- La stella di uno Sheikah -

Racconto di Lafaiette

Questa è una storia un po' strana...
Risale a tanti anni fa...
Allora, Hyrule stava attraversando un brutto periodo...
C'erano molte pestilenze, i raccolti seccavano velocemente...
Le persone morivano come mosche.
Toccava a noi Sheikah salvare la situazione.

A quel tempo, la Regina era ancora viva.
La principessa Zelda sarebbe nata anni dopo le vicende che sto per raccontarvi.
Chi sono io?

Io sono Alair, uno Sheikah morto in un deserto maledetto.
E questa è la mia storia.

Nacqui in una famiglia nobile.
Vita privilegiata, la mia.
Da piccoli, mio fratello Kafei ed io volevamo diventare maghi.
La magia ci affascinava da morire.
Ma crescendo, i nostri gusti cambiarono e decidemmo di diventare Sheikah, per proteggere la Famiglia Reale. I nostri genitori erano d'accordo.
A quel tempo, gli Sheikah erano numerosissimi e il leader di questo gruppo di protezione era un certo Rob.
Aveva gli occhi blu.
Kafei adorava qualsiasi cosa che avesse a che fare con il blu.
Per questo, ammirava tanto Rob: io gli ripetevo sempre che era stupido rispettare una persona solo per il colore dei suoi occhi, ma lui non mi voleva dare retta.
Kaf era molto più piccolo di me e non mi somigliava affatto.
I suoi capelli erano neri con qualche riflesso blu (amava i suoi capelli proprio per questo motivo!), i miei invece erano rossi come il fuoco. I suoi occhi erano castani, quasi rossi, i miei invece erano verde scuro.
Aveva il naso sottile, mentre io lo avevo a patatina.
Kafei era magro come un'acciuga, io ero robusto e un po' muscoloso.
Lui amava leggere, io correre per ore e giocare a palla.
Lui era sfacciato e un tantino arrogante, io timido e fifone.
Kafei era identico alla mamma, io invece ero spiccicato alla nonna e al papà.
Andavamo molto d'accordo.
Quando entrammo nell'ordine degli Sheikah e giurammo fedeltà al Re e alla Regina, inchinandoci davanti a loro, ricordo ancora che mi strinse la mano.
Tremava, era emozionatissimo!

Purtroppo, Kaf dovette ricredersi. Rob non era affatto una persona da ammirare.
Era severo, cattivo e ingiusto. La persona meno adatta per essere il capo degli Sheikah.
Fu lui a mandarmi in missione nel deserto maledetto.
Ma per il momento, lascio perdere questo argomento.

Kafei adorava studiare.
Io un po' meno. Odiavo stare chino sui libri per ore e ore come faceva lui.
Sembrerà strano vedere due Sheikah studiare, ma è così.
Bisognava imparare tutto sul mondo che ci circondava.
In principio, la cosa mi affascinava, ma ben presto mi stufai.
Lo studio non faceva per me.

Nostra madre ci regalò due pendagli: quello di Kafei somigliava vagamente ad uno scarabeo,
il mio era una libellula.
Erano molto belli.
Disse che ci avrebbero portato fortuna.

Qualche mese dopo essere entrati nel gruppo degli Sheikah, Kafei si ferì.
Mi preoccupai molto, quel giorno.
Non so come avvenne.
So solo che uno Sheikah mi venne a chiamare per dirmi che mio fratello era rimasto ferito durante una missione, a Termina.
Corsi come un dannato fino all'infermeria della nostra fortezza e lo vidi.
Pallido, gli occhi chiusi, sdraiato in un piccolo letto bianco.
Quando mi avvicinai, con le lacrime pronte a muoversi, aprì gli occhi e mi disse, in tono rassicurante: "Non preoccuparti, fratellone. Sto bene".
"Ma cosa è successo?" gli chiesi angosciato.
Non me lo disse.
Accennò solo ad una ragazza.
"Una ragazza? Ma che dici?". Ero piuttosto perplesso.
Ma lui non aggiunse altro.
Ed io non chiesi altro!

