- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 2 -
 

  Perché era dovuta accadere una cosa del genere? Perché alla fine Link avrebbe dovuto combattere? Come avrebbe fatto ad occuparsi dei tre ladri e a difendere Marin allo stesso tempo? Mentre pensava a queste cose, il ladro dai capelli rossi e quello calvo corsero verso di lui brandendo ciascuno un pugnale. Link fece appena in tempo a dire:
- Marin, scappa! – prima di doversi difendere dagli attacchi di quei due avversari. Marin annuì e corse lontano dal campo di battaglia, poi si fermò e rimase a guardare, terrorizzata.
Link era riuscito a respingere i due ladri con pochi colpi di spada, ma questi stavano per tornare all'assalto. In quel momento il terzo ladro, colui che poco prima aveva parlato, con un ghigno malefico in faccia, corse verso Link, che già stava per alzare lo scudo. Poi invece il ladro compì un salto, scavalcandolo e atterrando dietro di lui. Fece un cenno ai suoi due compari, e questi si misero di nuovo a correre verso Link, i pugnali tra le mani, mentre il terzo ladro ne lanciava due nella stessa direzione. Marin si coprì la bocca con le mani, probabilmente per non urlare, mentre i suoi occhi cominciavano ad inumidirsi.
  Tuttavia Link rimase composto, e quando i due ladri e i pugnali lanciati dal terzo ladro furono abbastanza vicini a lui, si esibì in un fulmineo Attacco Rotante che colpì in pieno petto i due e deviò la traiettoria dei pugnali. A questo punto, rivolgendosi al ladro dai capelli neri, che aveva appena assunto un'espressione di stupore, disse:
- Davvero pensavate che sarebbe stato così facile?
  L'avversario dai capelli neri osservò la situazione: i suoi due complici erano a terra, che si contorcevano per la ferita. Link era stato capace di atterrarli in un sol colpo ed egli aveva appena usato due dei suoi pugnali. Non perse la calma; vide Marin fare dei complimenti a Link, e allora mise in atto quel piano improvvisato. Nuovamente corse verso l'eroe, che stavolta non stette ad aspettarlo e corse anch'egli verso di lui a spada sguainata; ancora una volta il ladro lo ingannò cambiando direzione all'ultimo momento. Link si girò e capì cos'aveva in mente il loro aggressore, ma fu troppo tardi per fare qualcosa: il ladro dai capelli neri afferrò Marin per il collo, puntando poi un pugnale alla sua gola. Marin si terrorizzò per ciò che stava accadendo e gridò:
- LINK!
Anche Link però era sconvolto, e non rispose all'invocazione. Intanto gli altri due ladri, che avevano osservato la scena, riuscirono a rimettersi in piedi e a correre dal loro capo. Quello grande e grosso disse:
- Bravo, capo! Sapevo che ti sarebbe venuta qualche idea in mente per tirarci fuori da questa situazione!
Il capo si limitò a un sorrisetto, ma non distolse gli occhi da Link. Disse:
- Bene bene, se vuoi riavere indietro la tua amichetta, posa a terra quella spada e consegnateci tutte le Rupie che avete! Poi, magari, la lascerò andare. Sai, è piuttosto carina!
A quelle parole tutti e tre i ladri scoppiarono a ridere. Marin continuava a guardare Link come per dirgli di assecondare la volontà dell'aggressore. Link allora lasciò cadere la spada a terra.
  Ma prima che potesse fare ulteriori mosse, dagli alberi dietro i tre ladri si sentì un fruscio continuo; prima nessuno ci fece caso, poi si fece sempre più intenso e i tre non poterono fare altro che girarsi.
- Ma cosa...? – disse quello dai capelli neri.
Dagli alberi sbucò un enorme cinghiale, con aria inferocita, che puntava dritto verso di loro. Il ladro, sorpreso, lasciò andare Marin per un attimo, e questa ne approfittò per fuggire verso Link. I tre ladri, naturalmente, si misero a correre in preda al panico.
- Aaaaaaah!! Ma è quel cinghiale a cui diamo la caccia! – disse quello calvo.
- Perché? Perché viene fuori in un momento come questo e non quando abbiamo delle trappole pronte?? - disse quello dai capelli rossi.
- Non è il momento di pensarci! – urlò il capo, il quale correva più in fretta degli altri due. Poi, rivolgendosi a Link, aggiunse – Tu... Rimpiangerai di averci incontrato! Te la faremo pagare... Molto presto!
  Una volta che i ladri e il cinghiale furono spariti alla vista, Link disse:
- Che fortuna incredibile! Com'è potuto accadere?
Marin aveva la risposta:
- Gli animali mi adorano, Link, non ricordi?
