- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 3 -
 

  Mentre camminava, Link si rimproverava mentalmente: perché non aveva fatto più attenzione? Perché aveva permesso a Marin di combattere da sola? Adesso le era stata portata via, e se non fosse stato per Marin stessa, non avrebbe potuto nemmeno rintracciarla. Infatti l'eroe doveva affidarsi completamente a Barai e Tosu, i quali, per quel che ne sapeva, potevano star benissimo tendendogli una trappola; tuttavia doveva fidarsi di quei due, non avendo altro modo di salvare Marin.
  I due ladri condussero Link a sud della sua casa, nella piana antistante al Lago Hylia. Quando Link vide il lago alla sua sinistra, per un attimo dimenticò tutto e contemplò la sua magnificenza. Le acque erano pulite come lui le ricordava, ma ora erano anche prive di mostri. Mentre pensava queste cose fu bruscamente interrotto da Barai:
- Proprio qui. – disse il ladro dalla testa pelata. Tosu aggiunse:
- È in questo luogo che si trova il nascondiglio di Kurai. Ma noi non ti diremo dov'è. Se davvero, come ci hai detto, sei Link, l'eroe di Hyrule, allora riuscirai senz'altro a scoprire dove è situato.
  Link accettò la sfida e si guardò intorno. Non gli sembrava ci fossero elementi diversi da come li ricordava: la piana era una grande distesa di erba e cespugli, con qualche pozza d'acqua qua e là. C'erano anche alcune pietre a terra. Una di esse attirò la sua attenzione: mentre tutte le altre pietre erano nere, questa era marrone, come fosse una roccia di montagna. Link si avvicinò a questa pietra, e Barai e Tosu si diedero un'occhiata stupita. L'eroe sollevò una pietra nera, e non dovette fare molti sforzi; tuttavia per lui fu impossibile sollevare quella marrone. A quel punto estrasse dalla tasca un Portabombe, e da esso tirò fuori una bomba grande quanto la sua testa. Barai disse:
- Ehi, ma... Come...? – era visibilmente confuso.
Link non ci fece caso e poggiò la bomba sul masso, dopodiché estrasse una torcia accesa dalla tunica (questa volta fu Tosu a non capirci nulla) e attivò la bomba. Poco dopo questa esplose, distruggendo il masso marrone; quando il fumo si diradò, sotto i resti del masso c'era una scala, che conduceva in una grotta al di sotto della superficie. Link si girò verso Barai e Tosu e, ispezionandosi le unghie con aria di sufficienza, disse:
- Ecco fatto.
I due ladri rimasero allibiti, ma quando si ripresero e si diressero verso la buca per scendervi, Link li fermò:
- E no, non penserete di scendere là sotto come se niente fosse? – disse – Non so nemmeno quante trappole possano esserci, e ho appena fatto saltare in aria la pietra che celava l'entrata.
Link si fermò per un momento a riflettere, poi aggiunse:
- Ma ho un piano.

  Barai e Tosu si calarono nella grotta. Dentro era molto buio, e la luce proveniva solo da poche lanterne disposte qua e là. Barai disse ad alta voce:
- Capo! Siamo noi!
In quel momento Kurai venne allo scoperto. Aveva un'espressione molto sospettosa. Disse ai due:
- Credevo di avervi detto che non avrei sentito la vostra mancanza. E perché avete fatto il vostro ingresso in maniera così... Esplosiva? Non avreste potuto semplicemente chiamarmi?
- Avresti potuto pensare che fosse una trappola, capo! – rispose Tosu – Avresti potuto pensare che ci saremmo voluti vendicare per quello che ci hai detto! Ma non è così, e te ne abbiamo portato la prova!
Tosu trascinò davanti a Kurai qualcosa che teneva a terra. Questo "qualcosa" non era altri che Link, che non dava cenno di vita; in quel momento Marin, legata ad una sedia in un angolo della grotta e imbavagliata, emise un gemito alla vista di quel corpo. Il volto di Kurai si illuminò.
- Oh, è solo svenuto, capo! – disse Barai – Quando te ne sei andato, noi ci siamo liberati e lo abbiamo legato, poi siamo tornati qui.
Dopo aver visto Link a terra, tutto il sospetto nell'espressione di Kurai svanì, e questa si tramutò in un ghigno malefico.
