- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo sei: Il discorso del Drago -

Falin condusse Link lungo uno stretto corridoio che conduceva agli appartamenti di Famirè.
- A volte, diventa molto suscettibile. Non dire nulla che possa farla innervosire. - raccomandò Falin.
- Non preoccuparti. -
Il giovane Falco Viaggiatore bussò piano ad una piccola porta di legno dipinto di rosso e attese.
Dopo qualche secondo, la porta si aprì e comparve Famirè.
Il viso scarno e gli occhi iniettati di sangue non la rendevano certo graziosa, ma dietro quella maschera di tristezza e ansietà si celava la bella fanciulla di un tempo.
I capelli erano sciolti e anche lei aveva qualche ciuffo divenuto bianco; le vesti erano stropicciate e un leggero odore di incenso si levò per il corridoio.
Famirè riconobbe subito Link, ma non mostrò nessun segno di affetto.
- Ciao, Link. Sono molto felice di rivederti. - disse con voce atona. - Come stai? -
Link sorrise debolmente.
- Benino. E tu? - rispose.
- Come vuoi che stia? - replicò Famirè, il tono che cominciava ad alterarsi. - Sto male. -
Link e Falin rimasero in silenzio, imbarazzati.
Dopo qualche minuto, Famirè fece loro cenno di entrare.
Anche se non ne aveva voglia, Link non osò rifiutare, per paura di farla arrabbiare.
La camera di Famirè era grande e molto pulita.
In un angolo, c'era un piccolo altare da viaggio. Dentro due piccole coppe, dei bastoncini di incenso ancora rilasciavano la loro fraganza.
Sopra al letto, erano sparse alcune carte nautiche e dei libri.
Al centro della stanza, un piccolo tavolo con quattro scomodi sgabelli di legno.
- Vuoi qualcosa da mangiare? - chiese la ragazza a Link.
- No, ti ringrazio. - rispose quest'ultimo.
La fanciulla scosse il capo e verso un po' di tè in due tazze; una la diede a Falin e l'altra la tenne per sè.
- Cosa sei venuto a fare? - domandò Famirè, dopo aver bevuto un sorso.
Link si sedette su uno sgabello e sospirò.
Cominciò a raccontare tutto quello che era successo e quando finì, notò che Famirè era diventata, se possibile, ancora più apatica.
- Perchè non chiedi scusa a Dazel un'altra volta? - disse Falin, posando la tazza ormai vuota sul tavolo. - Vedrai che ti perdonerà. -
Link scosse la testa con una tale decisione, che Falin non insistette più.
- Noi non abbiamo visto nessuno dell'Isola Taura. - fece Famirè e a queste parole Link chinò il capo, deluso. Proprio in quel momento, si udirono delle grida.
Nella stanza, entrò un trafelato Falco Viaggiatore.
- È tornato! - esclamò. - Il Drago Valoo è di nuovo qui! -
Famirè urlò e corse di fuori, seguita da Falin e da Link.

Nella spiaggia principale, erano riuniti moltissimi Falchi Viaggiatori.
Tutti guardavano in alto, verso il vulcano; sopra questo, era seduto Valoo.
Famirè scoppiò in lacrime, non appena lo vide, e Falin si inginocchiò a terra.
Il Drago cominciò a parlare nell'Antica Lingua e tutti si voltarono verso Famirè, la quale si fece subito attenta per tradurre.
- "Ho volato per giorni e giorni, sino a giungere ad una terra molto lontana da qui. È disabitata a causa di un Male che colpì moltissimi anni fa un luogo ormai sepolto dai flutti. Ora, questo Male è tornato e solo una persona qui presente può distruggerlo nuovamente.
Ma se questa persona non troverà il suo cuore, il Sole e la Luna, allora ogni azione del Passato sarà stata vana.
Quando il Sole e la Luna saranno nuovamente uniti, la persona troverà il suo cuore. E potrà salvare tutto e tutti.
Sbrigati, Prescelto, perchè il Male ha cominciato a colpire anche queste zone e presto ricoprirà la terra che noi amiamo!
" - Il Drago spiegò le ali ed emise una sorta di ruggito.
Poi, si alzò in volo e lasciò cadere qualcosa.
Link sentì un grande dolore in testa e guardò per terra.
C'era un medaglione.
- "Prendilo!" - ordinò il Drago. E tornò sul vulcano.
Link lo afferrò e lo osservò con attenzione.
Era molto piccolo e sopra era inciso un sole inghiottito dai flutti di un mare.
"Come nel mio sogno..." riflettè il bambino, sentendo una scintilla di tristezza divenire fiamma ardente.
Si mise il medaglione al collo e cominciò a piangere, mentre sentiva di nuovo un nome nella sua mente.
Corin...

