- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 10 -
 

  Una volta estratta dal piedistallo, Link ripose la Master Sword nel fodero, sostituendola alla spada con cui aveva lottato finora; un'ottima spada, certamente, ma non poteva competere con la più potente di tutte. L'eroe sperava che questo valesse anche per la Spada dei Medaglioni.
Il clan Kurai rimase sbalordito nel constatare che quel ragazzino fosse per davvero l'Eroe di Hyrule, e c'era chi si inchinò mentre passava. Link disse al loro capo:
- Rokumai, grazie mille per l'aiuto. Ti assicuro che ti riporterò tuo figlio sano e salvo; poi sarà compito tuo istruirlo a dovere sulla filosofia del clan Kurai.
Rokumai non ringraziò; al contrario, disse:
- Ma cosa credi, ragazzino, che soltanto perché sei l'Eroe di Hyrule io possa fidarmi ciecamente di te? Verrò anch'io sul Monte Morte, è una battaglia anche tra me e mio figlio. D'accordo?
Link annuì, sapendo che non ci sarebbe stato verso di farlo desistere.
Assieme a Marin e al loro nuovo alleato, abbandonò i Boschi Perduti, mentre i ladri del clan invocavano a gran voce i nomi di Link e di Rokumai, accompagnandoli con espressioni come "Fagliela vedere a quello sbruffone!" o "Conciatelo per bene!". L'eroe si sentì divertito e caricato da tutto questo incitamento.

  Era ormai notte su Hyrule. Una notte che avrebbe deciso il destino del regno, e dei suoi abitanti; né Link, né Kurai avrebbero avuto una seconda possibilità, in caso di sconfitta, ed entrambi erano spaventati dall'ignoto destino che li avrebbe attesi, ma entrambi erano ugualmente determinati a proseguire fino alla fine, per la causa che sembrava loro giusta.
Delle nuvole temporalesche cominciarono ad addensarsi in cielo sul Monte Morte: presagio di sventura? I tre affrettarono il passo per non essere colti da un temporale, e poco dopo si addentrarono nelle numerose caverne del monte; quando ne uscirono furono vicini alla cima, che si ergeva poco più in alto. Link e Rokumai scalarono quella parete di roccia, Marin volò proprio dietro di loro. Fu quando raggiunsero la cima che cominciò a piovere; Link osservò e vide davanti a lui, a breve distanza, il piedistallo, dalla cui fessura scaturiva una densa luce viola. Nessun segno di Kurai. Erano riusciti a batterlo su tempo.
  Link si incamminò verso il piedistallo con lo scopo di proteggerlo quando sarebbe arrivato il ladro; quando fu molto vicino, un'ombra nera come la notte giunse sulla cima del monte con un salto, e Link, vedendola, si lanciò disperatamente contro il piedistallo.
Troppo tardi. L'ombra estrasse una spada e la conficcò nella fessura; da essa uscirono numerose scariche di elettricità, e Link fu costretto a fermarsi dov'era e ad assistere. Dietro di lui, anche Marin e Rokumai erano concentrati sulla persona che era appena arrivata; la luce viola avvolse completamente quella spada, fin quando il piedistallo non ne fu completamente privo. La nera figura sollevò l'arma, scoppiando in una risata demoniaca: la stessa che Link aveva sentito nel suo incubo. Ma non poteva, non doveva permettere che una cosa del genere si avverasse; quella era la battaglia finale, e solo uno dei due ne sarebbe uscito vincitore.
  In quell'istante, un fulmine cadde poco lontano e rischiarò la scena; Rokumai riuscì a vedere finalmente il volto di suo figlio. Ma non era il volto che lui si ricordava: su quella faccia, bagnata dalla pioggia, c'erano due occhi iniettati di sangue, e i denti erano completamente digrignati in un sorriso contorto; il padre ebbe quasi paura nel vedere quella scena, e con le lacrime agli occhi urlò:
- KURAI!
Kurai, che fino a quel momento si era concentrato soltanto sulla spada, non si era accorto della presenza di persone intorno a lui; a vedere Link e Marin, pronti ancora una volta ad affrontarlo, la sua espressione cambiò leggermente, ma fu quando vide Rokumai che rimase completamente sconvolto. Esclamò:
- Papà? Cosa ci fai qui con questi due? Ora anche tu sei contro il tuo stesso figlio?
Rokumai rispose:
- Tu non sei mio figlio! Il Kurai che conosco non arriverebbe mai a tanto, solo per puro piacere di distruzione!
Kurai andò su tutte le furie, e disse tagliente:
- Papà, tu non hai mai capito niente. Nessuno del clan ha mai capito niente! Vi nascondete dietro la convinzione che rubare sia una professione, quando invece è un atto malvagio; io sono l'unico ad averlo realizzato, e sono l'unico capace di andare fino in fondo con la malvagità. Voi del clan non valete niente!
