- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo quattro: La luna nel cielo e il sole nel mare -

Il guerriero allungò una mano e la mise sul capo del ragazzo dai biondi capelli ricci che era inchinato di fronte a lui.
Intorno a loro, il fumo si alzava lentamente, sospinto dal vento; delle creature strane e ormai morte riposavano a terra, le spade conficcate nel petto. Il ragazzo ricciuto si alzò e prese la mano del giovane guerriero.
La strinse forte e indicò con un cenno della testa un portale di bronzo, che si stava lentamente chiudendo. Ma il guerriero scosse la testa e ritrasse la sua mano, diventata rossa a causa della forte stretta del riccio biondino.
Quest'ultimo chinò il capo, deluso e avvilito, e cominciò a piangere...
L'aria divenne irrespirabile e il guerriero gli sussurrò di sbrigarsi.
Dietro di lui arrancò un lupo dal pelo verde: era ferito gravemente.
Ma sembrava sereno...

Link aprì gli occhi.
Un sogno.
Sembrava così reale: l'odore dei corpi bruciati, dell'aria verdastra simile a nebbia e il profumo d'erba del guerriero.
E quel fanciullo, biondo e ricciuto...
"Chi era?" pensò Link. "Lo spadaccino l'ho riconosciuto: era l'Eroe del Tempo. Ma l'altro?"
Si alzò e controllò la sua posizione.
Era nei pressi dell'isola Taura.
Le onde toccavano la prua della barca, delicatamente, come per paura di far danni.
I gabbiani volavano in cerchio, una danza misteriosa che donava tranquillità.
Link tolse la vela dall'albero. Chissà perchè, gli dava fastidio vederla lì, come se aspettasse impaziente di far muovere quella barchetta rossa e minuscola. E così, la ripose in un angolo, anche se adesso non poteva più sedersi.
Guardò nell'acqua e vide tanti piccoli pesciolini nuotare tra i flutti, le scaglie che mandavano diversi bagliori colorati.
Link rimase a fissare quelle diverse sfumature, incantato; poi si tolse la tunica e si gettò in acqua.
Era freddissima, ma gli fece bene.
I pesci non avevano paura di lui, anzi sembrava quasi volessero giocare.
Ma lui tornò subito sulla barca e si avvolse nella vela.
I capelli si erano allungati, durante il periodo sulla nave dei pirati, e quasi gli arrivavano alle spalle.
Ma a lui non piacevano molto e decise di tagliarli, una volta arrivato a Taura.
Quando si fu asciugato abbastanza, indossò nuovamente la tunica e issò la vela.

Giunto a Taura, capì che qualcosa non andava.
Troppo silenzio.
Dov'erano i bambini che correvano per le viuzze, dov'erano le madri pettegole che ricamavano all'uncinetto sulla porta di casa, dov'erano i pescatori muscolosi con in mano un bicchiere di idromele, dov'erano le vecchiette di ritorno dalla chiesetta appena costruita?
Link camminò in lungo e in largo, ma non trovò nessuno.
Angosciato, si chiese cosa fosse successo e tornò nella sua barchetta.
Lì, si rannicchiò e chiuse gli occhi, in attesa del sonno...

Il ragazzo con i capelli ricci corse verso il portale, quasi completamente chiuso.
Si buttò e fece una capriola, attraversò il portale.
Oltre questo, c'era un mondo totalmente diverso.
Una vasta pianura che declinava dolcemente verso una piccola spiaggia; anche se lontano, il ragazzo riusciva benissimo a vedere il bellissimo blu che colorava le onde di quel mare così calmo e tranquillo.
Dietro il fanciullo avanzava lentamente il lupo.
"Vedi il sole?" gli chiese la creatura.
Il ragazzo annuì.
"È nell'acqua. Vallo a prendere."
Ma il giovane si voltò, sorpreso.
Non capiva.
"È tanto bello. E a lui piacerebbe molto vederlo accanto alla luna."
Ora il ragazzo capì e annuì lentamente.
"Non so come aiutarti. Sono ferito e ti darei solo fastidio. Resterò qui."
Ma il fanciullo scosse la testa, deciso, e abbracciò il lupo, che sorrise.
Poi, il giovane tornò a guardare il mare e portò le mani al collo: strinse con forza una medaglietta d'oro e annuì lentamente.

Link si svegliò e scoprì di aver pianto, durante il sonno.
Si asciugò le lacrime con la manica della tunica e avvertì un forte odore.
"Sembra... odore di pino. Ma come è possibile? Io sono in mezzo al mare!"
E all'improvviso ricordò.
Nella sua cabina, aveva sentito lo stesso odore, ma non lo aveva riconosciuto.
Ripensò al sogno che aveva appena fatto.
"Di nuovo quel ragazzo ricciuto. Ma chi è?"
Alzò gli occhi verso il cielo e osservò le stelle appena giunte a far festa con la luna.
La luna...
Nel sogno, veniva nominata, insieme al sole.
Quella notte la luna era piena, bianca come al neve e molto luminosa.
Si specchiava nell'acqua e i suoi raggi illuminavano il viso di Link, il quale aveva appoggiato la schiena contro l'albero della barchetta.
"Nel sogno, il ragazzo deve recuperare il sole che si trova nell'acqua del mare per poterlo mettere accanto alla luna... Ma...?"
Scosse la testa e tornò in città, alla disperata ricerca di qualche essere vivente.
Mentre camminava, un nome gli riecheggiò in mente:
Corin...

CONTINUA NEL CAPITOLO CINQUE