- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

Salve a tutti i lettori di questa fan fiction (spero davvero che non sia possibile contarli sulle dita di una mano), il mio nome è Bjk. No, non esattamente, il mio vero nome è un altro, ma non penso che possa interessarvi. Quel che conta sapere adesso è ben altro: vorrei parlarvi di una mia piccola stravaganza (fosse l'unica...). Io soffro d'insonnia, e spesso per addormentarmi impiego mezz'ora o più; ho trovato tuttavia un metodo per impiegare questo tempo senza annoiarmi: infatti, durante questa mezz'ora, stando a letto, mi capita di inventare storie, le "mie" fan fiction (in genere riguardano personaggi di film, libri o videogiochi).
Una mia abilità particolare è riuscire a far sempre combaciare tutto alla perfezione, durante la creazione di queste storie, senza che ci siano particolari fuori posto o questioni irrisolte. Ma veniamo a noi: proprio ieri notte (4 Agosto 2007) ho terminato quella che ritengo essere la storia che mi è venuta meglio, e per di più riguarda Zelda, per cui mi è sembrato opportuno trascriverla in modo che tutti possano conoscerla, poiché finora è tutta nella mia testa.
Ora, se siete tra le povere anime perdute che non hanno mai giocato a Link's Awakening, sappiate che la mia storia parte proprio da dove si conclude questo (MAGNIFICO) episodio della serie: in breve, il Link di A Link to the Past, che sta viaggiando in mare dopo aver salvato Hyrule, si ritrova dentro il sogno del Wind Fish (che non è un pesce, ma un mammifero, e che non è "del vento", ma lasciamo correre) dopo un naufragio. In questo sogno conosce una ragazza di nome Marin (oltre a un mucchio di altra gente, ma è lei che comparirà nella fanfic, quindi gli altri non vi interessano), la quale vorrebbe poter volare per viaggiare in altre terre, e ha intenzione di esprimere questo desiderio al Wind Fish. Completando il gioco senza aver perso nemmeno una vita, si può vedere per qualche secondo Marin che vola, dotata di ali. Questo mi porta a pensare che, mentre l'isola di Koholint, dove è ambientato il gioco, sparisce con tutti i suoi abitanti, Marin veda il suo sogno di poter viaggiare in altre terre esaudito (finchè non uscirà un seguito di Link's Awakening, cosa che probabilmente non avverrà mai, nessuno potrà contraddirmi). Alla fine del gioco anche Link si sveglia, aggrappato a una tavola della sua ex-barca; tristemente però, il gioco si conclude qui, lasciando all'immaginazione cosa sia potuto venire dopo. Essendo uno dei miei videogiochi di culto, non ho potuto fare altro che immaginare...
Ancora qui? Ne avete di pazienza, eh? Solo un'ultima cosa: la relazione tra Link e Marin che avrete modo di leggere nella fanfic non è inventata da me, in Link's Awakening tale relazione è fortemente suggerita. Buona lettura!

- PROLOGO -
 

  Finalmente era salvo. Oppure no?
  Link si guardò intorno: non c'era nulla nelle vicinanze, fuorché diversi relitti di quella che era stata la sua barca, prima del naufragio... Era sì riuscito a venir fuori dal sogno, ma come avrebbe fatto a tornare a Hyrule? Come avrebbe fatto a mettersi in salvo?
  Cominciò a remare con una piccola asse di legno rinvenuta in acqua poco lontano. Non aveva nient'altro a disposizione, ma nemmeno quel remo improvvisato sarebbe durato a lungo: era fradicio d'acqua e già enormemente deteriorato.
  Remò per diversi minuti. Si guardava intorno continuamente, sperando di vedere qualcosa: un lembo di terra, un'altra barca, o almeno qualcosa che avrebbe potuto sostituire il suo remo corrente. Inoltre, sotto quel sole cocente, avrebbe presto avuto bisogno di acqua; iniziò a pensare che il suo destino sarebbe stato quello di arrendersi a quella infinita distesa blu, senza mai rivedere Hyrule, la sua terra...
