- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo dodici: Il ragazzo del Male -

Link rimase per molto tempo in uno stato di confusione totale.
Non capiva.
"Mi ha chiamato fratellino..." si ripeteva ogni secondo. "Non è vero. Mentiva. Io ho solo Aril."
Ma come poteva dirlo con certezza?
Quando Nem gli aveva detto quelle cose, aveva sentito dentro di sé che era tutto vero.
Ripensò alle parole di Zelda, nella foresta.

- La verità può ferire, può uccidere, ma è sacra e deve essere rivelata. Senza verità si vive nella menzogna e la menzogna è Male. Bisogna vivere nella Luce, dove tutto è vero e giusto. -

Si alzò e vide che nel punto dove era scomparso Nem c'era qualcosa che brillava.
Si sporse un po' e lo raccolse.
Divenne pallido.
Si frugò nelle tasche e tirò fuori l'altra metà del diadema che aveva tolto dal borsellino, poco prima di restituirlo a Corin.
Lo fissò a lungo, poi lo unì con l'altra metà.
Il diadema si illuminò e tornò ad essere una cosa sola.
Vicino alla Triforza, comparve una piccola luna.
"Devo solo trovare il Sole..."

Decise di andare a trovare Famirè e Falin.
Cercò di ripulire la barca da quella orribile melma e con un po' di fatica ci riuscì.
Poté di nuovo solcare le acque.
Mentre viaggiava, cercava di convincersi che quel Nem aveva mentito su tutto.
"Se è vero che porto il Male ovunque, allora perchè gli abitanti dell'Isola del Drago non sono scomparsi non appena mi sono avvicinato all'Isola?
È un povero stupido: forse un emissario del vero Nemico che voleva solo spaventarmi con quella storia del fratellino...
E poi, Zelda ha detto che la Verità è Luce. Se lui mi ha detto la Verità, vuol dire che si è avvicinato alla Luce, ma questo è impossibile, visto che dice di essere il Male! Sì, è senza dubbio uno stupido."
Quando giunse all'Isola del Drago, però, cambiò idea.