- Bene bene, a quanto pare avete voluto fare le cose in grande, piuttosto che tornare strisciando da me implorando pietà. Non che mi sarebbe dispiaciuto, sia chiaro! – detto questo scoppiò a ridere.
  In quel momento, veloce come il vento, Link si alzò, sfoderò la spada e cominciò a colpire Kurai, prima che questo avesse il tempo di reagire. Marin lasciò uscire qualche lacrima di gioia. Dopo l'ultimo colpo, Kurai cadde al suolo; quando si rialzò, subito dopo, non sembrava più la persona che pochi secondi prima stava ridendo di gusto. La sua faccia era scura, la fronte corrugata, i denti digrignati. Si rivolse innanzitutto a Barai e Tosu:
- Voi... Avete deciso di tradirmi, allora... Sappiate che non dimenticherò facilmente questo gesto... E che ve la farò pagare! – detto questo mise la mano sul petto, dove le ferite appena ricevute si erano andate ad aggiungere a quelle infertegli da Link alcune ore prima. Con gli occhi iniettati di sangue, e cercando di nascondere il dolore che provava, guardò Link e gli disse:
- E tu... Non pensare che la passerai liscia. Tu, che entrambe le volte in cui sei riuscito a colpirmi sei ricorso a qualche maledetto sotterfugio... Vedi di uscire vivo da qui, così potrò ucciderti con le mie stesse mani!
A quel punto fuggì verso l'ingresso della grotta, mentre gli altri quattro riflettevano sul significato delle parole "vedi di uscire vivo da qui". Questo significato arrivò molto presto. Prima di uscire da quel luogo, Kurai prese una delle lanterne e mise fuoco ad una piccola cordicella che correva lungo tutta la parete della grotta. Una miccia. Fatto ciò uscì dalla grotta con un solo salto e portò via la scala di legno che conduceva fuori; dopodiché rise, e fuggì.
  Intanto, nella grotta, Barai e Tosu erano nel panico. Link fallì nel calmarli, e loro spiegarono:
- Qui dentro è pieno di esplosivi! Se non usciamo alla svelta siamo fritti!
Link pensò di spegnere la miccia, ma era troppo tardi: infatti essa correva lungo il soffitto, ed in più bruciava molto velocemente. Fuggire sarebbe stata la soluzione migliore. Fuggire... Ma come? Non c'era modo di uscire fuori da quella buca senza poter usufruire della scala di legno; Marin intanto si dimenava con tutte le sue forze. Link si girò verso di lei ed estrasse la spada. Marin chiuse gli occhi, e quando li riaprì, le corde che la legavano erano state recise. Link le tolse anche il bavaglio, e in quel momento Marin esclamò:
- LINK! – avrebbe voluto abbracciarlo, ma non c'era tempo da perdere: gli disse invece come fare per fuggire da lì:
- Posso portarvi io in volo!
Tutti e tre si girarono verso di lei, Barai e Tosu smisero di correre in cerchio in preda al panico e si spintonarono dicendo:
- Prima io! Prima io!
  Si radunarono sotto l'ingresso; Barai fu il primo che si aggrappò alle mani di Marin. La ragazza fece un evidente sforzo per trasportarlo, e gli disse:
- Accidenti... Ma quanto pesi?
Barai arrossì, ma non rispose. Tosu ridacchiò.
Dopodiché fu il turno di quest'ultimo. Quando fu anch'egli tratto in salvo, nella grotta si udirono le prime esplosioni, e Marin, terrorizzata, si girò subito a guardare Link. Egli urlò:
- Marin, è troppo tardi! Andate via da qui! Mettetevi in sal...
Prima che potesse finire di rispondere, Marin tagliò corto:
- Sei pazzo? Non dire sciocchezze! Arrivo!
Detto ciò, la ragazza scattò fulmineamente verso Link, gli afferrò le braccia e, nonostante fosse stanca, lo trasportò via con tutte le sue forze.