Passarono due anni.
Kafei ed io diventammo ottimi Sheikah.
Lottavamo bene e ce la cavavamo alla grande con la lancia.
Kaf però continuava a prediligere lo studio.
Ben presto, capii che combattere non faceva per lui.
Era troppo riflessivo, a volte si distraeva durante gli allenamenti.
Rob non era affatto contento.
Una volta gli disse, dopo averlo visto con la testa fra le nuvole:
"Se continui così, come pensi di poter difendere la Famiglia Reale?? Sei una nullità! Se proprio ci tieni a voler diventare un cervellone, vattene da qui e fai ciò che vuoi!"
Kafei ci rimase male.
Si offese e scomparve per qualche giorno.
Mi preoccupai moltissimo.
Quando tornò, mi disse che era andato a Termina.
"Volevo incontrare di nuovo quella ragazza. Te ne ho parlato, ricordi?"
"Sì." risposi io.
"Alair, mi sono innamorato!" esclamò raggiante il mio fratellino. "E... beh... credo di essere diventato papà..."
Rimasi di sale.
Insomma, Kafei si era dato... emh... da fare e la ragazza che aveva incontrato aspettava un bimbo da lui.
Erano andati dalle Fate di Termina e loro gli avevano detto che era un maschietto.
La fidanzata era molto contenta.
Kafei era semplicemente impazzito dalla gioia!

Sebbene non ne fossi felice, Kaf se ne andò dall'esercito Sheikah.
Non voleva più rischiare la vita, neppure per proteggere la Famiglia Reale.
"Ormai ho una famiglia" soleva ripetere.
Io invece davo tutto me stesso per diventare uno Sheikah provetto.
Avere una famiglia non mi interessava.

Poi tutto finì...
Ci fu una battaglia.
Una guerra civile.
Un gruppo di persone affamate si erano ribellate.
Il Re, a quei tempi, non aveva affatto esperienza.
La Regina era troppo giovane per saper governare un Regno.
I due sovrani non seppero cosa fare e quando lo capirono era troppo tardi.
La popolazione di Kakariko prese torcie e forconi e attaccò il castello.
Noi Sheikah lottammo duramente.
Ci dispiaceva moltissimo combattere contro la nostra stessa gente, ma era necessario.

Ero preoccupato per Kafei.
Noi due abitavamo in Città, in una piccola casetta con giardino (il quale veniva sempre curato da lui).
La battaglia iniziò nella Città stessa.
Ero in pensiero per mio fratello.
Anche se non era più uno Sheikah, sapevo che non avrebbe appoggiato i ribelli.
Corsi a casa.
Lo dovevo proteggere, era mio fratello.
Ma quando arrivai, capii che era troppo tardi.
L'abitazione era in fiamme.
Come potevano delle persone uccidere altre persone?
Davanti alla porta infuocata, c'era una sagoma, accasciata a terra.
"Kafei!!" urlai piangendo.
Il mio fratellino aveva un pugnale nel petto.
Perdeva molto sangue.
Gli tolsi delicatamente l'arma dal petto e gli dissi:
"Kafei, perdonami, sarei dovuto arrivare prima!"
Ma lui scosse la testa, il respiro debole e lento.
"No... devi proteggere la Famiglia Reale..." mormorò sorridendo cupo.
"Aspetta, ti porto in un posto sicuro. Ti potrò curare bene, così!"
Ma Kafei mi fermò. Si accorse che stavo piangendo.
"Ah, fratellone, hai sempre voluto proteggermi... Ma quand'è che penserai a te stesso?" mi disse.
Impallidii, tristissimo.
Sapevo che non sarebbe sopravvissuto.
E anche lui lo sapeva.
Infatti mi disse:
"Alair, fammi una promessa... Parla al bambino di me... Raccontagli di suo padre... Anche se non ha fatto grandi gesta...". Sorrise ancora cupamente.
Io annuii, continuando a piangere.
"E di' a Belle che mi dispiace... resterà da sola... Con un figlio..." anche lui scoppiò in lacrime.
Doveva sembrare una strana scena, agli occhi di un estraneo.
"Io li proteggerò a costo della mia vita!" esclamai con voce rotta dal pianto.
"Lo so... Lo so..." disse Kafei, asciugandosi le lacrime. Improvvisamente, sembrava felice.
Chiuse gli occhi e le sue ultime parole furono:
"Grazie, fratellone..."

