- La pioggia di Hyrule -

Racconto di Lafaiette

- Capitolo dodici: Il futuro -

- Ma questo è un miracolo! - esclamò Midna, ghignando. - Un vero miracolo. Siamo arrivati! -
"Come sei spiritosa..." borbottò Link.
La creatura lo ignorò e gli fece cenno di avvicinarsi alla pietra, nera e squadrata, al centro della radura.
"C'è scritto qualcosa..." notò Link. "Tempio del Tempo. Cosa?? Il Tempio del Tempo non è questo! Si trova in Città."
Midna alzò gli occhi al cielo.
- Hanno costruito qui un altro Tempio perchè l'altro era troppo... conosciuto. Dicono che qui la Spada è più al sicuro. -
Link la guardò, sorpreso.
"La Spada? La Spada Suprema?"
- Già. -
"È quello l'oggetto che devo prendere? Ma sono un lupo! Come posso impugnarla?"
Midna sorrise e gli fece l'occhiolino.
- Non resterai sempre così. Tornerai umano, ma anche lupo. Capito? -
"Più o meno..."
Midna sorrise e pronunciò per tre volte il nome del Re e per quattro quello della Principessa.
La terra cominciò a tremare, poi la pietra si spostò e lasciò intravedere delle scale che scendevano verso il basso.
Link deglutì.
"Il Tempio... si trova sotto la terra??"
Anche Midna sembrava piuttosto spaventata.
- Io lì non ci entro. Chissà quanti insetti... -
"Ehi, tu vieni con me!" la interruppe il lupo. "Mi devi aiutare, ricordi?"
- Io non ho mai promesso nulla! - esclamò Midna, irata. - Questi sono problemi tuoi! -
Si guardarono in cagnesco per qualche secondo, poi la ragazza sbuffò e disse:
- E va bene, ti aiuto... cinquanta Rupie andranno benissimo. -
"COSA???"
Midna rise.
- Scherzo! Forza, entriamo, fifone! -

- Non ce la farà... -
- Lo so. -
- Glielo dirai? -
- Certo! Quel ragazzo vuole ritrovarlo ad ogni costo. Non voglio impedirgli di salvare quel bambino. -
- Ma lo sai chi è? Lo hai riconosciuto? -
- Tutti l'hanno capito, fratello mio. -
- Gli dirai anche questo? -
- Lo capirà da solo. Vedrai. -