  Ci fu in quel momento una grande esplosione, e dall'entrata della grotta uscì molto fumo. Per qualche secondo Barai e Tosu assistettero, poi, vedendo che non usciva nessuno, si guardarono sconsolati e abbassarono lo sguardo; fu in quel momento che Marin e Link fecero la loro comparsa, con i vestiti tutti anneriti. Non appena furono fuori, caddero al suolo e si misero ad ansimare. Tuttavia i due ladri non diedero loro neanche un attimo per riposarsi. Si misero a urlare:
- Non posso credere che ce l'abbiate fatta! Siete stati grandi!
- C'è mancato un soffio, ma state bene!
Link e Marin si misero a sedere, ancora ansimanti, ma salvi, e finalmente poterono abbracciarsi. Entrambi piansero, e Link si scusò con lei per aver permesso a Kurai di rapirla.

  Qualche minuto dopo, quando i due ebbero di nuovo la forza per rimettersi in piedi, Link parlò a Barai e Tosu dicendo:
- Grazie, davvero. Senza di voi non avrei mai potuto farcela.
Barai disse, ridendo:
- Non ringraziarci! Noi ti abbiamo solo condotto qui! Il resto è stato tutto opera tua! E che piano fantastico, aggiungerei! Ora voglio proprio vedere se Kurai continuerà a fare il gradasso!
A quelle parole tutti e quattro risero. Poi Marin chiese loro:
- Ma cosa avete intenzione di fare, adesso?
Tosu rispose:
- Ci abbiamo pensato e, beh, non possiamo di certo tornare da Kurai. Diventeremo delle Guardie Reali, in questo modo potremo occuparci di tutti quelli come lui; oh, e in questo periodo le Guardie stanno viaggiando per Hyrule nel tentativo di sgominare i mostri rimasti, giusto? Quindi magari potremo incontrarci ancora!
Link disse:
- Benissimo! Allora a presto! Sono sicuro che questo non sarà un addio!
Link e Marin salutarono i nuovi amici, che si incamminarono verso il castello. Poi decisero di trascorrere la notte proprio lì, al Lago Hylia.
  Link tirò fuori la tenda (impossibile stabilire come) e Marin si mise a montarla. Intanto l'eroe si diresse sulla riva del lago, e tirò fuori dalla tunica una canna da pesca (Marin vide la scena, ma si astenne dal chiedere in che modo fosse possibile). Quando Marin arrivò, Link aveva appena preso qualcosa e si apprestava a tirarla fuori dall'acqua: era un pesce di medie dimensioni, ma che poteva bastare perché una persona potesse mangiarci. Marin si complimentò e chiese a Link di poter provare; Link le passò la canna da pesca, e Marin lanciò la lenza in acqua, senza alcun bisogno di spiegazioni su come fare (Link si era già preparato a spiegarle ogni cosa, e rimase deluso). Poco dopo, abboccò un pesce, e Marin lo tirò su in men che non si dica: era molto più grande di quello preso da Link. Il ragazzo guardò Marin incredulo e le chiese:
- Ma... Come hai fatto?
Marin sorrise e rispose:
- Beh, sai... A Koholint pescavo molto spesso in quel laghetto della pesca, hai presente?
Link commentò con un "Ah" e confrontò il suo pesce e quello di Marin; in quel momento arrossì leggermente.
  Link e Marin quella sera mangiarono sulla riva del lago, al tramonto; un'occasione perfetta, pensò Link. Quando ebbero finito, l'eroe si avvicinò a Marin e le disse, cercando di interrompersi il meno possibile:
- Ehm... Marin... Stavo pensando... Ecco... - si schiarì la gola e prese aria, poi disse tutto d'un fiato – quando questo viaggio sarà finito, vuoi sposarmi? – respirò profondamente dopo averlo detto, aspettandosi qualsiasi reazione. Fortunatamente era quella che voleva sentire; Marin, contentissima, rispose:
- Ma certo! Certo che sì! Perché non dovrei? – poi rise. Link pensò che ella avesse preso la situazione un po' troppo alla leggera, ma non aggiunse altro. Si limitò a pensare a ciò che era appena successo, e si sentì la persona più felice di Hyrule.
  Rimasero a vedere il tramonto fin quando non fu sera, a quel punto decisero quel che avrebbero fatto il giorno seguente. Link propose:
- Potremmo andare a nord di qui: ci sono le Rovine dell'Est e, al limite nord del regno, il Lago degli Zora.
Marin non obiettò (dopotutto era Link a conoscere il regno), quindi andarono a dormire.