- La pioggia di Hyrule -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo otto: Midna -

Keilo, il viso serio e deciso, fece una capriola, si nascose dietro un grosso masso e fece cenno agli altri di fare come lui.
Si trovavano in territorio Gerudo e molte delle ragazze guerriere stavano facendo la guardia in quel grande spiazzo di terra battuta che conduceva poi alla Fortezza.
Se li avessero scoperti, sarebbero stati guai.
Link fu l'ultimo del gruppo a nascondersi dietro la roccia.
Era finalmente soddisfatto.
Stavano passando all'azione per salvare Corin e Hyrule!
- Dobbiamo trovare un modo per non farci vedere dalle Gerudo. Laggiù, - Keilo indicò un sentiero di fronte a sè. - dobbiamo andare laggiù. Ma come facciamo con queste ragazze? Ci vedranno e daranno l'allarme... -
Lo Zora si chiuse in un silenzio cupo. Link e Zelda si guardarono per un attimo, poi abbassarono la testa, affranti.
Darunia, all'improvviso, sorprese tutti.
- Mi farò catturare. -
Se ne uscì così e i suoi amici lo guardarono a bocca aperta.
- Che cosa?? -
- Darunia, non dire scemate! -
- Ottimo! Vai pure! -
Colui che aveva detto queste ultime parole era stato Keilo.
- Ma che dici?? - quasi urlò Link, rischiando di farsi scoprire dalle Gerudo. - Sei impazzito? -
- È troppo pericoloso! - convenne Zelda. - Daru, ti faranno del male! -
Il Goron rimase in silenzio, una potenza e una rabbia indescrivibili che gli accendevano gli occhi come due fuochi.
- Ma come! - esclamò Keilo, assumendo un'espressione sorpresa. - Link, non eri tu che volevi che ci sbrigassimo? Non eri tu che odiavi fare piani per non perdere tempo? Non eri tu quello che non accettava pause, seppur brevissime? E ora, invece? Sei disposto a fare un piano, a perdere tempo, pur di non vedere Darunia imprigionato e forse torturato dalle Gerudo? Davvero buono da parte tua! - Man mano che parlava, nel tono di Keilo cresceva l'ironia e Link si sentì avvolgere dalle spire dell'ira.
- Io lo faccio per Corin e per Hyrule! - disse, rosso dalla rabbia. - Tu invece ti trastulli, sorridi a volte, addirittura! Non sono io quello che dovrebbe provare vergogna. -
- No, infatti. - disse Keilo, annuendo. - Non dico di vergognarti. Dico solo che non sei coerente con te stesso. -
- Bene. Non sono coerente. E allora? Adesso, per favore, cerchiamo di ideare qualche piano più intelligente, che ne dite? -
- Il mio è un piano intelligente! - ribattè Darunia. - Pensateci: mi faccio vedere, le Gerudo mi catturano, sono distratte e voi ne approfittate per correre alla Fortezza. -
- NO. - fece Zelda, decisissima. - Ti faranno del male. -
- Lascia perdere. - la appoggiò Link. - Non puoi rischiare la tua vita. Sei un Saggio. L'hai dimenticato? Hyrule ha bisogno della tua forza e di quella degli altri Saggi. Non puoi. -
- Sopravviverò. - insistette Darunia. - Lasciatemi andare! Se faccio come dico, aiuterò il Regno! -
Zelda aprì la bocca per ribattere, ma la richiuse subito.
Dato che nessuno obiettò nuovamente, il Goron sorrise, si alzò e corse verso le Gerudo, che lo videro immediatamente.
- Un intruso! -
- Prendiamolo!! -
- Presto, circondiamolo! -
Keilo scosse la testa quando udì un grido di dolore del Goron; Zelda gemette; Link cercò di reprimere le lacrime di rabbia.
I Goblin avevano rovinato tutto.
Avevano ucciso senza pietà.
Avevano trasformato Hyrule in un Regno di sangue, terrore e la speranza si affievoliva ogni giorno di più.
"Perchè? Perchè, Dee? " pensò il giovane.

- Ora! - disse Keilo.
Si alzarono e corsero verso il sentiero che conduceva alla Fortezza.
Zelda si voltò un attimo per vedere se le Gerudo li avessero visti.
Nessuna di loro si accorse della loro presenza.
E poterono proseguire sino al covo delle guerriere...

