- The Legend of Zelda: Through the Darkness -

Racconto di Andrea

- Capitolo 10 -

Il passaggio era piuttosto stretto, lungo circa cinque metri. Arrivato all'altra estremità, Link udì dei rumori e si appiattì alla roccia per non essere visibile. Guardò con cautela altre il bordo della terrazza formata dalla roccia e vide che nello spiazzo sottostante camminavano due creature orrende. Erano due uomini lucertola. Link li osservò meglio per decidere il modo di agire. Le due creature avevano lo stesso aspetto e lo stesso equipaggiamento: un elmo-visiera d'osso, un corpetto di uno strano materiale bianco, uno scudo con un occhio inciso sopra e, nella mano destra un grande machete. Erano posti ai lati dello spiazzo e dopo aver osservato per qualche minuto i loro movimenti Link si decise ad agire. Raggiunse in corsa il bordo della sporgenza e scagliò con un ampio movimento del braccio la lancia che inchiodò ad un albero il mostro di destra. Balzò con un notevole slancio oltre la sporgenza sfoderando la spada in salto, atterrò al centro dello spiazzo piegando le ginocchia e posando la mano destra per terra. Subito l'altro mostro gli fu addosso. Link deviò il colpo dall'alto con la spada e il pesante machete del nemico si conficcò per terra. Allora con rapido movimento orizzontale colpì la gola dell'essere che si accasciò con un gemito e poi scomparve in una nuvola di fumo viola. Rifoderata la spada, il ragazzo si diresse verso il mostro che aveva ucciso per primo il quale era già svanito. Tolse la lancia dal tronco e si volse ad osservare l'effettiva entrata del tempio.
"Strano", pensò, "non me lo sarei mai aspettato così". Effettivamente suo zio non gliela aveva mai descritta quella che era la vera entrata del tempio, e a chiunque sarebbe sembrata abbastanza scarna. Era costituita da una piccola porta ad arco con una spirale rossa al centro. Dai lati della porta si stendevano due muri di pietra e dietro di essi si vedevano spuntare le folte chiome di numerosi alberi che a prima vista non dovevano essere neanche troppo alti.
Il ragazzo si avvicinò alla porta che esaminò e poi fece rotolare di lato in un vano nascosto del muro e quando entrò rimase colto tanto di sorpresa che quasi il mento gli toccò i piedi. Non aveva mai visto nulla di simile; le chiome che aveva pensato appartenenti ad alberi piuttosto bassi erano invece la punta di alberi giganteschi e altissimi che si perdevano nelle profondità del grosso buco sul cui ciglio si trovava. Un camminamento di legno percorreva tutta la circonferenza descritta dai giganteschi alberi. Alla sinistra di Link, c'era un immenso albero che però era morto e all'interno era completamente cavo. Davanti ad esso un porte di legno e corda attraversava l'immensa apertura fino ad arrivare ad un altro albero cavo. Il ragazzo senza pensarci due volte iniziò ad attraversare l'esile ponticello e quando fu a metà si fermò e sporse la testa per guardare di sotto; fu allora che udì un incredibile urlo, sicuramente non umano, provenire dalle profondità di quel luogo che gli raggelò il sangue nelle vene. Continuando a guardare verso il basso attraversò il ponte che immediatamente si accorse di un'apertura nel grande tronco cavo. Decise d'entrarvi, prima però, prese la corda dell'arco e prima da un'estremità e poi dall'altra la fissò all'arma. La porta sul tronco era la stessa dell'entrata. Link la fece scorrere e come fece per entrare una figura nera gli balzò davanti ma non appena il piccolo goblin alzò la testa sul suo volto si dipinse una nota di terrore. Stava infatti fissando da pochi centimetri la punta di ferro di una delle frecce di Link che gli saettò addosso facendo dissolvere il suo orrido corpo. Il ragazzo riposto l'arco raccolse la freccia e la lancia che aveva appoggiato alla parete del tronco, quindi iniziò a percorrere le scale che si trovavano nella cavità dell'albero morto fino a raggiungere un altro ponte che riattraversava l'enorme vuoto. Sul ponte c'erano cinque piccoli mostriciattoli che gli davano le spalle, armati di sgraziati pezzi di ferro probabilmente considerati spade. Link piegò il braccio sinistro e scagliò la lancia colpendo il mostro più distante. Immediatamente gli altri si voltarono e videro un guerriero verde armato d'uno scudo blu e una lunga spada che correva verso di loro. Il primo goblin venne travolto dalla sua furia, il secondo ricevette un violento colpo di scudo che lo scaraventò di sotto. Il terzo e il quarto si ritirarono sul camminamento di legno ma non ebbero sorte migliore, infatti perirono sotto i poderosi colpi del giovane. Rinfoderata la spada e riposto lo scudo, si volse a cercare la lancia ma constatò che il mostro cedendo l'aveva portata con sé. Diede le spalle al ponte ed entrato in un'altra apertura nel tronco scese delle altre scale. Discese così, ponte dopo ponte, per diversi piani, incontrando pressoché sempre la stessa resistenza, fino alla base di quelle incredibili piante. Stanco dalla discesa e dall'aver dovuto combattere pressoché ad ogni piano, si sedette per recuperare