- Kafei e ciò che non avrebbe mai voluto accadesse -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo cinque: L'uomo cattivo, la Befana e i Toad [prima parte] -

Il Regno dei Funghi, con le sue colline dai mille colori, si estendeva fino a scomparire all'orizzonte.
Kafei, le due braccia fuori uso, teneva il broncio.
Il signor Tingle invece era così contento che si sarebbe messo a ballare!
- Forza, ragazzo, sorridi! Tra poco rivedrai la tua bella fata! -
Pessima mossa.
Già di cattivo umore, Kafei provò l'impulso di linciare quell'ometto, ma come accidenti si fa a linciare qualcuno quando si hanno le braccia rotte??
Non sapeva bene cosa avesse.
Forse aveva cambiato idea.
Voleva tornare da Anju.
E dimenticare Tiranda.
E anche la (pessima) lettera che aveva inviato poco tempo prima alla moglie.
Insomma, il rimorso lo rendeva ancora più scontento.
"Che cretino sono stato. Tiranda pensa che io sia un ragazzino. Beh, è quello che sono, però..."
- Dai, giovanotto! Proseguiamo! Non sei contento? -
- NO. -
- Beh, tutti hanno i propri giorni brutti. - disse il signor Tingle un po' deluso dalla risposta.

Giunsero in una grande vallata dove alcuni Toad bambini si divertivano con dei palloncini d'acqua.
Il caldo, infatti, era opprimente e Kafei stava per dire una parolaccia, ma per fortuna si bloccò.
Ci teneva alle gambe...
Il signor Tingle si illuminò di felicità alla vista dei bambini e gli si avvicinò saltellando. - Saaaaalve!! - gridò.
I piccoli si fermarono all'istante. Sembravano terrorizzati.
"Non sembrano" pensò Kaf. "Lo sono, poveretti!"
- Vi divertite, bei bimbi? La volete una caramellina? -
"Idiota. Ora fuggiranno a gambe levate".
Infatti i ragazzini urlarono come dannati e corsero via, piangendo disperati.
Tingle ci rimase di stucco.
- Ma che ho detto? - fece.
- Ti hanno preso per un pedofilo, immagino... - rispose cupo Kafei. - Gli vai a dire certe cose... -
- Gli ho chiesto solo se volevano delle caramelle! -
Il ragazzino sospirò, scosse la testa e riprese il cammino.

Ore dopo, arrivarono stremati in un villaggio piccolissimo.
Appena varcate le soglie del paese, tutti si voltarono a guardarli.
E, dal balcone di una casa, giunse questo grido:
- Mamma, mamma! L'uomo cattivo è qui!! -
Immediatamente, gli abitanti del villaggio divennero, da curiosi e gentili, minacciosi e assassini.
- Ah, e così è quello l'uomo che ha spaventato la mia Betty? Ora gli faccio vedere io! -
- Che razza di gente si può incontrare! Cacciamolo! -
- Guardate quel ragazzino! Scommetto che è suo prigioniero! L'avrà rapito a qualche povera madre! Che orrore! -
- Salviamo quel bambino! Non merita di vivere accanto ad un mostro del genere! -
Questi erano solo alcuni dei mormorii che si scambiavano i paesani.
Poi, d'un tratto, si armarono di fiaccole, forconi e badili e corsero urlando verso Tingle, le "armi" che si agitavano nell'aria. Tingle assunse un'aria buffissima, tra lo spaventato ed il sorpreso.
- Kafei... ehm.... ho combinato io questo casino? -
Il bambino sorrise.
- Sì, mio caro. Ed ora ne paghi tu le conseguenze! -
Una Toad afferrò Kafei e lo portò in una casa, mentre gli abitanti rincorrevano il povero Tingle.
- AIUTOOOO!!-

La Toad che aveva "salvato" Kafei si chiamava Juji ed era molto buona.
- Povero piccolo! - disse. - Quell'uomo schifoso ti ha anche rotto le braccia! Ma non preoccuparti, ci penso io a te, ora. -
Kafei si preparò per una buona dose di coccole e leccornie...

