- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 4 -
 

  Il giorno seguente, i due si misero in marcia di buon'ora, dovendo arrivare fino al Lago degli Zora in giornata. Ogni tanto sbucava fuori qualche mostro, ma la maggior parte di essi, vedendo che Link era armato, fuggivano lontano; questa fu la prima volta, dal momento del suo ritorno, che l'eroe vide dei mostri ad Hyrule. E pensare che era abituato a vederne così tanti, quando il regno era avvolto dalle tenebre! Link tuttavia si sentì sollevato dal non dover combattere nuovamente davanti a Marin, che si stava godendo il viaggio guardando da ogni parte e annusando ogni fiore. Perché rovinare un quadretto così idilliaco?
  Dopo poche ore i due giunsero alle Rovine dell'Est; qui sorgeva ancora il Palazzo dell'Est, il primo luogo dove Link si era recato tempo prima per combattere la minaccia di Agahnim. Marin fu incuriosita da alcune statue Armos che giacevano in quel luogo, e quando Link la vide toccarne una gli venne un groppo in gola pensando che si sarebbe attivata. Tuttavia non accadde; <<Il Re dev'essersi occupato anche di questo>> pensò l'eroe, sollevato.
Mentre attraversavano le rovine, con il sole ora alto nel cielo, un vecchio dalla lunga barba bianca e dall'aria decrepita si avvicinò a loro. Guardando Link, i suoi occhi, prima ridotti a fessura, si spalancarono, e il vecchio esclamò:
- Link! Sei proprio tu?
Per evitare di dover chiedere all'anziano chi fosse, il ragazzo si sforzò di ricordarlo. Poco dopo, una luce gli illuminò gli occhi:
- Sahasrahla! Che piacere rivederti!
  Sahasrahla invitò Link e Marin a casa sua perché mangiassero. Durante il pranzo, Link raccontò a Marin chi fosse Sahasrahla, e a Sahasrahla chi fosse Marin; il vecchio aveva aiutato Link nella sua avventura ad Hyrule, fornendogli utili indicazioni e consigli. A fine pranzo, Sahasrahla disse:
- Ieri è passato un ragazzo che mi ricordava vagamente te, Link. La sua spada mi sembrava molto particolare, e vedendola attentamente mi sono accorto che sull'elsa c'erano tre simboli; uno di questi simboli mi era familiare, credo fosse inciso su un oggetto che avevo qualche tempo fa. Ho detto a quel ragazzo di cercare quell'oggetto nel Lago degli Zora, l'ultimo luogo in cui mi sono recato. È probabile che l'abbia lasciato lì.
Link era interessato da quel discorso, poiché aveva una brutta sensazione. Chiese:
- Come si chiamava quel ragazzo?
- Kurai, mi pare. – rispose Sahasrahla.
Link e Marin si diedero un'occhiata d'intesa, poi l'eroe disse:
- Grazie per il cibo, Sahasrahla, ma adesso dobbiamo proprio andare. Spero di incontrarti ancora!
Detto questo, i ragazzi si congedarono dalla casa del vecchio. Egli li salutò.
  Essendo il Lago degli Zora la loro prossima meta, e non sapendo che cosa sarebbe successo se Kurai avesse trovato quell'oggetto di cui parlava Sahasrahla, Link e Marin affrettarono il passo. Se qualche mostro sbarrava loro la strada, si limitavano a superarlo; in questo modo, e grazie alle buone condizioni climatiche, i due furono al Lago degli Zora nel pomeriggio.
  Link ricordava anche quel luogo: gli Zora che vi abitavano erano stati corrotti dalla magia di Agahnim, e egli li aveva combattuti. Ora però non attaccarono, anzi, si curarono molto poco del ragazzo e della ragazza che camminavano sulla riva del lago. Link li scrutò, e capì che qualcosa non andava: innanzitutto erano di meno di quanti se ne ricordasse; inoltre sembravano stanchi e affaticati, con lo sguardo perso nel vuoto e la pelle raggrinzita. E l'eroe notò anche che il livello dell'acqua del lago era molto più basso di qualche tempo prima: cosa era successo?
