- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 6 -
 

  La notte era calata sul Lago degli Zora, e la pioggia batteva incessante. Tutti gli abitanti del lago se ne erano tornati a dormire sotto le sue acque. Solo qualcuno non dormiva: Marin e l'anziano dottore, che poco prima aveva risvegliato la ragazza poiché Link iniziava a muoversi. Marin si chinò affianco alla barella su cui giaceva l'eroe ed iniziò a cantare a bassa voce.

  Egli si trovava in un mondo d'oscurità, dove nessuna luce poteva penetrare; aprì gli occhi di colpo, e davanti a lui scorse una figura fin troppo familiare. Era alta più o meno quanto lui, aveva i capelli neri e brandiva una spada sulla cui elsa risplendevano tre luci di forma circolare: una rossa, una blu e una marrone. Link sentì la paura prendere il sopravvento su di lui mentre questa figura si avvicinava, un ghigno sul suo volto; l'eroe tentò di rimettersi in piedi, ma non ne aveva le forze. Sfilò allora la spada dal fodero, per scoprire con orrore che la lama era in frantumi; era sicuro di star tremando, nonostante non riuscisse più a percepire il proprio corpo. La figura si fermò quando gli fu molto vicina, alzò quella luminosa spada e aprì la bocca per dire qualcosa.
- Link!

Link aprì gli occhi, e davanti a lui c'era una Marin entusiasta, che lo abbracciò subito dopo, tra le lacrime. L'eroe capì subito ciò che era successo: era stato sconfitto e ora l'anziano dottore si stava prendendo cura di lui. Ricambiò l'abbraccio di Marin e tentò di rassicurarla:
- Sto bene, ora va tutto bene!
Link e Marin si guardarono negli occhi, e il dottore abbandonò la stanza con la scusa di dover controllare gli altri due pazienti. Link allora parlò a Marin (la quale si aspettava qualcos'altro...):
- Non abbiamo tempo per riposarci: ho fatto un sogno terribile in cui Kurai riesce a trovare tutti e tre i medaglioni e getta Hyrule nelle tenebre.
Marin ascoltò incuriosita e disse:
- Ma... Tu hai distrutto la sua spada! Come farebbe a rimetterla insieme?
Link rimase per un po' a pensare ad occhi chiusi, poi li aprì improvvisamente ed esclamò:
- A Kakariko vivono i due più celebri fabbri di Hyrule; sono certo che loro sarebbero in grado di rimettere in sesto la spada di Kurai. Tempo fa furono in grado di rendere la Master Sword ancora più potente di quanto non fosse già.
- Master... Sword? – disse Marin perplessa.
Link rispose:
- Uno di questi giorni te ne parlerò. Ora è necessario informare i fabbri delle intenzioni di Kurai, in modo che non lo aiutino a riparare la spada!
  Marin avrebbe voluto chiedere come avrebbe fatto Link a informare i fabbri in così breve tempo, ma l'eroe tirò fuori dalla tunica carta, una piuma, un calamaio e un piccione azzurro (Marin non sapeva se ridere o piangere in quel momento) e scrisse un messaggio:

"Onorevoli fabbri del Villaggio Kakariko,
chi vi scrive è Link, e sono sicuro che vi ricordiate di me. Se nei prossimi giorni dovesse passare da voi un ragazzo dai capelli neri di nome Kurai per chiedervi di riparare la sua spada, non accettate; egli intende infatti utilizzare quella spada per scopi malvagi. Saluti,

Link"

