- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 7 -
 

  Non era passata nemmeno un'ora, quando la carrozza raggiunse il Villaggio Kakariko; Link sperò con tutto il cuore di essere ancora in tempo per recapitare manualmente il messaggio ai fabbri. Assieme a Marin scese dalla carrozza (che rimase ad attenderli all'entrata del villaggio) e si diressero verso la scalinata che conduceva alla fucina dei due artigiani; Link bussò, e gli venne aperto proprio da uno dei due. Essendo identici, l'eroe non aveva mai saputo distinguerli, per cui preferiva sempre rivolgersi a entrambi; i due ragazzi entrarono e dissero ai fabbri ciò che avrebbero dovuto leggere il giorno prima, se soltanto Kurai non avesse interferito... Alla fine della comunicazione, uno dei due fabbri aggrottò le sopracciglia, li guardò sconsolato e disse loro:
- Mi spiace, ma... Colui di cui parlate è arrivato ieri! Ci ha consegnato la spada affinché gliela riparassimo, intanto è andato a cercare un posto per la notte; dopodiché, meno di mezz'ora fa, è tornato a riprendersela.
  Link non credeva alle proprie orecchie. Ieri? Come aveva fatto Kurai a fare così in fretta? Esclamò:
- COSA? Ma non vi siete accorti che stavate parlando con un bandito ricercato?
Aspettandosi la domanda, l'altro fabbro rispose:
- Non ci ha permesso di vederlo in faccia. Tuttavia abbiamo riconosciuto la sua spada... - a questo punto prese fiato, e fece cenno a Link e Marin di sedersi, come se avesse voluto raccontar loro qualcosa. I due giovani non obiettarono, e il fabbro continuò:
- Quella spada... Ci apparterrebbe di diritto. – a queste parole gli occhi di Link e Marin si spalancarono, e si mostrarono molto incuriositi. Prese a parlare l'altro fabbro:
- Molte, molte generazioni fa... A Hyrule esisteva un leggendario fabbro di nome Smith: si dice che avesse come destino quello di creare la spada più potente del mondo, capace di rivaleggiare il potere della Master Sword stessa. Dopo molti anni di lavoro, riuscì a creare una spada estremamente potente. Tuttavia non era altro che una semplice spada! Smith lo sapeva, e la progettò in modo che potesse essere resa più potente tramite l'inserimento dei poteri di tre elementi nell'elsa; poi intraprese un viaggio per Hyrule e intrappolò in tre medaglioni da lui fabbricati i poteri di terra, fuoco e vento. Applicò alla spada questi tre artefatti, e finalmente ottenne il suo scopo: la sua era una Spada Leggendaria, potente quanto la Master Sword! Accecato dai risultati ottenuti, però, fu consumato dal desiderio del potere che quella spada avrebbe potuto concedergli; decise di uccidere il Re di Hyrule.
  Link e Marin sembravano interessatissimi da quella storia: finalmente stavano scoprendo la verità sulla spada che stava dando loro tanti dolori. Fu l'altro fabbro a continuare:
- Mentre era sulla strada verso il castello, un ladro e la sua piccola banda di seguaci ascoltarono i suoi discorsi; dovete sapere che quel ladro rubava perché lo considerava un lavoro come tutti gli altri, ma per il resto era un uomo giusto. Sentendo le assurdità di Smith, decise di assalirlo di sorpresa, e il fabbro non ebbe il tempo di reagire; quando il ladro gli sfilò la spada dalle mani, avvertendone il potere malvagio e corruttivo, estrasse dall'elsa i tre medaglioni e li consegnò a Smith, dicendogli di distruggerli, o se non fosse stato possibile, di nasconderli dove nessuno li avrebbe mai più trovati, poi se ne andò, portando con sé la spada. Il fabbro, libero dalla malvagità, capì i propri errori, e decise di nascondere i medaglioni come consigliatogli.
"E li ha nascosti nei luoghi dove io li trovai durante la mia avventura a Hyrule", pensò Link, che iniziava a capirci sempre di più. Il fabbro aggiunse:
- Quella spada... È chiamata Spada dei Medaglioni. Dovrebbe appartenere a noi perché noi siamo i discendenti di Smith; e il ladro di quella storia... Si chiamava Kurai. Kurai Primo.
- KURAI??? – esclamarono all'unisono Link e Marin, colpiti da tutte le ultime parole dei fabbri, ma soprattutto da quella. Poi Link disse:
- Kurai è il nome di quel ragazzo, quello che vi ha portato la spada, e per l'appunto, è un ladro. Dev'essere un discendente di Kurai Primo... - poi capì – Ecco come fa ad avere quella spada! – detto questo, batté il pugno nell'altra mano.
