- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo sette: L'isola nel cielo -

Il funerale si tenne nella spiaggia principale.
Si udivano lamenti, preghiere, pianti.
Anche Valoo, di solito così serio e solenne, aveva un'espressione triste.
Falin guidava il corteo funebre.
Gli occhi erano rossi di pianto e in mano aveva la tunica di suo padre.
Gli avevano sconsigliato di prenderla, doveva essere prima lavata, ma lui non aveva voluto ascoltare nulla.
Dietro Falin, camminavano a capo chino Famirè e Link.
La giovane aveva pianto moltissimo: il Patriarca era come un padre per lei.
Link era pallido e sentiva un orribile dolore bruciargli nel cuore, come una fiamma.
Sentiva una camera vuota, come se chi ci abitava fosse andato via in fretta e furia.
Sapeva che quel vuoto non si sarebbe più colmato.
"Il Patriarca era così importante per me?" si sorprese.
La bara venne dolcemente calata in acqua.
Mentre ciò avveniva, si sentirono dei mormorii sorpresi.
Link alzò lo sguardo e con enorme felicità, ma allo stesso tempo sgomento, vide la nave dei pirati e tre Grandi Fate.
Un Falco Viaggiatore un po' affannato si avvicinò a Falin e gli disse:
- Ne ho trovate solo tre, signorino. -
- Bravissimo. - mormorò Falin e riprese a guardare la bara, così lugubre e triste.
Dazel attraccò e abbracciò Falin.
- Mi dispiace tantissimo! - gli disse, piangendo. - Grazie per averci chiamato. -
- Grazie a te. -
La bara venne ricoperta da un telo e poi spinta al largo.
Tutto il popolo la fissava, chi piangendo, chi sospirando.
Quando, parecchio tempo dopo, la bara scomparve all'orizzonte, la folla si inchinò, il viso a terra e infine si disperse.
Il funerale era finito.

Falin si sedette sul letto e pianse.
Famirè lo abbracciò, Link invece tentò di consolarlo.
- Ora lui sta bene. Pensa a questo, amico mio! -
- Ci provo. Ma non ci riesco. È più forte di me. -
Famirè si alzò e si diresse verso la porta.
- Vado a salutare Dazel. - disse. - Link... -
- No, non vengo. - la interruppe il bambino. Aveva capito cosa aveva in mente.
- Fai come vuoi. -
Quando se ne fu andata, Falin corse da Link e lo abbracciò.
- Come farò ora? - esclamò, disperato. - Senza mio padre... io... -
Link però non lo ascoltò.
Vedeva qualcosa.
Qualcuno.

Il giovane piangeva.
Seduto per terra.
Davanti a lui, c'era il guerriero a cui voleva un mondo di bene.
Morto.
Accanto al giovane con i capelli ricci, c'era il lupo.
Sembrava quasi contento.
"Te l'avevo detto. Non puoi fare nulla, Corin."
Ma quest'ultimo scosse la testa.
- Non può finire così! Tu devi tornare! Se torno a Hyrule, tu diverrai come Midna! Un'ombra! E questo non è giusto! Devi tornare umano! Devi... -
"... tornare in vita?" mormorò il lupo. "Non si può. Ma io sono felice! Ho salvato Zelda" pronunciando quel nome si rese conto di essere commosso, "Hyrule... e te. E questa è una ricompensa bellissima."
Ma Corin scosse nuovamente la testa.
- Link... perchè? -
"Perchè cosa?"
- Perchè l'hai fatto? -
"Perchè sono l'Eroe del Tempo. Era mio dovere."
Corin strinse forte la mano del guerriero davanti a lui.
- È fredda.... - mormorò. - Ed è sporca di sangue. -
Il lupo non parlò.
- Se solo tu non avessi trovato quel diadema... - continuò Corin. - A quest'ora saresti ancora vivo... -
"Le Dee hanno voluto così."
- Link... non voglio tornare a Hyrule... voglio... solo farti rivivere.... -
"Corin..."
- Io... -
"Sei cresciuto molto, lo sai? Sei maturato. Non sei più quel bambino timido che aveva tanta paura dei Goblin! Ormai sei un ometto."
- Non sarò mai come te. -
Il lupo si accoccolò vicino al ragazzo, il quale riprese a piangere, e osservò se stesso, lì per terra, ormai morto.

Il bambino aprì gli occhi.
Una visione.
"Quel giovane... si chiama Corin. E il lupo è l'Eroe del Tempo. Ma allora... non è morto a causa dell'inondazione! Ciò che ho visto nel castello..."
Falin si sciolse dall'abbraccio, senza sapere ciò che era successo all'amico.
- Usciamo fuori. - disse il Falco Viaggiatore. - Ho bisogno di aria. -
- Sì, anch'io. - convenne Link.

Il bambino partì nel pomeriggio.
Falin e Famirè gli regalarono un portafortuna: un bracciale di legno e argento.
Valoo gli raccomandò di sbrigarsi.
Il Male era vicino, disse.

Link viaggiò molto, verso le terre che gli aveva indicato il Drago. Lì avrebbe trovato la Luna.
Viaggiava giorno e notte, quasi non si riposava.
Ogni tanto, aveva delle visioni.
Duravano pochissimo, ma lui era ugualmente contento.
Aveva capito che ciò che aveva visto nel castello era solo una stupidaggine dovuta al suo stato d'animo.
Dazel aveva ragione.
Il Re aveva evacuato il suo Regno, o meglio, lo aveva trasportato in un luogo più sicuro e più bello... il Regno d'Oro, il Regno delle Dee.
Di questo, Link ne era sicuro.
Ma molto prima dell'inondazione, un altro Male era giunto a Hyrule.
E l'Eroe del Tempo aveva combattuto.
"Morì, ma allo stesso tempo no..." riflettè Link. "Forse... si è sacrificato? Da quel che ho capito, è andata così..."
E Corin? Chi era quel ragazzo? Link sentiva di provare una sorta di gelosia per quel fanciullo così legato all'Eroe del Tempo.
"E Midna? Chissà chi è... sembrerebbe un nome femminile..."

Cinque giorni dopo, Link giunse in quello che veniva chiamato Mare d'Oltre.
Pochissimi lo avevano visitato e tutti dicevano che era orribile: non c'era nessuna forma di vita, la nebbia si univa la cielo, tanto era alta e fitta, e le isole ospitavano suoni lugubri, simili a lamenti.
Quel luogo veniva anche chiamato Casa della Morte.
Link navigò in quel mare per molto tempo.
Visitava tutte le isole che incontrava, ma tutte erano disabitate, sporche e pericolose a causa di strane fosse che si aprivano sotto i piedi all'improvviso.
Dopo qualche giorno, in mezzo a quella spaventosa coltre di nebbia, vide una luce piccola piccola, in lontananza.
La seguì e giunse in un pezzetto di mare completamente libero dalla nebbia.
E sopra la sua testa...
Un'isola.
Si librava in aria come se non avesse peso e si potevano vedere alberi, uccelli, vivere lì allegramente. "Forse ci sono anche esseri viventi..." riflettè Link. "E lì, forse, posso trovare anche la Luna! Ma come ci arrivo?"
Come per esaudire il suo desiderio, dall'isola cadde una scala di corda e toccò l'acqua senza alcun rumore.
Link legò la barchetta alla scala e cominciò a salire...

CONTINUA NEL CAPITOLO OTTO