- Per la prima volta -

Racconto di Kaepora's Wings

Quell'anno la primavera era straripante.
Troppo a lungo osteggiata da un rigido e melanconico inverno, sembrava espandersi come una molla troppo a lungo compressa. Sembrava trascinare in un vortice di rinnovamento tutte le creature viventi, anche le più vecchie, le più stanche.
Una primavera così, capace di far germogliare alberi talmente vecchi da sembrare scolpiti nella pietra, metteva letteralmente le ali ai piedi a quattro ragazzini che sciamavano nei prati. Correvano senza un percorso definito, attratti da mille meraviglie, alcune sotto gli occhi di tutti, alcune visibili solo ai loro occhi, nuove finestre aperte sul mondo.

Tre figure più piccole ed una più grande che le sorvegliava con divertita e compiaciuta sollecitudine, anche se in quell'atmosfera perfetta una qualsiasi minaccia non sembrava nemmeno concepibile.
Qualcuno la chiamerebbe premonizione, ma all'improvviso avvertì una sensazione d'imminente pericolo, anche se non riusciva a percepirne la fonte.
Si guardò rapidamente attorno e comprese cosa aveva suscitato la sensazione d'allarme: il più piccolo e vivace dei bambini era letteralmente impietrito dalla sorpresa. Seguì la direzione del suo sguardo e ne comprese il motivo. Seminascosto dal fogliame di una gigantesca quercia, mimetizzato dal colore delle penne, era appollaiato un enorme gufo.

Anche se il gufo era immobile, con gli occhi chiusi, in un lampo si trovò davanti al bambino con una mano che impugnava lo spadino e l'altra che lo spingeva dietro di se facendogli da scudo.
Arretrava lentamente cercando di non far rumore, tentando con rapide occhiate di far fare altrettanto agli altri due bimbi.
Improvvisamente i grandi occhi giallo-oro si aprirono. Il gufo li guardava indagatore e la dilatazione delle pupille segnalò che avevano risvegliato il suo interesse.
Per alcuni istanti l'atmosfera rimase sospesa, come se tutti gli attori fossero fissati per sempre sulla tela di un quadro, poi la voce risuonò.
- Di cosa hai paura, hai mai sentito parlare di un gufo che mangia i bambini?- disse il gufo con una voce antica e profonda.
- Se per questo non ho mai sentito parlare di un gufo grosso come una capanna – fu la risposta.

Kaepora osservò con attenzione la figura che lo affrontava. Giovane, tremendamente giovane, ma con una calma determinazione negli occhi che non lasciava dubbi che avrebbe combattuto senza un attimo d'esitazione; avrebbe combattuto fino all'ultimo respiro per difendere quelli che amava.
- Mai sentito parlare nelle leggende di un grande gufo?- chiese con una lieve nota di divertimento nella voce. Nessuna risposta giunse, ma era chiaro dal rapido lampo balenato negli occhi azzurri, che un ricordo ancestrale era riaffiorato e con esso una rivelazione.
È incredibile, pensò Kaepora, come le cose rimangano sempre le stesse e possano nello stesso tempo mutare profondamente.
Gli occhi azzurri, le orecchie a punta, i lunghi capelli biondi ma questa volta, per la prima volta, la spada avrebbe cantato in una mano femminile.