- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo otto: Il Tempio -

Link si ritrovò in una fitta boscaglia.
L'aria era intrisa dell'odore di muschio, gli alberi crescevano alti.
Un sentiero di pietra si snodava lungo quell'insolita foresta.
Link lo seguì e si ferì le gambe con dei rovi che nascevano tra le pietre antiche del sentiero.
Link borbottò e continuò a camminare; ma ad un certo punto si bloccò.
Aveva visto qualcosa, in mezzo a dei cespugli. Si avvicinò e vide che era una pietra nera, squadrata, su cui erano incisi degli strani caratteri.
"Lingua Antica." constatò Link, sentendo una punta di delusione pungergli il cuore.
Continuò lungo il sentiero e giunse ad una grande scalinata, quasi completamente invasa da erbacce e felci.
Facendosi strada tra tutte quelle piante, Link riuscì a scorgere delle rovine.
Corse a perdifiato e raggiunse la fine delle scale.
Davanti a lui, una fila di colonne.
Alcune erano crollate, altre ancora in piedi.
L'aria era molto più fresca, lassù.
Dopo le colonne, veniva un arco.
Ma ormai il suo effetto solenne era scomparso: la facciata del Tempio era completamente crollata e così anche il tetto.
Link entrò, sentendosi un estraneo.
Al centro di quella grande sala, con il pavimento ricoperto di polvere e muschio, c'era un piedistallo con una fessura al centro.
Ma la spada che probabilmente ospitava era scomparsa.
Accanto al piedistallo, c'era qualcosa.
Link si avvicinò, curioso, e vide che si trattava di un piccolo borsellino di cuoio, su cui erano dipinte con colori d'oro tre lettere:
COR
Si vedevano altre tracce di colore, quindi ci dovevano essere state altre lettere...
Link ci frugò dentro e trovò qualcosa: una piccola lastra d'oro intarsiata.
"Deve essere appartenuta a qualche opera..." rifletté Link, pensieroso.
E fu allora che ebbe un'altra visione.

Corin si diresse verso il portale, con in braccio il corpo della fanciulla.
Vicino a lui, c'era il lupo, la ferita ormai aveva smesso di sanguinare.
- Link... - mormorò il giovane. - È passato così tanto tempo... sono tutti i morti... nessuno mi conosce più, lì, a Hyrule. -
"Ci sono io." gli ricordò il lupo, quasi sorpreso da quelle parole.
- Lo so. - sorrise Corin. Ma il sorriso si spense subito. - Ma Ilia. I miei genitori. Loro sono morti. I miei nonni anche, sono passati molti anni. -
"Corin, devi farti forza. L'hai sempre avuta, in tutto questo tempo, non perderla proprio ora!"
- Anche tu sei morto. -
Il lupo si zittì, imbarazzato.
- Chi mi resta laggiù? Preferisco rimanere qui. -
Link scoppiò a ridere.
"Tu vuoi restare per trovare un modo di farmi rivivere! Sei un furbacchione, ragazzo mio! Ma io lo sono di più. Forza, varca la soglia."
Corin rise, diventando rosso, ma non si mosse.
- No, davvero. - disse. - Non ce la faccio. - Posò a terra la fanciulla e si sedette con la schiena contro un muro.
Si frugò nelle tasche e impallidì.
- Link!! -
"Che cosa c'è?"
- Non trovo il borsellino che mi hai regalato quando ero bambino! L'ho portato sempre con me! Dov'è finito?? -
"Lo avrai perso..."
Corin si disperò per ritrovarlo, ma quando dovette ammettere di averlo perso in chissà quale luogo e non lì, scoppiò addirittura in lacrime.
"Sante Dee, non fare così!" esclamò Link. "Su, in fondo era molto vecchio. Non è una grande perdita..."
- Non dire così! - urlò Corin, tra le lacrime. - Per me è una perdita gravissima! Era un tuo regalo! -
Si alzò e riprese in braccio la fanciulla.
- È cominciato tutto... quando i Goblin ci hanno attaccato... da allora, non abbiamo avuto un attimo di pace... E così... -
"Basta con questi pensieri!" lo ammonì il lupo. "Torniamo a Hyrule, ragazzo. Non restiamo qui."
- No. Voglio restare. -
Link allora ringhiò e lo morse leggermente alla caviglia.
- AHIA! Ma che fai?? -
"Entra! Varca la soglia! Se veramente mi vuoi bene, torniamo a Hyrule!"
Corin rimase a fissarlo per qualche secondo, poi mormorò:
- Quando mi hai detto di volerti sacrificare, ho sentito il mondo crollarmi addosso. Perciò non dubitare dei miei sentimenti per te. -
"Io non dubito affatto" replicò il lupo, sorridendo.
- Link... tu per me sei come un fratello maggiore. Un fratello a cui voglio un mondo di bene. E quando ti ho visto rimanere lì, in quella nebbia verde, pallido ma sereno, ho giurato a me stesso che avrei trovato un modo per farti tornare. Ma non ci sono riuscito... per ora...
Se torniamo a Hyrule, tu diverrai un'ombra e questo non posso accettarlo. Sarebbe come perderti una seconda volta, capisci?
Ti prego, rimaniamo un altro po'. Se veramente non posso farti tornare, allora andremo a Hyrule. Ma ti prego, fammi tentare ancora! -
Il lupo sospirò. Poi lo osservò e rispose: "Va bene."
- Grazie! - esclamò Corin. Le lacrime tornavano a scendere lungo il viso. - Sai, quando ho visto il tuo corpo, ormai senza più vita, ho pensato di farla finita anch'io. Ma ho pensato che a te sarebbe dispiaciuto e ho lasciato perdere. -
"Hai fatto bene, altrimenti il mio spirito ti avrebbe rotto le scatole per l'eternità..." borbottò Link, guardandolo storto.
Corin rise, poi si diressero verso la sala dove si trovava il corpo.

