- L'eroe e il ladro -

Racconto di Bjk

- CAPITOLO 8 -
 

  Link era riuscito ad avere nuovamente nelle sue mani il Medaglione del Sisma; si ricordò di come ne era entrato in possesso la prima volta, senza sapere nemmeno che cosa fosse e a che cosa servisse. Ora invece lo sapeva bene, e doveva a tutti costi evitare che cadesse nelle mani di Kurai; ma ora lo aveva lui, e il peggio era passato... O no?
Link e Marin sporsero la testa oltre l'entrata della grotta, per controllare che la strada fosse libera; tuttavia, anche se ce l'avessero fatta, il terribile dubbio su cosa Kurai avrebbe fatto a Kai Tou rimbombava nella testa dell'eroe. Sicuramente non se la sarebbe passata bene, e la più probabile delle ipotesi lo vedeva morto. Sarebbe stato giusto? No, non lo sarebbe stato affatto: Kai Tou era stato coinvolto in questa storia da Link stesso, che gli aveva affidato il medaglione alla fine della sua avventura. Adesso il ladro lo stava aiutando, a costo della sua stessa vita. Nonostante fosse in gioco la salvezza di tutta Hyrule, l'eroe non avrebbe potuto sopportare di convivere con il rimorso per quella vittima. Inoltre aveva bisogno di risposte proprio da Kurai: come aveva fatto ad ottenere il Medaglione dell'Etere? E così in fretta, per giunta!
  Tuttavia Link sapeva bene che il suo avversario non era un novellino: ora che aveva anche questo secondo medaglione, chissà cosa sarebbe stato in grado di fare. L'eroe pensò ad un piano affinché la battaglia volgesse a suo favore. Mise Marin al corrente del piano; all'inizio la ragazza stava per dargli del pazzo, ma poi capì anche lei le sue motivazioni.
In quel momento, poco lontano si udirono dei passi. Link si sporse dall'ingresso della grotta quel tanto che bastava per poter capire cosa stesse succedendo, senza il pericolo di essere visto: Kai Tou camminava davanti a Kurai, e sulla sua faccia c'era un'espressione spaventata e insicura. Sapeva a cosa sarebbe andato incontro, ma aveva deciso di seguire questo destino.
  Il ladro anziano portò quello giovane davanti ad un'altra piccola grotta nel terreno, a poca distanza da quella dove era davvero nascosto il tesoro (e dove si trovavano anche Link e Marin). Kurai si rivolse a Kai Tou dicendogli:
- Vecchio, la mia pazienza ha un limite. Se qui dentro non trovo quel medaglione, considerati morto.
La vittima della minaccia rimase impassibile, ma non appena Kurai si calò nella grotta, deglutì silenziosamente; quella era l'occasione perfetta affinché Link e Marin fuggissero. Kai Tou, a quanto pare, aveva previsto anche questo, e fu in quel momento che l'eroe decise definitivamente di non abbandonarlo. Uscì dalla grotta (seguito da Marin) e camminò verso l'anziano, che non credeva ai propri occhi, e faceva loro cenno di fuggire. Tuttavia l'eroe continuò a camminare, la sua decisione irremovibile.
  In quell'istante Kurai venne fuori dalla buca come un fulmine, probabilmente temendo che intanto Kai Tou avesse cercato di scappare; quando lo vide ancora lì, davanti a lui, in preda all'ira si dimenticò di tutto il resto (e non notò Link!), alzò furiosamente la spada e urlò:
- TI AVEVO AVVERTITO!
Dopodiché la vibrò diretta al petto del vecchio ladro, e per un attimo ci fu un bagliore; quando fu nuovamente possibile vedere, Kurai vide la sua spada bloccata da quella di Link, e quando posò lo sguardo sull'eroe, che lo guardava con rabbia, rimase per un attimo in silenzio. Poi ritrasse l'arma e disse sorridendo:
- Bene bene, guarda un po' chi è venuto a salvare la giornata! Un vero peccato che questa sarà l'ultima della tua vita!
A queste parole cercò di colpirlo con la spada, ma il colpo fu prontamente evitato. L'eroe si aspettava altri attacchi , invece Kurai rimase fermo, guardandolo senza dire parola; Link si sentiva insicuro per questo silenzio di un nemico così beffardo. Che avesse qualche asso nella manica?
Finalmente il ladro parlò:
- Bei riflessi. Purtroppo per te, neanch'io me ne sono stato con le mani in mano, sai?
La Spada dei Medaglioni rilucette di un colore blu intenso, come il colore del cielo, e da essa partirono sferzate di vento che colpirono Link in pieno petto, causandogli diversi tagli. Marin sussultò a quella scena, ma l'eroe si limitò a girarsi verso di lei e a dirle, sofferente in volto:
- Marin, adesso! Và! Qui è troppo pericoloso! E porta Kai Tou con te!
La ragazza non avrebbe voluto abbandonarlo così, ma sarebbe stata solo d'impiccio, perciò afferrò le braccia dell'anziano e volò sulla cima del canyon, più in alto. Da lì lei e Kai Tou assistettero agli sviluppi del combattimento.
  Link decise di mettere in atto il piano che aveva stabilito: facendo finta di soffrire profondamente per i tagli appena ricevuti, iniziò a fuggire verso il deserto vero e proprio. Kurai rimase per un attimo incredulo a quella scena, ma poi lo inseguì e lo raggiunse nel giro di mezzo secondo, pronto a colpirlo. Proprio ciò che l'eroe sospettava; per questo era pronto, e riuscì a schivare il colpo, continuando poi a correre. Kurai esclamò:
