- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo nove: Corin -

Link si asciugò le lacrime e prese il cannocchiale.
Vedeva qualcosa.
C'era, a qualche metro di distanza, una barchetta addirittura più piccola della sua, bianca, con la vela completamente stracciata.
Si vedeva un simbolo strano, ma a causa degli strappi non si capiva bene di cosa si trattasse.
Sulla barca, una figura con un mantello nero.
Era seduta su una cassa che occupava tutta la barca e leggeva.
Link scosse la testa, perplesso, ed urlò:
- Ehi! Tutto bene? -
La figura alzò il capo ricoperto da un cappuccio e alzò una mano. Sembrava salutare Link.
- Finalmente! - gridò quella persona, così misteriosa ma allo stesso tempo affascinante. La voce era femminile, dolce ma un po' spazientita.
Link accostò la sua barca a quella della sconosciuta.
- Cosa è successo? - chiese, quasi preoccupato. Sentiva per quella persona un sentimento assai strano: amore fraterno misto ad amore vero e proprio.
"Ma questo non è possibile" pensò. "Non la conosco neppure!"
- Una piccola tromba d'aria. - spiegò la ragazza. La sua voce era infatti molto giovanile. - Mi ha preso in pieno. -
- Qui vicino c'è l'Arcipelago dei Boschi. La posso trasportare fin lì, se vuole. -
La fanciulla scosse la testa e portò il cappuccio dietro le spalle.
Link quasi cadde dalla barca.
- Tu... - sussurrò, incredulo.
La ragazza rise. Era ancora più bella.
- Ma tu... - balbettò Link, aggrappandosi alla logica. - Tu sei morta! Da... secoli! Come... -
- Non fare così. - disse la giovane, sorridendo. - Link, ciò che hai visto nel castello non è la verità. Io te la farò vedere. -
Link scosse la testa. - È un sogno... prima le visioni e ora... -
La ragazza divenne seria, quasi solenne.
- Quali visioni? -
- Corin... e l'Eroe del Tempo. Tu... in un cristallo... e lacrime, tristezza, tanta disperazione... - rispose Link, la gola secca.
La fanciulla portò una mano alla bocca, gli occhi umidi.
- Lo hai visto. - sussurrò. - Hai visto lui... -
Si riscosse, la maschera di infelicità scomparve dal suo volto.
Era davvero graziosa.
I capelli biondi, lunghi, le cadevano sul petto in due trecce decorate con perle e nastri; gli occhi erano dello stesso colore del mare.
Era Zelda.
- Devi venire con me. Sapevo che saresti passato di qui e così mi sono fermata in questo punto. Devo farti vedere ciò che lui... ti ha tenuto nascosto. -
Link sentì le lacrime tornare con forza.
Cercò di ricacciarle indietro, ma non ci riuscì.
Zelda notò il viso bagnato e lo prese per mano.
- Non siamo morti a causa dell'inondazione. Mio padre era buonissimo, non avrebbe mai fatto ciò che hai visto nel castello. Corin... ti vuole vedere. -
Link si sentì quasi lusingato, ma provò anche un senso di invidia.
- Vuole vedere me? Perchè? -
- Non lo so. Dammi l'altra mano, ora. -
- Aspetta! - esclamò Link, asciugandosi le lacrime. Quel gesto era ormai diventato quotidiano. - Vedrò anche l'Eroe del Tempo? -
La sua speranza rimase in attesa, non sapendo se trasformarsi felicità o delusione.
Purtroppo, divenne quest'ultima.
Zelda scosse la testa, gli occhi nuovamente umidi.
- Lui... no. Lui no. - - Ma... tu e Corin siete morti, ma posso ugualmente vedervi. Anche lui è morto, ma allora perchè... - - È diverso. - tagliò corto Zelda.
Link sospirò e le diede l'altra mano.
Dopo questo gesto, ebbe l'ennesima visione.

