- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo dieci: Il Male e il Bene -

Link, seduto nella sua barchetta, osservava il cielo.
Sentiva di avere un brutto destino e aveva paura.
Paura di morire.
Di lasciare quel mondo che tanto amava.
Ma proprio perchè lo amava, era quasi un suo dovere salvarlo.
"Sono solo un bambino..." pensò triste. "È ovvio che io abbia paura. Devo solo trovare il coraggio e allora..."
Non sapeva cosa dire a Dazel.
Le sarebbe dispiaciuto sapere che doveva uccidersi?
Oppure ne sarebbe stata felice?
Affranto, vide la nave dei pirati attraccata al porto di Taura.
"Che fortuna!" pensò il ragazzino. Legò la barchetta ad un pilastro e corse in città.
I pirati, riuniti in piazza, lo accolsero con grida di gioia. Tutti tranne Dazel.
La fanciulla dapprima sembrò sorpresa, ma poi assunse un'espressione cattiva.
Gli si avvicinò e gli disse:
- Cosa vuoi? Non abbiamo tempo da perdere. -
- Ti devo parlare, Dazel. - disse Link, serio. Si sentì avvampare.
- Ti ho già detto... -
Link non la lasciò finire.
Si inginocchiò a terra.
- Ti prego! - urlò.
Piangeva.
Ormai la sua vita era intessuta di lacrime.
Dazel e i pirati rimasero a bocca aperta.
"È disperato..." pensò Dazel, commossa.
Lo tirò su con forza e lo guardò dritto negli occhi.
- Vieni. - gli disse dopo qualche secondo.

La piratessa chiuse la porta della Bomberia e si sedette su una cassa.
Attese, paziente.
- Dazel... - mormorò Link, il capo chino.
- Ti ascolto. -
Link la guardò.
Il rossore sul viso tornò.
Non era passato molto tempo da quando avevano litigato, ma gli sembrò più bella, più delicata.
"Somiglia molto a Zelda." pensò, quasi sorpreso.
- Allora? - La piratessa cominciava a dare segni di impazienza.
- So... cosa devo fare. Tu sai che io sono il Prescelto nominato da Valoo, no? -
- Lo sanno tutti, veramente! - replicò Dazel, con un gesto vago.
Link si sentì debole.
Un povero ragazzino costretto a uccidersi per salvare la sua terra.
Ma questo lo fece sentire così vicino all'Eroe del Tempo, che quasi si spaventò.
- Ho parlato con Zelda. -
Ecco, lo aveva detto.
Alzò lo sguardo per osservare l'espressione di Dazel.
Sembrava una statua.
- Cosa? -
La ragazza era incerta se credere o no a quella frase.
Sentì un sudore freddo scorrerle lungo il viso.
- Zelda. L'ho vista. Ci ho parlato. Mi aspettano. -
- Parli al plurale. - notò la piratessa, per cambiare discorso. Quelle parole avevano l'effetto di una bomba, nel suo cuore.
- Sì... Ho parlato anche con un ragazzo. La situazione è molto confusa, Dazel. Lascia che ti spieghi. -

Le raccontò ogni cosa.
Quando finì, Dazel si schiarì la voce.
"Non è possibile!" pensò, animata da mille emozioni.
- E così... - disse la fanciulla. - Devi morire. -
- Non sono costretto. - precisò Link. - Corin e Zelda mi hanno detto di parlarne con te, perchè mi puoi dare un buon consiglio. -
Dazel portò una mano al viso.
"Che situazione... cosa posso dirgli? Se non si sacrifica, moriremo tutti. Se lo fa..."
Solo al pensiero della morte del suo amico, Dazel si sentì invadere da una grande infelicità.
Malgrado tutto, la sua espressione era calma e pensierosa.
Era all'interno del suo cuore che i sentimenti si scontravano, senza arrendersi...
- Link... L'unico consiglio che posso darti è quello di non avere paura. Mi spiace. -
Il bambino sorrise.
Sapeva che gli avrebbe detto così.
- Grazie. Farò quello che è più giusto, allora. -
"No! Fermalo, Dazel! Digli qualcosa! Digli che non può lasciarti per sempre, che tu lo..."
- Ti ringrazio per tutto, amica mia. Scusa se ti ho fatto soffrire. -
"Forza, digli tutto! Che razza di pirata sei??"
Il ragazzino si diresse verso la porta; l'aprì.
La corrente fredda entrò nella Bomberia abbandonata.
Link stava per uscire, quando sentì due braccia stringerlo forte.
- Non andare! - urlò una voce rotta dal pianto.
- Dazel... -
Si voltò e vide la sua amica, in lacrime, il volto rosso.
- Non puoi andare! Non puoi morire! Non puoi! -
Lo tempestò di pugni, ma stava attenta a non fargli troppo male.
Poi lo abbracciò.
Link sentì il cuore impazzire e cercò di controllarsi.
Era la prima volta che Dazel si comportava così.
E mentre ricambiava l'abbraccio, ebbe un'altra visione.