Link si riscosse.
Quelle visioni...
Avevano un significato.
Sentiva dentro di sé mille emozioni: la più brutta era sicuramente quel senso di vuoto che dopo il funerale del Patriarca si era fatto più marcato.
Provava a scacciare quella sensazione con il pensiero di sua sorella o della nonna, ma non ci riusciva.
La sensazione rimaneva, pronta in ogni momento ad attaccarlo e farlo sprofondare nella tristezza.
Ma la cosa che più lo colpiva era il fatto che la visione avuta nel castello era frutto della sua disperazione.
Da una parte, sentiva che ciò non era vero: era stata la statua dell'Eroe a fargli vedere quelle cose.
Ma da un'altra parte, si era convinto del fatto che aveva immaginato tutto.
"Il Re era buono." pensò Link, il borsellino stretto in mano. "Ma se è stata la statua, perchè mi ha fatto vedere... quella bugia?"
Il bambino avvicinò il viso alla fessura nel piedistallo.
Lì, chissà quanto tempo prima, c'era stata una spada.
Link quasi ne avvertiva il potere nell'aria.
"Forse...?"
Aprì il borsellino e tirò fuori un'altra volta la lastra d'oro finemente intarsiata.
Ricordò le parole di Corin, pronunciate in una precedente visione.
Il diadema.
Link osservò con più attenzione l'oggetto.
"In effetti, potrebbe essere..." pensò, piuttosto perplesso.
Nella parte centrale della lastra, c'era un triangolo, molto piccolo, in rilievo.
Attorno a questo, strani caratteri che sembravano brillare di luce propria.
"Che strano oggetto..."

L'Eroe inciampò, cadde.
Si rialzò, massaggiandosi il ginocchio.
Vide qualcosa e lo raccolse.
Un diadema.
Uscì dalla stalla, chiudendosi la porta alle spalle, con una sensazione curiosa nel cuore...

Link urlò.
Quelle visioni venivano all'improvviso, lo spaventavano.
"Il diadema. Lo trovò in una stalla. E poi, era vestito diversamente. Che significa?"
Ripensò nuovamente alle parole di Corin, ma questa volta capì che quel diadema aveva causato molti danni.

"Se solo tu non avessi trovato quel diadema... a quest'ora saresti ancora vivo..."

- L'Eroe del Tempo... si è sacrificato. Per salvare coloro che più amava... - mormorò Link.
Improvvisamente, capì ciò che aveva provato Corin.
Sentì quelle sensazione entrargli nel cuore e bruciargli in petto, facendogli mancare il respiro.

"Tu per me sei come un fratello maggiore. Un fratello a cui voglio un mondo di bene."

- Non è giusto! - urlò Link, dando un calcio al piedistallo. - Devono morire tutti, in questo mondo? -

- Perchè? - mormorò Corin.
"Perchè cosa?"
- Perchè non io? -
"Corin..."
- Dovevo morire io, Link! - Il ragazzo cominciò a piangere. - Dovevo sacrificarmi io! -
"Tu non sei il Prescelto."
- Questo non è giusto. Dovevo morire io. Le Dee... -
"Corin!"
Ma Corin continuò a piangere.

Link pianse per più di un'ora.
Quando smise, si alzò e uscì dal Tempio.
Si sentiva male.
Voleva rinchiudersi nel nulla per non uscire mai più.
Tornò alla barchetta e cercò una via d'uscita.
La nebbia era meno fitta e riuscì così ad andarsene dal Mare d'Oltre.
"Torno al castello." decise. "Voglio... rivedere la statua."
Dentro al borsellino, il diadema brillò.

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