- La pioggia di Hyrule -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo undici: Il Destino -

La Foresta.
Link l'aveva sempre amata.
La luce che giocava a nascondino tra le fronde, il gorgogliare delle acque dei piccoli ruscelli, il canto degli uccelli...
Tutto era così sereno e tranquillo lì, che Link provò una sensazione di terrore, sapendo che se non si dava una mossa i Goblin avrebbero distrutto tutto.
Midna osservava, completamente persa nei suoi pensieri, il Gruppo del Cielo.
Ogni tanto, Link voltava la testa e vedeva nei suoi occhi una scintilla di tristezza.
La Foresta era enorme: come potevano trovare un Tempio in quel labirinto di alberi e cespugli?
Il sole era ancora alto nel cielo quando Link si sedette vicino ad un ruscello.
Midna si riscosse dai suoi pensieri e lo guardò in cagnesco.
- Beh? - fece. - Perchè ti sei fermato? -
"Non lo troveremo mai: la Foresta è immensa." rispose Link. "Ci metteremo ore."
- Un motivo in più per non perdere tempo. - sbuffò Midna.
- Ci deve essere un modo per trovare prima il Tempio! - esclamò Link, ignorando il commento della creatura.
Quest'ultima parve in imbarazzo e si schiarì la voce.
Link capì e il suo tono assunse una lieve sfumatura di rabbia, quando parlò.
"Midna..."
- Sììììì? -
"C'è qualcosa che non mi hai detto?"
Midna sbuffò nuovamente e annuì.
- Non ti ho detto nulla perchè non sai ancora usare i tuoi poteri. Puoi scatenare cose inimmaginabili! -
"Correrò il rischio." replicò Link.
- Va bene, va bene! Ricordi che prima di arrivare qui hai sentito un'anima in pena? -
"Sì."
- Ebbene, segui ancora il richiamo di quella presenza e ci porterà al Tempio. -
Link sospirò, esasperato.
"E me lo dici adesso?"
Usò quel potere così strano e così inquietante e lo sentì di nuovo.
Una voce lontana, piena di tristezza, disperazione.
Un pianto lugubre, senza lacrime, senza pace.
Link si tuffò in quella sensazione e si accorse di averla già provata.
"Siamo uguali..."
L'anima in pena notò la sua presenza, lo chiamò, lo osservò.
Le loro menti si unirono e Link sentì il dolore dell'anima sulla pelle e nel cuore.
La voce lo chiamava, lo invitava a piangere insieme.
Ma un'altra voce lo chiamò, colma di gioia di vivere.
Link si guardò intorno: quel mondo era così brutto, così triste!
In un attimo, rivide il villaggio Toaru bruciare, le persone morire, i Goblin ridere.
La seconda voce lo chiamò e quando gli parve di cadere in un abisso profondo, sentì due mani prendergli la testa.
Aprì gli occhi.
Midna era davanti a lui, un'espressione preoccupata dipinta sul volto.
Gli accarezzava la testa.
- Stai bene? - gli chiese.
"No..."
- Ti sei immerso troppo nel mondo di quell'anima. - spiegò Midna, scuotendo la testa. - Se non ti avessi svegliato, saresti rimasto lì per sempre. -
"Che mondo orribile..." mormorò Link, il corpo scosso da mille brividi. "Ho visto morte, tristezza, disperazione."
- L'anima vuole che tu pianga con lei. Non devi stare troppo con lei o resterai a piangerti addosso per l'eternità! - disse Midna, aiutandolo ad alzarsi.
Link barcollò per un attimo sulle zampe, poi ritrovò l'equilibrio.
Dopo quelle visioni, il desiderio di ritrovare Corin si fece più forte.
"Come devo fare?" chiese Link, pronto per rientrare in quell'inferno.
- Devi parlare con l'anima. Lei sa dove si trova il Tempio, ma se resterai con lei per troppo tempo allora ci resterai per l'eternità. -
Link sentì la paura avvolgerlo, ma doveva tentare.
"Perchè questi poteri sono così difficili da usare??"
Chiuse gli occhi ogni suono scomparve.
Il suolo sotto i suoi piedi divenne freddo come il marmo e l'anima fece sentire di nuovo il suo pianto.
"Devo parlarle".
Ma le urla e i gemiti dello spirito distraevano sempre e non riusciva più ad articolare alcun pensiero.
Il mondo di morte tornò.
"Devo..."
- Vieni con me... Siamo uguali... Stessa disperazione noi abbiamo... -
"Non sono come te!"
- Tu hai perso tutto... Vieni con me... -
"No! Io non perderò! Dimmi dov'è il Tempio!"
- Perchè insistere? -
"Perchè io ritroverò il mio Corin, salverò Hyrule! Dimmi del Tempio!"
- Povero ragazzo, che destino orribile hai! - esclamò l'anima.
Intorno a Link comparvero delle fiamme blu; danzarono in cerchio, poi si unirono e comparve una figura spettrale, gli occhi spalancati e gialli.