"Non funziona."
Corin sbuffò, il corpo di Link più pallido di prima.
- Devi tornare! - gridò il ragazzo. - Devi! -
"La tua è una fissazione. Io non posso tornare."
- Sì che puoi. Basta sperare. -
"Non è abbastanza. Io ho sperato come un pazzo di ritrovarti, Corin, ma alla fine ho dovuto viaggiare nel futuro solo per vederti rinchiuso in una cella. Sperare non basta. Bisogna agire."
- Che cosa sto facendo? Agisco e spero. -
"A volte non baste neppure questo..."
Corin sorrise, malgrado tutto.
- Non è che ti stai arrampicando sugli specchi? -
"Ragazzino, un'altra parola e ti sbrano!"
- Va bene, va bene... - rise Corin. Ma la sua era una risata spenta, senza vita. Vedere il corpo della persona che più amava (in senso fraterno) lì, per terra, con il sangue sul petto, lo riempiva di una tristezza enorme, un mare senza fine.
Tentò ancora di far aprire gli occhi a quel cadavere con cui tanto tempo giocava a nascondino, ma non ci riuscì.
Sentì le lacrime pungergli gli occhi, ma le ricacciò indietro quasi con ira.
Basta piangere.
- Link... -
"Cosa c'è?"
- Quando torneremo a Hyrule... tu lì sarai immortale? -
Il lupo assunse un'espressione triste e chinò il capo.
- Link...? -
"..."
- Link. Rispondi. -
"No, Corin. Finirà il mio tempo. E quando questo succederà... vedrò."
Corin rimase in silenzio a fissare il cadavere del giovane Hylian.
- Le Dee? - mormorò.
"Sì... credo."
- Perchè non puoi rimanere con me? -
Le lacrime tornarono.
Ma questa volta le lasciò scendere.

Link aprì gli occhi. Era disteso a terra.
Zelda lo osservava, con gli occhi sgranati.
- Lo hai visto? - gli chiese subito.
- Sì. -
Link si alzò.
Si trovava in una pianura.
Gli sembrava familiare; l'odore dell'erba era buonissimo e il vento faceva cadere a terra le foglie delle querce lì vicine.
- Ci troviamo a Hyrule? Non sono mai venuto qui. Ho solo visto il castello. -
Alzò lo sguardo.
Il mare era diventato cielo, per quel mondo così bello e tranquillo.
- Corin ci aspetta nei Boschi Perduti. -
- Dove?? -
Zelda sorrise, gli occhi chiusi a causa di un forte vento che si era appena alzato.
- Vieni. - gli disse.
Link si sentì ancora più piccolo e immaturo, vicino a lei.
- Zelda? -
- Sì? -
- Come può esserci vento, qui? Siamo sott'acqua. -
Zelda si sistemò i capelli smossi.
- Questo mondo è simile a tuo, ha le stesse caratteristiche. Solo che è sommerso. -
Giunsero ad un sentiero che spariva dietro degli alberi, i quali più in là si trasformavano in foresta.
Si addentrarono in quel bosco fitto e ricolmo di rumori.
Link diventava sempre più nervoso: tra poco lo avrebbe incontrato e avrebbe capito tutto.
"Perchè le domande più importanti non hanno quasi mai risposta?" si chiese, aggiustandosi la spada dietro la schiena. "Chissà se è cambiato..."
- Siamo arrivati. - disse Zelda, all'improvviso.
Si trovavano in una radura, piena di uccelli e cespugli di more.
- Corin! Corin! Dove sei? - gridò Zelda, guardandosi intorno. - Corin! -
- Sono qui. - disse una voce.
Dietro un albero comparve Corin.
Link prese d'istinto la mano di Zelda.
Era come lo vedeva nelle visioni.
Capelli ricci e biondi, espressione triste, labbra carnose e occhi di un blu profondissimo, quasi nero.
Link deglutì e tirò fuori il borsellino di cuoio trovato nel Tempio.
Lo porse, quasi tremando, al ragazzo, il quale lo fissava con un'espressione curiosa sul volto.
- Questo è tuo... - balbettò il bambino e chinò il capo.
Quando la mano di Corin, fredda e liscia, toccò la sua, sudata e calda, si sentì quasi male.
Si sentiva al cospetto di un re.
- Grazie. - disse il ragazzo, sorridendo.
Link avvampò e rimase zitto.
- Ti volevo conoscere, Eroe del Vento. -
Ancora silenzio.
- Cosa... hai visto nel castello? Me lo potresti descrivere? -
Link si rese conto che tra Zelda e Corin non c'era alcuna differenza di età. Ciò gli suonò come una nota stonata. Qualcosa gli diceva che non poteva essere possibile, Corin doveva essere più piccolo della principessa!
- Io... ho visto... il Re che uccideva tutto il suo Regno. Con l'inondazione. Uccideva anche l'Eroe del Tempo e la Principessa Zelda. -
Negli occhi di Corin comparve qualcosa. Una luce di speranza.
- Hai visto l'Eroe del Tempo? Ci hai parlato? -
Link scosse la testa.
- Tutte le visione che ho... riguardano il passato. Non ho mai parlato con l'Eroe. -
Corin chinò la testa, visibilmente deluso.
- Capisco. - mormorò. - Cosa vedi in queste visioni? -
- Vedo te. L'Eroe è morto, ma tu parli con un lupo che è lui. È questa la cosa che non comprendo tanto bene... Lui è morto, ma allo stesso tempo... -
- ... è vivo... - completò Zelda. - È così, giusto? -
- Giusto! -
Corin si sedette su una pietra ricoperta di muschio.
- Lui... si sacrificò. Per salvare Hyrule. Zelda. Me... -
- Il lupo che tu vedi nelle tue visioni è lui. - continuò Zelda. - Ma è solo un'ombra, uno spirito che deve ancora ricevere la pace. -
- In pratica... è la sua anima che deve ancora salire al cielo. - fece Link, pensieroso. Corin annuì. - Ma perchè lupo? - aggiunse il bambino.
- I Goblin attaccarono Hyrule. E mi rapirono. Link incontrò una certa Midna, la quale lo trasformò in lupo. Gli disse che era l'unico modo per salvarmi. - Corin scosse la testa. - Prima dell'attacco dei Goblin, Link trovò in una stalla di Toaru un diadema. Riportava il simbolo di Hyrule, la Triforza, ma anche strani caratteri e... una luna. Quel diadema fu la causa di tutto. -
- Toaru? Stalla? Ma di cosa parli? - esclamò Link, sorpreso.
- L'Eroe, dopo aver sconfitto Ganondorf, andò a vivere nel suo paese natale. Il villaggio Toaru. E divenne un contadino. - spiegò Zelda, sorridendo.
Link ricambiò il sorriso. Questa parte gli mancava. Si sentì più vicino all'Eroe.
Poi si rivolse a Corin.
- Tu gli eri molto amico? -
Corin sorrise cupamente.
- Vuoi davvero vedere? -
- Sì. -
Corin si alzò e mise una mano sulla fronte del ragazzino.
Quest'ultimo ebbe l'ennesima visione, ma al contrario delle altre, poteva avvertire gli odori.

