- The Legend of Zelda: Through the Darkness -

Racconto di Andrea

- Capitolo 8 -

La mattina dopo, Link si alzò prima dell'alba e stette ad osservare le prime luci della giornata fare capolino all'orizzonte, quindi andò a trovare sua madre. Parlarono a lungo abbracciandosi più volte poi quando per Link giunse l'ora di partire, baciò sua madre sulla fronte e uscì dalla stanza diretto all'armeria.
Nell'armeria prese tutte la sue armi e quando fece per uscire un monaco vestito di blu lo fermò e gli diede una borsa, di quelle da portare dietro la schiena appese alla cintura, e gli disse che era piena di un tipo di pane da viaggio molto sostanzioso che lo avrebbe saziato per diversi giorni.
Uscì dalla casa dei monaci e sotto gli sguardi incuriositi degli abitanti si diresse verso il villaggio Lon Lon, più precisamente verso la tenuta del vecchio Gromir. Quel giorno il cielo era terso, solcato di tanto in tanto da stormi di uccelli migratori. Attraversando il villaggio Link notò lo spiazzo d'erba bruciata dove una volta sorgeva la sua casa e si ripromise che un giorno sarebbe tornato e l'avrebbe ricostruita più grande di come era un tempo. Poi voltò le spalle e imboccò il sentiero che portava alla tenuta del vecchio. Oltrepassati i cancelli vide verso il centro delle stalle suo zio con Gromir che appena si accorse della sua presenza, lo salutò e gli fece cenno di avvicinarsi.
Quando gli fu dappresso il monaco chiese a Link come stava il quale rispose piegando la testa di lato e tirando giù gli angoli della bocca. Poi Iwan disse: "Ragazzo, la missione che stai per intraprendere è molto importante; la spada che devi riunire è la spada che decise le sorti della guerra che ha sconvolto Hyrule dopo le gesta dell'eroe. Io ho combattuto in quella guerra e ho visto quella spada. Colui che la brandiva era un Hylian, ed era il generale delle guardie del re. Egli forgiò quella spada con l'aiuto dei capi delle altre tribù che popolano Hyrule e da quel momento tutti i regni combatterono sotto la stessa bandiera. Ora l'unione tra i popoli si è affievolita quindi il destino di tutti noi è in gran parte nelle tue mani. Ma di certo non hai il dono del volo né quello dell'ubiquità perciò per spostarti ti serve un cavallo e noi abbiamo pensato..."
Fece schioccare le dita e dalle stalle arrivò Epona già sellato e pronto per il viaggio. Link gli montò in sella al suo solito modo, fece un piccolo cerchio e si avvicinò al monaco inondandolo di parole di gratitudine ma Iwan alzò una mano per farlo tacere e disse: "Non è me che devi ringraziare, ma il buon Gromir che credimi, sta facendo uno sforzo enorme separandosi dal suo cavallo migliore. Comunque ora va' nelle Lost Woods e cerca il santuario che riposa nel cuore della foresta, là troverai il primo frammento della spada. Poi recati dal grande e saggio albero Deku, lui ti darà altre istruzioni. Ciao Ragazzo, che le tre dee illuminino il tuo cammino".
Link guardò suo zio e il vecchio Gromir, poi prese la lancia con la mano sinistra volgendo la punta verso il cielo e appoggiando l'altra estremità al piede sinistro, infine diede un colpo di talloni e partì al galoppo verso le Lost Woods.
Ci volle ben poco per raggiungere l'ingresso della foresta e quando Link fu a poca distanza dal sentiero tortuoso che introduceva nell'immensa distesa di alberi, rallentò l'andatura del cavallo ed entrò silenziosamente nelle intricate Lost Woods. Cavalcò per parecchie ore fermandosi solo una volta per far abbeverare Epona in un piccolo ruscello che scorreva per un tratto piuttosto breve accanto al sinuoso sentiero che stava percorrendo. Raggiunto un piccolo spiazzo dove l'erba cresceva bassa data la poca luce che riceveva, Link smontò dalla sella e prese un pezzo di pane da viaggio ritenendo che fosse più o meno l'ora di pranzo, lo mangiò e bevve qualche sorso dalla borraccia di pelle che teneva attaccata alla sella. Non era facile dire con esattezza che ora del giorno fosse tanto erano fitte le chiome degli alti e antichi alberi che sembravano essere l'unica forma di vita popolante quella intricata foresta. Dopo essersi sgranchito le gambe a sufficienza e aver fatto riposare Epona, le salì in groppa e riprese tranquillamente a percorrere il sentiero.
Passarono di nuovo alcune ore quando il sole cominciò a sparire dietro l'orizzonte, ma se nel resto di Hyrule c'era ancora luce a sufficienza per parecchie ore, nelle Lost Woods era già calata la notte e i grandi tronchi formavano ora una compatta massa nera che inghiottiva qualsiasi cosa. Link aveva già acceso da un pezzo la sua torcia che teneva nella mano destra alta sopra la testa. Decise che non poteva più continuare il cammino in quelle esili condizioni di luce quindi proseguì finché trovò uno spiazzo erboso simile a quello di prima, solo che invece di essere sul sentiero era spostato sulla destra e vi si accedeva passando attraverso due enormi lecci. Lasciò Epona libera di brucare l'erba che lì cresceva più lunga, infatti gli alberi erano disposti in circolo e le loro chiome erano messe in modo da lasciare passare una buona quantità di pioggia e sole. Da quell'apertura Link osservava il cielo senza stelle e stette sdraiato finché dal lato sinistro spuntò la luna. Mentre osservava il disco d'argento aveva svuotato la mente da ogni pensiero ma tutto a tratto gli si gelò il sangue nelle vene e balzato in piedi iniziò a percorrere la circonferenza descritta dagli alberi prima in un verso e poi nell'altro tenendo lo sguardo fisso sulla lontana luna. Quindi si fermò togliendosi il lungo cappello e passandosi una mano tra i capelli biondi; era sicuro di aver visto una grande ombra alata passare davanti al cerchio luminoso della luna, ma pensò che fosse stata la stanchezza ad avergli giocato un brutto scherzo, perciò piantò un picchetto per terra, vi legò le briglie di Epona e tolta una coperta dalla sella si creò un giaciglio nella cavità formata dalle grandi radici di un albero, vi si coricò e cercando di quantificare la strada che gli rimaneva da percorrere si addormentò sognando la luna che con la sua luce rassicurante gli rinfrancò lo spirito.