- The Legend of Zelda: Through the Darkness -

Racconto di Andrea

- Capitolo 7 -

Per un mese il monaco allenò Link al maneggio di tutte le armi. Si esercitavano ogni giorno, dal mattino alla sera, a volte anche di notte. Link imparò a usare l'arco colpendo bersagli immobili e in movimento, a difendersi e contrattaccare con lo scudo, a colpire con tutti i tipi di spada e di lancia. Con l'aiuto degli altri monaci-guerrieri ricrearono una situazione di guerra e Link imparò a destreggiarsi fra molti nemici e al contempo a difendersi dagli sciami di frecce che normalmente oscurano il cielo durante le battaglie. Alla fine di quel mese, Link divenne un guerriero temibile, veloce sia di braccio che di mente.
Arrivò l'autunno e le giornate si fecero di nuovo corte. Gli alberi erano diventati rossi con mille sfaccettature d'arancione, gli uccelli migravano verso sud e nell'aria non si respirava più la felicità e spensieratezza estiva ma una strana malinconia che rendeva i cuori più pesanti.
Fu proprio in un tiepido mattino autunnale che Link si recò da suo zio per riprendere i soliti allenamenti, ma quando si trovò nel cortile che fungeva da palestra gli si presentò una scena ben strana: alcuni monaci-guerrieri, circa trenta, lo attendevano in formazione. Erano posizionati in modo da formare una V e molti di essi portavano in mano un oggetto. All'apice della V stava Iwan, che accolse e salutò Link dicendogli: "Ciao ragazzo, è giunto un giorno molto importante per te, ma anche per il tuo vecchio zio. Il tuo allenamento è concluso, il tuo braccio ora è superiore a quello di molti e la tua determinazione non ha eguali. Oggi io e i miei confratelli ti consacriamo facendoti diventare un vero guerriero".
Fece un cenno con la mano e il monaco alla sua sinistra si avvicinò a Link porgendogli una cotta di maglia finemente intrecciata e gli disse: "Non puoi nemmeno immaginare il numero degli anelli che compongono questa cotta; sappi che ti proteggerà anche dalle lance". Poi tornò al suo posto.
Link si sfilò la sopravveste azzurra e la indossò subito sopra la maglia a maniche lunghe bianca e i pantaloni anch'essi bianchi. La cotta gli arrivava a metà braccio e a metà coscia. Indossandola notò che era leggerissima e non impediva affatto i movimenti. Un altro monaco si fece avanti e gli porse una tunica verde con un lungo cappello che Link indossò subito sopra la cotta di maglia. Poi in successione gli furono portati una spada nel fodero da tenere a tracolla, uno scudo dell'esercito di Hyrule, un arco e una corda di bue, una faretra da viaggio a simile a una sacca e una faretra rigida da guerra, guanti che lasciavano scoperte le dita, una polsiera di cuoio spesso che gli copriva l'intero avambraccio e infine una lancia.
Quando gli furono portati tutti gli oggetti dell'armamento, Link sembrava decisamente un temibile guerriero. Con una parola, Iwan congedò gli altri monaci e condusse Link in sotto una tettoia in modo che potessero parlare tranquillamente seduti su grande panche di mattoni costruite come se fossero delle protuberanze dei muri.
L'animo del giovane guerriero era felice come non lo era da tempo e in quei occhi blu c'era una luce come quella di un bambino che è appena stato ricoperto di regali. Poi alzò lo sguardo e incontrò quello di suo zio che invece era serio e accigliato. Allora si fece serio anche lui tradendo però sul viso una nota di stupore.
Il monaco si schiarì la voce e riempiendo il grande torace d'aria inizio a parlare: "Ragazzo, tu sai che il sapere che custodiamo noi monaci è grande, e tu sei a conoscenza di una buona parte di esso. Ve ne è una parte però, a cui non tutti hanno accesso; essa comprende oltre ad alcune conoscenze arcane, la genealogia di molte persone Hyliane, tra cui i grandi saggi e l'Eroe del Tempo.