- Vai da qualche parte, coniglio? – e gli fu di nuovo addosso. Link riuscì per un pelo a evitare anche quest'attacco, e giunse nel deserto, come voleva; qui si fermò, vicino ad una parete di roccia. Marin era proprio lì sopra, assieme a Kai Tou.
Subito Kurai fu da lui, correndo alla velocità del vento; durante tutta la sua corsa, la spada aveva continuato a brillare di colore blu. Grazie a questo particolare Link capì come avesse fatto Kurai ad arrivare così in fretta a Kakariko: grazie al potere del Medaglione dell'Etere, che dona a colui che lo usa il potere del vento. Tuttavia rimaneva ancora da capire esattamente come il ladro avesse fatto ad impossessarsi di tale medaglione; visto che questi non accennava ad attaccare, l'eroe gli disse:
- Kurai! Prima di continuare con questa battaglia, ho una domanda da farti!
Kurai capì subito dove Link voleva andare a parare:
- Se vuoi sapere come abbia fatto ad avere il Medaglione dell'Etere... Te lo dirò!
L'eroe si aspettava tale risposta. Il ladro, infatti, era sicuramente fiero di ciò che era riuscito a fare, e rivelarlo al suo avversario era sicuramente parte dei suoi piani. Kurai continuò:
- Ieri, nonostante fossi risultato vincitore del combattimento, avevo subito gravi danni a causa dei vostri maledetti attacchi a sorpresa. Dopo la battaglia, mi sono recato in una Fonte delle Fate che si trovava sotto una cascata, proprio vicino al Lago degli Zora; lì una fata ha curato le mie ferite, e vedendo la mia sofferenza, si è detta disposta ad esaudire un mio desiderio. Siccome non avevo alcun indizio su dove andare per continuare la mia ricerca, le ho chiesto di poter avere tutte le informazioni disponibili per andare avanti; in risposta, mi ha rivelato le posizioni degli altri due medaglioni, dicendomi anche che volendo poteva procurarmi il Medaglione dell'Etere lei stessa. Io ovviamente ho accettato l'offerta, e in un attimo mi sono ritrovato in un'altra caverna, vagamente simile a quella dov'ero poco prima; qui la regina delle fate mi ha accolto, chiedendomi se fossi tuo amico. Io ho risposto di sì, sapendo che in quel modo avrei avuto il medaglione che cercavo. E guarda un po'! – a quel punto mostrò l'elsa della spada a Link, indicandogli col dito il Medaglione dell'Etere che scintillava nell'elsa, di fianco a quello delle Fiamme. Poi andò avanti: - Quando sono uscito da quella grotta, a quanto pare mi trovavo al centro del Lago Hylia; tuttavia non ho dovuto nuotare per raggiungere la riva, proprio no. Infatti, grazie al potere di quel medaglione, ho potuto correre sull'acqua! Ero piuttosto affamato, comunque, e mi sono messo a cacciare qualche animale che si nascondeva da quelle parti; ad un certo punto è passato anche un piccione, che aveva legato alla zampa un messaggio davvero interessante! Non sei stupido, il resto dovresti averlo capito da solo, vero, mio caro "eroe"? – lo disse facendo suonare l'ultima parola come una presa in giro. Link non riusciva a credere che Kurai fosse stato così fortunato, ma purtroppo doveva accettare la situazione e limitarsi a combatterlo con tutte le proprie forze. Kurai sorrise e parlò un'altra volta:
- Soddisfatto? Adesso basta parlare, però! Sei in possesso del Medaglione del Sisma, non è così, forse? Se me lo dai senza far storie, potrei anche risparmiarti... Ma forse no! – quando finì di parlare, rise.
  Link impugnò saldamente la spada nella mano sinistra, e tenne il Medaglione del Sisma nella destra, aspettando di utilizzarlo al momento giusto. Kurai iniziò scagliando alternativamente fuoco e vento dalla spada, cercando di colpire il suo avversario dalla distanza, ma egli non ebbe troppi problemi a schivare o parare. In quel preciso istante Kurai si lanciò alla carica contro Link, e fu davanti a lui in un istante, con la spada pronta a colpire. L'eroe colse l'attimo e mise fulmineamente a terra la mano in cui stringeva il medaglione: un enorme terremoto ne scaturì, e il ladro dovette fermarsi sul posto per non cadere a terra. Dalle sabbie uscirono molti Geldman, gli uomini del deserto composti unicamente di sabbia, i quali si diressero verso Link e Kurai; tuttavia, quando riconobbero l'Eroe di Hyrule, lo lasciarono stare e si concentrarono sul ladro. Egli cominciò a bersagliarli tanto con fuoco quanto con vento, ma non riuscì nemmeno a scalfirli; vedendo ciò fu preso dal panico ed iniziò a colpirli direttamente con la spada. Tuttavia, quando uno si dissolveva nella sabbia, ecco che dalla sabbia stessa ne venivano fuori altri, e presto fu circondato; sudando, cercò di abbatterne il più possibile, ma i Geldman gli furono presto addosso e in molti gli afferrarono le gambe, e Kurai iniziò a sprofondare nella sabbia urlando. In pochi secondi scomparve completamente.