La battaglia la vincemmo noi Sheikah.
Morirono molte persone, ma il Re e la Regina erano salvi.
Questo era importante... Per gli altri.
Per me, l'importante era proteggere il bambino e la moglie di mio fratello.

Belle, la fidanzata di Kafei, pianse moltissimo.
Ero andato a Termina a portarle la dolorosa notizia.
Aveva i capelli biondi, gli occhi blu ed era sempre rossa in viso.
Mentre singhiozzava, ricordo che mi guardai le scarpe imbarazzatissimo.
Quando si calmò, mi disse:
"Non ci siamo neppure sposati.... Io lo desideravo così tanto".
Annuii e la salutai, con le lacrime agli occhi.

Mesi dopo, nacque il bambino.
Era identico a Kafei.
In tutto e per tutto.
Quando lo vidi piansi.
Era piccolo e leggerissimo.
Belle era divisa a metà: da una parte era felicissima, dall'altra molto triste.
"Come lo chiamerà?" chiesi alla donna.
"Io... Vorrei tanto... Chiamarlo come il padre." rispose. "Kafei. Si chiamerà Kafei".
Ero d'accordissimo.

Passarono due anni.
Kafei cresceva bene, ogni giorno che passava somigliava sempre più al papà.
Il suo carattere però era particolare.
Era piuttosto strafottente e sfacciato, ma sapeva essere anche molto buono.
Era curioso, ecco.

Mio padre e mia madre morirono.
Erano molto anziani e la morte di Kafei li aveva distrutti.

Un mese dopo, Rob mi mandò in missione nel deserto maledetto.
Dovevo cercare un villaggio di Gerudo che, secondo le voci che giravano, avevano intenzione di attaccare il castello.
Ma il deserto divenne la mia tomba.
Mi persi al suo interno, divenni pazzo per non perdere i ricordi che la sabbia cercava di portarmi via...
Ma impazzii anche perchè sapevo non avrei potuto più mantenere la promessa fatta al mio fratellino.
Trovai un quaderno, ci scrissi sopra i pochi ricordi che mi restavano, ma non servì a nulla.
Morii di fame e di sete e il rimorso mi trasformò in un'anima in pena.
Passai gli anni lì dentro, non potevo più uscire dal deserto.

Mi sono chiesto più volte che fine avesse fatto il mio nipotino.
Belle non voleva andare a vivere a Hyrule. Non so perchè. Voleva restare a Termina.
Adesso il mio nipotino dovrebbe avere vent'anni...
Chissà se si ricorda ancora di me...
Io, dopo aver incontrato la principessa Zelda nei miei sogni confusi, mi sono sentito a casa. Ho potuto respirare di nuovo l'aria della Città, i profumi di cibo dei vicoli nei quali io e mio fratello giocavamo da bambini, ho rivisto la nostra stanza, con i letti a castello...
Ho visto, come un flash, anche i nostri due pendagli.
Il mio nipotino lo portava sempre, ricordo.

Spero stia bene.
Gli auguro tanta felicità e tanto amore.
Sono felice che somigli al padre.
E sono anche contento di avergli parlato di lui, prima che partissi per la missione nel deserto.

Gli vorrei tanto dire, ancora una volta, "Ti voglio bene".
Perchè con queste parole, potrei vedere ancora in lui l'ombra di suo padre, che gli illumina gli occhi come una stella...
La stella di uno Sheikah.