- L'innocenza del male -

Racconto di Alexcri90

- La Nascita della Rabbia -

- Mamma, vado! –
Ganondorf salutò sua madre con un bacio sulla guancia e uscì di casa.
Ganondorf aveva sei anni. Sei anni erano ormai passati da quando la madre aveva partorito tra mille sofferenze, e sei anni erano passati da quando la giovane Gerudo fu sottoposta alla grave perdita delle sue quattro amiche, che la avevano aiutata nel momento più difficile della sua vita, il parto.
Il bimbo attraversò la porta di casa.
Come faceva ormai da molti mesi, senza che le madre se ne accorgesse, prese un grosso fazzoletto e al centro vi mise una pagnotta e qualche pezzo di carne essiccata, e ne fece un fagotto.
Attraversò tutta la fortezza fino ad arrivare, come di consueto, alle porte del deserto.
E, come sempre, trovò l'anziana e simpatica signora, che lo salutò affettuosamente.
- Ecco, hai visto? Anche questa settimana ti ho portato un pochino da mangiare... non sei contenta, nonnina? – Le chiese Ganondorf.
- Oh, sei un amore, tesoro... ma, non dovevi disturbarti... - rispose l'anziana con un ampio sorriso.
- Ma no! Nessun disturbo, nonnina!! Tu sei sempre così magra, starai soffrendo la fame... però adesso mi racconti una delle tue bellissime storie? – Ganondorf le chiese, sempre sorridendo.
Durante una piccola avventura nel deserto, alla ricerca di alcune bellissime lucertole, Ganondorf aveva trovato la vecchietta sperduta nel deserto, dispersa... il piccolo (che aveva ormai una vasta conoscenza del territorio), preso dalla pena, la accompagnò fino alle porte del deserto alla Gerudo Valley... da allora, la nonnina veniva sempre lì a raccontargli una delle sue storie d'infanzia.
- Hihi... certo, piccolo mio... ti racconterò una bellissima storia... - gli disse la vecchietta. – Allora... tanto tanto tempo fa... -
Dopo circa un'oretta, il bambino tornò a casa, felice di aver ascoltato un'altra delle bellissime storie dell'anziana signora.
Quandò rientrò in casa, la madre gli chiese – Dove sei stato, piccolo? – e lui, come sempre – A fare un giretto nel deserto con le lucertole, mammina... -
La madre sorrise dolcemente.
La settimana dopo, Ganondorf prese ancora dell'altro cibo, e si apprestò a tornare con quella che ormai considerava una sua nonna.
Mentre passava, tutte le Gerudo si voltavano a guardarlo. C'era fermento, nell'aria... tra poco, infatti, Ganondorf avrebbe compiuto sette anni, e tutta la razza avrebbe festeggiato questo giorno.
- Buongiorno, piccolo – gli dicevano dolcemente le Gerudo che trovava per strada.
- Ciaaoo!! – Rispondeva calorosamente lui di rimando.
- Ciao, piccolo – le disse la vecchia, quando finalmente lui la raggiunse.
- Ciao nonnina!! – Le porse nuovamente il fagotto – Allora, oggi che storia mi racconterai? –
- Oggi – disse l'anziana – ti racconterò una storia vecchia quanto il mondo... stai bene attento, perché in pochi conoscono questa leggenda... -
Il piccolo Ganondorf assunse un atteggiamento molto più attento.
- Ricordi quando ti ho raccontato della creazione di Hyrule da parte delle tre Dee? – gli chiese la donna.
- Sì, sì! Quelle che lasciarono la Triforza che era in grado di esaudire ogni più grande desiderio, vero? –
- Proprio quella... vedi, narra la leggenda che esiste al mondo una persona che sarà in grado di accedere al Sacred Realm grazie all'errore di qualcun altro e di usare la sacra Reliquia per scopi malvagi... sembra che questa persona nasca ogni 100 anni, e voglia trasformare tutta Hyrule in un inferno sotto il suo dominio...-
- Mamma mia, che persona cattiva... se mi capitasse a tiro, gli vorrei tanto mollare un pugno!- urlò il bimbo.
- Ma in pochi sanno una cosa speciale... la leggenda dice che questo essere abominevole arrivi sempre impugnando una spada maledetta, e sia sempre vestito di verde... sempre le leggende dicono che arriverà con un animale abominevole svolazzante al fianco... e che porterà con sé uno strumento musicale capace di far resuscitare i morti! –
- Oh, mamma mia... che paura che mi fa questo qui... - il piccolo Ganondorf rabbrividì.
- Eh, sì... è un vero peccato che non ci sia nessuno al mondo che vorrebbe combatterlo... - disse la vecchia.