Marin disse subito dopo:
- Ma perché, se la spada è davvero vostra, gliel'avete riconsegnata una volta riparata?
I due fabbri si guardarono, poi fissarono il pavimento. Infine rialzarono lo sguardo e dissero con una voce velata di tristezza:
- L'avremmo fatto, ma... Abbiamo avuto paura.
- Paura? E di cosa? – esclamò Link, quasi in tono di rimprovero.
- Abbiamo visto l'elsa, non appena riconosciuto la spada. – continuarono gli artigiani – Se avessimo cercato di trattenere quell'arma, siamo sicuri che Kurai sarebbe arrivato ad ucciderci, per riaverla. Dopotutto, è molto vicino al suo obiettivo. Due medaglioni erano già nell'elsa: il Medaglione delle Fiamme... E il Medaglione dell'Etere.
  Link e Marin si guardarono increduli e terrorizzati, poi si rivolsero nuovamente ai due fabbri. Link disse con voce poco sicura:
- D-due? Siete sicuri di aver visto bene? C'era davvero anche il Medaglione dell'Etere?
- Sicurissimi! – rispose uno dei due – Mancava soltanto il Medaglione del Sisma.
Quella storia stava prendendo una pessima piega agli occhi di Link. Iniziando a sudare, chiese:
- Ma quindi... Se Kurai riuscisse ad ottenere anche l'ultimo medaglione, libererebbe il vero potere della spada?
La risposta, però, lo spiazzò:
- No. Anche se avesse tutti e tre i medaglioni, il potere della spada non tornerebbe; non ancora comunque.
Prima che Link potesse chiedere spiegazioni, l'altro fabbro raccontò:
- Dopo che Kurai Primo prese la Spada dei Medaglioni da Smith, si diresse sul Monte Morte, da un suo amico stregone; gli chiese di incantare la spada in modo da distruggere il suo potere, ma tutto quello che lo stregone poté fare fu sigillare questo potere: sulla sommità del Monte Morte si trova un piedistallo, apparentemente inutile. Ma conficcando nel piedistallo la Spada dei Medaglioni completa di tutti i tre medaglioni, il suo vero potere sarà di nuovo libero, e a disposizione di colui che la brandisce.
Link fu lievemente sollevato da quell'ultima rivelazione; anche se Kurai fosse riuscito a prendere il Medaglione del Sisma, sarebbe rimasto comunque un po' di tempo per fermarlo.
  Link e Marin salutarono i fabbri, ringraziandoli per le loro preziosissime informazioni, e abbandonarono la loro fucina. Dirigendosi di nuovo verso la carrozza, discussero sul da farsi:
- Non posso credere che Kurai sia riuscito a prendere il Medaglione dell'Etere con tale velocità! – esclamò frustrato l'eroe. Marin, con un'espressione intristita e al contempo interrogativa, disse:
- Ma... Come ha fatto? Non mi hai detto che il Medaglione dell'Etere era in possesso della regina delle fate, che abita in una grotta al centro del Lago Hylia? Non capisco come sia venuto a saperlo, e da chi, poi!
- Probabilmente lo scopriremo solo da lui stesso; ora dobbiamo dirigerci il più in fretta possibile al deserto; è lì che si trova l'ultimo medaglione. I fabbri ci hanno detto che Kurai è passato a ritirare la spada solo mezz'ora fa, quindi in carrozza dovremmo arrivare a destinazione molto prima di lui, ma... A quanto pare è arrivato qui a Kakariko addirittura ieri.
Marin lo interruppe:
- Quindi è riuscito in un solo giorno a prendere il Medaglione dell'Etere e ad arrivare qui? Non ci capisco nulla!
- Anch'io temo di non aver capito come ci sia riuscito; se c'è qualcuno da cui lo scopriremo, come ti ho detto, quel qualcuno sarà proprio lui. – rispose l'eroe, sicuro delle proprie parole.
I due tornarono alla carrozza, che li aspettava. Il nocchiere li fece nuovamente salire, poi chiese la destinazione. Link rispose:
- Al deserto! – e i cavalli si misero prontamente in marcia.
  Fu questione di un'ora, ed ecco che l'entrata del deserto fu in vista. Si era fatto pomeriggio da poco, e le condizioni climatiche erano ottime... Anche per una battaglia.
Link e Marin approntarono un piano per non essere colti impreparati nel caso in cui Kurai fosse già lì: la ragazza prese le braccia dell'eroe e volò fin sulla cima di uno dei lati del canyon che fungeva da ingresso; da lì avrebbero potuto vedere senza essere visti.
