- Gli anziani delle acque -

Racconto di Lafaiette

- Primavera -

Sento il nonno suonare il piano.
Sa suonarlo benissimo.
Ma lo fa solo quando è molto felice.
Cosa sarà successo?
Perchè è così felice?

Quando il nonno va a dormire, la nonna rimane sempre in veranda a guardare il mare ormai nero.
Io mi siedo vicino a lei, fino a quando non mi dice di andare a riposare. Questo è il segnale.
Quando pronuncia queste parole, vuol dire che desidera rimanere sola.
Non posso sollevare obiezioni, mancherei di rispetto alla nonna.
Questa sera, la nonna sembra pensierosa.
Le domando se sta bene.
Sì, dice di stare benissimo.
- E il nonno? Perchè è così allegro? Ha addirittura suonato il piano! -
La nonna si alza e osserva silenziosa il porto che, dalla nostra veranda, si vede benissimo.
- Guarda laggiù. - mi dice.
Mi affaccio e vedo, solitaria, una barchetta rossa, semplice, con la vela rattoppata in mille punti.
- Chi possiede quella barchetta? - chiedo.
La nonna sorride.
- È di Marti. Il figlio di Falin. -
- Allora non mi piace. È brutta. - dico, seccato.
Se Marti è come Falin, allora non mi piace neppure lui...
La nonna mi guarda sorpresa, ma anche ferita.
- Non ti piace Falin? Eppure è così simpatico... -
Scuoto la testa. Lo odio. Non so perchè.
La nonna sospira.
- Peccato... è un vero peccato, visto che dovrai trascorrere con lui un bel po' di tempo. -
Quelle parole mi fanno quasi cadere a terra.
Trascorrere del tempo con Falin?!
- Ma che dici?? - esclamo. - Io con lui non ci sto! -
La nonna scuote la testa.
- C'è qualcosa che sta cambiando. - dice. - Qualcosa che... non promette belle cose. Ma abbiamo attraversato un momento di pace così lungo che ormai nessuno sa più maneggiare una spada... -
- E allora? -
- Tu e Marti... beh, sarete addestrati da Falin insieme ad altri giovani. Molti hanno avvertito questa atmosfera di... -
Si interrompe. Mi osserva, le lacrime agli occhi, ed io mi sento male.
Le stringo un braccio.
- Nonna...? -
Si asciuga le lacrime e mormora:
- Tanto tempo fa, quando ero giovane, questa strana atmosfera venne notata solo da un drago... -
- Un drago? -
- Già. Ormai sono estinti. Ma nell'Isola dei Falchi Viaggiatori, anni fa, c'era un bellissimo drago, Valoo. Il suo linguaggio era così antico che solo Famirè poteva capirlo. Ma poi morì anche lui e l'Isola rimase senza Sovrano Supremo.
Comunque, Valoo capì che il Male era vicino e disse che solo il Prescelto poteva distruggerlo. -
La storia mi appassiona molto e ascolto la nonna stringendo la balaustra della veranda.
- Chi è Famirè, nonna? - chiedo.
Nonna Dazel sorride, commossa dai ricordi.
- Era la migliore amica di Falin. Purtroppo, è morta molti anni fa. Era malata. -
Chino il capo.
La nonna è di nuovo triste. Non dovevo chiederle di Famirè.
Ma nonna Dazel si riprende subito e continua la sua storia:
- Il Prescelto affrontò un lungo viaggio e scoprì molte cose. Lottò contro suo fratello, ma alla fine capì che sacrificarsi era l'unico modo per liberare il Mare. -
- E suo fratello? -
Nonna Dazel apre la bocca per rispondere, ma la chiude subito.
Sembra arrabbiata.
Ma sento che non lo è con me: è adirata con un'altra persona.
Ma chi?
Nonna Dazel mi guarda, con quella rabbia muta ma pronta a lanciarsi, e dice:
- Vai a riposare. Buonanotte. -

Il nonno, la nonna ed io siamo seduti in cucina, la colazione pronta sul tavolo.
La nonna è silenziosa e pensierosa; nonno Nem invece è molto allegro.
Mi parla di Marti, io faccio finta di non sapere nulla.
- Ha la tua stessa età, ma è timidissimo, come Falin. -
Veramente, Falin non mi è sembrato così timido...
- Cerca di farlo sentire a casa sua, è un ragazzo molto buono e gentile. -
Va bene, è un santo! Quando la finisce di magnificarlo?
- Gli piace molto il mare. Potresti parlare di questo, all'inizio, per farlo sentire a suo agio... -
- Va bene. -
Bussano alla porta.
La nonna corre ad aprire.
Sono Falin e suo figlio.
Ma c'è qualcosa che non va...

