- The Legend of Zelda: Through the Darkness -

Racconto di Andrea

- Capitolo 2 -

È di nuovo giorno sulle dorate terre di Hyrule. Il corpo senza vita nel villaggio kakariko era stato trovato durante la notte e già portato via. La situazione era molto grave: si erano verificati due omicidi in due notti; un evento simile nella pacifica Hyrule non si verificava da anni ed anni, per questo l'intero consiglio dei ministri venne riunito a corte.
Nel salone principale del castello, il re, già imponente di corporatura, veniva reso ancora più autoritario dal maestoso trono su cui sedeva. Ma quel giorno un'espressione di incertezza attraversava come un solco il volto del regnante.
I ministri discutevano animosamente quando il re con un colpo ben assestato del bastone regio riportò l'ordine nel salone dicendo: "Signori vi prego, con questo fracasso non riuscirete nemmeno a mettervi d'accordo sull'ora di pranzo; bene, signor Tokunapulos ci esponga il suo pensiero". E quello iniziò: "Signori ministri, nei due giorni appena trascorsi, sono stati commessi due orribili omicidi; sono anni che non si verifica un così disdicevole accaduto, devono essere prese delle serie contromisure; propongo che mi si deleghi il totale controllo dell’esercito..." In seguito alle proposte del ministro, come era prevedibile, rinacquero le polemiche e nel salone tornò la solita confusione.
Il re si tolse la mano dalla testa, si alzò ed uscì dalla grande porta arcuata che da sui cortili interni, mentre nel salone continuava a regnare incontrastata la confusione.
Re Daphnes XII camminava lentamente sul viale circondato da verdi e curati prati, cinti da alte mura, le quali hanno visto camminare sullo stesso viale tutti gli altri grandi re hyliani, mura che hanno assistito alla prima guerra che ha macchiato di sangue la bella Hyrule.
Le mani del re erano l'una nell'altra dietro la schiena, il passo grave, stanco, ma sicuro e stabile, come si addice ad un uomo del suo lignaggio. Sul volto appariva però chiara la consapevolezza che ciò che stava accadendo in Hyrule aveva qualcosa di diabolico, che aveva a che fare con il passato, con i suoi predecessori; ma non si era mai trovato in una situazione simile, e per quanto fosse saggio erano tante le domande senza risposta che affollavano i suoi pensieri.
Dopo una breve passeggiata incontrò una guardia e gli disse: "Soldato, vai dal tuo capitano e digli che per ordine del re, stanotte sia nel villaggio Kakariko che nel Castle Town i soldati per la ronda notturna saranno raddoppiati e ogni vicolo dovrà essere illuminato".
Quello dopo essersi congedato, si voltò e andò di buona lena ad avvisare il capitano; poi con un profondo sospiro il re tornò nel salone dove tutti i ministri stavano ancora urlando come dei forsennati e con un poderoso ordine sciolse l'assemblea.
Il di volse al termine e la notte con il suo manto d'ombra tornò a coprire ogni cosa.
Il villaggio Kakariko, così come il Castle Town, pullulava di soldati nascosti nella notte. C'era tensione tra loro, ma non paura; nell'esercito di Hyrule nessun soldato che si rispetti può avere paura.
Il soldato Turam era appostato sul lato destro del Temple of Time; si era già chiesto più volte perché era stato messo lì dal momento che non ci sono case in quella zona, ma non si preoccupava più di tanto, l'importante per lui era svolgere il suo lavoro il meglio possibile.
La nottata stava trascorrendo tranquilla, nessuno aveva notato niente di sospetto; anche Turam iniziava a pensare che non sarebbe successo nulla, quando tutto ad un tratto sentì un fruscio poco distante. Non sguainò la spada perché il rumore della lama avrebbe potuto rivelare la sua presenza; fece un paio di silenziosi passi verso il lato del tempio dove è posta l'entrata, sbirciò furtivamente dall'angolo ma non scorse nulla. Pensò che fosse stato solo un gatto o un cane fino a quando sentì qualcosa di strano sul suo fianco sinistro: la sua spada si era lentamente sguainata e ora stava fluttuando a mezz'aria davanti a lui. Turam era come paralizzato, avrebbe voluto dire qualcosa ma aveva paura, terrore. In men che non si dica la spada maledetta gli trafisse il ventre; mentre cadeva all'indietro, urlò con tutto il fiato che gli era rimasto in corpo e per un istante vide dietro di lui un bagliore viola e due fiammeggianti occhi rossi che sparirono nell'oscurità.
L'urlo di Turam richiamò l'attenzione degli altri soldati che accorsero dopo pochi istanti. Uno di loro prese tra le braccia Turam mentre gli altri perlustravano il territorio intorno al tempio. Quando tutti i soldati si riunirono Turam era ormai spirato; gli altri soldati chiesero a colui che lo teneva tra le braccia se avesse detto qualcosa e quello rispose: "Lontano dalla luce l'ineffabile splendore". Quindi una gelida e lugubre risata risuonò nella notte mentre una parte di quelle tenebre sembrava attanagliare i coraggiosi cuori dei soldati che avevano assistito a quel terribile evento.