L'aria all'interno del Tempio profumava di fiori e terra fresca.
Midna si guardava intorno, il Gruppo del Cielo stretto al petto.
Link cercava di non farsi prendere dal panico: lì era tutto buio, doveva ringraziare i suoi sensi se poteva vedere almeno oltre il suo naso.
Ad ogni passo, gli sembrava di sentire voci misteriose accompagnarlo e cominciò a ringhiare, per darsi coraggio.
Dopo un po', Midna parlò:
- Non senti questo canto? -
Link annuì, senza rispondere.
- Ebbene, credo che sia lo Spirito. -
Link voltò la testa verso la ragazza.
"Spirito?"
- Già. Colui che fa la guardia alla Spada. -
"E si mette a cantare?"
Midna alzò gli occhi al cielo.
- Ma perchè a me? - borbottò. - Perchè? -
Proseguirono per qualche metro, poi entrarono in una stanza circolare, invasa da erbacce e muschio.
Al centro della sala, c'era una fontana, completamente d'oro.
L'acqua al suo interno era di mille colori e ogni tanto una bolla si alzava in aria, per poi esplodere.
Link si avvicinò sospettoso e annusò l'aria.
C'era uno strano profumo.
- Arriva. - mormorò Midna.
Un mormorio, una luce e una figura luminosissima volteggiare sopra la fontana.
Link udì e vide solo ciò.
Cominciò a ringhiare, ma senza convinzione: sentiva che quella creatura era buona.
- Tu sei il ragazzo che cerca il bambino, vero? - disse una voce maschile, gentile ma preoccupata.
"Sì." rispose Link, sentendo una fitta di dolore al pensiero di Corin.
- E tu... - fece lo Spirito, rivolgendosi a Midna.
- Io sono una persona che lo aiuta. Un'amica. - sorrise la ragazza.
Lo Spirito sembrò annuire e disse:
- Link, tu vuoi ritrovare Corin, vero? -
Il lupo rimase allibito.
"Certo!"
Lo Spirito sospirò.
- C'è un modo per salvarlo subito... -
Link si fece più attento, il cuore colmo di speranza, ma anche di dubbio.
"Quale modo?" chiese cauto.
- Tu salverai Corin tra sei anni. Ma puoi viaggiare nel futuro e raggiungerlo subito. -
Link si sentì svenire.
"Lo avrei salvato tra sei anni?? Non è possibile!"
Lo Spirito annuì.
- Posso farti viaggiare nel tempo. In questo modo... - si interruppe, per garantire l'effetto che desiderava.
Link si voltò verso Midna.
- È pericoloso? - chiese la ragazza, ignorando le occhiate di Link.
Lo Spirito sembrò divertito.
- Non credo proprio. - disse. - State tranquilli. Ma ricordate che il futuro è solo una minuscola parte di ciò che è il Tempo... -
Detto ciò, apparve un portale viola.
- Se vuoi aspettare sei anni, non entrare. Al contrario, se vuoi trovare subito il tuo ragazzino, entra. Ma non dimenticare che per luii sei anni saranno passati e potrebbe provare qualche rancore nei tuoi confronti... -
Link non diede peso a queste parole e si avvicinò al portale.
- Aspetta... - mormorò lo Spirito. - Voglio farti un altro regalo... -
Il lupo si sentì sollevare e Midna cadde a terra, urlando.
Link provò una strana sensazione e tutto divenne buio.
Quando riuscì a vedere qualcosa, cercò di tirarsi su e si rese conto di essere tornato umano.
- Ma... - sussurrò. - Sono di nuovo... -
Vicino a lui, Midna sembrava contrariata, ma non disse nulla.
- Il ragazzino non si spaventerà così... -
Link sorrise, grato.
- Grazie infinite. Ma... devo chiederle un'altra cosa. -
Lo Spirito annuì.
- Quando torneremo in questo tempo, Corin rimarrà un ragazzo di quattordici anni, vero? -
- Sì, purtroppo. - rispose la creatura. - La sua parte di anima fanciulla che appartiene a questo tempo, scomparirà... e lui avrà perso alcuni anni di vita. O almeno, in questo tempo. Se vuoi, puoi rimanere nel futuro. Così Corin non avrà perso nulla. -
Link allungò una mano verso il portale.
- Decideremo insieme. - disse e si rivolse a Midna: - Vieni? -
La ragazza annuì, gli occhi attraversati da una luce strana, quasi maligna.
Attraversarono il portale, tutti e due molto decisi.
Link deciso a salvare il ragazzino, Midna decisa a fare qualcos'altro...

Quando aprirono gli occhi, si resero conto di trovarsi in una fortezza, buia e sporca.
Alle pareti, erano appese torce e strani oggetti di metallo, simili a strumenti di tortura.
- Dove siamo? - fece Link. - Dov'è Corin? -
Midna indicò una piccola cella, quasi invisibile.
- Lì... - disse, un sorriso strano stampato in faccia.
Ma proprio mentre Link correva verso le sbarre, due porte di legno marcio si aprirono e comparvero tre Goblin.
Midna si nascose dietro una colonna, Link invece venne bloccato dagli esseri.
Dietro le sbarre, qualcuno si mosse e comparve, sotto l'alone di luce di una torcia, un ragazzino pallido, smunto e sporco.
Vedendo Link, sgranò gli occhi.
Il guerriero si accorse del giovane e si sentì male.
"È cambiato. È così triste... Corin..."
- Link? - sussurrò il ragazzo rinchiuso nella cella, incredulo. Aveva i segni della tortura su tutto il corpo.
- Corin!! Corin! - urlò Link, cercando di liberarsi dalla morsa dei Goblin. - Ti salverò, te lo giuro! Corin! -
- Link... -
Midna, dietro la colonna, si rese conto di aver dimenticato il Gruppo del Cielo nella sala dello Spirito.
"Poco male." pensò. "Ora devo occuparmi di altro."
Link venne portato via, scalciante ed urlante.
Quando i Goblin sparirono dietro un angolo, Midna uscì allo scoperto e si avvicinò furtiva alla cella.
Il giovane rimase a fissarla con sguardo critico.
- Chi sei? - domandò con voce roca. - Cosa vuoi? -
Midna sorrise maliziosa.
- Sono un'amica di Link. - rispose e a quel nome Corin sobbalzò.
- Non ti voglio vedere. - replicò il giovane. - Vattene. -
La ragazza ridacchiò, portando una mano alla bocca.
- Ma come? Non ti interessa salvare il tuo Link? -
Corin non rispose, lo sguardo perso su una parete lercia.
- Ci sei? - fece Midna. Il ragazzo era così vicino che la creatura infilò un braccio nelle sbarre e lo toccò.
Corin non si mosse.
- Non voglio vederlo. - disse dopo qualche istante. - Liberalo e portalo via di qui. -
Midna perse il suo sorrisino e si sedette a terra, la schiena contro il ferro e rivolta a Corin.
- Cosa ti succede, ragazzino? - chiese. - Perchè non mi chiedi di liberare anche te? -
Corin chiuse gli occhi.
- Ho sperato per tutti questi anni. Ma lui... -
- ... è arrivato solo adesso. - concluse Midna. - Capisco. Sei deluso e amareggiato. -
Corin riaprì gli occhi e la guardò.
- Qual è il tuo nome? -
- Non ha importanza. Il problema è che tu sei un povero idiota. -
Corin si alzò, infuriato.
- Come ti... -
Anche Midna si alzò e con un gesto del braccio, ruppe le sbarre.
Corin si fermò.
- Ti chiedi come ho fatto, vero? - fece la ragazza, il sorrisino tornato al suo posto. - Questo è un segreto di famiglia. Magari te lo svelerò... in futuro. -
Pronunciò quella parola come fosse una parolaccia e ordinò al giovane di uscire.
Corin si guardò intorno, gli occhi umidi.
- Non sai cosa ho patito. - mormorò. - Non lo immagini. -
Midna scosse la testa.
- No e sinceramente non mi va di immaginarlo. - disse. - Ora cerchiamo Link. -