  Proprio prima che le forze cominciassero a mancargli, tuttavia, gli parve di scorgere in cielo, esattamente sopra di lui, una figura familiare.
  <<Ma non è possibile!>>, pensò <<Che stia ancora sognando?>>
  Era più propenso a credere che si trattasse di un'allucinazione provocata dal caldo. Nonostante ciò, chiamò la figura a gran voce:
- MARIN! MARIN!
Non si aspettava che si voltasse. E invece si girò a guardarlo, con un sorriso raggiante. Nel vederlo, Link si sentì ancora più triste, sapendo che presto sarebbe sparito proprio davanti a lui.
  <<Un miraggio. È soltanto un miraggio, è inutile che mi faccia illusioni.>>
  Chiuse gli occhi, per poi riaprirli nella speranza che non lo ingannassero più in quella maniera; tuttavia, Marin era ancora lì, adesso seduta accanto a lui sul bordo del relitto. Decise di cercare di toccarla, in modo che svanisse; le sfiorò la mano, ma questa non scomparve, anzi, emanava un calore decisamente reale. Non era più sicuro che la sua mente stesse facendo brutti scherzi, ma cercava di non cedere alla felicità per aver ritrovato la cara amica, che pensava esistesse solo nel sogno del Wind Fish, per paura che fosse un'immagine destinata solo ad aumentare la sua pena. Marin gli parlò:
- Cosa ci fai qui, Link?
Link restò per qualche secondo in silenzio, poi si decise a rivolgerle la parola:
- Cosa ci fai tu qui, piuttosto? Come puoi essere qui? Pensavo fossi solo un sogno!
Marin gli rispose, ma nella sua voce non c'era alcun dispiacere:
- Non ne ho proprio idea! Però sono qui, sono reale!
Link non sapeva se crederle o meno. Avrebbe davvero voluto crederle, ma prima aveva bisogno di risposte.
  Quelle risposte arrivarono. Mentre Link stava ancora riflettendo, sotto di loro comparve una piccola macchia scura. Questa macchia si andò ingrandendo sempre di più, finché Link non se ne rese conto. Istintivamente mise la mano alla spalla sinistra, solo per poi rendersi conto che lì non c'era più nessuna spada: non gli era rimasto nulla. L'ombra nera si fece talmente grande che Link cominciò a tremare di paura; quando il mare sotto il relitto iniziò a incresparsi, egli trattenne le spalle di Marin, senza sapere se lo stesse facendo per proteggerla o per impedirle di scomparire.
  Dall'acqua, proprio sotto i loro piedi, comparve una macchia viola, solida. Il relitto su cui sedevano andò in frantumi, ma caddero sopra questa macchia; man mano che apparve dall'acqua, la macchia si rivelò essere una enorme balena multicolore. Link sussultò nel vederla.
- Wind Fish! – urlò, - Tu qui?
Il Wind Fish emise dei versi che a Link furono perfettamente comprensibili:
- Mi è sembrato che avessi proprio bisogno di aiuto! Ho forse sbagliato?
- No! No, sei arrivato esattamente nel momento del bisogno! Ti devo la vita! – rispose l'eroe.
- Tu hai salvato me, io ho salvato te. Siamo pari. – concluse la balena.
  Link rimase per un po' in silenzio, osservando Marin e poi il Wind Fish. Aprì poi la bocca per parlare, ma prima che potesse farlo il Wind Fish gli disse:
- È reale. Marin è reale!
  Il ragazzo non seppe che cosa dire, ma Marin lo guardò dicendogli con un sorriso:
- Visto? Te lo avevo detto! Non sono un'allucinazione!