- Allora, Corin, cosa vuoi fare? -
- Giochiamo ai guerrieri! Così diverrò forte come te! -
Link scoppiò a ridere.
- Va bene, terremoto, vai a prendere la spada! -
Il bambino urlò di felicità e abbracciò il ragazzo.
- Grazie, Link! Sei il migliore! Credi che sarò mai come te? -
- Certo che lo sarai! E ora forza, vai! -
Il bambino si allontanò verso una piccola casetta di legno.
Il giovane rimase a fissarlo con gli occhi colmi di tenerezza e orgoglio.

- Link, voglio la mamma! - mormorò il bambino.
- Presto la rivedrai, piccolo. - rispose il guerriero.
La morte infuriava attorno a loro.

- Link? - sussurrò il ragazzo rinchiuso nella cella, incredulo. Aveva i segni della tortura su tutto il corpo.
- Corin!! Corin! - urlò Link, cercando di liberarsi dalla morsa dei Goblin. - Ti salverò, te lo giuro! Corin! -
- Link... -

Il guerriero passò a fil di spada il mostro.
- Toglietevi di mezzo! Devo salvare Corin! TOGLIETEVI!!! -
L'ombra dietro di lui sorrise.
- Bravo, ragazzo. Continua così. Anche se ti preferivo lupo... -

- Corin... è così che deve finire. -
- Tu... non puoi morire! No! -
- Corin... sarò con te sotto forma di ombra. Non preoccuparti. -
- Non è la stessa cosa! Link! -
- Prendi il sole, Corin. A lui piacerà. -
- Non mi importa di lui! Io penso a te! Non andare via! -
Ma il ragazzo non lo ascoltò.
Mormorò, un sorriso strano sul viso:
- Possibile che... tu abbia sofferto così tanto? Possibile che io... ti abbia lasciato solo per così tanto tempo...? -
- Link... perchè? -
- "L'Eroe del Tempo dovrà usare il suo cuore, il Sole e la Luna per salvare tutto e tutti." - recitò l'Hylian. - Manca il mio cuore, Corin. -
- No! -
Il giovane si inginocchiò; Link gli mise una mano sul capo. Corin si alzò e prese la mano dell'Eroe. Cominciava ad alzarsi una nebbiolina verde.
- Andiamo insieme, Link. Hyrule si potrà salvare anche in un altro modo! - Il giovane indicò un portale con un cenno del capo.
- No. - Link scosse la testa e ritrasse la mano. - Vai tu. Verrò con te, però. Ma con le sembianze di un'ombra. Di un lupo... -
Corin pianse.
- Sbrigati, piccolo. Morirò con la certezza di averti salvato. -
Link sorrise.
Corin si sentì male, vedendo quel sorriso.
- No... - mormorò.