Con questa domanda in mente, Link si diresse dal Re Zora, colui che tempo prima gli vendette le pinne che permettevano di nuotare agilmente. Il Re sembrò non notarlo, ma quando il ragazzo gli parlò, non poté fare altro che girarsi verso di lui.
- Re Zora, cosa è successo in questo lago? – chiese Link.
Il Re aveva un'aria afflitta, ma nel vedere l'eroe di Hyrule, si accese in lui un bagliore di speranza. Disse: - O Eroe del regno, una terribile sventura si sta abbattendo sul nostro lago, il Lago degli Zora. Sono ormai settimane che il clima rimane arido e secco, qui; alcuni Zora sono morti, altri hanno abbandonato la loro casa per cercare luoghi più ospitali. Io non posso fare altro che pregare ogni giorno perché venga la pioggia a portarci ristoro.
Marin, osservando il lago e ascoltando la spiegazione del Re, divenne molto triste. Il Re terminò, sempre rivolto a Link:
- Tu non saresti capace di fare qualcosa riguardo a questo? – lo disse con un tono speranzoso, e questo fece vergognare ancora di più l'eroe: cosa avrebbe potuto fare lui se la pioggia avevo deciso di non cadere più sopra quel lago? Di certo era un eroe, ma non un mago. Cercando di guadagnare tempo, rispose:
- Vedrò cosa posso fare, intanto è necessario che io visiti questo lago per intero.
Il Re annuì, credendo fermamente che le parole di Link fossero vere, e per questo il ragazzo si sentì un verme; prese Marin per la mano e si allontanò da lì. Quando furono lontani dal Re, Marin disse, con un'espressione addolorata:
- Non c'è niente che si possa fare, vero?
Link rispose:
- Temo proprio di no. Ma ora non possiamo nemmeno andarcene come se niente fosse; non dopo aver detto quelle parole al Re.
  I due allora si sedettero sull'erba e stettero in silenzio. Osservarono la morsa che attanagliava quel luogo: videro i volti sofferenti degli Zora, che cercavano ristoro in un'acqua ormai troppo calda. Ne compresero il dolore, e le loro facce si fecero cupe. Fu in quel momento che una voce proveniente dagli alberi dietro di loro disse:
- Magnifico, non trovate? Ormai questo posto è da buttare!
Colui che aveva parlato atterrò davanti ai due:
- E presto lo sarete anche voi!
Kurai. Eccolo di nuovo.
- Kurai! – disse Link, poco prima cupo, in quel momento irato – Ci sei tu dietro tutto questo?
Kurai rise, poi rispose:
- Mi piacerebbe davvero poter dire di sì, ma ahimè, purtroppo non sono io l'artefice di questa siccità. Mi trovo qui solo per prendere una cosa. Questa cosa. – terminò, enfatizzando la parola "questa". Dopodiché infilò la mano nel sacchetto che teneva legato alla cintura e ne estrasse un piccolo medaglione rosso. Lo mostrò a Link e Marin: su di esso c'era una particolare incisione.
- Un vecchio mi ha detto che qui c'era un qualcosa che poteva essere in qualche modo legato alla mia spada, così sono venuto di persona a controllare. Sapevo già di cosa si sarebbe trattato, sapete?
Detto questo riprese a ridere. Link lo interruppe bruscamente:
- Dove hai trovato quel medaglione? – gli sembrava familiare.
Kurai rispose alla domanda con un sorriso:
- Oh, niente di più semplice, davvero! Era sotto un masso al centro del lago. Davvero un nascondiglio banale per una cosa così importante! Vi presento... Il Medaglione delle Fiamme!
Fu in quel momento che Link ricordò quell'oggetto. Kurai estrasse la sua spada e mise il medaglione all'interno di uno dei tre fori presenti sull'elsa. La spada brillò per qualche momento di una luce rossastra, e sulla faccia di Kurai comparve un ghigno malefico, poi disse:
- Link, sarai il primo ad assaggiare la rinnovata potenza di questa spada! Preparati!
