- Il vero Eroe -

Racconto di Lafaiette

Link si avvicinò alla statua.
Era enorme.
Raffigurava un giovane con in mano una spada: la teneva in alto, come se volesse vedere la luce toccarla dolcemente.
Il ragazzo indossava una tunica, un cappuccio e degli stivali.
Sebbene fosse di marmo, Link sapeva che quegli abiti erano verdi, d'un verde brillante, lo stesso che si poteva ammirare nei meravigliosi prati dell'Arcipelago dei Boschi.
Link toccò la scultura con una mano. Aveva quasi paura di rovinarla.
Dopotutto, era vecchissima e il bambino si sorprese di non vedervi crepe.
Deglutì e osservò il piedistallo su cui era poggiata la statua.
C'era il simbolo della Triforza.
Ripensò alle parole di Dazel: - Gli somigli, secondo me. -
"Come fa ad esserne così sicura?" si chiese Link, passando la mano sul piedistallo.
Guardò il viso del giovane di pietra.
Lo sguardo esprimeva coraggio, spavalderia e sicurezza.
"Sembra quasi che voglia proteggere tutto il mondo!" ridacchiò Link.
Questo pensiero lo colpì.
Fissò con più attenzione gli occhi dell'Eroe del Tempo.
- Possibile che... - mormorò.
Non gli somigliava.
Non potevano essere uguali!
"Siamo troppo diversi..."
Quel ragazzo era il vero Eroe. L'Eroe atteso da tutti per salvare un Regno da un essere malvagio.
"Io, invece..."
Link abbassò lo sguardo.
Si vergognò, come se aver osservato gli occhi di quel coraggioso giovane fosse stata un'impudenza imperdonabile.
All'improvviso, notò una cosa sul piedistallo.
Sotto al simbolo della Triforza, c'erano delle macchie. Piccolissime.
Link si chinò e avvicinò il viso alla fredda pietra.
"Non sono macchie!" constatò. "È un'iscrizione!"
Si sforzò di leggere e alla fine, con grande fatica, ci riuscì:

Link, l'Eroe del Tempo,
che ci salvò dall'Orribile.
Sia benedetto dalle Dee
per l'eternità!

Il bambino si tirò su, pallido.
"Si chiamava come me!"
Scosse la testa, lentamente.
Il suo sguardo tornò sul viso dell'Eroe.
Gli sembrò più bello e felice.
"Sorride...?"
Link chiuse gli occhi, confuso.
"Siamo davvero simili? Io sono solo un bambino. Lui era un ragazzo molto più grande di me. Come possiamo somigliarci?"
Eppure sentiva di avere qualcosa in comune con quel giovanotto che fissava con sicurezza la parete lontana parecchi metri.
La statua aveva anche uno scudo, lo teneva con l'altra mano.
Anche sullo scudo, c'era il simbolo di Hyrule.
Link rimase immobile per qualche minuto.
Poi, gli occhi lucidi, si arrampicò sull'alto piedistallo.
Si sedette vicino ad uno degli stivali, appoggiò la testa sulla pietra e chiuse gli occhi.
Gli parve di udire una risata,in lontananza, ma la ragione gli disse che era impossibile.
Ben presto, si addormentò.
Quando si risvegliò, si alzò in piedi e volse lo sguardo verso il soffitto.
Poi, con il cuore in tumulto, scese dal piedistallo e si incamminò verso l'uscita.
Si sentiva soffocare.
"Non siamo simili. Lui è il vero Eroe, io sono solo un ragazzino. Lui è l'Eroe del Tempo, io..."
Già, chi era lui?
"Perchè sono tornato qui?" pensò Link, sgomento. "Non c'era alcun bisogno! Perchè sono voluto tornare?"
Il castello era rinchiuso nel silenzio, ma Link, all'improvviso, udì qualcosa.
Un suono curioso.
"Sembra..."
Lo udì di nuovo.
"...un'ocarina."
Si guardò intorno.
Nessuno e il suono non si sentiva più.
Mormorò, a fior di labbra, le parole sul piedistallo.
- "Link, l'Eroe del Tempo, che ci salvò dall'Orribile. Sia benedetto dalle Dee per l'eternità!"-
Si voltò verso la statua, che ora gli dava le spalle, e sorrise.
- Tu sei l'Eroe del Tempo. - sussurrò Link. - Io sono un bambino che ti ammira molto. -
Poi, continuando a sorridere, uscì nel cortile e tornò in superficie.

Nel castello, si udì una melodia dolce, bellissima.
La spada di pietra sembrò brillare per un attimo.
Poi, la melodia cessò e l'ocarina venne riposta...

Fine