Il Wind Fish continuò:
- Non so come sia potuto accadere, ma ecco la mia teoria: durante il nostro risveglio, Link, ho visto l'isola sparire. Tutto ciò che avevo immaginato, qualsiasi cosa, se n'è andata davanti a me; ho desiderato fortemente che almeno Marin non sparisse, dato che, come ben sai, durante il sogno mi aveva chiesto di poter volare ovunque. E in qualche modo, questo desiderio si è avverato! Sapevo di possedere poteri magici, ma non credevo di potere addirittura rendere reale un prodotto dell'immaginazione!
  Durante il discorso della balena, Link l'ascoltò come se fosse stata la sua ultima azione. Infine restò in silenzio, nonostante dentro di sé scoppiasse dalla gioia: il suo ricordo più caro di quel sogno era divenuto infatti realtà, grazie al Wind Fish. Marin ruppe il silenzio:
- Che storia incredibile! – esclamò felicemente, per poi continuare – Quindi è come se tu fossi mio padre, Wind Fish?
- Oh, ehm, una specie... - rispose il Wind Fish, visibilmente imbarazzato.
- Link, se vuoi posso riportarti a Hyrule! Oh, e ovviamente Marin verrà con te! Immagino che tu voglia questo, no? – aggiunse poi.
- Sì, certo, grazie!! – disse Link quasi urlando, sembrando un ragazzino (più di quanto non fosse).
Anche Marin si sentì in dovere di ringraziare la balena per il suo aiuto.
- Bene, allora tenetevi forte! – esclamò il mammifero, con un tono entusiasta.
  Se poco prima si stavano muovendo alla stessa velocità di un pesce che nuota assieme al branco, adesso sembrava che questo pesce fosse inseguito da un predatore voglioso di assaggiarlo. Il Wind Fish fendette l'acqua in modo tale da sembrare che vi stesse volando sopra; Link non si aspettava un simile aumento di velocità, e finì quasi col cadere dal dorso dell'animale. Marin gli tese la mano rimproverandolo con un "Attento!" che però non aveva affatto il tono di un rimprovero; Link adesso era davvero felice di poter afferrare quella mano che pensava inesistente fino a pochi minuti prima. Si tirò di nuovo su sul dorso del Wind Fish e promise di fare più attenzione.
  Quasi tutto il resto della traversata si svolse senza intoppi: la balena mantenne una velocità costante, ma Link e Marin si tenevano saldamente ad essa. Tuttavia, quando il Wind Fish rallentò abbastanza da non rendere più necessario aggrapparsi, Link si accorse di una cosa terribile: Marin era sparita! In preda al terrore, urlò al Wind Fish:
- Fermati! Fermati! Marin non c'è più!
L'animale si fermò all'istante, come avesse inchiodato sull'acqua. Link si girò per guardare alle sue spalle, cercando Marin in acqua, ma senza trovarla. Quando si girò di nuovo, la ragazza svolazzava proprio davanti a lui.
- Scherzetto! – disse, con un'aria innocente. Link era ancora terrorizzato, ma non riusciva ad arrabbiarsi con Marin. Rispose ansimando con un "Eh... Eh... Eh...", e Marin si rimise a sedere accanto a lui. Il Wind Fish sghignazzò.
  Passarono ancora pochi minuti, quando Link poté vedere davanti a loro una macchia scura in lontananza.
- Terra! Terra! – esclamò – È Hyrule!
Marin assunse un'espressione di meraviglia e stupore assieme, e il Wind Fish rallentò il passo. Presto l'acqua fu abbastanza bassa perché Link e Marin potessero nuotarvi senza problemi; Link saltò in acqua senza pensarci due volte, ma quando fece cenno a Marin di tuffarsi, ella rispose che preferiva volare per non bagnarsi il vestito (Link in quel momento la invidiò un po'). I due giovani salutarono il Wind Fish e si avviarono verso terra. La balena, sorridendo, si avviò nella direzione opposta, e fu prima una gran massa multicolore, poi un punto violaceo in mezzo alle onde e infine scomparve alla vista.