- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 9 -
 

  Attorno a lui, tutto era buio. In che posto si trovava? Come ci era finito? Si alzò e, scrutando meglio, vide a terra i corpi di zio Alfon, Barai, Tosu, Kai Tou, Marin, Zelda e... Del Re. Non riuscì a capacitarsi di questa visione e urlò mettendosi le mani nei capelli; cadde a terra in ginocchio, e pianse. Ad un tratto sentì dei passi procedere verso di lui, la loro eco che risuonava in quel nulla; alzò lo sguardo e vide un ragazzo dai capelli neri in piedi tra quei corpi. Il ragazzo non lo degnò di un solo sguardo, e si abbassò sul cadavere del Re per prenderne la corona; quindi la posò sul proprio capo e iniziò a ridere. Non era una risata normale, tuttavia, ma una risata perversa, demoniaca; a sentirla Link si mise di nuovo le mani nei capelli e tornò ad urlare.

- Link! Svegliati, Link! – una voce lo chiamava.
Link aprì gli occhi; capì di aver avuto lo stesso incubo del giorno prima, ma stavolta tutto era più reale, quasi tangibile... E se non avesse fatto qualcosa in fretta, quel sogno sarebbe potuto avverarsi.
Si alzò, scostando da sé i massi che ancora lo coprivano; davanti a lui c'era Marin, sollevata, che poco prima lo stava disperatamente chiamando. Anche Kai Tou era già di nuovo cosciente, e pure lui fu molto contento del fatto che Link si fosse risvegliato; l'eroe, tuttavia, non provava alcuna contentezza. Con un filo di voce disse:
- È finita. Presto Kurai libererà il potere della Spada dei Medaglioni, e non c'è nulla che noi possiamo fare; magari in questo momento sta già scalando il Monte Morte.
Marin e Kai Tou tornarono bruscamente alla realtà, e la loro espressione si fece cupa come quella di Link. Rimasero così per qualche attimo, quando una voce proveniente dalla sabbia disse loro:
- Non è affatto finita, invece! – da sotto la sabbia uscì un Geldman, con grande stupore dei tre. Continuò:
- Ho visto tutto! Mentre quel tipo se ne andava, ha cominciato a correre per poi fermarsi, in preda alle convulsioni; direi proprio che non potrà ricorrere ad alcun trucchetto per arrivare al Monte Morte prima di quanto ci voglia camminando!
  Link era lievemente sollevato, e la sua mente iniziò a correre: con la carrozza fornitagli dal Re, sarebbero arrivati sul Monte Morte prima di Kurai, l'avrebbero preceduto al sigillo e... E poi? Il ladro, con la sua spada, sarebbe sicuramente riuscito a mettere Link fuori gioco, e conficcandola infine nel piedistallo, avrebbe liberato il suo vero potere. La spada era il problema principale... Come fare per contrastarla? In quel momento Marin, quasi leggendo la mente di Link, disse:
- Ma anche arrivando per primi, come faremo a vincere? Come contrastare il potere di una Spada Leggendaria? Ci vorrebbe...
Link non la fece finire. Un lampo percorse la sua mente, ed esclamò:
- Ma certo! – tutti lo guardarono, e l'eroe continuò il discorso interrotto di Marin – Per contrastare il potere di una Spada Leggendaria, ci vuole... Un'altra Spada Leggendaria! Marin, ricordi cosa ci hanno detto i fabbri? La Spada dei Medaglioni fu creata per rivaleggiare la forza della Master Sword... Ed è con essa che potremo prevalere! Prenderemo la Master Sword!
Sia Marin sia Kai Tou rimasero strabiliati all'idea: era perfetta! E inoltre la Master Sword giaceva nel profondo dei Boschi Perduti, poco più a ovest del Monte Morte; non sarebbe stato difficile prenderla e arrivare in tempo alla meta. Il Geldman però disse:
- Non sarà così semplice, sapete? I Boschi Perduti sono il covo della più importante banda di ladri di tutta Hyrule; entrarvi è un vero suicidio.
Link, però, non era della stessa opinione: già tempo prima era riuscito a recuperare la Master Sword da quel luogo, e i ladri che incontrò non erano moltissimi. Che il numero fosse aumentato durante la sua assenza? Nonostante avesse questo pensiero in mente, disse al Geldman:
- Non preoccuparti, me la caverò benissimo! – poi aggiunse – Ora andiamo, Marin, non c'è tempo da perdere!