- Non è vero!! Io vorrei tanto prenderlo a pugni sul serio... e spero di combattere con lui, un giorno, per fargli capire che al mondo ci vuole la pace! – urlò il bimbo.
- Davvero... faresti questo, piccolo? –
- Sì, davvero! –
- No, io non credo che ne avresti il coraggio... - sogghignò la vecchia.
- Sì, INVECE! – urlò ancora più forte il bambino?
- Dici... sul serio? –
- Non hai ancora capito, nonnina? Sì, certo che lo farei! –
- Hihihihihi... - sogghignò la vecchia.
- Nonnina, perché rid... - Il piccolo Ganondorf non ebbe il tempo di finire la domanda, quando una forte esplosione gli giunse alle orecchie.
- Che... succede? Che sta succedendo alla Fortezza?- si chiese spaventato il bambino...
La vecchia, intanto, si era dileguata nel nulla.
Il bimbo corse forte verso casa sua, quando un'altra forte esplosione gli giunse.
E oltre al boato, udì un grido disperato.
Il grido di sua madre.
"Oh, no, Dee... No, vi prego, fate che non sia vero... fate che non sia successo alla mia mammina..."
Il bimbo corse ancora più forte, e finalmente arrivò sulla soglia di casa sua.
Ormai, stava cadendo a pezzi.
La madre era distesa per terra, la faccia insanguinata.
- Ga...Ganondorf... piccolo... mio... -
- Mammina!!! Cos'è successo? Mammina, ti prego, rispondimi... anzi, aspetta, vado a cercare un dottore, mamma... -
- No, piccolo, lascia stare... ormai non puoi fare nulla... lascia che però ti dica una cosa... al momento della tua nascita, io...-
- Mamma, non dire così... - Il bimbo stava piangendo forte, in preda alla disperazione – Mamma, dai, resisti... se chiamo la dottoressa sono sicuro che ce la farai...-
- No, non perdere tempo, amore mio... scappa, scappa più lontano che puoi, e chiedi aiutò a quante più persone possibili... te lo daranno. -
- Mamma... - Il bambino singhiozzò forte. – Che... che cosa è... successo qui? –
- Piccolo, scappa.... loro, sono tornat... ahhhhh... -
- Mamma! –
- Arghh.... non mi rimane molto tempo... piccolo... scappa... e non voltarti mai verso il deserto... scappa... -
- Da chi, mamma? Da chi devo scappare? –
- Scappa.... Da Twin... -
- Da chi, mamma? Da chi...? Mamma... -
Il piccolo Ganondorf insisté molto... ma sua madre non avrebbe mai più potuto dire niente... per l'eternità.
Il piccolo bimbo pianse lacrime amare. Pianse, pianse e pianse ancora, finchè non ebbe più lacrime.
- Chi... chi è stato a fare questo... PERCHÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!!!!!!!!!!!????? –
- Io ho la risposta, piccolo... -
Ganondorf si voltò di scatto, e vide la sua nonnina che lo osservava con occhi ardenti.
- Io so chi è stato, piccolo – ripetè la vecchia.
- Chi? Chi è stato? Dimmelo, nonnina... devo saperlo... devo vendicare mia madre... - disse Ganondorf tra i singhiozzi.
- Davvero vuoi vendicare tua madre, piccolo? –
- Sì, lo voglio davvero... fosse l'ultima cosa che faccio... -
- Sono stati gli uomini dell'uomo in verde, piccolo... sono stati gli Hyliani a farti questo. Vieni con me, e ti addestrerò affinché tu possa vendicarti sull'uomo malvagio...-
- Io... sì, verrò con te. Ma davvero sei così forte, nonnina? –
- Hihihihi, non chiamarmi nonnina... Ho solo circa 300 anni, del resto... chiamami Kotake... e presto ti presenterò mia sorella, che vive con me... si chiama Koume... -
- Va bene, Kotake... verrò con te, e mi insegnerai a sconfiggere tutti gli Hyliani e il cattivo in verde!!!!!!! –
- Hihihihihi... certo, piccolo mio...-
Queste furono le ultime parole che echeggiarono per le mura della Fortezza Gerudo... prima che due figure, una bassa ed una di media altezza, si allontanassero verso il deserto...
Intanto, un'altra donna parlava al cospetto del Great Deku Tree e, ai suoi piedi, vi era deposto un fagotto delle dimensioni di un piccolo neonato...

EPILOGO

Nessuna Gerudo vide più il bambino, che pensarono essersi dileguato il giorno dell'attacco delle Twinrova, parecchi anni prima.
Solo una di esse, una sentinella, vide, molto tempo dopo, un uomo vestito di nero che si allontanava al galoppo su un cavallo nero, proveniente dal cuore del deserto...
Un uomo che emanava un enorme potere di morte.
"Chissà, quale destino attende quell'uomo..." pensò.