- Lacrime e vento -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo quindici: Il sacrificio -

Quando svenne, erano quasi arrivati alla nave di Dazel.
Nem lo lasciò ai pirati, senza rispondere alle domande della fanciulla, la quale lo osservò a lungo, perplessa e spaventata.
- Chi sei? Come mai conosci Link? - gli chiese la piratessa.
Sembrava disgustata dall'aspetto di Nem, ma in cuor suo sentiva di potersi fidare.
Il Male non rispose. Si tuffò nell'acqua gelida e scomparve.
Dazel scosse la testa e corse dal suo amico.
Stava malissimo.
Le ferite si erano fatte più gravi e aveva perso molto sangue.
Dopo ore e ore di cure, finalmente sembrò migliorare.
- Link... - chiamò dolcemente la piratessa.
Il bambino aprì gli occhi.
- Dazel...? - sussurrò. - Sei tu? Non ti vedo. -
- La vista tornerà presto. - lo rassicurò la ragazza. - Come stai? Ti senti meglio? -
- Dov'è Nem? -
- Quel ragazzo mostruoso? Non lo so. Se ne è andato. - rispose Dazel, perplessa. - Lo conosci? - aggiunse.
- È mio fratello. -
"È impazzito!"
Dazel sorrise come si fa con i bambini un po' stupidi e disse: - Certo, che sciocca sono. Riposa ora. -
Quella sera, la piratessa non riuscì a dormire.
Il ragazzo dal corpo simile ad acqua nera e le parole di Link la tennero sveglia per tutta la notte.
Sicuramente, la causa delle ferite di Link era quel Nem. Ma il suo amico diceva che quello era suo fratello... com'era possibile?
Il giorno dopo, Link riacquistò la vista e riuscì a muovere qualche passo.
Dazel ne approfittò per chiedergli di quel giovane così misterioso, ma Link rispose in modo molto vago.
- Ieri mi hai detto che era tuo fratello. - gli ricordò l'amica, un po' ferita da quel comportamento. - È vero oppure vaneggiavi? -
- Te lo dirò un'altra volta. - rispose Link, sorridendo timidamente. - Voglio solo godermi il mare, ora. Non mi va di pensare a niente. -
- Ma... -
Link perse le staffe: il suo sorriso era stato solo un avvertimento.
- Lasciami in pace, accidenti! -
Dazel chinò il capo, mortificata, e non gli rivolse la parola per molti giorni.
Dopo qualche tempo, Link decise di ripartire.
- Devo recuperare una cosa. - spiegò a Dazel, anche se lei non gli aveva chiesto assolutamente nulla. - È molto importante. -
- Fai come vuoi. - borbottò la piratessa, ancora offesa. In sé, però, soffriva molto.
Link se ne accorse e le diede un bacino sulla guancia.
Poi, andò a cercare una spada.

Il mattino seguente, partì su una barchetta color cacao.
Doveva trovare Nem: aveva ancora la sfera del Sole.
Salutò i pirati e quando abbracciò Dazel la sentì tremare dal pianto.
- Non fare così. - le sussurrò il bambino. - Non mi accadrà nulla. -
- Mi prendi per scema? - si lamentò la piratessa. - A te succede sempre qualcosa! -
Link rise e salì sulla barchetta.
Partì con il cuore sereno: non doveva morire, nessuno sarebbe morto!
"Devo solo trovare Nem e il gioco è fatto." pensò. "Ma forse devo prima avvertire Corin. Devo dirgli che non deve temere Nem: ormai è buono..."
Ma l'oceano era enorme, suo fratello poteva trovarsi ovunque.
Lo cercò nelle Isole, anche in quelle più piccole, ma invano.
Nem era scomparso.
"Lui è sempre con me." ricordò Link. "Forse basta chiamarlo..."
Ci provò, ma neppure l'ombra del ragazzo.
Lo aveva abbandonato?
Mentre si chiedeva questo, ebbe un'altra visione.

- Corin! Vieni a vedere! -
- Cosa c'è, Shann? -
- La luna oggi è piena. Non aspettavi questo momento da giorni? -
Il giovane scosse la testa.
- Ora non più, Shann. Torna a dormire. -
La vecchia Hylian lo guardò a lungo, poi sorrise.
- Ragazzo mio, i morti sono morti. -
Corin cercò di non incrociare il suo sguardo, imbarazzato.
- Hai trovato il libro. - Non era una domanda.
- Certo. Non sai nascondere le cose. -
Corin chinò la testa, mortificato.
- Perdonami. È solo che... -
- Non giustificarti. - lo interruppe la vecchietta. - Non farlo con me. Hai avuto le tue ragioni. Ma sappi che le anime non possono tornare: ormai appartengono alle Dee. Non dimenticarlo o farai la stessa fine degli spettri. -
- Shann, io... -
- Sono stanca. Vado a dormire. -
La vecchietta tornò in camera e Corin si pentì di non averle detto subito del simbolo...
Il giorno dopo, Shann morì.
E Corin rimase solo.

