il nome di un Capo che veniva incontro ai bisogni dell'intera razza...
- Ganondorf – sussurrò la donna.
- Ganondorf... Ganondorf...–
Il bambino sorrideva felice...
- Sì, sembra che gli piaccia - dissero le ragazze. - Ciao, bel Ganondorf... –