- 3 ore e 15 minuti ficlet: Knave -

Racconto di Crimsontriforce

Soap Bubble – Our Distance and That Person – Verso la Pioggia – Stray Child – Knave - In una Bottiglia – Alla Fine – 1sentence fanfic challenge (A Chronicle)

Consiglio di leggere prima almeno Soap Bubble e Our Distance and That Person.
Quest'incontro è il motivo principale per cui ho ideato questa sorta di serie.

 

"Deciditi, capitano, non ho tutto il giorno. Quattrocento rupie per il vaso, ed è la mia ultima offerta. Non una di meno."
"Sparare condizioni così non ti porterà da nessuna parte, Balto. Tu guadagni quattrocento rupie da quest'affare, e questo è sicuro. Ripetimi però un po' cosa ne viene in tasca a me?"
"Di', sei sorda, stupida o semplicemente cocciuta? Giuro che è l'ultima volta che tratto con una bambina!"
"Buono, Gonzo, lascia che dia aria alla lingua. E tu, non pensare, non è nel tuo stile, semplicemente raccontamelo di nuovo..."
"E va bene, dannazione, va bene! Dipinta all'interno di questo vaso c'è la mappa che segna dov'è nascosto un favoloso tesoro. Contenta? L'ho fatta decifrare e c'è scritto che sono i gioielli della regina Verena, che era talmente ricca da avere alberi d'oro in giardino e perle invece che sassi. È una fortuna, ti dico, una fortuna!"
"E perché non ci sei andato tu, a prendere questa mirabolante fortuna? Scusa eh, puzza di imbroglio lontano un miglio."
"Perché, come ti ho già ripetuto fino alla nausea, è vicino alla dannatissima Forsaken Fortress, ecco perché! La mia ciurma ha minacciato l'ammutinamento se provo a riportarli in quelle acque, e anch'io non ne ho troppa voglia... quindi tento di cavarci fuori almeno qualche spicciolo vendendo vaso e mappa a qualcuno così fesso da andarci, di questi tempi, e tu rientri nella lista."
"Forse me la stai davvero raccontando giusta... fa' vedere il vaso, la proposta sembra interessante."
"Alla buon'ora... Eccolo, eccolo! Basta che ti sbrighi."

Tetra osservò il vaso da ogni angolazione, interrompendosi solo per scacciare a male parole gli sventurati avventori del locale che osassero dar cenni di curiosità verso la sua preda. Quella sembrava proprio la Fortezza, tutto combaciava con la storia del rivale, poteva realmente esserci guadagno per entrambi...
"A mio modesto avviso stai commettendo un errore madornale", giunse una voce pacata al suo orecchio destro. Non era Gonzo.

"Ho... bisogno di pensarci. Dammi due minuti", rispose secca a Balto, piantando i gomiti sul tavolo e tenendosi la testa fra le mani.
"COSA CI FAI. TU. QUI?!", sbottò immediatamente dopo, in un altro luogo e sotto un altro sole. "Che ne è stato della promessa di non origliare?"
"L'ho seguita, mia signora", rispose Sheik con disarmante candore, "stavo componendo. Ma un vento ha portato alle mie innocenti orecchie il nome di una delle più mirabili dame la cui presenza abbia mai graziato l'antico regno, e come distogliere l'attenzione per tornare a un sì triviale svago?"
"Ti prego, risparmiati...", rispose lei, a metà fra l'arrabbiato e il divertito. "Ma cos'è questa storia dell'errore?"
"Niente più e niente meno: stavi cadendo in trappola."
"Ma sembra dire il vero. Gli ho fatto ripetere la stessa storia quattro volte apposta per vedere se cadeva in contraddizione, e non l'ha fatto."
"Probabile che sia perché sta quasi dicendo il vero."
"E tu che diavolo ne sai?"
"Abbastanza, se mi è consentito. Dama Verena fu splendida e saggia, oltre che incredibilmente ricca. Era dotata di una personalità magnetica... ma non fu certo una regina... anche se di questo temo non si possa incolpare il buon Balto quanto la perdita di ogni manoscritto antecedente la Pioggia. Ma c'è, in verità, un secondo dettaglio che non mi torna, poiché la sua residenza si trovava ben più a sud dei paraggi dell'attuale Forsaken Fortress, né si è mai trasferita da lì se non per le frequenti visite al castello reale..."
"Quindi? Quella roba potrebbe essere finita lì dopo la sua morte, non vedo il problema. Il vaso è autentico. Non voglio lasciarmi sfuggire questo colpo per qualche sciocchezzuola!"
"Ma quattrocento rupie sono una piccola fortuna... lascia fare a me, vuoi?"
"Se mi rovini l'affare ti strozzo, sei avvertito."
"Lo terrò da conto!", si congedò lui ridendo.