  Dopo aver parlato, si scagliò all'attacco lanciando due pugnali verso Link; l'eroe li parò con lo scudo, e subito dopo diede a Marin l'arco in modo che lo aiutasse in caso di bisogno. Poi fece appena in tempo ad estrarre la spada, che subito Kurai gli fu addosso, a spada sguainata; ricordandosi che lo scudo non gli sarebbe servito per difendersi da un avversario così veloce, Link lo buttò a terra, poi parò il colpo con la spada. Kurai sferrò diversi attacchi, ma l'eroe non ebbe problemi a pararli tutti. Disse sarcastico: - Allora? Dove sarebbe questo "rinnovato potere" della spada?
Kurai disse ridendo:
- Proprio qui! – detto ciò, la sua spada si incendiò, e Link indietreggiò per la sorpresa. Il ladro aggiunse: - E ora posso fare anche questo!
Dalla spada partirono lingue di fuoco rivolte verso l'eroe, che non si aspettava una cosa simile. Fu preso in pieno e si bruciò la tunica nei punti dove era stato colpito; Link si toccò il petto con la mano e digrignò i denti a causa del dolore portato dalla scottatura, ma non lasciò che questo dolore lo deconcentrasse. Scattò verso Kurai e lungo la strada riprese al volo lo scudo, che gli servì per parare il fuoco lanciato dalla spada di Kurai; quando fu abbastanza vicino caricò il ladro con lo scudo, una mossa imprevista. Il ragazzo dai capelli neri cadde a terra come risultato, e rimase immobile; Link approfittò dell'occasione per cercare di colpirlo di nuovo, stavolta con la spada. Ma proprio quando fu vicinissimo, Kurai riaprì improvvisamente gli occhi e, con un ghigno in volto e la spada in fiamme, gli trafisse il petto prima di essere colpito. Poi ritrasse la spada.
Link, piegandosi all'atroce dolore, senza neanche il tempo di rendersene conto, cadde al suolo; gli parve di udire Marin urlare, ma fu una sensazione lontana. Poi non udì più nulla.
  Kurai si rialzò, e osservò soddisfatto la spada con la quale aveva appena avuto la meglio sul suo avversario. Si concentrò nuovamente su Link, e disse:
- Bene bene. Credo proprio che non sia necessario, ma... Ti colpirò qualche altra volta; giusto per dimostrarti che hai fatto male a sfidare me. Oh, non puoi più sentirmi, vero? – dopo l'ultima frase rise. Subito dopo alzò in alto la spada, ancora in fiamme, preparandosi a trafiggere nuovamente l'eroe.
Marin era in lacrime mentre assisteva a quella scena, ma decise di non limitarsi a piangere: silenziosamente prese la mira con l'arco e scoccò due frecce verso Kurai, che sembrò non accorgersi di nulla. I dardi volarono silenziosi verso il bersaglio, ma quando gli furono molto vicini, il ladro li afferrò con la mano sinistra; si girò poi verso Marin, che era stupita per come le sue frecce fossero state bloccate, e le disse:
- No, no, no, ma voi due non sapete fare altro che attaccare alle spalle? Ma stavolta, come vedi, non ha funzionato. Riprenditele!
Detto ciò, lanciò le due frecce verso Marin con la sola forza del braccio; la ragazza urlò mentre i dardi le si avvicinavano fendendo l'aria, quindi chiuse gli occhi. Dopo alcuni secondi, non avendo sentito alcun dolore, li riaprì, e si vide davanti una scena inaspettata: le due frecce erano a terra, spezzate in due, e davanti a lei c'erano due ragazzi, uno grande e grosso e con la testa pelata, l'altro più minuto e con i capelli rossi. Entrambi indossavano l'uniforme delle Guardie Reali. Kurai li guardò, sorrise, e disse: - Bene bene. Pare che oggi potrò avere una vendetta completa!