Il lupo annusò la fanciulla stesa al suolo e annuì.
"Bravo, ragazzo."
Quest'ultimo sorrise e prese in braccio la fanciulla, i capelli bagnati di sudore.
Aveva faticato molto per tirarla fuori dal cristallo.
Uscì dalla sala, con dietro il lupo che mormorava qualcosa.
"Ragazzo..." disse la creatura. "Torniamo a Hyrule."
Per la prima volta, il giovane parlò.
- No. -
La sua voce era un po' infantile, dolce, ma decisa e sicura.
"Non possiamo rimanere qui. Tu non puoi rimanere qui! Non è il tuo mondo!"
- Voglio restare, Link. - disse il ragazzo. - Voglio salvarti. -
"Io sono morto!" urlò il lupo, gli occhi che avevano perso ogni traccia di serenità. "Non puoi salvarmi!"
- Voglio restare. -
Il lupo scosse il capo e lo raggiunse.
"Ascoltami, accidenti! Tra poco, scopriranno tutto! Ci inseguiranno! Ma se fuggiamo nella Hyrule normale, allora..."
- No. Ci deve essere un modo. Lo troverò. Così torneremo a Hyrule, tutto tornerà come prima e... -
"Niente tornerà come prima, Corin." disse Link. "Io sono morto. Sono solo... un'ombra... di ciò che ero."
Corin scosse la testa, come se quella idea fosse inaccettabile.
- Non è vero... - mormorò, le lacrime agli occhi. - Tu... tornerai. -
Riprese a camminare.
Il lupo lo fissò, lo sguardo triste.

Il bambino aprì gli occhi.
Vide il viso di Falin. Sorrideva.
Link si alzò e si massaggiò la testa.
- Falin... - balbettò. - Cosa... cosa è successo? -
- Sei svenuto, subito dopo essere scoppiato in lacrime. Ti abbiamo portato qui. Mormoravi il tuo nome... -
Link scosse il capo.
- Non era il mio nome. - sussurrò, così piano che l'amico non lo udì.
- Hai sognato? - chiese una voce.
Era quella di Famirè, seduta vicino ad una finestra.
- Sì. - rispose Link, ma non andò oltre.
- Bello o brutto? -
- Cosa? -
- Il sogno. -
- Non lo so. - disse Link, perplesso. - Credo brutto. -
Famirè sorrise, con dolcezza. Stava molto meglio da quando era tornato Valoo.
Qualcuno bussò alla porta e Falin andò ad aprire.
Si sentirono dei bisbigli, poi il gemito di Falin che correva via.
- Cosa è successo? - chiese Link.
- Vado a vedere. - disse Famirè.
Uscì, ma rientrò poco dopo.
- È... - mormorò, ma scoppiò in lacrime.
Link si alzò dal letto e l'abbracciò.
- Dimmi... -
- È morto! - urlò Famirè. - È morto! -
Il bambino allora si ricordò delle parole di Falin.
È... malato. Molto malato. Ha quel virus che nessuno riesce a debellare.
- Il Patriarca... - mormorò, sgomento.
Corse fuori dalla stanza, lasciando Famirè sola, e raggiunse le camere di Orni.
Falin era inginocchiato davanti ad un grande letto e piangeva.
Link si avvicinò.
Il Patriarca era lì, il viso pallidissimo e moltissime piaghe su tutto il corpo.
- Padre... - mormorava Falin. - Padre... -
- Mi dispiace. - disse Link. E si mise di nuovo a piangere.

CONTINUA NEL CAPITOLO SETTE