Rokumai non rispose. Era questo che suo figlio credeva? Che l'atto del rubare comportasse l'essere spietati e malvagi? Suo figlio parlò ancora:
- Bene bene, papino! Non trovi le menzogne adatte con cui obiettare alle mie verità? Allora questa conversazione finisce qui!
Detto questo puntò la Spada dei Medaglioni contro il suo stesso padre, e da essa uscì un raggio che scosse la terra, fece uscire del fuoco da essa e causò un vento potentissimo; Link non poteva far nulla per evitare che Rokumai venisse colpito. Anche Marin, che era vicina al ladro adulto sarebbe stata colpita, e molto probabilmente sarebbero caduti giù dal monte; questo con un solo colpo di quella terribile spada.
  Il raggio colpì qualcosa, e ci fu un forte rumore metallico. Marin e Rokumai furono i primi a capire cosa fosse successo: tre figure erano balzate davanti a loro, parando il raggio con tre grossi scudi, che ora erano in pezzi. Link e Kurai cercarono di aguzzare la vista per capire chi fossero quei tre, quando un altro fulmine illuminò la notte, facilitando loro il compito: erano Barai, Tosu e Kai Tou, che lasciarono cadere a terra i resti degli scudi. Barai disse ad un Kurai che non credeva ai propri occhi:
- Spiacente amico, ma se vuoi uccidere il capo, fallo mentre noi non siamo nei paraggi!
Tosu continuò:
- Eravamo di pattuglia alla base del monte, quando Kai Tou ci è passato affianco. Gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo un vecchio come lui in giro a quell'ora, e ci ha spiegato che non poteva perdersi la battaglia che sarebbe presto iniziata.
Fu lo stesso Kai Tou a concludere:
- Ed ecco perché siamo tutti qui! Preparati, Kurai!
  Il ladro rimase in silenzio, e guardò verso il basso; la pioggia bagnava il suo volto e scivolava lungo la sua faccia, dando l'impressione che stesse piangendo. Invece cominciò a ridere, di nuovo la stessa risata che era negli incubi di Link; rialzò lo sguardo e disse tra le risate:
- Bene bene bene! Se siete venuti perché vi siete stancati della vostra patetica vita e volete che io le metta la parola fine, sarete subito accontentati!
Continuò a ridere per qualche secondo, poi alzò la spada per scagliare nuovamente il raggio; stavolta bloccarlo non sarebbe stato possibile. Proprio prima che Kurai vibrasse il colpo fatale, Link alzò la spada a sua volta, rivolgendola verso il ladro. Quest'ultimo alzò un sopracciglio, perplesso da quel comportamento, e disse:
- Oh oh! E cosa avresti intenzione di fare, tu, con quella ridicola spa... - detto questo, si fermò, terrorizzato, guardando la spada che stava prendendo in giro. Non era la semplice spada che ricordava: era la Master Sword, la Spada Leggendaria capace di esorcizzare il male. La stessa spada che da piccolo aveva visto tante e tante volte nei Boschi Perduti. Disse:
- Q-quella spada... Ma come... - non trovava le parole. Il terrore di essere sconfitto si impadronì di lui; aveva viaggiato, combattuto, era stato ferito perché finisse così? No, non era disposto a far avverare quel presagio; avrebbe fatto qualsiasi cosa per uscirne vittorioso. Riuscì a dire:
- Ora ti dimostrerò che la Spada dei Medaglioni è più potente della Master Sword! – poi si rivolse agli altri cinque, che osservavano la scena, ed esclamò – e voi non osate interferire, poiché non ho alcuna intenzione di risparmiarvi!
Barai, Tosu, Kai Tou, Marin e Rokumai sapevano che Kurai diceva sul serio, ma non avrebbero mai abbandonato Link. Questo se l'eroe stesso non avesse detto loro con un tono enormemente serio:
- Fate come dice. Non intromettetevi. Questa questione dovremo risolverla solo io e lui. Uno dei due vincerà, l'altro probabilmente morirà; non so dirvi con certezza se sarò in grado di vincere. Se non dovessi farcela, sta a voi decidere cosa fare. Mi fido di tutti voi.
A tutti e cinque vennero le lacrime agli occhi, e il pensiero che Link sarebbe potuto morire si fece concreto nelle loro menti; tuttavia obbedirono all'ordine e non dissero altro.
Kurai guardò Link con un'espressione divertita e disse:
- A quanto pare sai anche tu che stai per morire per mano mia, vero? Sono lusingato! Credo proprio che ti "ricompenserò" come si deve! – a questo punto rise, poi continuò con un tono spietato – Ma adesso basta parlare! Preparati, Link!
