- L'errore -

Racconto di Darmani

Era ancora bagnato dal tuffo nel fossato del castello ma continuava a ripetere a se stesso che non era il momento di arrendersi, ma quello di agire, per il bene di Hyrule. Corse verso il Tempio del Tempo senza curarsi della pioggia o accorgersi del fatto che la città sembrasse morta.

Finalmente arrivò al Tempio e, con il cuore in gola per la fatica e lo spavento del terribile incontro di pochi minuti prima, si avvicinò all'altare; in quel momento le tre pietre spirituali cominciarono a brillare sotto la sua tunica e Link comprese istintivamente quello che avrebbe dovuto fare: aprire la Porta del Tempo con esse.
Link posò sull'altare le tre pietre spirituali e in quell'istante ricordò il suo contatto mentale di poco prima con Zelda e capì che avrebbe dovuto suonare quella canzone: la Canzone del Tempo. Eseguì il brano alla perfezione come se un direttore invisibile lo stesse guidando e la porta, irradiando di luce il tempio, si aprì, mostrando una stanza con alte volte e finestre che irradiavano di luce un piedistallo al suo centro.

In quel momento le ali sottili e delicate di Navi attraversarono la stanza appena scoperta e la fata fece un sussulto che poi si fece voce sbigottita: "Ma... questa... ma sì! Questa è la Spada Suprema".
Dalla bocca di Link uscì un "Mmmh?".
Navi rispose al suo mugugno con tono solenne: "Questa è la spada in grado di scacciare il male! Forse Zelda voleva che tu la usassi per salvare Hyrule dal male che opprime le sue lande! Beh, che stai aspettando? Impugnala!". Link si avvicinò al piedistallo con passo incerto e, saliti i due scalini al centro della stanza, arrivò al cospetto della Lama Sacra e si preparò a estrarla dalla sua millenaria dimora. Fece leva sulle gambe e tirò la spada con tutte le sue forze finchè una luce cerulea non scaturì dal piedistallo inondandolo di un alone mistico. In quel momento una risata roca echeggiò nella stanza producendo un rimbombo nel cozzare contro le pareti e le volte e una voce gutturale fece riecheggiare parole sprezzanti in quel luogo sacro: "Geheheh... non pensavo che fossi così stupido, bimbo della foresta! Sei stato così sciocco da aprire la porta del Tempo per me! Ora potrò entrare nel Reame Sacro e realizzare la mia utopia grazie al Divino potere della Triforza! Geheheheh Geheheheh!".

In quell'istante il giovanissimo Link si rese conto del suo terribile errore e avrebbe voluto combattere, sconfiggere quell'uomo a cui aveva concesso il potere divino per realizzare i sogni di conquista e distruzione che sentiva albergare in quel malvagio figlio del deserto; ma una forza invisibile, però, lo tratteneva e un torpore improvviso lo prese nella sua morsa nera. Il giovane eroe che aveva sì salvato le genti di Hyrule ma che le aveva anche sottoposte alla volontà del signore del male fu circondato da un manto nero di buio e silenzio e fu catturato da un sonno che lo avrebbe avvolto per sette, brevissimi anni.