- Sì, sono io -

Racconto di Kaepora's Wings

Arrivò in cima alla salita quasi senza fiato, col passare dei giorni le forze diminuivano come se defluissero da una ferita nascosta.
Prese fiato appoggiato al fianco della montagna riscaldato dal sole prima di imboccare il buio cunicolo scavato nella roccia. Il tempo di riabituarsi alla luce e vide la facciata del tempio, bizzarramente scolpita nel fianco del cratere.
Sospirò, quasi a farsi coraggio, ed entrò.
Al centro della grande sala d'ingresso troneggiava una clessidra gigantesca su cui giocavano le lame di luce provenienti dalle strette finestre. Quando vide il livello della sabbia nell'ampolla superiore capì che doveva affrettarsi: il suo tempo era quasi terminato.
Salì il grande scalone, oltrepassò la porta col cerchio del tempo scolpito sul frontone e si distese sul letto di pietra.
Quasi immediatamente provò un senso di calmo benessere alla luce ronzante delle quattro pietre verdi incastonate nel soffitto.

- Sei tu? - chiese quando avvertì un lieve fruscio.
- Sì, sono io - rispose una voce antica e profonda proveniente dall'ombra.
- Pensavo di non vederti questa volta – disse rivolto alla sorgente della voce.
- Obbedisco al mio destino – fu la risposta – ma non suonò del tutto convinta.
- Sei sicuro di farlo per dovere e non per amicizia? – disse sorridendo, pensando alla figura nascosta nel buio.
- È ora di riposare – tagliò corto la voce.
- Questo eterno ciclo: il sonno, il risveglio, le feroci battaglie, la pace e il sonno nuovamente, è un peso spaventoso – sospirò con voce stanca.
- Coraggio, dormi ora – Tutto sembra impossibile quando si è esausti – rispose la voce con tono più dolce.
- Ti ritroverò al mio risveglio? – Sì, ci sarò, come sempre, e come sempre ti sarai dimenticato di me. Sentì il respiro del ragazzo farsi più lieve e ne vide il volto rasserenarsi nel sonno.

Uscì all'esterno e, assaporando l'aria fredda, quasi liquida, alzò lo sguardo verso il cielo. Il suo destino non era quello dell'eterno alternarsi del sogno e del risveglio; la sua vita attraversava i cerchi del tempo. Con la luna riflessa negli occhi, Kaepora spiegò le ali e spiccò il volo senza un fruscio.