- La nuova terra -

Racconto di Furulu

- Prima parte -

Quella mattina, come tutte le mattine da quando aveva lasciato la sua amata Isola Primula, Link era intento ad osservare l'orizzonte, e, come sempre, non vedeva altro che mare e gabbiani, gabbiani e mare. Ormai aveva perso il conto dei giorni passati da quando avevano lasciato il mare conosciuto, e cominciava a pentirsi di essere partito. Le provviste e l'acqua potabile erano sufficienti ancora per due mesi scarsi di navigazione, dopodichè avrebbero dovuto trovare un porto. Ma cominciava a preoccuparsi, dato che viaggiavano da molto tempo e non avevano avvistato terre, in nessuna delle quattro direzioni. In lui cominciava a sorgere il dubbio di non riuscire a trovare un porto straniero prima della fine delle provviste. Ma in fondo, che certezza aveva che esistessero dei porti stranieri? Non era per niente sicuro che esistessero altre terre all'infuori di Hyrule. In quel momento tutto il viaggio gli sembrava una cosa assurda, una follia! "No", si disse, "devo crederci, devo credere che esista la nostra terra, il nostro nuovo regno!". In quel momento sentì che qualcuno lo chiamava dall'alto del veliero pirata. Si voltò e vide Dazel che gli faceva segno di salire. Aveva una faccia piuttosto preoccupata. Allora Link accostò, aspettò che gli calassero la scala a corda e salì sulla nave. Era tenuta sempre in ordine e pulita dall'efficiente equipaggio che affiancava Dazel da quando era divenuta capitano. Ma non ebbe molto tempo per guardarsi in giro, perché subito Dazel lo condusse nei suoi alloggi. La ragazza chiuse la porta e si accomodò su una sedia. Disse a Link di fare la stessa cosa, dopodichè fece un lungo sospiro e cominciò a parlare."Link", disse, sembrava che avesse fretta di finire la conversazione, "è da qualche tempo che ci sto pensando, e sono giunta alla conclusione" deglutí prima di finire la frase, "che dobbiamo tornare indietro". Link fissò stupito Dazel: dov'erano finiti tutto l'entusiasmo e la voglia di viaggiare che aveva all'inizio del viaggio? "Ma noi... noi stiamo cercando la nostra terra, ti sei già dimenticata?Siamo partiti proprio per questo!". Dazel fissò Link con la tristezza in volto. "Mi dispiace... ma non condurrò tutto il mio equipaggio alla morte" disse "non abbiamo nessuna certezza che esistano altre terre oltre questo oceano, e io stessa comincio a dubitarne" anche se parlava con voce forte e limpida si avvertiva una nota di dispiacere nella sua voce. "Devi capire, Link, le provviste bastano per due mesi al massimo. E se non troviamo nuove terre per rifornirci, che cosa mangeremo?"
"Ma... Dazel..." Disse Link, "non possiamo fermarci ora!siamo partiti cercando un nuovo mondo dove vivere, ed eravamo certi di trovarlo, perché ti arrendi ora?". "Sei uno sciocco!" esclamò Dazel, improvvisamente furibonda, "come fai a non capire?! È ora di tornare indietro! Siamo stati degli sciocchi solo a pensare di riuscire a trovare qualcosa in quest'oceano, se non morte e disperazione!". Aveva gli occhi accesi di una rabbia mai vista in lei prima d'ora, sembrava quasi posseduta. Link era preoccupato: Dazel sembrava pronta a saltargli addosso. Ancora non riusciva a spiegarsi il perché di questo cambiamento in lei: fino al giorno prima era motivata ad andare avanti, qualunque pericolo corressero lei o il suo equipaggio. Allora, non sapendo che altro fare, disse "mi sembri un po' stanca", anche se non era affatto vero, "è meglio che tu vada a riposarti, ne riparleremo domani". Aveva bisogno di tempo e di restare solo per riflettere e cercare di capire. Dazel gli lanciò un'occhiataccia. Link uscì di fretta dagli alloggi del capitano e, Mentre risaliva le scale, cercò di spiegarsi perché Dazel si stesse comportando in quel modo. Non riusciva a togliersi di dosso l'impressione che a parlare non fosse lei. Gli era sembrata molto innaturale, e cambiare umore e scaldarsi cosí non era da lei. "Forse", pensó Link, "è veramente un po' esaurita, dopotutto gestire una nave è faticoso, e in questi ultimi tempi l'equipaggio comincia ad essere irrequieto". Decise di dare la colpa a quello. L'indomani avrebbe parlato con lei e l'avrebbe convinta a proseguire. Era già sul ponte, quando uno scossone improvviso lo fece rotolare per terra. Non fece in tempo ad alzarsi che ne seguì subito un altro. All'improvviso un enorme tentacolo sbucò dall'acqua e, sollevandosi in tutta la sua lunghezza, colpì il ponte della nave con tale potenza che quasi lo ruppe. Link capì subito di che cosa si trattava. Era un enorme Ocktorok di mare, un essere simile a un calamaro che aggrediva le navi all'improvviso sbucando fuori dall'acqua e producendo un enorme mulinello. Non fece in tempo a mettere mano alla spada che uno degli innumerevoli tentacoli lo afferrò e lo sollevò. In quel momento Dazel sbucò fuori da sottocoperta e allora Link urlò "Dazel, l'arpione, usa l'arpione!", ma ella non lo fece, stette immobile con uno strano ghigno sulla faccia mentre l'Ocktorok distruggeva la nave. "Ma perché non fa niente?!" pensò Link, disperato. Dopodichè il tentacolo strinse più forte, e la vista gli si annebbiò. L'unica cosa che riuscì a vedere fu un marinaio che puntava l'arpione contro la bestia e sferrava il colpo letale. Ma era troppo tardi. Sentì il rumore della nave che si spaccava in due, la bestia che urlava per il dolore e lo lasciava andare. Sentiva di non avere più energie, e di cadere giù, sempre più giù. Poi l'acqua gelida, ed infine il vuoto.