Riaprendo gli occhi, Link si rese conto di trovarsi nel Mare d'Oltre.
La nebbia era fittissima, non si vedeva e sentiva nulla.
Link viaggiò per molto, chiamando ogni tanto il fratello.
Una sera, proprio mentre pensava di andarsene, la barca toccò qualcosa e si bloccò.
Link guardò sotto l'imbarcazione: sabbia.
Si era arenato, ma era un bene, una volta tanto.
Scese dalla barca e attraversò la nebbia.
La sua sorpresa fu enorme, quando scoprì di trovarsi nella prateria dove Corin e il lupo avevano intravisto una spiaggia.
"Il Sole nel mare e la Luna nel cielo..." si ricordò Link. "Ma allora, questa spiaggia è quella dove Corin e il lupo si sono ritrovati dopo il sacrificio dell'Eroe del Tempo..."
Davanti a sé, le dolci colline venivano modellate dal vento.
Link le attraversò sino a raggiungere l'altura del portale.
Da lì, poteva osservare tutto quel mondo irreale e riflettere.
Stava per sedersi sulla calda terra, quando udì un grido.
Proveniva da un piccolo cerchio di pietre che aveva notato poco prima.
Corse da quella parte, i capelli al vento e le cicatrici sul volto che si notarono ancora di più, con i raggi del sole.
Quando raggiunse il cerchio di pietre, le gambe gli cedettero e cadde in ginocchio.
- Nem... - sussurrò. - Cosa hai fatto?? -

Il giovane si sedette e aprì il piccolo quaderno sulle ginocchia.
C'erano molti disegni, tutti così dolorosi, tutti così belli...
Il suo preferito era quello di un ragazzo, che teneva una spada in mano e sorrideva.
Sentì le lacrime arrivare, ma le ricacciò indietro.
Accarezzò il disegno con l'indice, poi prese una matita e si mise al lavoro.
Quando finì, sorrise soddisfatto.
Ora, accanto al giovane con la spada, c'era un lupo.

