- La pioggia di Hyrule -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo nove: Il Gruppo del Cielo -

Midna osservò la paura sui volti delle Gerudo.
Sorrise, un sorriso che terrorizzò ancora di più le guerriere.
- Sono deboli... - disse mentalmente a Link. - Puoi fare quello che vuoi con loro. -
"Voglio solo spaventarle. Non voglio ucciderle."
Midna, nella sua mente, rise.
- Ma davvero? Sai, mi è sembrato il contrario mentre combattevi contro di loro con la spada! -
Link rimase in silenzio.
Aveva ragione, aveva mentito. In realtà, non vedeva l'ora di affondare i denti nella carne di una di quelle stupide.
- Ascolta: tu stai cercando una cosa molto importante, vero? Si trova nella Fortezza o sbaglio? -
"Non sbagli. E allora?"
- E allora?? Ragazzo, puoi entrare lì dentro indisturbato! Nessuno ti fermerà! Queste oche sono troppo spaventate per fermarti. Non hanno mai visto nulla del genere. Un attimo fa eri umano e ora invece...-
Link volse lo sguardo: c'era una porta di legno a pochi metri da lui.
Il sorriso di Midna si allargò. Poi, si rivolse ad una tremante Gerudo e con voce decisa e melliflua le disse:
- Fatti da parte. -
La Gerudo parve esitare, ma poi, chiudendo gli occhi si spostò.
- Muoviti. - disse Midna a Link, il quale subito corse verso la porta.
Era socchiusa.
Con il muso, Link la spinse ed entrò.
Si ritrovò in una grande sala dalle pareti di pietra.
In un angolo, una pentola piena di zuppa era sospesa sopra un debole fuocherello.
"I miei sensi... È tutto così cambiato. Riesco a sentire cose che da umano... Mi mette quasi paura..."
- Non temere i tuoi poteri. - ribattè Midna, guardandosi intorno.
Quasi nascoste nell'ombra, si vedevano delle scale.
- Da quella parte. - fece la creatura.
Link annusò l'aria e si mosse.
Arrivato alle scale, indugiò un momento; poi, cominciò a salire. Era tutto così facile!
"Mi sembra di essere sempre stato un lupo! Che strano..."
Arrivati al secondo piano, dal volto di Midna scomparve il sorrisino.
- È qui. Lo sento. Ma è protetto da una barriera. -
C'erano diverse porte lì e Link si guardò intorno, confuso.
"Dove devo andare?"
Midna gli tirò il pelo, causandogli un grande dolore.
Link si ritrovò a ringhiare, la rabbia che tornava veloce al suo cuore.
"Ma che fai??"
- Ragazzino, impara ad usare i tuoi poteri, diamine! Non posso fare tutto io! -
Link cercò di calmarsi.
"Va bene. Ho capito. Ma come devo fare?"
Midna sospirò, esasperata.
- Vergognoso, semplicemente vergognoso... - borbottò. Poi, con tono più dolce:
- Concentrati, pensa all'oggetto che devi raggiungere. Cerca la sua energia con la tua mente... Hai capito? -
"No."
Midna perse del tutto le staffe.
- Arrangiati, cavolo! Sei proprio incapace! -
"Non sono mai stato lupo, come vuoi che sappia usare questi cosidetti poteri??"
- Pensa a concentrarti o giuro che ti strappo tutto questo bel pelo verde e ci faccio una pelliccia! -
Link chiuse gli occhi e pensò con forza al Gruppo del Cielo.
Solo allora si rese conto di non sapere il suo aspetto.
"Non so com'è fatto! Come faccio a pensare ad una cosa e a trovare la sua energia se non so il suo aspetto??"
- Immagina. - rispose Midna, intenta ad osservarsi i segni sul corpo.
"Ma..."
- Sai, ho cambiato idea. Non ti strappo più il pelo: ti strozzo e poi ti appendo alla porta di casa mia! -
"Perchè, quel tempio in rovina è casa tua? Complimenti, bei gusti!" disse Link, ironico.
Si pentì subito di quelle parole.
Non era cambiato solo il suo aspetto, ma anche il suo carattere...
Midna rimase un attimo in silenzio. Poi, con tono calmissimo, disse:
- Quella non è casa mia. -
"Ah. E allora dov'è la tua casa?" chiese Link. Voltò la testa per osservare l'espressione della ragazza.
Per un attimo, gli sembrò di leggere tristezza nei suoi occhi. Ma durò un attimo.
- Il Gruppo del Cielo si trova dietro quella porta. - mormorò Midna, indicando una porticina in fondo al corridoio.