Link strinse ulteriormente le mani sulla Master Sword, deciso a combattere fino alla fine. Per Hyrule. Per coloro che ora erano a poca distanza ad osservarlo col fiato sospeso. Per Kurai, che altri non era se non una vittima del potere malefico della spada, come lo era stato Smith, sette generazioni prima.
Anche Kurai strinse le mani intorno all'elsa della Spada dei Medaglioni, ora senza più esitazioni. Avrebbe vinto ad ogni costo, la sua sconfitta non si sarebbe verificata.

  Corsero l'uno contro l'altro con uno spaventoso grido di battaglia, e le loro spade si scontrarono con violenza inaudita. Nel momento esatto in cui le lame si toccarono, un lampo di luce azzurra e viola squarciò le nuvole in cielo, causando un rumore simile ad un'esplosione, e per qualche istante la cima del Monte Morte fu saturata da quella luce.

  Quando la luce si dissolse, Barai, Tosu, Kai Tou, Marin e Rokumai poterono vedere il risultato dell'attacco: i due combattenti si davano ora le spalle, le spade ancora salde tra le loro mani.
Per qualche momento non accadde nulla. Poi Kurai rise e, rivolgendosi a Link, disse:
- Ben fatto, Eroe di Hyrule.
Cadde a terra, senza dire altro. La lama della Spada dei Medaglioni si spezzò, ancora una volta, e l'intera spada andò in frantumi, il suo potere demoniaco vinto dalla Master Sword.
  Link si girò, rinfoderando la Master Sword, e guardò il suo avversario, a terra, senza dire nulla. Furono gli altri a rompere il silenzio, urlando:
- LINK!
Gli corsero tutti incontro: Marin lo abbracciò, e così poi fecero Barai e Tosu all'unisono. Rokumai gli diede una pacca sulla spalla, e Kai Tou si congratulò con lui.
Kurai si rimise in piedi con un gemito; era gravemente ferito, ma Link non aveva mirato a lui, poco prima, bensì alla spada. Barai e Tosu si diressero verso di lui e, in lacrime, dissero assieme:
- Kurai, perché sei arrivato a tanto? Hai tradito noi, hai messo a rischio la vita di diverse persone, hai combattuto ripetutamente contro l'Eroe di Hyrule, e tutto ciò per cosa? Solo per il piacere della distruzione? Non riusciamo a capirti, Kurai. Una volta non eri così!
Il ladro alzò lo sguardo verso i due, e dai suoi occhi uscivano molte lacrime. Disse:
- Avete ragione. Tutto quello in cui ho creduto: il potere, la distruzione... Ho sempre sbagliato. Mi spiace solo che poco fa Link non mi abbia ucciso; non merito di vivere.
A quelle parole, Rokumai si diresse verso di lui e gli disse:
- Smettila con queste idiozie, Kurai! Non sei più un bambino, e lo sai! Link si è limitato a eliminare il male che era in te, non voleva certo eliminare te! Questo è ciò che non hai mai capito, la "filosofia del clan Kurai": vivere seguendo la strada che si ritiene giusta senza che questo sia motivo di sofferenza per gli altri. Se oggi hai appreso questa lezione, allora potrai diventare il mio degno successore alla guida del clan.
Kurai non rispose, e abbracciò suo padre, Barai e Tosu; poi disse:
- Ho... Capito. Grazie a tutti voi.
  In quel momento smise di piovere, e le nuvole che coprivano il cielo si aprirono, rivelando un'alba carica di speranza.
  Kurai era stato un'altra vittima della Spada dei Medaglioni, ma nessuno sarebbe mai più potuto cadere nelle grinfie di quell'arma. Affinché capisse i suoi sbagli era stato necessario l'intervento di varie persone; tra queste c'era Link, l'unico che il ladro avesse mai rispettato come un rivale. E fu proprio grazie a Link che Kurai alla fine era tornato in sé.
Il ladro osservò l'eroe, e si avvicinò verso di lui. Nella sua espressione non c'erano più rabbia e odio; al loro posto, si potevano vedere gratitudine e riconoscenza. Offrì la mano a Link, il quale gliela strinse sorridendo. Anche Kurai sorrise, e gli disse:
- Direi che devo ringraziarti, Link. Ma sappi che tra noi due non è finita qui! Tornerò a depredarti quando meno te lo aspetti, nello stile del clan Kurai!
Link fu felice nel sentire quelle parole, e rispose:
- Ci conto! Però tu sappi che sarà difficile trovarmi impreparato! Ti aspetto!
Entrambi sorrisero, di nuovo. La battaglia era finita.