Dietro di sé, lo spirito lasciava una scia di quello che sembrava... sangue.
- Vuoi trovarlo, vero? Quel povero bambino... - mormorò l'anima, le mani scheletriche che si aprivano e chiudevano ogni volta che parlava.
"Basta! Finiscila! Dimmi dove si trova il Tempio!" gridò Link, disperato. Non doveva rimanere troppo in quel mondo orribile.
L'anima lo guardò, infuriata.
- Sporco Hylian! - urlò, la voce acuta e irata. - Non capisci? Non salverai mai nessuno! Tu sei legato ad un destino che ti distruggerà! - "Non fammi perdere tempo!" disse Link. Doveva parlare con calma, altrimenti l'anima si sarebbe infastidita. "Ti prego, devi dirmi come arrivare al Tempio della Foresta! Posso sconfiggere il destino di cui parli!"
L'anima rimase un attimo in silenzio, poi un sorriso ironico comparve sulle sue labbra.
- Sconfiggere il Destino... - mormorò.
Come una furia, si lanciò su Link e strinse le sue lunghe dita uncinate sul collo del lupo.
L'animale guaì e cercò di mordere quelle mani spaventose, ma addentò solo aria fredda.
"Come è possibile?" pensò Link, cercando di liberarsi dalla presa dell'anima. "È morta, come può farmi del male?"
- Tu non sai a cosa vai incontro! - urlò lo spirito, continuando a stringere. - Il Destino non si sconfigge! Trovare il Tempio non ti servirà! -
"Cosa ti importa?" sussurrò Link, l'aria ridotta agli sgoccioli. "Se morirò... a te cosa importa? Dimmi del Tempio..."
L'anima lasciò la presa e il lupo poté riprendere fiato.
Lo spirito scosse la testa.
- Per salvare un Regno e un bambino... - mormorò con un tono incredulo. - Povero ragazzo... -
Allungò una mano davanti a sé e disse: - In una radura, c'è una pietra. Pronuncia per tre volte il nome del Re e per quattro volte quello della Principessa. Apparirà il Tempio. - L'anima scosse nuovamente la testa e tornò al suo pianto.
Link osservò intorno a sé le immagini dei giorni passati e decise che avrebbe sconfitto quel Destino così avverso.
"Cosa mi aspetta?" si chiese un po' preoccupato. Guardò l'anima, la quale si era rannicchiata contro una strana colonna, e la ringraziò.
- Vattene. Non ti voglio qui. - "Come ti chiamavi?" gli chiese.
- Cosa importa a te? - fece la creatura, sorridendo cupamente. - Me lo hai chiesto anche tu, ricordi? - "Ricordo. Ma ti prego, dimmelo lo stesso. Pregherò le Dee per te." disse Link, deciso.
L'anima lo osservò per qualche secondo, poi sorrise di nuovo.
Ma questa volta, quel sorriso era felice e riconoscente.
- Quando sono morto, nessuno ha pregato per me. E così sono venuto qui, gli Inferi, a scontare la pena per tutto ciò che avevo fatto. -
Link sentì la tristezza tornare nel suo cuore, ma ormai ci era abituato e la lasciò riposare in un angolo.
"Chi eri?" chiese Link. Provava pietà per quell'essere e voleva aiutarlo.
- Un Goblin, la feccia del mondo. - Link sentì montare la rabbia, ma non poteva lasciarlo così, in quelle condizioni, in quel luogo.
In fondo, lo aveva aiutato.
- Ho attaccato insieme ai miei fratelli il Castello. Lì c'era un ragazzino. L'ho rapito, era perfetto per diventare un Goblin. L'ho portato alla nostra Fortezza. Ma quando sono uscito per un'altra missione, qualcuno mi ha ucciso. -
Link ringhiò.
"L'hai rapito tu! Tu, maledetto!"
L'anima lo guardò, spaventata, poi capì.
- Il bambino che tu cerchi...! - esclamò.
"Dov'è la vostra Fortezza? Parla!"
Link sentì il cuore esplodere di rabbia e i frammenti si scontrarono con la sua tristezza.
Lacrime di disperazione cominciarono a scorrere lungo il muso del lupo.
- Non ricordo! - urlò l'anima. - Non ricordo! Questo luogo mi ha fatto impazzire, tanto che ho perso gran parte dei miei ricordi! -
"No!! Devi dirmelo!"
Lo spirito osservò la tristezza enorme del lupo e si sentì male.
- Vattene o resterai qui per sempre. - mormorò. Il suo viso mostrava solo infelicità. - Vattene, ragazzo! -
Link ululò e lasciò gli Inferi.

Quando riaprì gli occhi, Midna lo osservava, ansiosa.
- Allora? -
Link la fece salire in groppa senza dire niente e si mise a cercare la radura.
Mille pensieri gli giravano per la testa, senza mai fermarsi.
"Cosa posso fare? E il Destino di cui ha parlato quello spirito..." pensò il lupo.
Il cuore colmo di tristezza, continuò a cercare.
In mente, gli era rimasto solo un pensiero.
Corin.

CONTINUA NEL CAPITOLO DODICI