- Zelda 21st century -

Racconto di Ixior

- SECONDO CAPITOLO -

Era una calda mattinata estiva, in un edificio storico del centro città. Al suo interno, i senatori discutevano su alcune riforme da attuare. Erano quasi tutti molto accesi sulla questione. Quasi. Che inferno questa stanza. Piena di comunisti che non si sono ancora accorti del crollo del muro. Mi manca la guerra fredda. Anche per la temperatura... maledetta estate cittadina! pensava una figura vestita di giacca e cravatta neri, mentre malediceva il protocollo. I prossimi fondi pubblici li avrebbe usati per installare l'aria condizionata al Senato, oltre che per finanziare le sue ricerche "storiche". Egli era uno di quei politici di buona famiglia, a cui non era mancato niente durante tutta la sua vita, e del quale tutti i desideri erano stati perennemente esauditi. Figlio di uno sceicco arabo, era cresciuto viziato tra le sue innumerevoli sorelle. Forse era per questo che nessun potere gli sembrava eccessivo. E dopo il potere politico (quasi la metà del senato era sotto il suo controllo più assoluto), desiderava qualcosa di più, qualche potere meno convenzionale e più arcaico, più oscuro. I suoi "studi" erano destinati a trovare questo potere. Ed era sicuro d'essere vicino alla sua meta. E quando la avesse raggiunta, nessun comunista, popolare o capitalista che fosse avrebbe potuto affrontarlo.
A questo pensava, sorridendo, quando notò che dall'altra parte della stanza ellittica il senatore Daphnes lo osservava con sguardo inquisitore. Questo lo turbò assai, poiché egli aveva occhi e orecchie dappertutto per la città, e se avesse voluto ostacolare le sue ricerche, probabilmente lo avrebbe potuto fare.
L'uomo uscì immediatamente dal Senato, senza che la riunione fosse finita, senza che nessuno gli rimproverasse niente. Non lo vedeva, ma si sentì lo sguardo di Daphnes attaccato alle sue ampie spalle fino all'uscita dell'edificio. Raggiunse la sua Ferrari nera. Il sole illuminò il suo viso ed egli per un momento credette di vedere la piramide del potere, la Triforza, al posto della sfera luminosa. Si tolse la targhetta della sua giacca. C'era scritto il suo nome: Ganondorf.