- The Legend of Zelda: Through the Darkness -

Racconto di Andrea

- Capitolo 5 -

Lo zio di Link era uno dei monaci del tempio, ma in quanto monaco-guerriero, non apparteneva specificatamente al Tempio del Tempo, bensì a tutti i templi che rendevano grazia ai tre numi creatori, infatti mentre i sacerdoti del Tempio del Tempo vestivano una lunga tunica di un blu tendente al viola, la sua era totalmente bianca, e in caso di una guerra giusta e meritevole di essere combattuta su di essa sarebbero state cucite le insegne dell'esercito per il quale il monaco avrebbe combattuto.
Il suo nome era Iwan Alar, era alto e aveva delle spalle che sembravano quelle di un toro. Nonostante l'età non più verde aveva un fisico e una forza tale che avrebbe facilmente fermato la corsa di un bue con il vigore delle braccia; nonostante la credenza di quel tempo secondo la quale gli uomini vigorosi nel fisico non lo fossero altrettanto nella mente, egli aveva una cultura che forse superava per ampiezza anche quella dello stesso re, il quale era noto essere uomo assai saggio e colto; oltre ad aver letto, studiato ed amato tutti testi Hyruliani, si era fatto portare da oltremare testi di filosofia pagana: dai profondi filosofi greci, ai dotti teologi cristiani, allargando così la sua conoscenza delle lingue del mondo al greco e al latino. Dopo aver tradotto le opere pervenutegli le divulgò negli ambienti più colti di Hyrule, e anche per questo viene tutt'oggi ricordato come uno dei più grandi benefattori di Hyrule.
Iwan, come abbiamo detto, era un uomo alto, forte di corpo e di animo; i capelli gli cerchiavano la testa lasciando scoperta la parte superiore della testa. Le gote erano leggermente paffute, portava i baffi bianchi non troppo lunghi e aveva gli occhi di un azzurro intenso che conferivano al suo sguardo malinconico un guizzo di vitalità come a voler dire che era ancora ben lontano il giorno in cui le sue braccia avrebbero perso la forza taurina che lo ha fatto prevalere su non pochi nemici. Come al solito vestiva la sua tunica bianca senza maniche sopra una maglia di lana blu intrecciata finemente.
Quando Link entrò nella casa dei monaci, che era situata alla sinistra del tempio, in direzione del castello, vide che suo zio stava discutendo con un monaco del tempio del tempo di qualche complicata teoria teologica, ma quando si avvicinò capì che discutevano di come si poteva costruire un supporto più comodo per le latrine.
Con un cenno della mano Link attirò l'attenzione di suo zio il quale, accortosi di lui lo salutò calorosamente, si congedò dall'altro monaco, mise un braccio attorno alle spalle di Link e gli chiese se era pronto ad immergersi nella lettura dei grandi codici Hyliani. Appena ebbe finito di parlare, Link si fermò e fissò gli occhi azzurri di suo zio che si era fermato un passo più avanti e gli disse: "Prima zio devo parlarti di una cosa che mi è accaduta ieri sera dopo la cerimonia..."
"Già, un altro monaco mi ha detto di averti visto nel tempio tre ore dopo la cerimonia, che cosa stavi comb..." intervenne lo zio.
E Link senza fargli finire la frase continuò a parlare: "Fammi finire zio, ti spiegherò tutto; ieri sera, appena finita la cerimonia io..."
Link parlò per circa trenta minuti, spiegando al nerboruto monaco, per filo e per segno, tutta l'esperienza avuta nel tempio e gli incubi che ebbe in seguito.
Iwan era rimasto concentrato in ascolto per tutto il tempo con la fronte contratta, solo quando Link gli descrisse il volto di quell'uomo terribile inarcò con un misto di preoccupazione e stupore le sopracciglia. Quando Link ebbe finito di parlare, il monaco rimase in silenzio, poi, alzandosi, prese con forza il braccio di Link e gli disse in tono perentorio: "Seguimi!" e aggiunse: "Devo mostrarti qualcosa". Attraversarono un lungo corridoio ed entrarono nella piccola ma straboccante libreria della casa dei monaci. Mollato il braccio di Link, suo zio si diresse verso un piccolo armadietto pieno di libri; levò e pose a terra la prima fila di libri, poi da quella che rimaneva dietro, trasse un libro di media grandezza, finemente rilegato in cuoio. Lo pose su un tavolo vicino e fece sedere Link di fronte a lui. Aprì il libro; Link constatò che doveva essere stato scritto da non molto visto che le pagine in pelle di capra non erano ancora eccessivamente ingiallite. Dopo aver sfogliato diverse pagine Iwan girò il libro verso Link in modo che potesse leggere e vedere le accurate immagini disegnate a mano, quindi iniziò a parlare intimando a link di non interromperlo: "Tu, Link, conosci molto bene la storia di queste terre vero? Bene ora faremo un piccolo ripasso" si schiarì la voce e disse: "Molti anni fa, un uomo tentò di soggiogare Hyrule sottomettendola alle forze del male; un eroe spuntò dal nulla e con la sacra spada sferzò le tenebre che attanagliavano la verde Hyrule. Poi l'eroe, così come dal nulla venne, nel nulla andò e mai si seppe più nulla di lui. L'Eroe del Tempo non poteva sapere però, che nelle viscere della terra e nei recessi più reconditi delle montagne, quell'uomo malvagio aveva dato il via alla formazione di un terribile esercito costituito dalle creature più mostruose che la sua malvagia mente avesse mai concepito. La realizzazione di questo esercito richiedeva però molto tempo perché per poter prendere vita dal fango, quelle creature avevano bisogno di molto sangue, così dovettero cacciare, ma la cosa comportava pericoli così ci mise molti anni a formarsi. Quando uscì allo scoperto, Hyrule corse molti pericoli, ma per fortuna Hyrule si alleò con Holodrum, Labrynna, Termina e molti altri regni e città di queste terre creando un esercito che riuscì a spezzare quelle terribili armate. Tuttavia l'uomo che diede inizio a tutto ciò non era morto, ma sigillato in un'altra dimensione e si pensa che possa ritornare. Ora Link, osserva bene questa immagine".
Iwan mentre parlava aveva sfogliato molte pagine del libro, ma ora sembrava esitare; mentre sollevava lentamente la pagina osservava intensamente Link per giudicarne le reazioni.
Quando il contenuto di quella pagina fu ben visibile, Link strabuzzò gli occhi dallo stupore aggrappandosi con le mani ai bordi del tavolo. Più guardava quella figura e più si sbalordiva la persona raffigurata in quel disegno era esattamente quella che nella sua mente gli aveva riso in faccia. Sentì le grandi mani di suo zio che lo alzavano, si girò, guardò il monaco negli occhi di ghiaccio che gli disse: "Costui è Ganondorf, Re del Male; quelle visioni le hai viste toccando il rubino?". Link rispose con un cenno della testa, e poi chiese: "Può significare qualcosa?". E suo zio gli rispose: "Tutto... o forse niente". Poi guardò il nipote, gli sorrise e gli mise una mano tra i capelli dicendo: "Non ti preoccupare, ora va' a casa e fatti una bella dormita". Link annuì e uscì dalla casa dei monaci del Tempio del Tempo. Mentre attraversava il ponte levatoio, incontrò il vecchio Gromir che si recava in città per affari. Tornato a casa, Link seguì il consiglio di suo zio: dopo essersi sdraiato per dormire, non chiuse occhio per tutta la notte.