Marti non è un Falco Viaggiatore.
Non ha le ali, non possiede nessuna caratteristica che lo faccia sembrare un Falco.
Guardo mio nonno, alla ricerca di risposte.
Lui mi fa segno di rimanere in silenzio, per il momento, e abbraccia Falin e suo... figlio.
Marti è timido e impacciato, ma dietro questa maschera sento che c'è un ragazzo gentile e piuttosto deciso.
E questo mi manda in bestia.
"È falso." penso e lo accolgo con molta freddezza.
Nonna Dazel fa accomodare Falin e Marti in salotto e serve il caffè.
- Stavamo facendo colazione. - dice. - Volete qualcosa? -
Rifiutano educatamente.
Marti, ogni tanto, mi guarda impaziente.
Cosa si aspetta? Non voglio avere niente a che fare con lui.
Falin racconta alcune situazioni divertenti, il nonno e la nonna lo ascoltano ridendo; io e Marti ci guardiamo.
Lui mi fa un sorriso, ma io lo guardo così in cagnesco che subito torna a mostrare la sua espressione spaventata.
Dopo un po', Falin si rivolge a me:
- Allora, Hans, tua nonna ti ha detto che imparerai a usare una spada? -
- Sì. -
- Beh, che ne pensi? -
- Spero di non dover esercitarmi troppo... -
- Hans! - mi riprende mia nonna, ma Falin non ci fa caso e ride.
- Anche Marti non ama molto questa idea. Lui è un tipo molto tranquillo. -
Marti sorride timidamente e nota la veranda piena di fiori.
Il nonno segue il suo sguardo e gli chiede:
- Ti piacciono? Hans, perchè non fai vedere a Marti i fiori di nonna Dazel? -
Borbotto qualcosa che non saprei ripetere e lo porto in veranda.
Mi chiudo la porta-finestra alle spalle e sospiro.
Marti sfiora le piante, ammirato, e mi chiede, con una voce soave come quella delle femminucce:
- Li coltiva la tua nonna? -
- Sì. Ha il pollice verde. -
Marti annuisce e non parla più.
Ricordo ciò che mi ha detto il nonno e decido di provare il suo consiglio.
- Ti piace il mare, vero? Quella laggiù non è la tua barca? -
Felice per la scelta dell'argomento, dice che il mare è, secondo lui, la cosa più bella che esista.
- Chi ti ha trasmesso questa passione? Tuo... padre? - chiedo con tono indifferente, ma in realtà ho capito che c'è qualcosa che non va.
Voglio solo una conferma.
E infatti, eccola che arriva: Marti diventa rosso e scuote la testa, imbarazzato.
- No... è stata mia madre a insegnarmi che il mare è un mondo fantastico, anche se pericoloso se non lo si conosce. -
- Davvero? Ma i Falchi Viaggiatori non amano solo l'aria, il vento, il sole in faccia? Tua madre doveva essere un tipo ben strano. -
Marti è sempre più imbarazzato.
- Perchè parli al passato? Come sai che mia madre è morta? -
Benedico i miei capelli lunghi: questa volta divento io rosso, ma lui non se ne accorge.
Ha perso la mamma? Anche lui?
- Beh... io... - balbetto.
- Lasciamo perdere. - mi interrompe Marti, sorridendo. - Hai capito che il signor Falin non è mio padre, vero? -
- Lo hanno capito tutti... - mormoro. - Chi sei? -
Marti accarezza i petali di una rosa.
- Non lo so. Sono stato adottato. -
- E quella storia di tua madre? -
- Inventata. - sorride Marti.
Lo osservo: ha i capelli neri, gli occhi castani, e sembra che ne abbia passate parecchie.
All'improvviso, mi sta simpatico.
Voglio diventare suo amico.
- Ascolta, mi spiace per... -
Marti fa un gesto vago con la mano e capisco che mi perdona.
- Non sai nulla della tua famiglia? -
Scuote la testa.
Rimango un attimo in silenzio, poi gli dico di aspettare e corro verso lo studio del nonno.
Quando torno, ho in mano due fotografie.
- Guarda: questa è la mia mamma e questo è il mio papà. - dico, un po' emozionato. - Non li ho mai conosciuti. -
- Morti? - chiede Marti, timido.
- Sì. Ma la nonna e il nonno non vogliono dirmi niente su di loro. Neppure come sono morti. -
Marti indica mia madre.
- Ti somiglia. - dice.
Alzo le spalle e rientriamo in salotto.
I nonni sembrano soddisfatti.
- Tutto bene? - chiede Falin.
- Sì. - risponde Marti.
Il Falco Viaggiatore si alza e si sistema la veste.
- Beh, credo sia ora di andare. Hans, ti verremo a prendere dopodomani. Va bene? -
Guardo i miei nonni, un po' deluso.
- Così presto? Pensavo... -
Mi interrompo: non voglio più essere scortese.
- Senti, Marti, perchè non resti a dormire qui? Mi farebbe piacere! - esclamo.
Marti diventa raggiante, Falin sembra dubbioso.
Ma la nonna e il nonno sono così contenti che lo convincono.
Marti è sempre più felice.
Non credo abbia molti amici...

Fine