- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- EPILOGO -
 

  Link e Marin tornarono a casa, dove incontrarono lo zio Alfon. Gli raccontarono tutto ciò che era successo durante il loro viaggio, e alla fine del racconto lo zio era ancora una volta incredulo. Ma sapeva bene che, di nuovo, non c'era una singola menzogna nelle parole di suo nipote: era davvero un eroe come non se ne vedevano mai. Dopodiché, ricordandosi della richiesta di matrimonio che Link aveva fatto a Marin, chiese:
- E quando avete intenzione di sposarvi?
Link e Marin si guardarono, e realizzarono che da quel momento, qualche giorno prima, non ci avevano più pensato; ma ricordavano benissimo la promessa che si erano fatti, ossia di "sposarsi quando il viaggio sarebbe finito". Per cui risposero all'unisono allo zio Alfon:
- Oggi stesso!
Lo zio sorrise.

  Quel pomeriggio, il piccolo santuario a nord del castello era gremito di gente, proveniente da tutta Hyrule: c'erano lo zio Alfon, Sahasrahla, gli Zora, Kai Tou (che si era unito al clan Kurai dopo la battaglia, e che non era mai stato così felice in vita sua), Rokumai e persino qualche Geldman. Qualcuno diceva di aver visto Zelda entrare per un attimo per poi andarsene in lacrime. Con grande sorpresa di Link, tuttavia, mancava Kurai; nemmeno Rokumai era stato in grado di dirgli dove fosse.
Link, in abito nero, e Marin, in abito bianco, si diressero verso l'altare. Lì il sacerdote iniziò il discorso:
- Cari cittadini di Hyrule, in questo giorno, sotto l'occhio vigile delle tre dee, celebreremo l'unione di questi due giovani. Se qualcuno vuole obiettare, lo faccia adesso, o taccia per sempre.
Nessuno parlò. Il sacerdote continuò:
- Bene; vuoi tu Link prendere Marin come tua sposa?
Link rispose:
- Lo voglio.
Alla successiva richiesta, Marin rispose allo stesso modo. Allora il sacerdote disse:
- Bene, ora potete scambiarvi gli anelli, e poi sarete ufficialmente marito e moglie!
  Barai e Tosu erano i testimoni, e avevano tra le mani il cofanetto contenente gli anelli. Camminarono verso Link e Marin e lo aprirono, osservando trepidanti le espressioni dei due giovani, aspettandosi reazioni di felicità; invece i due rimasero in silenzio. Poi Marin puntò il cofanetto con un dito tremante, e Link disse:
- È... È... È VUOTO!
Barai e Tosu girarono allora il cofanetto verso di loro, e rimasero ugualmente increduli; la stanza si riempì dei mormorii di coloro che assistevano.
  Link era ancora sconcertato, quando dall'ingresso del santuario giunse una voce che disse:
- Mi deludi, Link. Ti avevo detto che sarei tornato a derubarti quando meno te lo saresti aspettato, e non ho avuto alcuna difficoltà! – detto questo, rise, e aprì la mano, che conteneva due anelli.
- Kurai! – urlò Link.
Il ladro, con una risata, fuggì dall'edificio, inseguito dall'eroe e da Marin. Anche Link rise.