  Era finita? Kurai era stato davvero sconfitto? Link lo sperava, tuttavia era sicuro che, nonostante l'efficacia del suo piano, da solo non sarebbe bastato. Alzò lo sguardo e vide una Marin euforica, e questo rese il tono della sua richiesta ancora più strano agli occhi della ragazza:
- Marin, vieni a prendermi e portami lì sopra!
Tuttavia Marin obbedì all'ordine senza controbattere, e l'eroe fu sulla cima dell'altopiano assieme a lei e a Kai Tou, che lo abbracciò dicendogli di dovergli la vita. Link avrebbe voluto lasciarsi andare e rassicurare entrambi, ma sapeva che non era ancora finita.
In quel momento, dalla terra più in basso ci fu una grande scossa, e Kurai riemerse dalla sabbia lanciando un terrificante grido di battaglia. Cercò Link con lo sguardo, e quando lo vide gli disse furioso:
- Stai ancora scappando? Non c'è posto al mondo dove io non ti troverò!
Detto questo, la sua spada brillò nuovamente di luce blu, ed egli cominciò a correre verticalmente sulla parete del canyon, lasciando una scia di vento dietro di lui; Marin e Kai Tou, credendo che fosse finita, furono terrorizzati, ma tutto andava secondo i piani di Link. Il ragazzo in quel momento utilizzò nuovamente il Medaglione del Sisma a terra, causando il crollo della cresta rocciosa su cui loro tre si trovavano; l'eroe urlò a Marin e a Kai Tou di mettersi a terra, e i due obbedirono istantaneamente. Questo grande frammento di roccia iniziò a scivolare velocemente lungo la parete del canyon... Proprio dove Kurai stava correndo! Il ladro non si aspettava assolutamente una mossa del genere, e comunque non sarebbe stato in grado di saltare né di fermarsi, poiché stava correndo in verticale. Urtò la base della roccia con grande violenza e urlò di dolore; essa continuò a cadere fin quando non raggiunse terra, seppellendo Kurai sotto la sabbia.
  Link si trovò ancora una volta a pensare se fosse finita oppure no; stavolta però non ebbe nemmeno il tempo di cercare una risposta al quesito. Il frammento roccioso su cui ancora si trovava assieme a Marin e Kai Tou tremò incredibilmente, e Link ebbe appena il tempo di esclamare:
- COPRITEVI! – quando il masso si distrusse in mille pezzi, che volarono ovunque travolgendo i tre con la loro forza, e seppellendoli.

  Alcuni frammenti della roccia si mossero, e da sotto di essi uscì Kurai: dolorante, ferito e sofferente, ma ancora una volta, vittorioso. Cercò il corpo di Link sotto i massi: era svenuto, e nella mano destra stringeva ancora il Medaglione del Sisma; Kurai lo prese e lo inserì nella sua spada, che brillò di una luce marrone e poi bianca. Sorrise nel vedere che finalmente la sua ricerca era terminata, e disse:
- Bene bene, e adesso, al Monte Morte!
Dopo queste parole rise ancora, e iniziò a correre veloce come il vento; subito dopo, però, si fermò, in preda a dolori atroci: non avrebbe potuto sforzare il suo corpo in quello stato. Andò via camminando, mentre il tramonto illuminava il deserto di una luce rosea.