- La voce del sangue -

Racconto di Crimsontriforce

Idea random non in timeline con alcunché. Volendo, può precedere Antitesi.

Premessa: il titolo non c'entra un tubo. O, meglio, c'entra perché è quello del quadro di Magritte che sta alla base del tutto. Però i titoli dei quadri di Magritte non c'entrano il succitato tubo con i quadri stessi, questo è noto, e quindi per proprietà transitiva...

***

"Sheik, cosa c'è oltre le stelle?"

È una stanza minuta e accogliente. Un piccolo letto, una trapunta rosso scuro, un lume a olio con la sua luce tremula, più in là delle coperte stese per terra, vestiti da bambino ammucchiati ordinatamente in un angolo. L'indispensabile e poco altro: un vecchio divano giallo tutto tondo, carta, pennino, calamaio, alcuni libri in una lingua antica. Un carillon.

Una sola finestra, e nessuna uscita.
Fuori è buio.

Fuori ci sono infinite stelle che illuminano, gelide, la grande Foresta. Da un albero della Foresta si apre la nostra finestra, tramite fra il piccolo mondo caldo al suo interno e spazi sconfinati al di fuori. Da lontano è poco più di una scintilla, una lucciola solitaria nella notte, o forse non troppo solitaria, poiché anche altri alberi lasciano intravedere simili lumi. Forse l'intera Foresta è trapuntata di finestre e stanze. Forse in ognuna attende qualcuno.

Ma i due bambini che stanno osservando la notte da dietro la nostra finestra non sanno nulla di questo. Guardano e chiedono e riflettono e ricordano, ma non sanno.
Il più piccolo deve stare sulla punta dei piedi per riuscire a vedere fuori, e tutto quello che vede è il buio. Le sue uniche protezioni contro l'aria gelida sono una camicia troppo grande per lui, verde come un prato al sole, e un cappello a punta, anch'esso verde e troppo grande, che gli cade sulla spalla sinistra. Sembra non sentire il freddo, o il sonno, o ancora la fame, e viene da chiedersi: esiste il tempo, in questo luogo?

Forse il suo compagno, seduto stancamente a cavalcioni della finestra, potrebbe rispondere. O forse no. Difficile dirlo, assorto com'è nei suoi pensieri. È più grande dell'amico, potrebbe avere quattordici anni, non più di quindici, e anche lui sta osservando l'ambiente al di fuori della loro stanzetta. Ma se lo sguardo del piccolo è carico di meraviglia e aspettativa, il suo è malinconico, spento. I pochi stracci che ha addosso – pantaloni blu, una camicia che un tempo potrebbe essere stata di lino, un mantello liso – sembrano esporlo ancora di più al vento gelido. Se sta tremando, comunque, non è quello il motivo.

Una folata arriva quasi a spegnere il lume, che trema, danza, e torna com'era. Le ombre si ritirano.

"Tutto, Link. Fuori c'è tutto. E queste non sono stelle."

"E quando ci andiamo?"

"Quando sarà il tempo lo saprai, Link. Allora potrai andare. Attraversare la Foresta...qualsiasi cosa essa sia. Oltrepassare le Montagne."

"E dopo?"

"Lo saprai quando ci sarai arrivato."

"Uffa."

Il piccolo saluta con la mano le stelle lontane e si butta sul letto, affondando fra le coperte. Subito l'altro si alza, premuroso, per rimboccare le lenzuola, sedersi piano sulla sponda, e intonare a mezza voce una vecchia melodia...

"Non cantare questa volta, Sheik. Racconta. Come sarà ‘dopo'? Come sono le montagne? C'è qualcosa al di là?"

...Il canto si ferma prima dell'inizio di una nuova strofa.

"Nessuno sa quello che mi chiedi, piccolo mio. Io no di certo. Ma verrà un giorno in cui udirai la chiamata, e potrai infine andartene da qui. Conoscerai la Foresta e le Montagne di là da essa, e dopo infinite prove riuscirai a giungere a quelle che ora guardi e chiami ‘stelle'. In quel luogo sarà... un nuovo inizio."

"Sheik, perché parli solo di me?
Tu non vieni?"

"Io? Io resto ad aspettarti qui."

"Dai, vieni ... se non ci sei mi sento solo! Ti accompagno io!"

La proposta è allettante quanto irrealizzabile, e non può che venire declinata, seppure a malincuore. Scuote la testa con la mano sposta un ciuffo di capelli dagli occhi. Poi riprende a parlare.

"Io... io non sono un eroe. Non posso seguirti. La Foresta non mi accetterebbe. Però resterò qui, fino alla fine - te lo prometto. Ti aspetterò per tutte le notti dell'eternità. Saprai dove ritrovarmi quando avrai vissuto oltre ogni possibile fine.
Vivi, Link, cresci, ama, gioisci, piangi e viaggia. Io ti aspetterò, semplicemente.
Ti chiedo... una sola cosa...
...non dimenticarmi."

Ma il sonno ha già vinto la sua battaglia. Il bambino non sente più.
Da sopra i cieli neri della Foresta, un drago sente una ninna-nanna provenire da uno dei tanti alberi, e passa oltre.

Fine