L'Isola era deserta.
Erano tutti scomparsi, anche Valoo.
Link si lasciò cadere sulla sabbia, disperato.
- Non è vero... non è possibile... - mormorò.
- Che ti avevo detto? - disse una voce.
Nem.
- Visto? Tu porti solo il Male! Non sei un Eroe! -
- Fai silenzio! - urlò Link. - Taci! -
La risata di Nem risuonò nell'aria, poi comparve il ragazzino, proprio davanti a Link.
- Rispondi ad una domanda. - sussurrò Link, spossato. - Solo ad una... -
Nem annuì, il sorriso diabolico ora era ironico.
- Se tu hai detto la Verità, prima, sulla barca... Allora ti sei avvicinato alla Luce. E se ti sei avvicinato alla Luce... non puoi essere il Male! -
- Vorrei farti notare che questa non è una domanda. - disse Nem, calmo. - È un'affermazione. -
Link urlò e gli tirò un sasso.
Ma Nem non si fece neppure un graffio: rimase lì a fissarlo, l'indice premuto contro una guancia e il pollice sotto il mento.
- Vuoi sapere come ho potuto dire la Verità, se sono il Male? È questo che vuoi sapere? -
- Sì... -
- C'era bisogno di tirarmi una pietra? Comunque, non ricordi cosa disse la principessina? La verità può ferire... può uccidere! -
Nem scoppiò a ridere.
- Fratellino, tu mi vedi come un moccioso ma in realtà ho così tanti anni che neppure li ricordo con certezza! Posso avvicinarmi alla Luce quando voglio.
E mi servo di essa per muovere le mie pedine e per ucciderle.
-
Link lo fissò con un'espressione infuriata.
- Idiota! - gridò. - La Luce non può uccidere! -
- Direttamente no. - ammise Nem. - Ma indirettamente... - non completò la frase e tornò a ridere.
Link si alzò e gli diede un pugno.
Era infuriato.
Disperato.
E forse anche invidioso...
Ma Nem saltò in acqua e lo prese in giro.
Link rimase sulla riva, i capelli ormai lunghi gli cadevano sul viso e un sudore freddo gli scivolava lungo la schiena.
- Trova il Sole, fratellino! - urlò Nem, colorando il mare di nero.
Dal Male cominciarono ad uscire strani esseri, simili a pesci ma con occhi di aquila. Nem sorrise.
- E attento ai miei amici... - sussurrò. Poi sparì, lasciando Link in preda ai suoi dubbi e alla sua disperazione.
Invece di tornare alla barca, corse verso la Sede dei Falchi Viaggiatori.
"Devo andarmene da qui!" pensò. "Ma con quei mostri e senza un'arma..."
- Link! -
Il ragazzino si voltò.
Era Zelda, seduta nella sua barchetta. Una barriera la proteggeva dai mostri.
Schioccò le dita e Link si ritrovò al sicuro vicino alla principessa.
- Zelda! Ma allora non ti ho uccisa! -
La fanciulla lo fissò, meravigliata.
- Ma che dici? Non capisco. -
Link scoppiò in lacrime e trovò il coraggio di abbracciarla.
Il profumo dolce della ragazza lo rassicurò.
- Ehi, che hai? Cosa è successo? -
Il bambino le raccontò del suo incontro con Nem e delle sue parole.
Mentre parlava, sentiva le braccia di Zelda stringerlo forte.
Alla fine, la principessa lo allontanò da sé e spiegò la vela.
- Zelda...? Lui è davvero il Male? -
La ragazza annuì lentamente e tirò fuori un foglio dal suo mantello nero.
Glielo porse e sorrise, un sorriso triste.
- Corin voleva dirtelo, prima o poi. - mormorò. - Dato che l'hai scoperto prima, però... -
Link esitò per qualche istante, chiedendosi se anche quella informazione avrebbe sconvolto la sua vita, poi aprì il foglio.

Cara madre,
ho deciso di partire. Troverò una medicina in grado di curare Aril e Link.
Non stare in pensiero per me, pensa solo a loro.
Ogni mese, ti invierò cibo e denaro.
Vedrai che la guerra finirà presto. Queste terre appartengono alle Dee, non all'uomo.
Lo capiranno.
Andrò all'Isola Primula. Dicono che lì vive un uomo colto e intelligente, forse risolverà il nostro problema.
Se hai bisogno di qualcosa, scrivimi senza alcuna esitazione! Troverò qualsiasi cosa tu mi chieda.
Spero di tornare presto. Non dovrei incontrare troppe avversità sul mio cammino.
Mi imbarcherò su una nave di pirati.
Li aiuterò nelle varie faccende: è questo l'unico prezzo che mi hanno chiesto.
Sebbene pirati, sembrano gente perbene, incredibile vero?
Grazie di tutto, madre.
Non preoccuparti, va bene?
Ti voglio bene!

Nem

Link deglutì.
Si sentiva svenire.
- Dove... dove avete trovato questa lettera? -
Zelda chiuse gli occhi.
- Nella casa di tua madre. Nella casa dove hai vissuto sino all'età di due anni. -
Link la ripose in tasca. Non voleva guardarla un secondo di più.
- Voglio andarci. -
- Ora non è possibile. Il Mondo Sommerso è completamente invaso dal Male. - replicò la fanciulla, pallida.
Sembrava molto scossa.
Link strinse i pugni.
- Dov'è Corin? - chiese, il tono che lasciava trapelare rabbia e tristezza.
- Non lo so. Ci siamo divisi una volta arrivati qui. -
- Maledizione! -
Link diede un calcio alla barriera e si lasciò cadere in ginocchio.
- Calmati! Non fare così... -
Link scosse la testa e riprese a piangere.
Il cuore fece lo stesso...