Rinchiuso in una cella piena di neve sporca, Link rifletteva.
Corin non era sembrato contento di vederlo.
Lo Spirito aveva ragione.
Lo odiava.
In fondo, come dargli torto?
Per lui, erano passati sei anni.
"È impossibile non odiarmi..."
Mentre rimuginava, non si accorse di due occhietti rossi e curiosi che lo fissavano attraverso una fessura nel muro.
Gli occhi rimasero a fissarlo un altro po', poi sparirono.
"La Spada! Non ho preso la Spada!"
Ecco cos'era che non gli tornava!
Si era completamente dimenticato di chiedere allo Spirito la Spada!
"E ora? Mi sarebbe stata utile per uscire di qui..."
Chiuse gli occhi.
Voleva solo pensare a come uscire di lì.

Midna camminava veloce, cercando però di non fare rumore.
Corin era dietro di lei, il capo chino e i pugni stretti.
"Link..."
Midna si fermò e si voltò, seccata.
- Ti vuoi muovere?? - esclamò. - Sento che Link è vicino. Dobbiamo sbrigarci. -
Corin annuì, ma non sembrava convinto.
"Cosa gli dirò? Cosa mi dirà lui?"
Midna avvertiva la sua paura, la sua preoccupazione e questo la infastidiva.
Si voltò nuovamente e sbottò: - Falla finita! Devi solo trovare il coraggio! -
Corin sobbalzò e arrossì.
- Scusa... - mormorò.
Midna sbuffò e riprese a camminare, per bloccarsi quasi subito.
- Lì... - sussurrò.
Davanti a loro, c'era una cella sporca e piena di neve.
Sotto l'alone di luce che entrava da un buco del tetto, Link disegnava qualcosa con il piede.
Sentendo la voce di Midna, girò la testa ma continuò a muovere la gamba.
Sorrise timidamente.
Corin distolse lo sguardo da quel sorriso.
"Non è cambiato per niente." constatò. "Come è possibile?"
Midna aprì la cella con il suo solito "trucco" e si inchinò.
- Allora, Maestà, è pronto per unirsi a noi mortali? - disse ironica.
Link la ignorò e si avvicinò a Corin.
- Perdonami. - mormorò.
Ma Corin non rispose.
Link continuò, senza scomporsi.
- Ma per me, non sono passati sei anni. Sono passati solo alcuni giorni da quando sei stato rapito. -
Corin alzò il capo e lo osservò, dubbioso e sorpreso.
- Che dici? - ebbe il coraggio di sussurrare il ragazzino.
- È così. Più o meno. - sorrise Link. - Non prendermi per pazzo. Te lo può confermare anche Midna. -
Corin si voltò verso la ragazza; questa annuì lentamente.
- Non capisco. - ammise il giovane.
Link indicò con la testa una porta in fondo al corridoio.
- Usciamo di qui. Dopo ti spiegherò. -
- Prima dobbiamo salvare un'altra persona. -
Era stata Midna a parlare.
Link la guardò sorpreso.
- Chi? -
Midna sorrise, maliziosa.
- Zelda, ovvio! -

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