Finito di scrivere, Link legò la lettera ad una zampa del piccione, e gli disse affettuosamente:
- Mizuiro, questa lettera devi consegnarla ai due fabbri che abitano a Kakariko, capito? Non fermarti per nessuna ragione!
L'uccellino sembrava non ascoltare una singola parola, ma non appena l'eroe finì di parlare, volò via dalla caverna verso la sua destinazione. Marin disse:
- Sicuro che quel piccione abbia capito?
Link rispose subito:
- Ma certo che sì! Mizuiro è nato per consegnare messaggi e io mi fido di lui!
Marin non era proprio convinta, ma non controbatté. Poi il ragazzo aggiunse:
- Comunque sia, dovremo metterci in marcia anche noi il prima possibile, dobbiamo trovare quei medaglioni prima che lo faccia Kurai.
- Sai qualcosa riguardo i medaglioni? – chiese Marin, incuriosita dall'argomento.
- Sì, - rispose Link – ne esistono tre: il Medaglione delle Fiamme, il Medaglione dell'Etere, e il Medaglione del Sisma. Durante la mia avventura li trovai tutti e, poiché possedevano un enorme potere, prima di partire per mare li consegnai a tre persone di cui mi fidavo in modo che li custodissero. Diedi il Medaglione delle Fiamme a Sahasrahla, e purtroppo sai cosa è accaduto dopo: Sahasrahla l'ha portato qui nel Lago degli Zora, causando inavvertitamente la siccità, fin quando Kurai non l'ha rubato.
Marin annuì, poi disse:
- E gli altri due?
- Il Medaglione dell'Etere – continuò Link – lo affidai a Venus, regina delle fate, la quale vive in una grotta al centro del Lago Hylia. Non c'è modo per cui Kurai possa venirne a conoscenza, comunque, quindi per ora dobbiamo preoccuparci del Medaglione del Sisma. Diedi quest'ultimo medaglione a Kai Tou, un ladro che abita nel deserto a sud di Kakariko; conoscendolo, non darà mai via una parte del suo bottino, a meno che non sia proprio io a chiederglielo. Domani ci metteremo subito in cammino per raggiungere il deserto; sarà una lunga marcia, essendo quel luogo dall'altra parte del regno, ma abbiamo un bel vantaggio: Kurai, infatti, non sa che il Medaglione del Sisma si trova lì.
Finito di parlare, i due tornarono a dormire.
  Il mattino seguente, quando Link si svegliò, davanti a lui non c'erano più solo Marin e il dottore, ma anche Barai e Tosu, che avevano qualche fasciatura un po' ovunque ma per il resto sembravano essersela cavata decisamente bene. Furono proprio loro due i primi a salutarlo, parlando all'unisono, come sempre:
- Ehi, Link! Marin ci ha detto che cosa è successo dopo che siamo svenuti! Te la sei vista brutta, ma sei stato grande!
L'eroe fu lieto di vedere che anche quei due potevano stare in piedi. Si alzò anche lui (all'inizio rischiando di cadere, ma si rimise subito in equilibrio) e disse:
- Oggi ce ne andremo anche noi, che ne dite di fare un tratto di strada insieme?
Barai e Tosu annuirono; Link e Marin ringraziarono il dottore, salutarono il Re Zora e infine lasciarono il Lago, dove ancora pioveva (e non avrebbe smesso per un bel po').
  Avendo preso tutte le dovute precauzioni affinché Kurai non avesse modo di progredire nella sua ricerca e avendo ancora alcune difficoltà a camminare, Link e gli altri camminarono abbastanza lentamente, tant'è che si separarono a mezzogiorno passato, quando Barai e Tosu andarono a sud per raggiungere l'ingresso del castello e Link e Marin continuarono a ovest sia per raggiungere Kakariko senza dover fare deviazioni, sia affinché la ragazza potesse vedere quella parte di Hyrule. Link e Marin salutarono i due, che promisero che si sarebbero rivisti ancora; poi ripresero a camminare. Proprio in quel punto di Hyrule si trovava un cimitero con al centro un piccolo tempio dedicato ai culti delle dee e abitato da un sacerdote che all'inizio dell'avventura di Link tenne Zelda nascosta quando Agahnim la stava cercando.
  Camminando parallelamente al cimitero, videro il sacerdote con una pala intento a scavare una fossa.
Decisero di avvicinarsi per salutarlo. Egli riconobbe Link e fece un piccolo inchino (l'eroe arrossì), poi spiegò:
- Giusto qualche minuto fa ho trovato alcuni animali morti proprio lungo il sentiero dove siete appena passati. – Marin singhiozzò, poi continuò ad ascoltare: - Sono stati uccisi da un cacciatore, presumibilmente, dato che i loro corpi presentavano ferite da arma da taglio; tra queste povere vittime c'è anche un unico piccione, cosa che mi sembra alquanto strana: che non stesse volando in uno stormo?