La Fortezza era scavata nella roccia. Era costruita su più piani, la sabbia e il vento avevano eroso le pietre con cui era costruita, dell'edera secca e fragile cresceva lungo le pareti scure.
Ovunque, c'erano Gerudo armate di tutto punto.
- E ora? Come facciamo? - Link sentiva crescere la rabbia.
- Keilo... - mormorò Zelda.
- Sì, principessa? -
- Non capisco una cosa. -
- Mi dica. -
- A cosa ci serve la Pioggia Sacra? -
- Prego? -
- Insomma... non basta prendere solo il Gruppo del Cielo per far tornare le cose alla normalità? -
- No, no, principessa. La Pioggia Sacra fa tornare umani i Goblin falsi, ma non vuol dire che tolga loro la malvagità. Il Gruppo del Cielo serve appunto per ridonare la bontà ai cuori di quei poveretti. -
- Oh. Ora ho capito. Grazie. -
- Prego. -
Link battè un piede per terra.
- La finiamo di chiacchierare?? Dobbiamo salvare Hyrule e Cor sì o no? -
- Zitto, non urlare! Ci farai scoprire! - lo redarguì lo Zora.
- Io voglio S-A-L-V-A-R-E Corin e il Regno! - gridò Link. - Non stare qui a parlare!! A cosa serve?? Penetriamo nella Fortezza e facciamola finita! -
- Il rapimento del ragazzino ti ha dato alla testa. - mormorò Keilo.
Intanto, le Gerudo li avevano scoperti e correvano verso di loro con le lance che si agitavano in aria.
- Contento, ora? - sbottò lo Zora, adiratissimo.
Link sguainò la spada e si preparò a combattere.
Ripensò al villaggio Toaru.
Alla morte che i Goblin avevano causato.
A Corin.
Al Re morto per il suo Regno.
Non era giusto.
La rabbia crebbe in Link, poi esplose.
La sua spada si trasformò in Vendetta, le sue lacrime in Tristezza e le sue parate con lo scudo in Paura.
E quando tutto questo si unì, Link si sentì forte come non mai.
Pensava solo a ciò che era accaduto.
Udiva, come in un sogno, Zelda che gridava qualcosa, sgomenta. E Keilo che gli diceva di fermarsi, il tono di voce quasi terrorizzato.
Ma lui non poteva fermarsi.
Doveva salvare ciò che gli era rimasto.
Non voleva perdere nient'altro.
Le Gerudo che cercavano di attaccarlo morivano sotto i suoi colpi, le Gerudo che cercavano di proteggersi vedevano le loro armi andare in frantumi...
Poi, all'improvviso, Link divenne cieco.
Non vedeva nulla, ma stranamente non sentiva le Gerudo colpirlo. Nè la terra sotto i piedi.
Si librava in aria.
"Che succede?" pensò sconcertato. "Dove sono?"
- Sarebbe meglio chiedere cosa sei. -
Link si guardò intorno sino a quando non vide una lucina.
La luce divenne sempre più grande; poi, illuminò tutto quanto.
Link scoprì di trovarsi in un tempio assai strano: le pareti erano ricoperte di muschio, il colore che ricopriva le vetrate in alcuni punti non esiteva più, il tetto non c'era.
Di fronte al giovane Hylian c'era un trono, anch'esso ricoperto di muschio e licheni.
E, seduta sul trono, c'era una figuretta piccola e paffutella.
Indossava uno strano copricapo, i suoi occhi arancioni osservavano Link con divertimento e le sue labbra erano dischiuse in un sorriso piuttosto inquietante. Il suo corpo, color cenere, era ricoperto da strani tatuaggi verdi che creavano quasi delle illusioni ottiche. Le dita sottili battevano ritmicamente sulla dura pietra del trono.
- Chi... chi sei? Perchè sono qui? Stavo... -
La misteriosa ragazza lo interruppe.
- Non è il momento di fare domande, Eroe. La tua rabbia potrà salvare molte vite, ma anche distruggerle. -
La voce della creatura era melliflua ma decisa; il suo tono conteneva un pizzico di allegria.
- Io posso permetterti di sfogarti, di vendicarti senza nuocere a coloro che ti sono cari. Ma dovrai farlo in altre sembianze. -
- Cosa? Io... -
- Zitto! - lo interruppe di nuovo la ragazza. - Se vuoi veramente salvare il tuo Regno, il ragazzino rapito e gli amici che ti sono rimasti, allora devi decidere e in fretta. -
Con un gesto quasi teatrale, la misteriosa fanciulla tirò fuori da chissà dove... un oggetto che Link riconobbe subito.
- Ma quel diadema...!! -
- Bello, vero? Apparteneva a quella traditrice di mia madre. Era lei la figura femminile che hai visto introdursi nella stalla. -
- Chi sei tu? - Link strinse più forte la spada.
La fanciulla fece scoppiò a ridere: la sua risata era strana, come se stesse ridendo qualcun altro al suo posto. Era impossibile spiegarlo. Link si sentì invadere dalla paura, ma anche dal coraggio.
- Io sono Midna. - rispose la creatura. - E posso aiutarti. -
- Non voglio il tuo aiuto. - ribattè lo spadaccino.
- Peccato, perchè senza di questo non ce la farai a salvare Hyrule e Corin. -
Link chiuse gli occhi e tornò con la mente all'assalto di Toaru.
Tutta quella sofferenza...
Quando riaprì gli occhi, una nuova forza si era impadronita di lui.
- Cosa intendevi per "altre sembianze"? -
- Lo scoprirai... solo se accetterai. - Il sorriso di Midna si allargò.
Link abbassò lo sguardo. Poi rialzò la testa e disse:
- Accetto. -
- A costo di qualsiasi cosa, pur di salvare ciò a cui più tieni? -
- Sì. -
- Bene. -
Midna si alzò dal trono e allargò le braccia. Comparve una sfera d'energia blu.
Link tornò cieco, il tempio scomparve, ma tornarono i rumori della sua battaglia contro le Gerudo. Poi...
Si sentì malissimo.
Qualcosa stava cambiando in lui.
Delle sfere luminose blu e bianche lo circondarono.
Sentiva che lo sfioravano, provocando in lui delle strane scosse.
Tremava, il sudore gli imperlava la fronte.
Cominciava a sentire dolore, molto dolore.
Ma non riusciva a ritrovarsi!
Non si sentiva più le braccia, nè le gambe nè il viso.
Il dolore aumentò e Link cominciò ad urlare.