La principessa cadde in ginocchio.
- Non è morto! - gridò. - Tu menti! -
Corin la fissò, allarmato e dispiaciuto quanto lei.
- Mi spiace... io... -
- No! -
Si avvicinò il lupo.
Aveva un'espressione molto triste in volto, ma c'era qualcosa in lui che lo faceva sembrare anche sereno.
- Zelda... - mormorò l'animale.
La fanciulla alzò il capo e quando vide il lupo urlò e lo abbracciò.
- Sei vivo! Sei vivo! - Si rivolse a Corin, trionfante: - Visto? Lui è vivo, sta bene! -
- No... - sussurrò il lupo. - Zelda... -
Corin si spostò per lasciar vedere a Zelda qualcosa.
- Guarda. - le disse, le lacrime agli occhi.
La principessa rimase un attimo interdetta, poi urlò, sgomenta.

Link si riscosse.
Dazel ancora lo abbracciava.
- Dazel. - mormorò il bambino.
La allontanò leggermente e avvicinò il suo viso a quello della fanciulla.
Lei si lasciò baciare, rossa in viso.
Quando si sciolsero dall'abbraccio, la piratessa riprese a piangere.
- Vado a parlare con Corin e Zelda. - disse il ragazzino, rosso come il fuoco.
Uscì dalla Bomberia, il cuore in tumulto.

Solcare le acque con la sua barchetta gli dava un senso di felicità, anche in quella situazione.
Era troppo occupato a pensare a Dazel, per accorgersi dell'Oscurità che macchiava il mare...

Quando giunse alla Torre degli Spiriti, cacciò un urlo.
La Torre era completamente nera.
Il mare si era solidificato intorno all'edificio: sembrava catrame.
Il Male.
"Ha inghiottito tutto!"
Saltò su quel pavimento nero e duro e corse al portale, che ancora esisteva.
Ci entrò e si ritrovò nella Pianura.
Ma vedeva solo oscurità.
La sostanza del Male bloccava i raggi della luna appena sorta.
- Corin! Zelda! Aiuto! - urlò il bambino.
Non vedeva nulla, solo buio.
La disperazione lo afferrò, gli strinse il cuore con i suoi artigli.
- Aiuto! -
- Link! - disse una voce.
Il bambino si voltò verso il punto da cui proveniva la voce:
- Link, da questa parte! -
- Corin!! -
Link cominciò a correre con tutto il fiato che aveva in corpo.
Inciampò in qualcosa, ma si rialzò subito, pronto a raggiungere la Luce.
- Aspettami! - implorò, il petto dolorante. - Aspettami! -
All'improvviso, vide qualcosa.
Una figura ricoperta di un alone di luce lo attendeva, poco più avanti.
"Chi è? Non mi sembra Corin..."
Nonostante tutto, continuò a correre.
- Link... - ripeté la voce.
"L'ho già sentita... Ma dove?"
- Link... -
- Chi sei? -
Ormai erano vicinissimi.
Ma il bambino non riusciva a scorgere il viso di quella persona.
- Chi sei? - ripetè.
- Vieni. -
La figura allungò una mano.
- Sei Corin? -
- No. -
- Ma allora chi? - Link si spazientì.
La figura ritrasse la mano.
- Vuoi davvero saperlo? -
- Certo! -
La figura si inginocchiò, per arrivare alla stessa altezza del bambino.
Link sentì il suo respiro sul viso.
"Siamo praticamente faccia a faccia!" pensò il ragazzino. "Come posso non vedere il suo viso?"
Il personaggio mormorò una parola sconosciuta e improvvisamente Link lo vide.
"No... Non è possibile... Zelda ha detto che..."
L'emozione lo colpì come una mazza.
Gli tremarono le gambe.
- Vedi com'è il Male? - disse la persona davanti a lui. - Vedi com'è brutto? -
- Sì... -
- Non permettere al Male di vincere. Lotta contro l'Oscurità. Vincila! -
Link annuì.
- Di' a Corin di non avere paura. Io sarò sempre con lui. E di' a Zelda di non preoccuparsi, perchè andrà tutto bene. -
- Sì... -
- E tu... tu sei un Eroe e non è un caso che tu lo sia! - Sorrise dolcemente. - Non avere mai dubbi su questo. -
Link si sentì lusingato e arrossì.
- Zelda mi ha detto che non vi potevo vedere, Eroe. - mormorò il bambino. - Invece... -
Link rise.
- Non puoi capire. E neppure Corin e Zelda possono. Non pensare a questo. -
- Devo morire, vero? -
- Devi decidere tu. -
Link lo abbracciò e il bambino sentì una gioia grandissima avvolgerlo.
Poi tutto divenne bianco e udì la voce dell'Eroe del Tempo.

- Ringrazia Corin e Zelda da parte mia. -

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