Il ragazzino aprì gli occhi, urlando.
Corin ritrasse la mano.
- Capisci, ora? -
Link annuì, le lacrime agli occhi.
- Non sapevo... Io... - farfugliò.
- Midna causò tutto. - disse Corin, sedendosi di nuovo sulla pietra.
- Chi è? - chiese il bambino, curioso.
- Una creatura molto furba. Ma... -
Link annuì, per intimarlo a continuare.
- Ma per fortuna se ne è andata. -
Link chinò il capo: si vergognava. Lui non aveva sofferto per niente, in confronto a Corin.
- Ascolta... - mormorò il ragazzo, i capelli ricci smossi dal vento.
- Cosa? -
- A Link piaceva molto il verso dell'usignolo. -
Il bambino si sentì invadere dalla tristezza.
- Io non sono come lui. - mormorò. - Non gli somiglierò mai. -
Corin lo guardò con affetto.
- Anch'io lo dicevo sempre, lo sai? Secondo te, io gli somiglio? -
Link annuì, deciso.
- Oh sì! Tu sì, molto! -
Poi un pensiero lo colpì.
Nella visione, l'Eroe aveva pronunciato delle parole agghiaccianti...
Solo ora ci faceva caso.

- "L'Eroe del Tempo dovrà usare il suo cuore, il Sole e la Luna per salvare tutto e tutti." -

"Le stesse parole di Valoo..."
Link si sentì sprofondare.
Doveva morire per salvare la sua terra?
Sacrificarsi?
- Corin! - esclamò il bambino, disperato. - Non è possibile... -
- Cosa? - fece Zelda.
- Devo morire... per salvare... tutto ciò che amo. - sussurrò Link, pallido.
Zelda invece divenne rossa e non rispose.
Dopo qualche minuto di silenzio, Corin parlò.
- Non so cosa o chi ti abbia fatto vedere quella visione, nel castello, Link. Ma quello che so è che non voleva che tu sapessi la verità. -
- Per questo...? -
- Sì. Una bugia. Per non farti cadere nella disperazione. -
- Ma dovevi sapere, piccolo! - continuò Zelda. - La verità può ferire, può uccidere, ma è sacra e deve essere rivelata. Senza verità si vive nella menzogna e la menzogna è Male. Bisogna vivere nella Luce, dove tutto è vero e giusto. -
- Avete fatto bene. - mormorò Link, annuendo più volte. - Grazie. -
- Torna da Dazel. Chiedile scusa, raccontale tutto e fai ciò che ti dice il cuore. -
- Sapete del mio litigio con Dazel? - chiese Link, sentendosi molto immaturo.
- Sì. Ma ora devi scegliere, ragazzo. La tua amica di darà un consiglio, vedrai. - disse Zelda.
Corin si alzò e fece: - Torna in superficie. -
Allungò una mano, dalla quale scaturì un raggio blu che colpì il terreno.
Subito si formò un portale per il mondo superiore.
- Noi ti aspetteremo qui. Qualunque sia la tua scelta. -
Link si sentì debole e piccolo.
All'improvviso, desiderò essere un bambino come tutti gli altri, senza dover combattere, senza dover salvare il mondo.
Ma si rese conto di una cosa.
"Forse anche l'Eroe del Tempo ha desiderato la stessa cosa... ma alla fine ha scelto e ha salvato tutti e tutto."
Guardò Corin con rispetto.
- Quando tornerò, dovrete spiegarmi molte altre cose. Ora voglio solo vedere Dazel. -
Corse verso il portale, ma prima di entrarci si voltò e sorrise.
- Grazie. La Verità fa male, ma anche bene. -
Entrò nel portale e scomparve.

L'Eroe del Tempo dovrà usare il suo cuore, il Sole e la Luna per salvare tutto e tutti...

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