energie e ne approfittò per osservare il paesaggio. Volse la testa al cielo che si vedeva estremamente lontano e si impressionò rendendosi conto della distanza che aveva percorso, quando poi gli venne in mente che sarebbe dovuto salire di nuovo fino in cima iniziò a sudare come se stesse gia salendo quella quantità di scalini. Volse lo sguardo davanti a se e trovò il luogo sinistramente tranquillo. In quel grande cerchio, le radici degli alberi imponenti formavano delle colline che gli ricordavano quelle della bella Hyrule. Scacciati i pensieri malinconici, si rialzò e iniziò a camminare, con circospezione, verso il centro dei tronchi. Era difficile determinane quale fosse l'esatta parte centrale siccome la vista era spesso ostruita dai numerosi avallamenti. Quando incontrava una delle ripide collinette la scalava per poi osservare furtivamente dalla cima cosa si celasse oltre; per fortuna non incontrò nessun ostacolo e raggiunto lo spiazzo centrale iniziò a esaminarlo. Ne percorse il diametro che constatò essere di circa quaranta metri, il terreno era perfettamente pianeggiante e la terra umida sembrava smossa di recente inoltre era l'unico punto dove non cresceva quella corta erba che ricopriva invece tutto il resto del terreno ai piedi dei mastodontici alberi. Mentre era immerso in queste considerazioni, il terreno cominciò a vibrare e senza che se ne potesse rendere conto, Link si ritrovò con il viso che premeva il terreno. Velocemente si volse e vide sopra di sé un enorme e spaventoso mostro con le sembianze di un enorme verme senza occhi, con ai lati della bocca grandi e terribili tenaglie mentre lungo tutto il corpo una lunga serie di zampe che si agitavano freneticamente. Rimessosi in piedi Link estrasse la spada ed imbracciò lo scudo. Il mostro attaccò tirando una poderosa testata contro lo scudo del ragazzo che venne scaraventato contro una collina. Link realizzò che non era il caso di combattere con la spada quindi armò l'arco ma mentre stava per incoccare una freccia, si accorse che il mostro era tornato all'atto e con un rovinoso balzo evitò di essere travolto. La creatura stordita dalla micidiale facciata contro il terreno si alzò lentamente dando a Link il tempo di contrattaccare.
Il ragazzo incoccò una freccia e la scagliò. La prima freccia era ancora a mezz'aria che già tendeva l'arco per scagliarne un'altra. Quando la seconda freccia si conficcò vicino alle altre nel mezzo della testa della creatura, Link ne aveva gia scagliate quattro ma si trattenne dall'incoccarne un'altra perché si rese conto che il mostro era tornato in sé e stava per attaccare. Infatti il gigantesco ma stupido essere si rifiondò su Link mancandolo e rimediando un'altra immane capocciata stordendosi ancora di più. Questa volta Link fu ancora più veloce nello scagliare frecce e quando per l'ennesima volta portò la mano alla rigida faretra da guerra si accorse che le frecce erano finite. Link ebbe un attimo di smarrimento che stava per costargli caro, infatti il mostro era tornato all'attacco e Link grazie ai suoi riflessi pronti riuscì a salvarsi imbracciando velocemente lo scudo con due mani anche se venne proiettato parecchi metri più in là. Atterrando poggiò la mano su qualcosa di rigido che raccolse e scagliò con tutta la forza che aveva in corpo. Nella testa del mostro indebolita dalle frecce scagliate prima era ora conficcata la lunga lancia caduta durante un combattimento su uno dei ponti che collegavano i due alberi cavi. Il mostro si contorse orribilmente su se stesso fino ad esaurirsi in una grande esplosione viola. Link si era riparato la vista con un braccio e persistette in quella posizione finché non udì una musica soave, irreale che nessun strumento avrebbe potuto imitare. Lentamente levò il braccio dal viso e vide qualcosa a cui non poteva credere. Davanti a lui fluttuava a mezz'aria una donna avvolta da una luce eterea che lo guadava sorridendogli, quindi gli disse: "Avvicinati, non aver paura". Link senza riluttanza si avvicinò, attratto da quella figura celestiale la cui voce ispirava fiducia. Ed ella continuò: "Io sono lo spirito del bosco, grazie a ma crescono gli alberi e vivono gli animali, io ho il potere di far sì che la foresta viva, purtroppo un grande potere malefico m'imprigionò dentro quella creatura, infatti da quel giorno il bosco è diventato selvaggio. Le tre grandi madri hanno però inviato un eroe di luce che è riuscito a cacciare la tenebra. Grazie eroe, ora il bosco potrà tornare a vivere come un tempo. Tieni, quest'oggetto deve passare nelle tue mani che una grande missione hai da compiere. Va' ora, che la benedizione delle dee ti illumini il cammino e ricorda che il nero lago della notte non sarà mai malvagio finché in cielo ci sarà la luna a rischiararlo". Link raccolse il pezzo di metallo che la luminosa creatura gli porgeva la quale immediatamente svanì nel nulla lasciando al suo posto un cilindro luminoso. Il ragazzo prese la lancia da terra e senza pensarci entrò nel cilindro di luce ritrovandosi all'entrata del tempio.