- Nem era molto più grande di te ed Aril. Quando partì per trovare la medicina che vi avrebbe salvati, aveva quindici anni.
Vostro padre era morto da dieci anni. Lui vi amava moltissimo. Fu durante il suo viaggio, che incontrò il Male. -
Link, rannicchiato sotto calde coperte, in una locanda dell'Isola Taura, felice di non dover pagare visto che nessuno si trovava lì, rimase sorpreso.
- Ma lui è il Male! Che significa? -
Zelda sorrise.
- Nem incontrò colui che incarnava il Male e, affascinato dalla potenza di questa persona, lo servì per qualche tempo e poi lo tradì, rubandogli il potere. E così, divenne lui la nuova incarnazione del Male. Man mano che il tempo passava, Nem cambiava aspetto. Dapprima i suoi occhi:
da azzurri, divennero bianchi come la neve. Poi il suo corpo: simile ad acqua nera...
All'inizio, era disgustato, voleva trovare una cura. Si pentì di aver rubato quel potere. Ma con il passare dei giorni, capì che era molto utile quella forza e la usò per... curare te ed Aril. -
Link sussultò.
Era guarito grazie al Male??
- No! - mormorò.
Zelda annuì mesta e continuò: - Tua madre rimase di sasso notando il suo nuovo aspetto, ma ci fece l'abitudine. Nem era la pupilla dei suoi occhi, lo adorava. Non gli importava se era cambiato in peggio, per lei rimaneva sempre il suo piccolino.
Sapeva però che suo figlio aveva incontrato qualcosa di brutto, di malvagio ed era molto preoccupata per la sua salute.
Prese l'abitudine di chiedergli ogni sera se stesse bene e lui, alla fine, si stufò e la rese muta. -
Link avvampò dalla rabbia.
Quel mostro era solo uno scherzo di natura!
"Devo eliminarlo..." pensò.
- Vostra madre capì che quella era la "vendetta" di Nem, ma lasciò perdere. Gli voleva troppo bene per avercela con lui.
Intanto, passò un anno. Tu ed Aril crescevate sani e forti e Nem era orgoglioso di voi. Ma il Male già cominciava a crescere in lui e ogni giorno peggiorava il suo carattere. L'amore nei vostri confronti si trasformò in invidia e la gioia di vedervi in odio.
Nem non era più in grado di provare buoni sentimenti, ormai era completamente immerso nel Male.
Pochi giorni dopo il tuo secondo compleanno, Nem uccise vostra madre per una semplice parola di troppo.
Poi chiamò vostra nonna e le ordinò di portare via te ed Aril: non voleva più vedervi. -
Link venne colto dalle lacrime, ma le trattenne e chiese:
- Ma l'Eroe del Tempo... - qui si ricordò di ciò che era successo nella Pianura e, pieno di emozione, raccontò tutto a Zelda.
La principessa scoppiò in lacrime e non fece che ripetere:
- Non ci posso credere... Link... lo puoi vedere... non ci credo... -
Quando si calmò, disse che avrebbe informato Corin e ringraziò il bambino.
- Non ho fatto nulla! - replicò quest'ultimo, ma Zelda sorrise e per sdebitarsi (come disse lei) continuò la storia, sebbene fosse ancora molto scossa.
- Cosa stavi dicendo, Link? -
- Ah, sì! L'Eroe del Tempo ha combattuto contro Nem, giusto? Ma allora, mio fratello come può essere nato in questa era? -
Zelda annuì più volte, poi:
- Nem ha in sé i ricordi della persona che incarnava il Male prima di lui. Perciò, crede di aver lottato contro Link, ma in realtà è solo un'illusione. La persona che Nem tradì era una creatura che l'Eroe del Tempo sconfisse, ma non per sempre.
Tornò anni e anni fa e quando Nem la incontrò il suo potere era ormai rinato. Capisci? -
Il ragazzino annuì.
Zelda si alzò dalla sedia e mormorò:
- Vado nella mia stanza, sono stanca. Continueremo domani, va bene? -
- Certo. Grazie di tutto. -
Spense la candela e chiuse gli occhi.