Mentre strisciavano lungo l'altopiano roccioso, sentirono due voci, entrambi familiari alle orecchie di Link: una apparteneva a Kai Tou, il ladro che lo aiutò durante la sua avventura, e l'altra...
  L'eroe fece cenno a Marin di star zitta, poi si avvicinarono al bordo e sbirciarono sporgendo lievemente la testa verso il basso: come Link aveva previsto, alla base del canyon c'erano un vecchio dall'aria inferocita e un giovane dai capelli neri intenti nel discutere. L'eroe chiuse gli occhi e appoggiò l'orecchio a terra per poter sentire meglio:
- Non farmi aspettare di più, vecchio! Se ci tieni alla vita, faresti meglio a dirmi dove tieni nascosto quel medaglione!
Kurai era venuto a conoscenza persino di quello? Ma in che modo? Mentre Link si chiedeva queste cose, continuò a sentire:
- Per l'ultima volta, non so proprio di cosa tu stia parlando! Sono sicuro di non aver mai rubato nessun medaglione marrone, durante la mia vita, solo oggetti d'oro! – detto questo, alzò gli occhi al cielo e scorse Link, che tirò subito indietro la testa, temendo il peggio. Tuttavia, Kai Tou non lo chiamò affatto; quel vecchio era ancora molto sveglio (era un ladro, dopotutto!).
Link tornò a sbirciare, e vide Kurai estrarre dal fodero la sua spada. Era nuovamente intatta, e sull'elsa brillavano due luci: una rossa, e una blu. A vedere la luce blu, l'eroe capì che si trattava del Medaglione dell'Etere, e Marin, affianco a lui, soffocò un gemito.
  Kurai disse a Kai Tou con un tono ostile:
- Vecchio, smettila con queste menzogne! Questa spada sarà l'ultima cosa che vedrai se non mi porti subito qui quel medaglione!
L'anziano ladro alzò nuovamente lo sguardo verso l'alto, stavolta cercando quello di Link; quando lo trovò, gli fece cenno roteando gli occhi di dirigersi a ovest, sperando che l'eroe recepisse il messaggio. Le sue speranze erano ben riposte: Link sussurrò a Marin di continuare a strisciare lungo il canyon, che curvava verso sinistra. Intanto, alcuni metri più in basso, Kai Tou cercava di prendere tempo dicendo:
- Un medaglione marrone, dici? Forse comincio a ricordare qualcosa del genere, ma non sono sicuro. Fammici pensare solo un altro po'...
Kurai non era ancora pienamente soddisfatto ma, incoraggiato dal risultato che cominciava finalmente ad arrivare, rinfoderò la spada.
  Link e Marin, intanto, erano giunti nel punto indicato loro da Kai Tou; la ragazza trasportò l'eroe cercando di provocare meno rumore possibile (non potevano essere visti, ma sarebbero bastati pochi passi a Kurai per poterli scorgere girando lo sguardo). Una volta a terra, davanti ai due c'era un enorme masso sul suolo; Link sapeva che lì sotto era nascosta tutta la refurtiva di anni di furti da parte di Kai Tou. Tuttavia non avrebbe semplicemente potuto far saltare in aria quella pietra, come aveva fatto con quella che celava il nascondiglio di Kurai; questo infatti avrebbe attirato attenzione, cosa da evitare assolutamente. L'eroe mise la mano nella tunica per qualche secondo e cercò qualcosa, poi estrasse due bracciali (Marin pensò che finora quelli erano le uniche cose che sarebbero potute davvero entrare senza problemi in una tunica, e sospirò silenziosamente) e li indossò. Questi diedero a Link una grande forza, e il ragazzo poté sollevare il masso, stando attentissimo a non emettere alcun suono; poi lo posò altrettanto silenziosamente lì vicino. In qualche modo c'era riuscito, nonostante avesse avuto molta paura di commettere errori.
  Link e Marin scesero nella piccola grotta sottoterra, e dovettero quasi pararsi gli occhi davanti a quel bagliore: grandi masse di oggetti d'oro e di rupie erano accatastate lungo tutta la stanza, e i due dovettero fare grande attenzione per non far tintinnare nulla. Dopo alcuni secondi di ricerca, Link scorse un piccolo scrigno con il proprio nome scritto sopra: "Ecco dov'è il Medaglione del Sisma!" pensò, e si avvicinò soddisfatto. Lo aprì e prese il suo contenuto; era proprio ciò che cercava.