Il signor Tingle salì alla velocità della luce su un albero e decise di restarci sino a quando non avrebbe trovato un modo per spiegare le cose.
Sotto di lui, ignari, i Toad armati lo cercavano dappertutto e sembravano ancora più minacciosi sotto l'alone di luce che creavano le loro fiaccole.
Il cuore in tumulto, si preparò a trascorrere una bruuutta notte tra le fronde dell'albero...

Kafei, intanto, se la passava decisamente meglio.
Juji lo viziava.
La figlia di Juji, Natalie, lo viziava.
Il loro cane, Babbo Natale, lo viziava.
Insomma, era diventato un principino (e non era passata che mezz'ora!).

Quella notte, un'ombra furtiva scivolò silenziosa tra le case.
Ogni tanto, si fermava per sbirciare, grazie alle finestre senza tende, dentro le abitazioni.
Arrivato in una bella casetta, dopo aver guardato all'interno, la figura soffocò una bestemmia e, grazie ad alcune arti apprese chissà dove, riuscì ad aprire la finestra e penetrò all'interno.
In un comodo lettuccio, dormiva beato Kafei, sazio fino a scoppiare per i troppi manicaretti mangiati.
La figura grugnì, si avvicinò al letto e scosse leggermente il bambino.
Non si svegliò.
Lo scosse con più forza.
Niente.
Lo scosse con ancora più energia.
Nada.
Lo afferrò per un piede e lo buttò giù.
- AHIO! - gridò Kaf, che nella caduta aveva sbattuto le braccia al suolo.
Ancora mezzo addormentato, quasi non si accorse che l'ombra furtiva se l'era messo sulle spalle.
- Signor Tingle, è lei? - chiese il bambino con la voce impastata dal sonno.
- No, sono la Befana! - rispose ironico l'uomo-fata.
- Ah, bene. Sai, credo di meritarmi un po' di carbone... -
- Tu ti meriteresti un bel po' di ceffoni, ragazzo mio! -
Intanto, chissà come, erano usciti all'aria aperta e Tingle correva veloce verso la foresta che si trovava alle spalle del villaggio.
- Signora Befana... - fece Kafei, il sonno che stava tornando lentamente da lui.
- Che c'è? -
- È vero che sei proprio brutta? -
- No. Sono bellissima, ricca e piena di figli. - rispose Tingle, il fiato corto per lo sforzo.
- Ah, davvero? Ed è vero che abiti tra le nuvole? -
- Sì e ogni tanto mi capita di cadere. -
Kafei ridacchiò. Più che semi-addormentato, sembrava ubriaco...
- Ma dai!! - esclamò. - Ed è vero che tuo marito è Babbo Natale? -
- No. Sono sposata con Bud Spencer. -
- Che cooosa? - Kafei scoppiò a ridere sgangheratamente. - Noo, non ci credo!! -
Tingle sbuffò e appoggiò con delicatezza il bambino al suolo.
- Ora dormi e cerca di non urlare troppo. Siamo vicini al villaggio, potrebbero svegliarsi... -disse l'uomo-fata.
Kafei chiuse gli occhi.
Sembrava si fosse addormentato, ma ad un certo punto parlò:
- Signora Befana... -
"Oddio! Ora lo uccido, ora lo uccido, ora lo uccido..." pensò Tingle.
- Che cosa vuoi?? -
- È vero che puoi teletrasportarti? -
- Sssì....perchè? -
- Allora mi riporti dalla mia Anju? -
Tingle rimase un attimo interdetto, poi sorrise dolcemente.
- Certo. Ora dormi. Domani, quando ti sveglierai, ti ritroverai a Clock Town. Contento? -
- Sì. Grazie, signora Befana. -
E dopo queste parole, Kafei finalmente si addormentò.