E finalmente, così, all'improvviso, il dolore cessò e Link tornò a vedere.
Ma si sentiva stranissimo.
Non vedeva più come prima... tutto era così irreale.
E gli odori!
Non ci capiva più nulla, gli girava la testa.
Alzò lentamente lo sguardo.
Le Gerudo lo fissavano a bocca aperta, un'espressione di terrore che pervadeva i loro volti abbronzati.
Link provò ad alzarsi, ma non ci riuscì.
"Che succede??"
Si sentiva un peso sulla schiena.
- Alzati, ragazzo! -
La voce di Midna... nella sua mente.
"Non... non ci riesco!"
- Sforzati! Io sono sulla tua groppa. Ti aiuterò nelle battaglie, ma se tu non ti alzi mi sarà difficile farlo... -
"Cosa sono diventato?"
- Alzati e lo vedrai. -
Link si sforzò e alla fine riuscì a sorreggersi.
"Ora devo alzarmi su due piedi... acc..."
La risata di Midna pervase la sua mente.
- Scordati di stare su due zampe! Quello è il lavoro dei cani da circo! -
"Z-zampe??"
Abbassò lo sguardo.
E venne colto dal terrore.
"Sono...sono...!" - Un lupo. Un bel lupacchiotto dal pelo verde. - concluse Midna. - Sono queste le sembianze di cui ti parlavo. -
"Ma...! Io..."
- Ce la fai a ululare? Fammi vedere come spaventi queste guerriere! -
"No, non mi piace! Fammi tornare normale!"
- Spiacente! Tu hai chiesto vendetta e io te la do, ma un piccolo prezzo lo devi pagare! E ora forza, ulula! -
Ma Link rimase in silenzio, proprio come le Gerudo, che non osavano muovere un passo.
- ULULA! Avanti, voglio divertirmi!! -
"Ma..."
- Pensa a tutto quello che hai passato. A Corin. Al Re. E poi trasforma la tua rabbia, la tua tristezza nel tuo grido di guerra. -
Link sentì l'ira tornare.
Riempì il suo cuore, lo fece battere più forte e poi...

Un lungo ululato di rabbia e infelicità risuonò per la Fortezza Gerudo.
Seguito dalla risata di Midna.

CONTINUA NEL CAPITOLO NOVE