- La pioggia di Hyrule -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo tre: litigio tra i fiori -

Link, a dispetto delle sue aspettative, non ebbe abbastanza tempo per andare da Zelda. Dovette così rimandare.
Si era accorto che il sindaco lo fissava quasi sempre con severità mista a curiosità. Era strano, perché di solito il sindaco non amava lasciar trasparire i suoi sentimenti. Era nato in una famiglia severa che pensava solo al lavoro e l'uomo non aveva imparato a mostrare ciò che provava nell'intimo. Link provava disagio per quelle occhiate, ma non osava lamentarsi. Il sindaco gli metteva paura.
Qualche giorno dopo, l'eroe ebbe finalmente un po' di tempo libero. Ne approfittò per correre al castello, ma proprio mentre chiedeva alle guardie di poter vedere la principessa, sentì un colpo leggero sulla spalla.
Si voltò e vide Malon, la giovane e unica figlia di Talon, il proprietario del Ranch Lon Lon. Il Ranch riforniva il castello di latte di prima qualità e di cavalli di razza.
- Ciao, cavalletta! – esclamò la ragazza. Vestiva sempre con molta semplicità, ma quel giorno indossava abiti diversi. Un lungo vestito scarlatto, un fazzoletto di seta legato in testa e orecchini di perle.
- Ciao, Malon! – disse Link. – Dove vai vestita così? –
- Da mia nonna, è il suo compleanno. Ma prima sono dovuta venire qui per portare del latte. E tu? – La ragazza sembrava piuttosto curiosa.
- Devo... ehm... dare una cosa a Zelda... Stavo appunto chiedendo alle guardie di farmi entrare nel suo giardino privato... -
Malon annuì e si allontanò un attimo per dire qualcosa ad una guardia, che divenne rossissima. Dopo qualche secondo, la guardia corse via e Malon tornò da Link.
- Ecco fatto. – disse con fare trionfante. – Quel tizio è innamoratissimo di me e fa tutto quello che gli dico. È andato a prendere il latte e quando torna chiederà subito un permesso speciale per farti entrare nel giardino della principessa. –
Link rise: Malon era sempre stata molto furba. Tutto il contrario del padre, che era molto ingenuo e credulone.
- Beh, ora devo andare. – riprese la ragazza. – Non vorrei arrivare in ritardo per la festa...-
- Sì, certo. Ci vediamo presto. –
- Okay; ciao cavalletta! –
La ragazza corse via, mentre la guardia tornava con in mano due grandi bidoni di latte.
Li posò accanto a Link, con il fiato corto, e disse al guerriero: - Torno subito, giovanotto. –
E invece passò più di mezz'ora, durante la quale Link parlò del più e del meno con l'altra guardia. - Thomas è innamoratissimo di quella Malon: fa quasi paura quando la vede! – disse la seconda guardia, con fare molto pettegolo.
- Peccato che ci sia una grande differenza di età... Malon è una ragazzina, sedici anni appena, Thomas invece ne ha già una ventina... –
Link si limitò ad annuire, completamente perso nei suoi pensieri. Non amava molto i pettegolezzi.
- E poi, il padre di Malon ha messo su una vera e propria attività ed ha quindi molti soldi. Sebbene ingenuo e un po' ottuso, Talon non farà mai sposare la figlia con un ragazzo più grande e di famiglia poverissima... –
Finalmente, l'interessato del pettegolezzo ritornò con il permesso. Link fu felicissimo di rivederlo (la guardia pettegola non gli stava affatto simpatica!), lo ringraziò e prese il permesso. Corse dai guardiani del giardino di Zelda, fece vedere loro il pezzo di carta tanto agognato e potè entrare. La bella principessa stava cogliendo dei fiori e li metteva sopra un cuscino splendidamente decorato. Zelda alzò lo sguardo e quando riconobbe Link, sorrise.
- Ciao! Come sono felice di vederti! – esclamò la principessa. – Che ci fai qui? –
- Ti vorrei chiedere una cosa... – rispose lo spadaccino. Tirò fuori il diadema. – Questo è tuo, per caso? –
Per un attimo, Zelda sembrò spaventata, ma si riprese subito.
- No...- mormorò. – Io ne possiedo di altri tipi... Mi dispiace. Dove lo hai trovato? –
- In una stalla. È caduto a una figura femminile che era riuscita ad entrare –
Zelda sembrò annuire e chiese: - Perché sei venuto da me? Ci sono un sacco di ragazze nobili che portano oggetti del genere! –
Link si sentì un tantino in imbarazzo. Balbettò: - Ho pensato subito a te perché di solito solo le principesse indossano diademi così belli... Non essere maliziosa! –
Questo ultimo commento infastidì molto la ragazza, che esclamò: - Io non sono maliziosa, ho fatto solo un'osservazione! E poi, può essere stata chiunque a entrare in quella stalla! Perché hai pensato subito a me, eh?! –
- Non l'ho detto. – osservò Link, seccato.
- Ma l'hai pensato! – quasi urlò Zelda.
- Vedi che sei maliziosa? Da un po' di tempo sei intrattabile! Si può sapere che ti prende? –
La principessa si rabbuiò e riprese a cogliere fiori con rabbia.
- Ho capito, me ne vado. – disse dopo un po' il guerriero. – Ciao. –
Mentre si dirigeva verso l'arco, sentì Zelda dire: - Non sono maliziosa! –
Non avevano mai litigato prima.
"Che strana sensazione", pensò Link.

CONTINUA NEL CAPITOLO QUATTRO