- La tomba d'anima -

Racconto di Lafaiette

Rinchiuso in un mausoleo, c'è un ragazzo Sheikah che si guarda attorno, spaventato.
I suoi occhi sono rossi, attenti e curiosi, il suo viso è coperto in parte da un mantello bianco; sui suoi abiti spicca il simbolo dell'esercito che tanti anni fa difendeva con onore la Famiglia Reale.

Sheik. Il ragazzo ombra.

Le sue mani sono fredde, ma la sua fronte suda.
I capelli appiccicati al viso dai tratti delicati gli danno fastidio, ma le mani non si muovono per rimuovere le ciocche bionde.

Il pavimento del mausoleo è di marmi pregiati, strani disegni si creano dal nulla e formano figure strane e misteriose.
Il silenzio riempie la stanza, nella quale si trovano solo Sheik e una tomba di cristallo.

La tomba freme per un millesimo di secondo, ma il giovane se ne accorge lo stesso.
Il viso si illumina e si avvicina, allunga una mano per toccare il vetro trasparentissimo, il quale sembra risplendere.
Ma Sheik ha paura e riporta la mano verso di sè.
Il sudore ricomincia a colargli sugli occhi, ma lui non ci presta attenzione.
È importante la tomba, in questo momento.

Sheik sa che la tomba lo sta chiamando, quella bara di cristallo canta per lui melodie dolci e lui ne è irrimediabilmente attratto.
La tomba freme di nuovo, il movimento questa volta dura molto di più.
Lo Sheikah deglutisce e allunga di nuovo la mano.

Tocca il vetro e, con sorpresa, si rende conto che è caldissimo.
Spinge il coperchio della bara, le vene che pulsano sulle sue tempie e sul dorso delle sue mani.
All'interno, adagiata tra soffici cuscini di seta, c'è lei.
La principessa che lo chiama per farlo sdraiare al suo posto.

Le mani sono intrecciate sul ventre, non respira, sorride e i suoi occhi, benchè chiusi, sembrano esprimere più di mille sentimenti.
Sheik la osserva, la paura che lo avvolge con il suo pesante mantello di dolore.

Poi, il ragazzo sfiora la pelle delicata della principessa con le dita bendate e sussulta.
Gli sembra di avvertire qualcosa, nel più profondo del suo cuore.
Una voce che grida "Entra! Entra!".
Le palbebre di lei si alzano, per poi riabbassarsi subito.
È quasi sveglia.

My heart, your heart

È scritto ciò su di un lato della bara.
Sheik legge queste parole e sente l'improvviso bisogno di sapere.
Chi è lui?
Solo un'ombra creata per non rivelare un segreto ad un oscuro signore?
Possibile?

Solo questo?
Lui è solo questo?

Sheik piange in silenzio, consapevole di essere vicino ma allo stesso tempo lontano dalla verità.

Le lacrime che gli lavano il volto, in qualche modo, lo rendono più lucido.
In quelle lacrime, sono racchiuse tutte le sue più grandi paure.

Stringe con forza una mano della principessa, la tomba sempre più calda ed il mausoleo sempre più freddo. La luce, provieniente da una finestra posta sopra la bara, illumina le parole incise nel cristallo e le fa risplendere come se fossero d'oro.
Sheik le rilegge, mette le mani sotto la schiena della fanciulla e la tira su.

La sdraia dolcemente al suolo e poi si infila al suo posto dentro la bara.
Questa diventa fredda come il ghiaccio, la luce scompare e le parole incise non brillano più.
Sheik riprende a piangere, ma non osa uscire dalla tomba.
Afferra il coperchio e lo tira per rimetterlo a posto.
La terra comincia a tremare e sotto le quattro parole appare il simbolo della Triforza.
La principessa si sveglia.

Si alza, gli occhi velati dalle lacrime, e si guarda intorno.
Non sorride più.
Forse non sorrideva neppure prima.

Si dirige verso un grande portone di bronzo, sopra il quale sono scritte queste parole:

Sappi che forse non avverrà più questa metamorfosi

"Lo so" pensa Zelda.
Apre il portone e ne varca la soglia.

Link vede, nello stesso punto dove prima c'era Sheik, una fanciulla leggiadra, dai lineamenti regali.
- Zelda?? - esclama. - Eri tu Sheik? Chi l'avrebbe mai detto... -
Zelda sorride.
- Quella trasformazione è stata perfetta per non farmi trovare da Ganondorf. - dice.
- Ora che ci sono io, non ti servirà più. - ribatte Link. - Penserò io a proteggerti. -
Zelda annuisce, felice e grata.

Nell'anima della principessa, in quello stesso momento, uno Sheikah spaventato e triste si stringe un cuscino al petto, rinchiuso in una bara di cristallo, di solitudine e di anima.

Fine.