La mentre di Link tornò a quando, su Koholint, Marin suonava l'arpa e cantava per gli animali. Per un attimo dimenticò tutte le sue preoccupazioni, a quel pensiero. Poi però guardò di nuovo nel punto in cui i ladri erano fuggiti, e aggiunse, serio:
- Torneranno. Dovremo essere pronti.
Anche Marin guardò in quella direzione e si sentì triste.

  Link e Marin comprarono allora a Kakariko tutto ciò di cui avevano bisogno per il viaggio. Quando comprarono una tenda, l'ultimo oggetto sulla lista, Marin chiese:
- Ma come faremo a portare tutte queste cose durante il viaggio?
Link, perplesso, rispose:
- Come sarebbe a dire "come faremo"? – Marin non capiva.
L'eroe prese quegli oggetti e li infilò tutti nella tunica. Sparirono come se si fosse messo in tasca una semplice monetina. Marin assistette alla scena incredula, per poi dire:
- Ma... Ma come... Come hai fatto?
Link la guardò con aria interrogativa:
- A fare cosa?
- La-lasciamo perdere. – fu il commento di Marin, che non sapeva cos'altro dire.

  Mentre tornavano era pomeriggio inoltrato. Ripercorrendo quel sentiero dove solo qualche ora prima erano stati attaccati, entrambi ripensarono a quei momenti; tre figure atterrarono davanti a loro. Quella al centro disse:
- Certo che siete davvero ingenui, eh? Come vi è saltato in mente di tornare qui?
Gli altri due ladri sorrisero malignamente a quelle parole. Link e Marin non immaginavano che quei tre si sarebbero rifatti vivi così presto. Quindi lo stesso ladro aggiunse:
- Prima siete stati davvero fortunati, ma vi assicuro che adesso non ci sarà proprio nessun cinghiale a venire in vostro aiuto!
Marin lo guardò inorridita e disse:
- Non lo avrete mica...?
- Lo ammetto, per tutta la fatica che ci è costata prenderlo, alla fine non era buono come mi aspettavo. Ma l'importante è aver mangiato. – concluse il ladro.
Marin fu sul punto di mettersi a piangere. Ma il ragazzo dai capelli neri, rivolgendosi a Link, disse:
- Abbiamo un conto in sospeso, noi due. E non mi darò pace fin quando non sarai ai miei piedi a implorare pietà!
  Link lo guardò con aria ostile, poi gli chiese:
- Qual è il tuo nome?
Il ladro accennò un sorriso beffardo, e rispose:
- Per quale motivo vuoi sapere il mio nome? Ah, ma certo, dovrai chiamarmi per nome quando implorerai pietà! Io mi chiamo Kurai.
Il ladro grande e grosso disse:
- Io sono Barai!
E il ladro dai capelli rossi continuò:
- E io Tosu!
Kurai li colpì con un pugno:
- Nessuno ve li ha chiesti!
- Scusaci, capo! – risposero in perfetta sincronia. Magari erano abituati a situazioni come questa.
  Prima che la battaglia iniziasse, Marin disse a Link:
- Non ho più intenzione di essere un peso! Non hai qualche arma che io sappia usare? Che so... Un arco?
Link tirò fuori l'arco (apparentemente dal nulla) e disse, diffidente, a Marin:
- Sicura di saperlo usare?
Marin rispose:
- Ma sì, non può essere così diverso da un'arpa, no?
Link non era affatto convinto, ma le diede comunque una possibilità. Marin lo ringraziò e disse:
- Non ti deluderò! Promesso!
  A quel puntò la battaglia iniziò. Kurai si concentrò su Link, mentre Barai e Tosu avevano il compito di catturare Marin; in questo modo avrebbero potuto avere nuovamente un vantaggio.
Il primo a partire all'attacco fu Kurai, che iniziò lanciando due pugnali all'altezza della faccia di Link. L'eroe fu costretto a difendersi alzando lo scudo e coprendosi la visuale. Non appena percepì le due lame colpire lo scudo, egli lo abbassò, per vedere che Kurai era ad un passo dal colpirlo con la sua spada. Link saltò all'indietro ed evitò la maggior parte del danno, ma venne comunque colpito di striscio in pieno petto. Cadde a terra, ma si rialzò immediatamente; Kurai non aspettò un solo secondo in più, e già era di nuovo addosso a Link, a spada sguainata. L'eroe capì che lo scudo gli avrebbe impedito di difendersi e muoversi agilmente allo stesso tempo, per cui decise di proteggersi esclusivamente con la spada. Tra i due iniziò un confronto serrato: Kurai era molto abile e veloce, ma Link non era certo da meno. Se capitava che il colpo di uno dei due andasse a segno, subito dopo era l'altro a colpire con successo; la loro battaglia continuava senza esito.