"Hai cambiato argomento..."
- Muoviti o ti decapito. -
Link rise.
"Non avevi detto che mi avresti strozzato?"
- Cammina, sacco di pulci! - Midna, però, sembrava tornata allegra.
Link si avvicinò alla porta.
"È chiusa."
Midna pronunciò due parole incomprensibili alle orecchie di Link e la porta si aprì, permettendo alla coppia di entrare.
Si ritrovarono in una stanza piccola e buia.
Al centro, su un piedistallo di marmo, c'era un'opera meravigliosa.
Una casetta in miniatura, con il giardino di erba vera lunga pochi centimetri.
Sulla soglia della casetta, c'erano due figure vestite di bianco.
Affacciata ad una delle quattro finestre, c'era un'altra figura, più piccola e minuta.
Disseminate per il giardino, c'erano sette piccolissime figure.
Tutte e dieci erano ricoperte da un alone di luce purissima.
- È vero, allora. Quest'opera è veramente benedetta dalle Dee... - mormorò Midna.
"Quell'uomo doveva amare molto i suoi figli..." disse Link voltandosi verso la ragazza.
- Già. -
Di nuovo quella velocissima scia di tristezza...
"Beh, prendiamo questo capolavoro... Dobbiamo salvare Hyrule e Corin!"
- Fammi togliere la barriera, prima. - ribattè Midna.
Mormorò altre parole misteriose.
Link udì una specie di CRACK! poi Midna gli fece cenno di avvicinarsi al piedistallo.
Non successe nulla.
Midna sorrise, allungò le mani e prese delicatamente la minuscola opera.
- Perfetto. Usciamo da qui. -
Solo allora, Link si ricordò dei suoi amici.
"Cavolo!"
Si mise a correre, rischiando di far cadere Midna, che si infuriò.
- Ma che combini?? Che ti prende, si può sapere?? -
Quando uscirono all'aperto le Gerudo erano scomparse.
C'erano solo Zelda, Keilo... E Darunia, il quale aveva solo una ferita al braccio.
Link, felice di vedere l'amico Goron in ottimo stato, corse nella loro direzione.
Ma più si avvicinava e più si rendeva conto che i suoi amici erano spaventati.
Osservavano con timore le sue zanne e i suoi artigli.
Zelda, pallida, quando incontrò lo sguardo dei suoi occhi gialli, cominciò a tremare.
Keilo squadrava Midna con diffidenza e paura.
Darunia sembrava quasi amareggiato.
Quando Link fu loro vicino, si sentì cadere addosso una grande tristezza...
Midna guardò con curiosità gli amici del guerriero, poi disse:
- Piacere di conoscervi. -
Keilo mormorò qualcosa.
Zelda distolse lo sguardo, sempre più pallida.
Darunia abbozzò un sorriso.
- Sono muti? - chiese, ironica, Midna a Link, telepaticamente.
"No... Io..."
Link avvicinò il muso al vestito di Zelda, la quale trasalì e lo fissò con espressione stupita.
Il giovane provò a parlare, ma non ci riuscì.
Era un lupo, in fondo. Cosa si aspettava?
Zelda sembrò sul punto di scoppiare in lacrime, poi però si chinò ad accarezzare il bel pelo dell'amico.
Link, felice, le toccò una mano con il muso freddo.
- Ora dobbiamo andare. - disse Midna, con tono deciso.
Zelda la fissò, attonita.
- Cosa? Ma noi pensavamo... - mormorò la principessa.
Link si voltò verso la creatura.
"Dobbiamo andare con loro! Voglio andare con loro!"
- No. - gli rispose telepaticamente Midna, sempre più decisa. - Dove dobbiamo andare noi è troppo pericoloso per loro. Andiamo da soli. -
"Ma..."
- Vuoi salvare Hyrule e Corin sì o no?? Fai come ti dico. -
Link e Midna rimasero a fissarsi per qualche secondo, rabbiosi, poi Link si rivolse a Zelda e la guardò triste.
Rassegnato, cominciò ad incamminarsi verso la Pianura, come gli stava dicendo Midna.
I suoi amici lo osservarono in silenzio, poi, capendo i suoi desideri, si diressero verso la direzione opposta, quella che conduceva al Lago.

Link alzò lo sguardo verso il cielo e ripensò agli occhi di Zelda, quegli occhi che lo avevano supplicato di non partire.
- Oddio, non mi dirai che già ti mancano i tuoi amici?? -
Link non rispose.
Pensava a Corin, ora.
E al Re.
Capì che non avrebbe trovato pace finchè non si fosse vendicato...

CONTINUA NEL CAPITOLO DIECI