- 15minute ficlet: Heritage -

Racconto di Crimsontriforce

OoT through tWW, al solito, ma udite udite è scollegata dal resto. *vari Oooooh e Aaaaaaah dalle 2 persone del pubblico* Tranne che per alcune implicazioni del primo paragrafo... tranne che per il fatto che nel secondo c'è la mia cara (?) pazzoide già letta in Verso la Pioggia... tranne, ok. Però di concetto non vuole essere collegata, e dovrebbe essere leggibile a priori.

Zelda sente, certe notti, il bisogno di abbandonare le vesti regali e scappare dal castello per vivere come un comune viaggiatore, aiutando la gente semplice anche solo col suono di una cetra. I suoi sogni sono confusi, crudeli e, al risveglio, non di rado le sembra che le sue mani siano callose e imbrunite dal sole.
Ha imparato a conviverci. Ha fatto ciò che doveva essere fatto; non ne va fiera ma non può rimanerne succube, perchè quando gli eroi partono resta un regno frantumato e dolente, e solo una persona a poterlo rimettere in piedi.

Suo padre è rimasto giù. Anche il castello è rimasto giù, anche se lei l'aveva invitato a seguirli, e ora si trova su una nave piena di sconosciuti che credono di conoscerla e che lei crede che dovrebbe conoscere, forse erano gli amici della rana azzurra dell'altro giorno, forse no.
Certo, sono altri a dare gli ordini, ma guardano tutti a lei come se fosse la persona più importante in giro e continuano a chiederle cose e non ha più tempo per divertirsi nella sua testa.
Non che ci sia più nessuno di interessante lì, ma la sua vita di prima inizia a mancarle addirittura veramente tanto, e Zelda si chiede se non avrebbe fatto davvero meglio a condividere quel suo segreto verde. Ora è per sempre solo suo e le pesa tantissimo.

Zelda – se non inizia anche lei a chiamarsi così, prima o poi non si girerà quando la chiameranno gli altri e succederanno danni, pensa – deve ricominciare. Ora, a cominciare son capaci tutti, può venirti male, puoi migliorare, sei solo a un inizio. Tutti ti ricorderanno anche solo per l'idea. Ricominciare no. Lei deve ricominciare un regno intero e si sente in bilico in cima a un pinnacolo altissimo col resto del mondo sotto a guardarla. Tutti la vedono cresciuta. All'altezza. Non è vero. Non vuole ammetterlo ma ha paura, e vorrebbe solo prendere il largo e scappare via da tutto.
Poi pensa che un regno si può vedere come una nave molto, molto grande, con un equipaggio molto, molto numeroso da gestire, sorride e sa di potercela fare.