Il Geldman salutò l'eroe e si ritirò nella sabbia; Kai Tou accompagnò i due giovani fino all'ingresso del deserto, dove la carrozza li attendeva ancora (il nocchiere si era addormentato, nell'attesa). Si svegliò di colpo quando li sentì arrivare e, imbarazzato, chiese loro quale fosse la destinazione. A sentire le parole "Boschi Perduti" un brivido lo percorse, e disse spaventato:
- Ehm... Sicuri che vogliate proprio andare lì? Sapete, questa è una carrozza di grande valore, e quel posto è un covo di ladri, e... - Link tagliò corto:
- Non appena ci avrai fatto scendere, potrai tornare al castello.
Quelle parole bastarono a convincere il vecchio.
  La carrozza attraversò Kakariko a gran velocità. Molti abitanti del villaggio, che assistevano dalle strade o dalle loro abitazioni, nel caso di coloro che stavano cenando, si chiesero chi potesse esserci in una carrozza così lussuosa. Intanto, all'interno di essa, Link guardò Marin negli occhi e le disse:
- Quello che ha detto il Geldman è vero. I Boschi Perduti sono pericolosi, per cui mi ci recherò da solo; tu aspetterai fuo... - ma Marin non gli diede neanche il tempo di finire, e gli disse un po' alterata:
- Io vengo con te, e non accetterò un "no" come risposta. So che se sei accanto a me, non mi succederà nulla. – detto questo, sorrise, e anche Link lo fece, nonostante non fosse sicuro che farla venire sarebbe stata la cosa migliore.
Finalmente, quando il sole era già calato e la sera incombeva su Hyrule, la carrozza si fermò davanti all'ingresso dei Boschi Perduti. Il nocchiere augurò buona fortuna ai due giovani, poi, guardando per un attimo quel luogo spettrale, frustò i cavalli e si allontanò al galoppo, terrorizzato. Al contrario, Link e Marin entrarono, preparandosi a tutto.
  Camminarono per un lungo tratto senza essere mai aggrediti, ma Link provò sempre la spiacevole sensazione di essere osservato: più volte si girò verso gli alberi che si stagliavano su entrambi i lati del sentiero, e più volte non vide nulla, e tornò a camminare. Infine fu visibile in lontananza la radura dove riposava la Master Sword; l'eroe fu tentato di correre a prenderla il più velocemente possibile, ma camminare era l'unico modo per non farsi cogliere di sorpresa da eventuali assaltatori.
Quando furono nella radura, a pochi passi dalla tanto agognata Spada Leggendaria, Marin si girò verso Link e gli disse con un sorriso:
- Visto? Niente di cui aver paura!
Link si lasciò andare ad un sospiro di sollievo. Fu in quel momento che una figura balzò dagli alberi e atterrò davanti a loro, e l'eroe provò una terribile sensazione di déjà vu mista a paura; colui che si era appena fermato davanti a loro era un uomo piuttosto alto, in forma, e dai capelli neri. Ogni indizio faceva presagire che si trattasse di un ladro: i vestiti, i pugnali che aveva attaccati alla cintura, la cicatrice sul volto... Fu lui a parlare per primo ai due:
- Cosa fanno due giovani in un posto come questo? Sapete che quella che avete davanti agli occhi in questo momento è la sacra Master Sword, giusto? E magari avete intuito anche la mia professione, eh? – detto questo, rise, poi fece un fischio. Dagli alberi, tutto attorno, comparirono diverse decine di uomini e ragazzi, tutti ladri; non importava quanto fosse forte, Link non sarebbe stato in grado di combatterne così tanti, soprattutto se si fosse trovato a dover anche proteggere Marin nel frattempo. Disse al ladro che si trovava di fronte a loro, con tono quasi supplichevole:
- Lasciami prendere la Master Sword, ti prego! Io sono Link, il suo legittimo proprietario!
Tutti i ladri risero a quelle parole, meno che quello a cui Link si era rivolto. Proprio questi disse:
- Se tu sei davvero l'Eroe di Hyrule, immagino non avrai problemi a sconfiggermi! – poi, rivolto ai ladri, esclamò – Ragazzi, non osate fare un solo passo di più! Questo cosiddetto "Link" se la vedrà soltanto con me; ricevuto?