"Ti ricordi Link, di quei tre omicidi avvenuti qualche mese fa ad Hyrule? Ebbene le persone che sono state uccise erano gli ultimi discendenti di tre dei sette saggi; purtroppo anche le altre tre persone che discendevano dai saggi hanno lasciato questo mondo chi per malattia, chi accidentalmente, ma nessuno ha lasciato eredi. Così purtroppo si è estinta la discendenza diretta dei grandi saggi".
"Non capisco dove vuoi arrivare zio, perché mi stai facendo questo discorso? Certo, mi dispiace che si sia interrotta questa stirpe e potrebbe anche essere un problema, ma sinceramente non vedo cosa posso farci" disse Link genuinamente sorpreso da quel discorso interessante, ma apparentemente fuori luogo. "Non mi interrompere ragazzo" disse il monaco chiudendo gli occhi e scuotendo la testa "e apri bene le orecchie... come dicevo, oltre alla genealogia dei saggi conosciamo anche l'origine e lo sviluppo del ceppo dell'Eroe del Tempo anche se restano alcune ombre sulla sua storia personale: l'eroe era il figlio del comandante delle guardie reali e morì durante la guerra dell'imprigionamento. Sua madre, per salvare il figlioletto che sarebbe poi divenuto un eroe, lo portò nella tribù dei Kokiri dove in quanto non appartenente alla tribù si trasformò in un albero. Gli eterni bambini si presero cura del piccolo eroe che crebbe presso di loro fino al giorno dell'inizio della sua impresa. Scacciate le ombre che aleggiavano su Hyrule, Link ebbe una vita comune. Si sposò e, non si sa come, morì abbastanza giovane, ma riuscì ad avere un figlio che portò avanti la sua stirpe. I suoi successori capirono che era meglio non dichiarare apertamente l'origine del proprio lignaggio, e la cosa fu tenuta nascosta così bene che neanche gli stessi discendenti della famiglia seppero più di avere come progenitore nientemeno che l'Eroe del Tempo. Ragazzo, sappi che discendi da parte materna, all'eroe che salvò Hyrule". Finito di parlare si appoggiò al duro schienale della panca di mattoni su cui era seduto e incrociò le braccia al petto osservando la reazione del nipote.
Link fissava il monaco con lo sguardo ebete e la bocca spalancata come se aspettasse che un burattinaio gli muovesse la lingua per farlo parlare. Gli ci volle un po' prima che le parole di suo zio gli entrassero bene nella testa, poi corrugò la fronte e increspò le labbra come per dire qualcosa ma gli balenarono in mente le parole di suo zio e riassunse all'istante l'espressione inebetita che fece scoppiare in una fragorosa risata il grande monaco il quale alzandosi fece alzare anche Link e iniziarono a passeggiare per il porticato rettangolare interno alla casa dei monaci. Link nel frattempo si era ripreso dallo shock e si sentiva come appena svegliatosi da un lungo sonno. Il monaco appena si accorse che la ragione gli era di nuovo tornata finì di dirgli tutto ciò che gli doveva comunicare: "Purtroppo Ganondorf è tornato, come hai potuto dolorosamente constatare, e il potere dei saggi è scomparso, quindi non rimani che tu come nostra speranza. Una guerra si sta profilando all'orizzonte e solo se saremo uniti potremo vincerla, ma i popoli di Hyrule non sono affiatati e la tua missione, Link, sarà quella di ricomporre i frammenti della sacra spada, l'arma capace di riunire tutti i popoli e condurli sotto la stessa bandiera". Fece una pausa, afferrò per le spalle Link e lo guardò negli occhi dicendo "Il tempo purtroppo scorre come l'acqua nei fiumi di montagna. Partirai domani mattina; dopo aver salutato chi ti è più caro, mi raggiungerai alla tenuta di Gromir, e vedi di non dire niente riguardo alla tua missione. Solo tua madre ne è al corrente ma non la potrai vedere fino a domani mattina, oggi lamentava dolore alla gamba rotta e le abbiamo dato una tisana che la farà dormire tutto il giorno. Ora va' e medita sul tuo destino". Iwan diede una sonora pacca sulla spalla di Link e se ne andò. Il giovane dai capelli d'oro trascorse il resto della giornata girovagando per il market town con nel cuore un misto di orgoglio e perplessità. Alla sera distesosi nel suo letto, dormì un sonno senza sogni.