  Intanto Barai e Tosu si scagliarono contro Marin. Ella, impugnato l'arco, tentò di colpirli, ma non ne era ancora esperta, per cui i due ladri evitarono facilmente le frecce. Sapendo di non poter tentare un combattimento ravvicinato, a Marin venne un'idea: proprio prima che Barai e Tosu allungassero le mani per prenderla, le sue ali comparirono e volò sopra di loro. I due rimasero increduli, e anche Kurai, il quale si trovava spada a spada con Link nel tentativo di sopraffarlo con la forza, si girò ad osservare la scena.
- Com'è possibile una cosa del genere??? – esclamò con grande stupore. Link approfittò di quella distrazione scattando di lato. Kurai, che stava ancora facendo forza contro la spada dell'eroe, finì col perdere l'equilibrio, e Link riuscì a colpirlo diverse volte con la spada. Dopo alcuni colpi subiti, Kurai cadde a terra.
<< Ce l'ho fatta! >> Pensò Link. Tuttavia Kurai si rialzò.
- Che... Razza di vigliacco! – disse, pulendosi con la mano un rivolo di sangue che gli usciva dalla bocca – Attaccare l'avversario durante un momento di distrazione!
Detto questo, tornò alla carica, ancora più veloce, ancora più potente di prima. Link dovette fare un grande sforzo per prevedere dove Kurai avrebbe cercato di colpirlo e parare con la sua spada; ci riuscì. Nonostante si trovasse nel mezzo di un combattimento, si sentì sollevato.
  Marin intanto era atterrata alle spalle di Barai e Tosu, e corse verso il lato del sentiero, dove si trovava un albero dal tronco molto grande. Barai e Tosu continuarono a guardarla per qualche secondo, ancora increduli per la scena a cui avevano appena assistito, poi scossero la testa e ripresero a inseguirla. Marin si fermò davanti all'albero. I due ladri, con i pugnali in mano, l'avevano quasi raggiunta; il loro piano era di immobilizzarla all'albero trafiggendo i suoi vestiti con i pugnali e conficcarli nella corteccia. Non avrebbero potuto immaginare che sarebbe successo l'esatto opposto.
I due, urlando, mirarono il vestito di Marin e conficcarono i pugnali nell'albero. Mancarono il bersaglio: la ragazza volò in alto all'ultimo momento e, prima che i due avessero il tempo di ritrarre i pugnali, li bloccò colpendo i loro abiti con delle frecce. Barai e Tosu tremarono di terrore in quel momento, ma quando si accorsero di non essere stati trafitti si guardarono e sorrisero come fossero ubriachi.
  Kurai e Link avevano visto la scena. L'espressione di Kurai si fece cupa; ancora una volta i suoi due complici l'avevano deluso. Ancora una volta non avrebbero potuto aiutarlo a riuscire nel suo intento. Ma ce l'avrebbe fatta anche da solo. Dentro di lui provò una gran rabbia, che gli diede la forza necessaria a sopraffare Link, buttandolo a terra. Marin era ancora girata a guardare le sue due vittime, soddisfatta come lo era stata poche volte, che non si accorse che Kurai correva a tutta velocità verso di lei. Quando atterrò e si girò, fece appena in tempo a dire:
- Visto cosa ho fatto, L... - prima di essere presa da Kurai, che rise, dicendo:
- Piuttosto guarda cosa ho fatto IO!
Main vide Link a terra, che sembrava svenuto per il colpo ricevuto.
Kurai iniziò a correre via portando Marin con sè. Barai e Tosu, ancora immobilizzati, gli dissero:
- Mitico, capo! Adesso liberaci!
Il ladro però rispose, sorridendo:
- E chi ha bisogno di voi? Non mi servite a niente! Guardate come vi siete fatti ridurre da questa ragazzina! Addio, non sono sicuro che sentirò la vostra mancanza!
Detto questo, sparì tra gli alberi.
  In quel momento, Link si svegliò. Non vedendo più Kurai e Marin, interrogò Barai e Tosu, che avevano un'aria afflitta e infuriata.
- Dov'è? Dov'è Marin? - chiese.
I due risposero:
- Kurai l'ha portata via e... Ci ha lasciati qui. A quanto pare non gli siamo utili!
Alla notizia del rapimento di Marin, Link si sentì crollare il mondo addosso. Tuttavia non scoppiò in lacrime; pensò invece a cosa fare per liberarla. Dopo qualche attimo di silenzio, disse a Barai e Tosu:
- Voi...
I due lo guardarono incuriositi.
- Venite con me. - continuò - E la faremo pagare a Kurai. Tutti. Affare fatto?
Barai e Tosu si guardarono con un'espressione complice, poi guardarono Link e dissero all'unisono:
- Affare fatto!