Tutti i ladri risposero all'unisono "Ricevuto, capo!", e la battaglia iniziò. Il ladro corse verso Link scagliando due pugnali in quella direzione, e l'eroe parò con lo scudo. Quando lo abbassò e poté vedere di nuovo la situazione, il suo avversario non era più in vista; ricordandosi improvvisamente che durante la sua prima battaglia con Kurai, quest'ultimo attaccò nello stesso identico modo, Link chiuse gli occhi e ascoltò i suoni attorno a lui. Quando percepì che qualcosa di grosso era in procinto di atterrare proprio alle sue spalle, si girò fulmineamente e diresse la spada in quel preciso punto.
  In quel momento ci fu silenzio; Link aprì gli occhi e vide davanti a lui il ladro, immobile, che aveva un pugnale in mano. Link era riuscito a puntare la spada proprio all'altezza del collo del suo avversario, e con un solo gesto avrebbe potuto ucciderlo; non sapeva a cosa sarebbe andato incontro, ma ritrasse la spada, in modo che il ladro potesse di nuovo muoversi. Quest'ultimo, dopo averlo osservato a fondo, gli disse ridendo:
- Ma sei davvero un esperto, ragazzo! Come hai fatto a prevedere le mie mosse in questo modo?
- Attacchi proprio come Kurai. – disse Link, nonostante quella risposta avesse secondo lui poco senso. E invece ne aveva moltissimo. Incredulo, il ladro disse:
- K-Kurai? Conosci Kurai? – lasciò cadere il pugnale, segno che la battaglia era finita, e i ladri ai lati del sentiero si misero ad ascoltare, colpiti anch'essi da quel nome.
Link spiegò al ladro tutto ciò che era successo; varie volte, durante il racconto, l'espressione sul volto del malandrino cambiò, facendosi via via sempre più triste e incredula. Alla fine del racconto, fu il suo turno di spiegare le cose:
- Kurai... È mio figlio.
- COSA? – dissero all'unisono Link e Marin. L'eroe aveva appena affrontato il padre del suo acerrimo nemico?
Il ladro continuò:
- Il mio nome è Rokumai; sono il sesto capo del clan fondato molte generazioni fa da Kurai Primo. Dovete sapere che la filosofia del clan Kurai consiste nel rubare come professione; noi deprediamo perché è ciò che riteniamo giusto, non per portare terrore o morte. Conoscete la storia di Kurai Primo, che salvò Hyrule compiendo un furto? – i due ragazzi annuirono – Ecco, da quel momento in poi, seguire i suoi insegnamenti è uno stile di vita, per noi. Ma Kurai non lo ha mai capito; fin da quando si addestrava al furto assieme ai suoi due migliori amici Barai e Tosu trovava sempre piacere nel causare terrore. Era diverso dal resto del clan, e sapendo che un giorno ne sarebbe diventato il capo al mio posto, non potevo permettere che la sua mentalità rimanesse tale; gli ho raccontato la storia del suo avo Kurai Primo, e sembrava davvero interessato dal racconto, in maniera quasi avida. Alla fine mi ha chiesto di mostrargli dove fosse custodita la Spada dei Medaglioni che Kurai Primo aveva portato con sé; non l'avessi mai fatto! Il giorno dopo, Kurai è sparito, assieme a Barai, Tosu... E alla spada; da quel giorno non ho avuto più loro notizie, ed ecco che ora vengo a scoprire che ha intenzione di liberare il potere di quella spada e usarlo per compiere i suoi voleri...
  Link compativa quel padre, poiché conosceva bene suo figlio e percepiva la sua diversità. Rokumai e il clan Kurai rimasero in silenzio, silenzio che fu spezzato dall'eroe, che disse:
- Rokumai, io sono Link, l'Eroe di Hyrule. Come tale, la mia missione consiste nel proteggere questa terra; permettimi di reclamare ancora una volta il possesso della Master Sword. Solo in questo modo sarà possibile prevalere... Solo in questo modo sarà possibile fermare Kurai!
Il capo del clan annuì, e permise a Link di avvicinarsi al piedistallo; l'eroe mise entrambi le mani sull'elsa della Spada Leggendaria, e per un attimo una fortissima luce azzurra fendette il cielo, rischiarando la sera: la Master Sword tornava ancora una volta dal suo possessore.