- Scacco doppio -

Racconto di Kaepora's Wings

La notte estiva era luminosa e quieta.
Sui due versanti opposti della montagna due figure s'inerpicavano lentamente. Ambedue vestite di verde, accompagnate da una piccola luce che ronzava viva attorno a loro, erano nello stesso tempo simili e dissimili tra loro.
Una aveva l'aria assorta di chi affronta seriamente ogni incombenza, importante o futile che fosse. Camminava con attenzione e sicurezza, facendo oscillare la spada e lo scudo pavesati sulla schiena.
L'altra aveva un sorriso ironico, camminava lieve ed elastica, appoggiando ogni tanto la mano all'elsa di uno spadino.
A momenti sembrava parlassero tra sé e sé, ma in realtà parlavano con quelle luci danzanti, o meglio cercavano di interloquire nell’incessante chiacchiericcio che producevano.

La prima figura giunse finalmente alla sommità, sostò un attimo ad osservare l'esterno della grotta, si diede una rapida occhiata attorno e ne imboccò l'entrata.
Conosceva bene le fontane delle fate e quella, probabilmente la più antica, era completamente disabitata. Lentamente si portò al centro della grotta e si sedette accovacciandosi, sorda alle domande della luce, che continuava a ronzargli attorno e a reclamare attenzione.
Anche la seconda figura arrivò e raggiunse rapidamente il centro della fontana, accompagnata da una fatina ancor più, se possibile, irrequieta e loquace.
Talmente occupate a far domande e a dispensare consigli, le due luci non si accorsero una della presenza dell'altra fino a quando non rischiarono una collisione in volo. A quel punto rimasero sospese nell'aria a fronteggiarsi, ad osservarsi con un'espressione stupita ed interrogativa.

Approfittando della distrazione le due figure uscirono rapidamente dalla fontana, fermandosi ad osservarle a qualche passo di là dal bordo vasca.
Un attimo d'esitazione e le due fatine scattarono contemporaneamente per raggiungere i loro accompagnatori per accorgersi, con amara sorpresa, di essere rimaste intrappolate nella vasca.
Una sorta di barriera invisibile sbarrava loro infatti la strada e si dimostrava, per quanti sforzi facessero, impenetrabile.

-Pensi che riusciranno a liberarsi rapidamente?- chiese senza ombra di preoccupazione la figura più scanzonata.
-No, penso che avranno il loro bel daffare, ce la faranno, ma impiegheranno un bel po' di tempo- rispose l'altra.
-Certo che quando si libereranno ci sfonderanno i timpani con le loro lamentele, ma vuoi mettere la soddisfazione di esser riusciti liberarsene almeno per po'.
Si diressero all'uscita della grotta senza prestare attenzione ai richiami sempre più concitati e inviperiti e sbucarono nella radura.
Si fermarono un attimo con aria soddisfatta, assaporando il silenzio della notte.
-Grazie di tutto, senza il tuo aiuto non sarei mai riuscito a liberarmi di Campanellino.
-Non dirlo nemmeno, è stato un piacere esserti utile.
-Alla prossima.
-Ciao Peter.
-Ciao Link.