Alla parola "piccione" il volto di Link si illuminò, e chiese al sacerdote di poterlo vedere. Questi fu un po' riluttante, ma poi consegnò all'eroe un sacco contenente i corpi; Link lo aprì e trovò il volatile, e a quel punto il suo volto si incupì. Si girò verso Marin e le disse:
- È lui. È Mizuiro.
  Marin versò qualche lacrima, e guardò da un'altra parte per non vedere l'uccellino morto; Link invece si fece forza e lo rigirò tra le mani, notando una profonda ferita sul suo petto. "Probabilmente è stata inferta da una lancia, o da un pugnale." pensò "Pugnale??"
Istantaneamente posò lo sguardo sulla zampa dell'animale: come temeva, il messaggio non era più lì. E se fosse stato, per una sfortunata coincidenza, proprio Kurai ad aver abbattuto Mizuiro? Che avesse letto il messaggio? Link espresse le sue preoccupazioni a Marin, che capì al volo. Ora più che mai avevano bisogno di muoversi in fretta. Ella gli disse:
- Ma come? Come faremo a raggiungere Kakariko così velocemente?
Link infatti non era ancora in grado di correre, e a quell'andatura avrebbero raggiunto il villaggio solo entro la notte; si sforzò perciò di trovare un altro metodo. Si guardò intorno, e posò l'occhio sul tempietto. Un lampo illuminò i suoi occhi, e chiese al sacerdote:
- Potremmo utilizzare il passaggio segreto che conduce al castello? Avrei una questione urgente da discutere con il Re in persona.
Il sacerdote annuì, fidandosi delle parole dell'Eroe di Hyrule, e li condusse nel tempio. Qui spostarono verso destra un ornamento presente sul muro a nord, e con grande stupore di Marin, portarono nuovamente alla luce il passaggio segreto che Link aveva utilizzato all'inizio della sua avventura per fuggire dal castello. L'eroe ringraziò il sacerdote e si addentrò con Marin nelle fogne che partivano da quel passaggio.
  I ricordi riaffioravano nella memoria di Link mentre ripercorreva a ritroso quei corridoi, anche stavolta con una ragazza al suo fianco, fin quando non giunsero al castello; qui informò le guardie del suo desiderio di parlare con il Re, e venne convocato subito in udienza (essere l'Eroe di Hyrule pagava molto). La sala del trono era più maestosa di come egli la ricordasse, e sui due troni erano seduti il Re e la principessa Zelda, entrambi con abiti molto lussuosi; quando la principessa vide entrare Link, si alzò e corse subito verso di lui per salutarlo. Si accorse di Marin e salutò anche lei, nonostante temesse di aver capito chi fosse. Link si inchinò al cospetto dei due reali, poi Marin fece lo stesso e si presentò a Zelda sorridendo:
-Onorata di conoscerla, Sua Altezza. Il mio nome è Marin, e sono la ragazza di Link.
A quelle parole, che erano esattamente quelle che aveva previsto, Zelda la salutò con freddezza, guardò Link, il quale si stava avvicinando al Re per parlargli, e abbandonò la stanza in lacrime. Marin non capì come mai, e pensò che si fosse sentita male improvvisamente.
  Link parlò al Re:
- Sua Maestà, perdoni la richiesta improvvisa, ma avrei bisogno di un mezzo di trasporto che possa consentirmi di muovermi velocemente anche per tutto il regno, se necessario. Può esaudire la mia richiesta?
Il Re si alzò dal suo trono, mise una mano sulla spalla di Link, e rispose:
- Per te, Eroe di Hyrule, a cui devo la vita e la salvezza di questo regno, farei qualunque cosa; dunque ti fornirò la mia carrozza personale, in modo che tu possa andare ovunque desideri in breve tempo.
Detto ciò, il Re convocò una Guardia Reale e le disse di preparare la carrozza. Dopodiché si voltò di nuovo verso Link e disse:
- Sei per caso nel mezzo di un'avventura?
L'eroe annuì e il Re gli augurò buona fortuna.
  La carrozza era davvero imponente, e a trainarla c'erano due grossi cavalli marroni, guidati da un vecchio nocchiere che si inchinò all'arrivo di Link e Marin e aprì loro la porta della carrozza; i due entrarono, il vecchio chiese all'eroe quale fosse la destinazione, e una volta ottenuta la risposta spronò gli equini con un sonoro "Yah!" e frustando con le briglie. I cavalli partirono al galoppo.