Tetra si alzò con una luce diversa negli occhi. Prese garbatamente il vaso e lo avvicinò a una lampada, aguzzando lo sguardo per riuscire a decifrarne le scritte interne, e arrivò quasi a infilarselo in testa per vedere meglio le più profonde.
"A-ha... interessante, caro mio, interessante... così era questo il tuo scopo, eh?"
"Di cosa vai blaterando, ragazzina?"
"Pensare di sfruttare così una povera innocente... non ti facevo così vile. E volevi guadagnarci, per di più! Ma non sai che così facendo non ti salverai comunque dal tuo destino?"
"Ma si può sapere di cosa stai parlando??"
"Come, non lo sai?", esclamò Tetra con un'aria di sorpresa quasi genuina. Tirò fuori la testa dal vaso e fissò negli occhi l'altro pirata, che si sentì improvvisamente a disagio, inesperto e inadeguato. Iniziò a girargli intorno scuotendo il capo sconsolata. "Balto, Balto... ma quale tesoro favoloso! Questo è il vaso maledetto di Sert! Vedo dal tuo volto che non mi credi, ma apparteneva in origine a un grande sovrano dei tempi andati, che era solito riporre in esso ogni suo segreto. Il vaso era custodito giorno e notte da guardie giurate, ma certo non potevano sospettare che proprio la regina avesse intenzione di tradire il marito e la lasciarono passare senza porle domande. Svelata ai suoi nemici ogni sua segreta difesa, re Sert morì in un agguato e con l'ultimo respiro maledisse il vaso. Ancor oggi il suo fantasma ne sta a guardia e uccide crudelmente entro un mese chiunque se ne appropri con l'astuzia o la violenza... l'unico modo per evitare che la maledizione si abbatta su di sé è regalare l'oggetto di propria spontanea volontà", terminò, con una traccia di autocompiacimento nella voce. Gonzo la stava osservando esterrefatto.
"Ha! Furba, signorina, ma con me non attacca! Credi che basti inventare una storiellina del genere per avere il tesoro senza scucire neanche una rupia?Buon tentativo, ma ora torna fuori a giocare..."
"Oh, tu credi?", disse lei. Tornò a sedersi e appoggiò il vaso sul tavolo, lo strofinò e...

...Tetra riaprì gli occhi in tempo per vedere Balto rovesciare la sua sedia e scappare a gambe levate, pallido come un morto, mentre urlava qualcosa che poteva suonare come "È tuo! È tuo!!!"... era perplessa. Cosa mai...? Ah! Il vaso, lo scambio... l'espressione corrucciata si trasformò in un sogghigno quando vide aleggiare il cosiddetto spettro vendicativo che, avvolto in un manto stracciato e con occhi rossi assetati di sangue, stava terrorizzando gli avventori con grida e maledizioni. Tetra alzò il vaso con un gesto drammatico e, facendole l'occhiolino, Sheik si lasciò nuovamente scivolare oltre il mondo reale.

"Ah ah... te lo concedo, sei un furfante migliore di quanto ti avessi mai creduto!", lo salutò quando si rincontrarono, poche ore dopo.
"Con siffatta maestra...", rispose lui con un inchino e un mezzo sorriso.
Scoppiarono a ridere entrambi.