- Nem! - urlò Link, le lacrime agli occhi. - Cosa hai fatto?? Perchè?? -
Nel cerchio di pietre, le mani insanguinate, c'era il Male.
Gli occhi erano tornati bianchi.
Ai suoi piedi, con una spada conficcata nel petto, c'era... Corin.
- Perdonami, fratellino. - disse Nem, con una voce così gutturale che Link sussultò, disgustato. - Lui... -
- Perchè l'hai ucciso? Nem! - Il bambino scoppiò a piangere e poggiò la testa sull'erba.
Nell'aria c'era odore di sangue.
- Voleva ammazzarmi... - mormorò Nem, un sorriso pazzo stampato sul viso. - Gli ho fatto solo un favore. Lui voleva morire... -
- Non è vero! - urlò Link. Si alzò, sebbene le gambe gli tremassero. - Non voleva morire, no! -
- Sì, invece! - sbraitò Nem, infuriato, gli occhi ridotti a due fessure. - Lui voleva raggiungere il suo Link! Ebbene, ora è felice! -
L'Eroe del Vento scosse la testa, disperato.
Ora anche Corin era morto...
"Devo ucciderlo..." pensò Link. "È un mostro. Mi sono sbagliato..."
- Voleva ammazzarmi... - ripeté il Male. - Diceva che tu mi volevi troppo bene per eliminarmi e voleva la sfera del Sole. Quando gli ho detto che volevo tornare umano, buono, e che mi doveva lasciare in pace, è scoppiato a ridere... ha meritato di morire! -
Link sguainò la spada e si asciugò le lacrime.
Entrò nel cerchio di pietre e si preparò a combattere.
Ma Nem lo guardò, sbigottito, e non mosse un muscolo.
- Vuoi uccidermi anche tu? - sussurrò, incredulo.
- È arrivato quel giorno, fratello. - Nem ridacchiò, i capelli blu mossi dal vento carico di morte.
- Non hai il Sole. Non puoi sacrificarti. -
- Non voglio sacrificarmi. Ti ucciderò con queste mani! -
Nem rimase a fissarlo a lungo. Le sue dita si muovevano continuamente e la sua bocca aveva un piccolo tic.
- Morirai. -
- No. -
- Vattene, Link. Non voglio ucciderti. -
Nem si voltò e cominciò ad incamminarsi verso la spiaggia.
"Non finirà così, maledetto!!"
Urlando, Link si avventò contro il fratello e lo colpì alla schiena.
Nem gridò di dolore e di voltò, un pugnale rosso in mano.
Lo alzò per colpire l'Eroe, ma si bloccò.
- No... - sussurrò.
Link ne approfittò per ferirlo di nuovo, ma questa volta Nem riuscì a scansarsi prima di essere preso.
- Calmati, ti prego! Non fare così! - lo supplicò Nem, il tono che conteneva una vena di follia.
- Mi sono sbagliato! - urlò Link, i capelli bagnati di sudore. - Tu sei un mostro! Devi morire! -
Nem lo guardò, un'espressione triste in volto, ma all'improvviso qualcosa in lui cambiò.
Il suo sguardo si fece crudele e malvagio e sul suo corpo nero comparvero dei simboli stranissimi, verdi, simili a caratteri di una lingua sconosciuta.
- Addio, fratellino... -
Il pugnale sembrò illuminarsi e Nem cominciò ad attaccare.
Link si parava bene con lo scudo, ma non riusciva a contrattaccare.
Nem era velocissimo e i suoi colpi erano così potenti che, ad un certo punto, lo scudo si ruppe in mille pezzi.
Link non poteva più proteggersi.
Nem alzò il pugnale in aria e lo riabbassò subito, approfittando di un attimo di distrazione del fratello.
Lo colpì in pieno petto.
Il sangue cominciò ad uscire copiosamente e Link provò un'orrenda sensazione, come se milioni di spilli lo stessero attraversando.
Malgrado l'enorme dolore, il ragazzino menò un fendente molto potente e colpì il Male.
Gli trapassò un braccio e Nem si accasciò a terra, urlando.
Ma si rialzò subito, pronto ad uccidere.
Stava per colpire nuovamente il fratello, quando gli cadde qualcosa.
Una sfera.
Link se ne accorse e fece una capriola; quando si alzò, aveva in mano il Sole.
- No! -
Link tirò fuori il diadema e sorrise, cupo.
- Nem... hai perso! -
Il Male sembrò ringhiare.
- Questo lo credi tu! -
Gli si avventò contro, ma Link lo schivò e corse verso il corpo di Corin.
- Addio... - mormorò.
Posò il Sole e la Luna per terra e volse la spada verso il suo cuore.
- Nem... -
- Non farlo! -
Non appena la spada toccò il suo cuore, Link vide.
Tre figure enormi, bellissime; tre donne di Luce, immortali e giuste.
Le tre Dee.
E vicino a loro, un giovane, sorridente e felice.
Link sentì una voce.
Un canto.
Gli era familiare e chiuse gli occhi per ricordare.
Un Tempio.
Un bambino con un'ocarina.
Tre pietre.
E una Porta.
Quando riaprì gli occhi, si rese conto di essere tornato nel cerchio di pietre.
Ai suoi piedi, c'era Corin, avvolto in un'aura di Luce.
Nem lo guardava, sgomento, e mormorava il suo nome:
- Link... -
Il dolore scomparve, il canto aumentò di intensità e Corin aprì gli occhi.
Si alzò a sedere e non appena vide Link, il Sole e la Luna, urlò.
- No! -
Comparvero di nuovo le tre Dee e lo chiamarono.
- Bravo, Eroe del Vento. -
- Il Male è sconfitto. -
- Torna a casa. -
Link annuì e lasciò la spada.
Chiuse gli occhi e attese.
Quando sentì la Luce avvolgerlo, capì di aver fatto la cosa giusta...

Corin e Nem vennero investiti da mille raggi d'oro e si sentirono trasportare lontano, in un altro mondo.
Quando Corin riaprì gli occhi, si accorse di essere nell'Isola Taura, sulla terrazza del mulino.
Vicino a lui, un ragazzo dai capelli così biondi da sembrare bianchi, la carnagione pallida e le dita lunghe.
- Nem...? -
Il ragazzo aprì gli occhi, azzurri come il cielo, e guardò Corin con un'espressione sorpresa.
- Stai bene? - gli chiese Corin.
- Dov'è? - mormorò Nem, la voce rauca. - È morto, vero? -
Corin chinò il capo.
- È colpa mia. - disse. - Mi spiace... -
Cominciò a piangere e Nem rimase a guardarlo per molto tempo.
Poi, si alzò, le gambe tremanti, e chiuse gli occhi.
- Senti queste voci? - disse. - È tutto tornato come prima... -
Quando riaprì gli occhi, piangeva anche lui.
- Link lo desiderava tanto. - continuò. - E anch'io. Ma il Male non si sconfigge facilmente. -
Corin alzò la testa, il volto rosso e rigato dalla lacrime.
- Ho perso anche lui. Quando mi hai ucciso, ho visto il mio Link... Il ragazzo... -
- ... che amavi come un fratello? Ti capisco. - disse Nem. - Ma ora sono insieme e sono felici. A noi basta questo, no? -
Corin sorrise.
- Sì. -
Nem ricambiò il sorriso e lo aiutò ad alzarsi.
- Spiegami come hai fatto. - disse.
- A fare cosa? -
- Tu appartieni ad un'altra era. Come puoi vivere in questa? -
Corin gli fece l'occhiolino.
- Segreto! -
Nem ridacchiò.
- Link non ti avrebbe perdonato questa uscita! - scherzò.
- Lo credo anch'io. -
Si incamminarono verso la porta, sorridendo, come due vecchi amici.

CONTINUA